EHILA’ BEPPE. VOLEVO DIRTI UNA COSA

EHILA’ BEPPE. VOLEVO DIRTI UNA COSA

Grillo cervello

di Massimo RIBAUDO

Beppe, Beppe Grillo, scusa.

Volevo dirti che quando hai affermato che “bisogna cambiare il cervello agli italiani”, facendo il gesto di staccargli la testa dal collo, hai dimostrato che sei di destra.

Credi che con la violenza (che nasce dalla paura, e tu hai paura del futuro) si ottenga tutto.

No. Se vuoi cambiare, con lentezza, i cervelli, gli devi far vedere un mondo diverso.

Ma non su internet.

Per le strade, le case, le piazze. Nella vita reale.

Una volta spiegato il mondo, si tratta di cambiarlo.

L’ha detto Carlo Marx, mi sembra.

RES PUBLICA

RES PUBLICA

art. 3 Costituzione

 

di Massimo RIBAUDO

Non si può fare politica, cultura, azione sociale soltanto resistendo, come una diga, al flusso degli eventi.

Ha ragione Walter Siti: “Resistere non serve a niente“.

Al meccanismo economico e sociale che privatizza le vite umane, che fa delle informazioni, dei servizi alla persona – anche i più essenziali e necessari – e delle capacità relazionali una merce di scambio, che fa dell’esistenza umana una scommessa da vincere o perdere in base alla situazione famigliare e di nascita è inutile opporsi con ragioni e metodi del passato.

“Vogliamo più cultura e più possibilità. Uguali possibilità“.

Ci rispondono, sorridendo beffardi, che abbiamo Internet.
Poco importa che senza le basi del gusto, dell’estetica, del discorso, del ragionamento, della grammatica, della sintassi, della logica – gli elementi di una coscienza e conoscenza umana che i primi anni scolastici e ottimi docenti ti offrono – questa immensa mediateca non sia fruibile.

Lo sarà per chi si può permettere quei docenti, quei metodi, quelle aule, quei tempi che servono ad apprendere, ad “imparare ad imparare”. E poi, per scalare società e guadagnare sui fallimenti in Borsa, non serve cultura e capacità. Basta un buon algoritmo matematico.

Il futuro migliore è per chi già lo possiede: non per chi ha un contratto che scade fra sei mesi ed è prigioniero dei tempi degli altri. Per chi può seguire o far seguire il percorso scolastico e sociale dei propri figli. E’ per l’upper class. Sempre con meno partecipanti, sempre più upper ed invisibile.

La ricchezza di pochi determinerà il benessere di molti, ci hanno detto.

Come abbiamo fatto a crederci, resta un grande mistero, ma ci hanno creduto in molti.

La Sinistra politica in tutto l’Occidente si è solo limitata a limitare i danni, a cercare accordi al ribasso con il modello neoliberista. I leader populisti, invece, sono oggi la più grande stampella, e potremmo dire “il bastone”, del mercantilismo finanziario globale, che ha dimostrato tutta il suo fallimento, eppure si dimostra ancora egemonico nelle politiche governative.

Resistere, non serve a niente. Si deve agire e reagire.

Come si è fatto nel 1946 anni fa quando l’Italia scelse la Repubblica con un referendum al quale partecipò il 90% degli aventi diritto al voto.

Come si è fatto nei giorni del referendum del 12 e 13 giugno 2011, per l’acqua bene comune, per l’ambiente italiano bene comune, per le strategie energetiche bene comune, per la giustizia bene comune e non vantaggio dei singoli.

Come si è fatto il 4 dicembre 2016: salvando la nostra Costituzione che è un bene comunitario e popolare intangibile.

E dobbiamo continuare a chiedere, a pretendere: come fa Carlo Petrini per il suo progetto “Terra Madre“. Il nostro cibo è bene comune, la terra lo è, il sapore e la qualità degli alimenti che non può essere assoggettato a logiche unificanti imposte dai mercati.

La scienza medica, gli psicanalisti, gli epidemiologi affermano che la salute fisica e mentale dipendono dalle condizioni socio-ambientali che determinano la qualità della vita.

Dovremmo ricordarlo al Ministro Beatrice Lorenzin.

E’ stato un concetto che ha creato il welfare moderno e che è stato abbandonato perchè lo Stato italiano non può più gestirlo come ente sovrano, in quanto il suo bilancio viene deciso da organi non democratici quali la Commissione europea e la BCE.

In ogni caso il welfare, lo stato sociale del benessere collettivo è stato lasciato al mero interesse privato, per la felicità di assicurazioni e imprese farmaceutiche.

L’appropriazione continua del bene collettivo a fini mercantili e speculativi elimina ogni possibilità di sviluppo umano, così come il tentativo, (dietro i Trattati CETA e TTIP) di far sparire la biodiversità.

Così si privatizzano e si consegnano alla logica del profitto interi settori di vita umana.

Più Mercato? NO. Più Stato, più Società.

Dobbiamo lavorare tutti per generare modelli di vita non basati su winners e losers, ma su legami sociali solidali, fiduciari, cooperativi: sottraendo, con leggi e pratiche collettive alla disponibilità del mercato quei beni e servizi che la comunità considera indispensabili e funzionali alla realizzazione dei diritti fondamentali delle persone, al buon vivere di ciascuno e di tutti (res communes omnia).

