NIETZSCHE, LA SICILIA E LA POLITICA ITALIANA

NIETZSCHE, LA SICILIA E LA POLITICA ITALIANA

 

di Antonio CAPUANO – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

L’eterno ritorno dell’uguale, ovvero, la politica italiana secondo Nietzsche.

Il mito del voto Siciliano, i 5 Stelle che vincono senza governare, la Sinistra smarrita e il Berlusconismo: l’eterno ritorno dell’uguale brillantemente descritto dal filosofo tedesco, sembra aver trovato piena concretizzazione nella seconda Repubblica italiana.

Sono stati giorni frenetici per la politica nostrana, il cui culmine sia in termini politici sia mediatici, è certamente stato quello inerente al voto siciliano il quale strumentalmente venduto secondo la narrazione, come portatore di risposte, ha partorito invece una lunga e prevedibile serie di dubbi.

Innanzitutto, appare palese come un minimo comune denominatore leghi i numerosi fili che compongono l’attuale intreccio politico, ossia l’irricevibile narrazione che riveste immancabilmente le vicende politiche del nostro Paese, tendendo a stravolgere con inaccettabile naturalezza la realtà dei fatti e i risvolti politici degli stessi, consentendo così la concretizzazione di scenari altresì impensabili.

In primo luogo, questa tornata elettorale isolana, ci riconsegna la stucchevole leggenda del proprio risvolto profetico in chiave nazionale: teoria sostenuta peraltro, con inspiegabile entusiasmo e convinzione, da fior fior di analisti politici in diretta nazionale.
Su questo, da studente di Scienze Politiche, lascio che a rispondere in modo coinciso quanto inattaccabile alle congetture, siano i dati freddi, oggettivi e implacabili.

Quindi l’esito del voto in Sicilia è davvero un inscindibile prologo delle elezioni politiche nazionali?
Risposta, assolutamente NO.

Basta rifarsi infatti alle ultime 5 elezioni tenute in Sicilia, per sfatare il mito e scoprire quanto segue:
4 volte il voto Siciliano è arrivato DOPO quello nazionale risultando quindi ovviamente irrilevante ai fini dello stesso e l’unica volta in cui esso è arrivato prima, è stata nel 2012 quando il candidato di PD e UDC Rosario Crocetta divenne Governatore della Regione Sicilia con uno schiacciante 30%.
Risultato oggettivamente tondo, ma che non evitò assolutamente all’allora Segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, la fragorosa disfatta delle elezioni politiche 2013 con tutto il disastro che ne è successivamente conseguito.

In secondo luogo, il risultato del candidato del M5s, Cancellieri, è prevedibilmente diventato oggetto di tifo da stadio tra 5 astelle e non, ma in realtà le prese di posizione nette di ambo le parti, appaiono oggettivamente errate e il dato politico ne esce talmente semplificato da essere sommerso dalle urla, fino al punto di svanire,

Perché se da un lato è assurdo parlare di “Flop a 5 Stelle”, al netto di un risultato oggettivamente importante e che con un altra legge elettorale avrebbe portato certamente al ballottaggio, non riconoscendo così il peso politico di una realtà ormai consolidata, dall’altro c’è una palese miopia dei 5 stelle nel non cogliere due aspetti cruciali.

Il primo nonché il più proccupante è la constatazione del fatto che neanche un movimento nato dal basso e ottimamente strutturato, riesce nell’operazione di incrementare la partecipazione politica ed erodere il fenomeno dell’astensionismo, il quale resta da tempo immemore il primo “partito Italiano”, dipingendo così un quadro sempre più desolante della nostra Democrazia e del nostro Paese.

Mi preme anche fare una sottolineatura banale quanto necessaria, dato che fare bene alle elezioni e vicerle per poi Governare, sono ovviammente due cose diverse, quindi rimarcare eccessivamente il primo aspetto e dimenticarsi totalmente del secondo può essere sintomatico di due cose: incompetenza e conseguente incapacità di analisi politica nonché rilevazione dei problemi o, molto più probabilmente, di una chiara strategia politica in cui si lavora sulle leve atte a creare e consolidare consenso politico, ben guardandosi però dal voler Governare e passare così dal dover distruggere al saper costruire.
A pensar male si fa peccato direbbe qualcuno, ma se tanti indizi fanno una prova…

Chiudo soffermandomi sugli elementi che più di tutti fotografano, a mio parere, la profonda crisi politica del nostro Paese e il peso della narrazione sull’opinione pubblica, ossia la sparizione della sinistra e il ritorno in campo di Berlusconi.

