GLI OCCHI DI UNA MADRE CHE GUARDANO LO SBARCO DI MIGRANTI A BARI

GLI OCCHI DI UNA MADRE CHE GUARDANO LO SBARCO DI MIGRANTI A BARI

Arrivo migranti bari

di Tea CERNIGOI

Ieri sono sbarcati al porto di Bari 644 africani.

Vi copio il commento di un’amica che era là per accoglierli.

Ci ho pensato un po’ prima di scrivere questo post. La pelle ancora ‘tira’ di ustione, la testa è ancora sottosopra per il caldo terribile e le sensazioni contrastanti che avvolgono i miei pensieri da ieri mattina.

Non sono una credente praticante, mi ritengo cristiana perchè amo l’idea di un Dio che si è fatto uomo, anche nelle piccole cose, anche nelle ultime. Ero lì con la precisa idea di abbracciare le mamme e i bambini, di sostenere chi di loro stesse allattando. Ero lì per cambiare insieme a quelle mani distrutte dal viaggio i pannolini dei cuccioli.

Ma i bimbi non avevano panni. Un paio, si, ma fetidi e colmi di urine di giorni.

Le donne non avevano vestiti definibili tali.

Uomini alti e forse un tempo possenti erano avvolti da parei femminili, i più fortunati avevano slip.

Le teste basse lo sguardo perso verso il nulla. Nessuno aveva le scarpe.

Una umanità di 644 persone che camminava scalza da chissà quanto.

Ho pensato subito alla lavanda dei piedi, quando le mie amiche di Secondamamma si chinavano a mettere ciabatte agli uomini, uno ad uno, rivestito e lavato alla meglio. Impossibile, guardando quella immensa fila umana e composta (nessuno non rispettava la coda, nessuno) non ripensare ai campi di sterminio.

Dopo aver aiutato le donne ed i bimbi a cambiarsi, dopo aver distribuito acqua e biscotti alla immensa fila, alla fine il mio ‘compito’ è stato di prendere sottobraccio questa umanità e accompagnarla nel tragitto dalla tenda medica allo stand di In.con.tra. Un panino, un succo di frutta, del riso, mentre le loro gambe traballavano e si doveva sostenerli perché non cadessero.

Non voglio un applauso; vorrei però prendere a ceffoni tutti gli ipocriti senza sangue che ieri erano dietro una tastiera a lanciare invettive contro i neri, contro il sindaco e contro l’invasione.

E poi mi piacerebbe spiegare che no, non avevano cellulari in mano. Quando la tua speranza si ribalta in mare dopo tempi apocalittici di stenti, perdi tutto, anche le mutande. Non dimentico, perché sono madre, gli occhi dei minori ‘non accompagnati’.

Penso che avranno perso nel naufragio le loro mamme,o nella migliore delle ipotesi le loro madri li hanno imbarcati nella speranza di un futuro.

Non migliore, semplicemente un futuro. Da madre, io tremo.

Tutto il resto, il vostro solito ‘pro domo mea’ mi fa schifo.

MIGRANTI: LE GRANDI COLPE DELL’EUROPA

MIGRANTI: LE GRANDI COLPE DELL’EUROPA

Gino Strada

di Gino STRADA

L’Unione Europea ancora una volta dimostra di non capire la crisi umanitaria di fronte alla quale si trova.

Le proposte per gestire il flusso dei migranti in arrivo dal nord Africa vanno verso la militarizzazione del Mediterraneo e dei Paesi attraverso cui transitano i migranti.

Finanziare i centri di raccolta dei migranti in Libia, che sono a tutti gli effetti campi di detenzione e di tortura, investire per controllare i confini dei paesi di transito, dove vengono sistematicamente violati i diritti umani, impedire alle navi delle Ong l’attracco nei porti italiani sono tutte facce di una politica repressiva delle migrazioni, che ignora la sofferenza di milioni di esseri umani.

L’Europa si sta tirando indietro. Ai muri si sono aggiunti i carri armati.

L’Italia, che ha dimostrato fin dall’operazione Mare Nostrum, i suoi principi di umanità e solidarietà deve farsi portatrice presso l’Unione Europea di altre proposte per l’accoglienza di chi scappa dalla guerra e dalla povertà.