I beni collettivi, come l’ecosistema, la Salute, la cultura, la giustizia sociale, costituiscono quel tessuto primario che consente la rigenerazione della vita: the life’s support system.

Ma non basta, per tutelarli e renderli fruibili nel tempo per noi e le generazioni future la sola spinta, pur fondamentale, “dal basso”.

Vi devono essere un diritto, una politica, un modello economico riconosciuto e valorizzato da classi dirigenti consapevoli e lealmente dedicate al patrimonio dei beni cche tutelino l’azione sociale creativa ed autonoma dei cittadini.

Avendo sempre come punto di riferimento – come fine e non come mezzo – l’umanità intesa in senso reale, visibile, concreto, storico.

Ciò che è interesse di tutti, e non soltanto del singolo, e che è protetto da un’autorità che realizzi emancipazione e progresso umano – e non oppressiva e vorace – in latino ha un nome bellissimo:

“Res Publica“.

ASPIRINE & VACCINI

ASPIRINE & VACCINI

Vaccinazioni

di Massimo RIBAUDO

Sapete che potrei prendere un’aspirina e morire?

C’è scritto sul foglietto illustrativo. E prima di approvare e commercializzare un farmaco l’azienda farmaceutica deve presentare i dati della sperimentazione e di quanti soggetti hanno avuto effetti collaterali gravi in percentuale sugli utilizzatori.

Poi, il medico, per certe mie patologie o sintomi mi CONSIGLIA di prendere l’aspirina.

E io gli do retta, assumendomi il rischio di non sapere che ho un ulcera duodenale…

Bene. Il decreto legge di Beatrice Lorenzin OBBLIGA I BAMBINI a eseguire 12 VACCINI di cui l’AIFA – L’Agenzia Italiana del Farmaco – mantiene segreti i dati statistici sugli effetti collaterali.

Non li ha presentati al Ministero. E’ un decreto “in bianco”. Un fatto GRAVISSIMO.

Però nessun giornale ne parla. E vedo in giro tanti superesperti che non ne parlano.

Che gli importa se dovessero arrecare danni neuronali permanenti a un bambino? Che gli importa se un bambino è già stato immunizzato da tre vaccini e deve poi lasciarsi inoculare lo stesso perché uno degli obbligatori è esavalente?

NON SANNO NULLA, NON CI SPIEGANO NULLA, E CI OBBLIGANO.

E’ fascismo? No, è neoliberalismo conclamato.

Il vero fascismo di oggi.

TRA LA SALUTE E IL BUSINESS DEVE ESSERCI LO STATO

TRA LA SALUTE E IL BUSINESS DEVE ESSERCI LO STATO

Vaccini

di Massimo RIBAUDO

Pier Paolo Pasolini fu assassinato, secondo molte testimonianze e collegamenti fattuali, per il suo romanzo “Petrolio”.

Aveva toccato un filo dell’alta tensione.

Credo che oggi, se qualcuno osasse scrivere “Farmaceutica”, avrebbe lo stesso destino.

Tutti parlano di Scienza, a proposito dei vaccini. E chi può essere contro il metodo scientifico correttamente applicato?

Ma il punto non è questo.

Da parte dello Stato, che in questo senso dovrebbe essere una guida, non c’è spiegazione, elaborazione e diffusione di dati chiari e certi. Solo allarmismo. E poi imposizione di obblighi.

Ministero della Salute e antivaccinisti sono uguali. Offrono solo disinformazione.

E intanto la Farmaceutica privata, il business più grande che esista al mondo, si fa gli affari suoi.

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

Tempi moderni - Chaplin

Mentre si parla dell’età della moglie di Macron e della proposta di matrimonio di Fedez alla Ferragni, il Governo ha approvato a larga maggioranza (Forza Italia, PD, e tantissimi astenuti che non hanno avuto il coraggio di votare CONTRO) una legge sulla tutela del lavoro autonomo e del “lavoro agile”, quello dei cosiddetti “smart worker”, che vanno da coloro che spostano merci nella grande distribuzione ai traduttori.

Però non vedo parlarne.

Non è il job act. E’ peggio.

Se proprio lo volete chiamare in inglese chiamatelo “SLAVERY ACT“.

Non c’è nessuna previsione di sicurezza del “lavoro agile”. Sarà agile come quello del trapezista che fa un salto mortale.
Senza rete.

Ah, le decisioni le prende solo il datore di lavoro. Perchè tutto viene deciso in accordi tra le parti, senza tutela sindacale.

Tra chi mi offre un lavoro, e io che non so come pagare l’ultima bolletta della luce, chi è la parte contrattuale in posizione di forza?

Comunque adesso è chiamato “lavoro autonomo con unico committente“. Si chiamava lavoro dipendente un tempo. Però adesso sei uno “smart worker”. Pagato meno di uno smartphone.

Ho ascoltato senatori della Repubblica affermare che le cose sono cambiate, che questo è il futuro, che non si può tornare indietro.

E invece SIAMO TUTTI TORNATI INDIETRO. Al 1800.

Però, oh. Fedez è un fico, dai.

Massimo Ribaudo