Perché se la vittoria in Sicilia della Destra in sé era prevedibile e prevista, anche in virtù di una sedicente sinistra che al netto di una presunta lista unita, resta eternamente vittima di un mortifero e annoso “complesso di moderatismo”, quello che sconcerta profondamente è sentire Berlusconi prendersi la paternità del trionfo e promettere ancora una volta che salverà questo Paese, trovando persone disposte a crederci, sostenerlo e applaudirlo.

Comprendo che per la satira sia manna dal cielo, ma se dopo 23 anni di Berlusconismo la gente è ancora disposta seguire davvero Silvio, allora c’è ben poco da ridere ed è chiaro quanto l’Italia sia ben lontana dal riprendersi.

Ecco, quando ha teorizzato l’eterno ritorno dell’uguale, ossia quella teoria tale per cui l’universo e la vita sono ciclici e alla fine si finisce sempre col tornare al desolante punto di partenza, Nietzsche si è rivelato essere un veggente oltreché un Filosofo.
Oppure, aveva semplicemente iniziato male la giornata leggendo un editoriale di Feltri.

 

I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

foto di Antimo Palumbo

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra – MovES

La Giunta Raggi ha ufficialmente comunicato che saranno ABBATTUTI 2400 Pini e altri alberi adulti, molti anche secolari.
Vecchi secondo la giunta e i “tecnici”, quindi pericolosi per definizione e “beata” l’ignoranza…
I Pini celebrati da Ottorino Respighi e da tutto il mondo.

DUEMILAQUATTROCENTO Pini e alberature di prima grandezza che ci hanno messo mezzo secolo e più a diventare quello che vediamo.
DUEMILAQUATTROCENTO polmoni che scompariranno come lacrime nella pioggia.

Le nostre lacrime, le mie anche se non risiedo a Roma perchè il problema a conti fatti, È di tutti.

La motivazione? NON È DATO SAPERSI.

Si sa, gli alberi possono essere anche un rischio.
Indubbio, ma solo se NON FAI MANUTENZIONE, se non fai valutazioni di STABILITÀ albero per albero, che son costi, eh?

Certo, con il patto di stabilità un partito che si è definito da sempre antisistema come il M5s, mica poteva rompere un simile patto inventato ad arte dalla UE per ingrassare il sistema bancario e finanziario e che dei cittadini, dell’ambiente, se ne infischia altamente, no?

Inoltre che dire dei Pini sani dell’Eur che verranno tagliati per la pista di Formula E?
Abbattimenti indiscriminati dei Pini, dunque, per non si sa bene quali ragioni e per la follia di UNA sola gara annuale in nome del profitto.

Però, però, ci dice che abbatteranno Pini adulti ma che ne piantumeranno 12.000.
Grandioso, vero?

NO, per niente.

NO, perchè quelli che pianteranno saranno di 80cm. l’uno.
OTTANTA CENTIMETRI, non so se rendo l’idea: perdiamo una massa fogliare IMMANE data dalle chiome dei Pini adulti (minimo 50 anni per formarsi così) che restituisce ossigeno in quantità enormi e trattiene polveri sottili e ogni genere di schifezza può entrare nei nostri alberi respiratori, in cambio di alberelli da meno di 1 metro.

NO, perchè questa estate la giunta ha lasciato morire di sete migliaia di essenze vegetali: alberi storici, grandi arbusti e chi più ne ha più ne metta.
NO, perchè questa è SOLO UN’OPERAZIONE PIGLIAVOTI.

Fanno credere alla popolazione romana (si vota ad Ostia domani e per la regione molto presto) e a quella italiana (ricordiamoci le politiche 2018) di avere a cuore la salute dei cittadini eliminando il rischio di schianti (ci dovrebbero dire quanti ne cadono ogni anno al punto di doverne abbattere 2400) e fanno credere che in sostituzione ne metteranno più del quadruplo.

Destinati però a morte certa, come ad esempio gli Ulivi piantati dentro grandi vasi fuori dall’ingresso principale della Stazione Termini, che da mesi e mesi sono solo cadaveri eccellenti.

Quanto affermo è tutto documentato, oltre che visibile.
Basta chiedere informazioni ad Antimo Palumbostorico degli alberi – e basta leggere nel suo gruppo Green City Roma dove vi consiglio caldamente di iscrivervi sia per monitorare la questione sia per dare supporto e visibilità ai problemi, GRAVISSIMI, del verde urbano di Roma ANCHE in previsione di quello che può aspettare noi tutti con un governo nazionale a 5 stelle.