Solo l’apertura di canali legali e sicuri di accesso all’Europa – i corridoi umanitari e la concessione di visti per ragioni di lavoro e studio – e solo la condivisione dell’accoglienza e di politiche comuni di integrazione possono permettere di regolare i flussi nel rispetto dei diritti e della sicurezza di tutti.

E se anche l’Italia si ritroverà inizialmente sola in questo compito non rinunci a praticare il rispetto della vita e della dignità umana.

 

MIGRAZIONI: RESTARE UMANI PER SALVARE NOI STESSI

MIGRAZIONI: RESTARE UMANI PER SALVARE NOI STESSI

Profughi i mare

di Ivana FABRIS

Non più di un paio di giorni fa, sono casualmente incappata in un’intervista su SKY TG24 a Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, il quale, data la sua figura e il suo ruolo, a mio modo di vedere si è avventurato in dichiarazioni non solo inidonee a ciò che è preposto a fare ma che soprattutto evidenziano come sia in atto un tentativo di lavarsi completamente le mani della realtà di profughi e migranti abbandonandoli al proprio destino che sappiamo tutti bene quale sia.

Ma la cosa che reputo vergognosa, è che abbia accusato le ONG che si prodigano per il salvataggio di queste genti disperate, di poca trasparenza in quanto organizzazioni private.

Peggio del peggio, Di Maio, per giunta da rappresentante delle Istituzioni in quanto vicepresidente della Camera, nientemeno rilancia.

In altri contesti simili asserzioni scatenerebbero ilarità perché dinnanzi a parole come le sue, viene immediato dirsi che se lo Stato fosse presente, organizzato e ben preparato a questa drammatica realtà, nessuna, ma proprio nessuna ONG, si spenderebbe allo scopo.

In realtà, sappiamo tutti benissimo che il mercato di esseri umani è solo una forma di schiavismo perpetrata a danno di popolazioni che scappano dalle loro terre proprio perché il nostro ‘civilizzatissimo e progreditissimo mondo’, genera, fomenta e foraggia ogni sorta di guerra o squilibrio per poterne poi trarre massimo profitto.

Altresì è molto comodo per il sistema importare esseri umani come fossero merci (al pari delle navi negriere di epoche lontane ma mai scomparse davvero) che pur di sopravvivere sono disposti a lavori che non sono lontani da una vera e propria forma di schiavitù e, nel migliore dei casi, a lavorare con un salario semplicemente da fame, meccanismo che consente su larga scala di abbassare i salari a tutti rendendo normale questo abuso.

Al sistema neoliberista in Europa, tutto questo fa molto comodo.

Nel momento di maggior deflazione, convincere la massa dei lavoratori italiani che sia normale veder tagliare i salari, è quanto di più funzionale al sistema.

Nel contempo la propaganda che ormai è arrivata a livelli intollerabili, propala nella massa un razzismo, una xenofobia che dire ripugnanti non rende.

Si fomenta la guerra tra i poveri ad una potenza inaudita e i poveri ci cascano.

Si alimenta vergognosamente il convincimento che esistano realmente due livelli di vita: quella dei profughi e dei migranti e quella delle persone perbene che vivono dignitosamente del proprio sudato lavoro, minacciato da chi non ha più nulla.

Quanto è stolido chi pensa che noi tutti siamo in condizione protette!

Quanto è disinformato chi pensa di non essere solo uno strumento e solo l’altra faccia della medaglia, nelle mani di criminali che non esitano a falcidiare le vite di milioni di persone!

Ma pensiamo un po’, ad esempio, al fatto che Frontex, l’agenzia che si occupa del controllo delle coste, quando ha dato il via a Triton che ha sostituito Mare Nostrum, nel primo mese della sua attuazione ha aumentato del 485% gli sbarchi rispetto all’anno precedente in cui vigeva Mare Nostrum (!!!), con un -65% di coste pattugliate. Per non parlare del numero di morti in più che nemmeno si può quantificare.