Ma giusto se i Pini e tutti gli altri alberi insieme alla vostra salute vi stanno a cuore, cari romani e NON SOLO.
Come ho detto il M5s si appresta a governare il nostro paese e se le logiche sono queste, possiamo già cominciare ad andare in apnea respiratoria.

Facciamolo sapere, dunque, diffondiamo queste notizie.
Soprattutto RICORDIAMOCENE ai seggi.

È un dovere quello che abbiamo.
Verso gli alberi che tanto ci danno e verso la nostra SALUTE.

NOTIZIE DI POLITICA E PESCI ALL’AMO

NOTIZIE DI POLITICA E PESCI ALL’AMO

di Ivana FABRIS

Scorrendo le prime pagine dei quotidiani, quello che colpisce è la totale assenza di notizie rilevanti.
Solo gossip politico.
È così che alla fine tutto diventa fake news, a conti fatti, rispetto a quelli che sono i disastri di questo paese.

Partendo dall’affare sulla Lega Nord finendo alle “primarie” del M5s, le notizie che riceviamo e su cui discutiamo, ormai mirano solo a guidare la rabbia verso i soliti feticci impendendo alla massa di informarsi e ragionare nel merito dei problemi reali.

D’altro canto il sistema sa che la rabbia da qualche parte prima o poi deve tracimare, quindi sempre meglio creare delle valvole di sfogo, così da non correre seri rischi di ribellioni, specialmente avendo contezza del fatto che presto o tardi, una rappresentanza politica che intercetti quella rabbia e la organizzi, nascerà e non sarà un organismo politico di poco conto.
È lecito e logico pensare che accadrà perchè questo dice la Storia e quindi il pensiero appena esposto, di certo non è illusorio entusiasmo unito ad una speranza che da tempo cerca ragione.

Quindi, avanti tutta, sotto con lo sfogo per tanti anni di angherie e insulti verso la Lega e il discredito privo di concretezza politica nel MERITO per ciò che attiene al Movimento 5 stelle.

Sì, poi certamente le questioni di cui sopra riguardano anche la politica, in parte. Ma appunto, anche.
Di sicuro non sono però le notizie sulle questioni centrali di cui un popolo che viaggia a velocità sostenuta verso il baratro, dovrebbe preoccuparsi.

Infatti che la Lega non fosse quel mostro di legalità e trasparenza, era noto da anni e che il M5s al suo interno pecchi di democrazia rispetto a quanto proclama, non è un problema che riguarda l’Italia ma eventualmente chi vi ha aderito e chi lo vota. Un problema di democrazia INTERNA al Movimento, perciò, ma che coi problemi più urgenti del paese, ben poco ha a che fare.

Dovrebbe invece far riflettere che ruolo giocherà la Lega Nord alle prossime elezioni politiche, con chi si alleerà, in che modo cercherà di diventare l’ago della bilancia e soprattutto per chi.
Del M5s, invece, dovrebbe preoccupare che si prepara a diventare una forza di governo, quindi si dovrebbe insistere per capire BENE quali siano i suoi programmi POLITICI riguardanti il paese.

Le notizie dei media vertono tutte a farci ragionare di facezie, rendendoci tutti pesci all’amo, ma nessuno ci dice QUOTIDIANAMENTE che la condizione della scuola pubblica è GRAVISSIMA, con situazioni che si ripetono ovunque di assoluto caos, di iniquità, di diritti costituzionali negati.

Quelle stesse notizie dovrebbero parlarci INSISTENTEMENTE del problema dell’occupazione e invece parlano sistematicamente della disoccupazione ma proponendoci cifre e dati poco attendibili che portano la massa a dire “sì sì, vabbè, tanto…
E la rassegnazione, l’assuefazione e la totale disillusione, serpeggiano, radicano e si strutturano nella testa delle persone. Il sistema di potere è così che dà scacco matto ai bisogni di un intero popolo.

Ma ci sarebbe da parlare anche di sanità (sempre più privatizzata), di pensioni (sempre più esigue), di ambiente (sempre più violentato insieme alle nostre vite), di acqua pubblica e di servizi (sempre più abusati dal privato a danno del pubblico), dell’Africa saccheggiata dal prossimo EPA, un contratto di partenariato voluto dalla UE che il CETA e il TTIP al confronto sembrano un vero pranzo di nozze e con quello che conseguirà…

C’è un mare magnum di argomenti tutti scottanti di cui discutere, di cui informarsi e documentarsi, su cui ragionare in un confronto civile per proporre soluzioni.
E invece no. Anche nella scelta degli argomenti, sono le notizie del mainstream a guidarci.