I dati sono del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, comunicati in un’audizione parlamentare e non solo sconcertano, proprio dimostrano – anche attraverso le finalità dei due diversi programmi – che il mercato degli schiavi è voluto proprio da questo infame sistema.

Ed è a questo punto che risulta più che evidente che le ONG siano un grosso fastidio a chi vorrebbe avere pieno controllo di chi vive e chi muore in questi viaggi atroci mossi dalla speranza dove in realtà la speranza è già morta prima di vedere la luce, visto che i paesi che vengono interessati da questo drammatico fenomeno, ne hanno decretato la fine indirizzandosi solo al pieno sfruttamento di quegli esseri umani.

Si abusa ferocemente della condizione di bisogno, da un lato.

Dall’altro si criminalizza e punisce la povertà che si è generata in questa parte di mondo da cui fuggono questi esseri umani.

Poi si getta in pasto all’opinione pubblica che esista la volontà di fermarli quando non è affatto vero.
Inoltre, i movimenti migratori non li ferma nessuno.

Nessuno potrà MAI impedire al genere umano di cercare sopravvivenza e di nutrire un barlume di speranza per sé e per i propri figli.

I movimenti migratori sono sempre esistiti e chi ha cavalcato la paura ancestrale dell’essere invasi, latente in ogni essere vivente proprio a causa della sua storia passata, ha esso stesso contribuito indirettamente a questo che sta diventando il genocidio cui assistiamo.

Dobbiamo smettere e far smettere di parlare di buonismo per ricominciare a parlare di compassione, di vicinanza, di condivisione e si inizi soprattutto a pensare a politiche nazionali ed internazionali per gestire seriamente questo dramma, per restituire dignità non solo ai migranti ma anche a noi stessi, perché la commozione, qualora la si provasse, non basta.

Un mondo in cui razze ed etnie si mescolano, è un mondo che dobbiamo prevedere.

Inutile nascondersi dietro false parole, inutile negare l’evidenza, inutile illudersi!

Non serve respingere i migranti, SERVE GESTIRE I FLUSSI MIGRATORI proprio perché impedirli è impossibile e in un mondo dove lo sfruttamento e le logiche del profitto vengono superate, NON SERVONO DISTINGUO tra profughi ed esuli e migranti economici.

Ci sono le risorse per tutti, la Terra Madre se solo fosse rispettata e non abusata essa stessa dal dominio imperialistico e dal profitto sfrenato, consentirebbe di dare cibo a tutti, consentirebbe di vivere tutti dignitosamente e rispettandosi l’un l’altro.

Sogno? No, affatto.

Se crei benessere e ripartisci equamente le risorse, se investi sul lavoro, se dai a tutti una casa, se educhi tutti attraverso la scuola, ce la si può fare benissimo a non assistere mai più a simili scempi nei confronti di qualunque essere umano e qualunque essere vivente.

Chi scrive qui, non è credente, non viene da una famiglia di credenti. Non ha ricevuto i sacramenti ma un valore essenziale e indispensabile l’ha ricevuto: la solidarietà umana.

Come me, tantissimi altri.

L’essere umano è migliore di quel che si vuol far credere e gli si vuole far credere.

La capacità di compenetrazione nel dramma di ogni uomo, donna o bambino che sia, fa parte del patrimonio genetico di ogni vivente.

È la cultura del dominio, dello sfruttamento, del profitto più scellerato a farci diventare come cani rabbiosi che si azzannano per spartirsi l’ultimo osso, facendoci dimenticare chi siamo.
Non smettiamo di dimenticarci che siamo solo strumenti nelle mani di un sistema che non conosce limiti alla crudeltà.

Non smettiamo di reagire quando sentiamo parole come quelle pronunciate dal Procuratore Zuccaro.

Non permettiamo che simili narrazioni diventino la regola, che sia tutto NORMALE e domandiamoci invece, non se vogliano anestetizzare le nostre coscienze, ma addirittura fino a che punto vogliono farlo.

Ricordiamoci incessantemente che illudendoci di salvare noi stessi a spese di altre povertà, a spese di altre vite, non saremo più capaci di soffrire per chi non ha davvero più nulla e a quel punto saremo davvero alla fine della nostra storia.

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