Ma non solo.
Ormai l’informazione è tale per cui le notizie che riceve la massa, sono anche quelle che, usate come un martello che non smette di colpire i cervelli di tutti giorno dopo giorno, ora dopo ora, determinano anche l’agenda delle nostre preoccupazioni, facendo sì che mentre stiamo per morire di fame ci preoccupiamo di come verrà cucinato il cibo che neanche abbiamo.

Caro popolo italiano, ancora una volta il potere ti sta vendendo un prodotto avariato attraverso le notizie del suo sistema d’informazione e tu, drogato di propaganda, non sai più discernere il vero dal falso, come  con Berlusconi e la sua era, non sai distinguere il fantoccio del luna park a cui tirare la palle di pezza, dal nemico su cui mirare da cecchino.

Ma ancor più che il popolo italiano, caro utente medio dei social media come Facebook, fa attenzione perchè ancora una volta il social ti fa diventare a-social poichè ti isola nel suo recinto e sul fondale fa scorrere un film di notizie che non sono aderenti alla realtà, notizie relative a falsi problemi oggettivi.

Occhio dunque, che la trappola è scattata e se vogliamo davvero cambiare questo paese, allora è urgente e necessario, strappare il sipario e affinare non solo la vista per poter mirare bene il nemico, ma proprio tutti i sensi.

Ma più ancora, allertare sensibilità, intelligenza e sapere politico di cui tutti siamo capaci, specialmente frequentando un po’ meno Facebook e buttandoci su articoli, notizie e informazione in generale attinta da siti autorevoli.

E, perchè no, anche su un buon libro dove poter capire il nostro tempo e aver chiaro chi sia il nostro REALE nemico, al di là delle notizie che il sistema ci spinge a leggere e sentire.

Queste sono le armi, questa è ribellione, questo è spezzare le catene. Questa è libertà.
Il resto è solo un bisogno indotto e informazione guidata.

 

 

RAZZISMO E NAZIONALISMO, PILASTRI DEL FASCISMO

RAZZISMO E NAZIONALISMO, PILASTRI DEL FASCISMO

 

di Luca FAVALLI

Il concetto di fascismo è molto più largo di quello che si crede, perchè a torto si pensa che esista solo quello in camicia nera del ventennio e che questo sia quindi un tema superato e invece no, non è così.

Il fascismo è anche quella fascia grigia di ambiguità di chi considera le nostre istituzioni democratiche una inutile perdita di tempo e vorrebbe il rapporto diretto con il popolo; fingono di amare la povera gente invece la disprezzano e dimostrano il loro odio in ogni occasione, quella che ha l’impatto più facile.

L’attacco ai sindacati chiamati dai grillini parassiti (e non solo), chi se non i fascisti possono considerare delle libere associazioni perchè questo sono i sindacati, come parassiti non capendo che questi non lucrano soldi, ma i lavoratori si tesserano liberamente per essere rappresentati?

La verità è che il Movimento cinque stelle, la Lega, il PD e i forzisti odiano i lavoratori ed infatti questi partiti hanno tolto diritti ai lavoratori, allungato le pensioni in modo che il lavoratore sia costretto a lavorare di più, che viva la precarietà e sopravviva col lavoro nero.

Altro tema che racchiude il fascismo è quello di trattare la povertà come un problema di ordine pubblico.
L’uso degli idranti per sgomberare o multare i barboni che rovistano la spazzatura, significa scegliere sempre i padroni come interlocutori ed è una chiave di lettura importante perchè sappiamo che il fascismo per sua stessa natura è espressione padronale della classe borghese che sabota la democrazia ossia le istituzioni e sono azioni che rispondono tutte al concetto fascista di legge e ordine.

Il razzismo quello esplicito di leghisti e cinque stelle che arrivano addirittura a ipotizzare dei reati che hanno soltanto il volto degli immigrati, ossia se la violenza sessuale la commette l’immigrato diventa più grave perchè la destra razzista inserisce l’aggravante dell’inferiorità e uno dei massimi rappresentantiu oggi di questo pensiero,  guida la prima potenza del mondo gli USA, mi riferisco a Trump. 

I leghisti non sono molto diversi da lui ed hanno pure copiato lo slogan “prima gli americani”.

Ii leghisti sono antimeridionali da sempre e oggi si scoprono nazionalisti. La Lega Nord è un partito camaleontico capace di mille trasformazioni e nessuna di essa è positiva.

Ma c’è anche il razzismo liberale e benpensante del PD che per lavarsi la coscienza e per non avere più gli immigrati in casa fa accordi discutibili con governi militari e dittatoriali come quello libico che finanziano perchè rinchiuda i migranti e non permetta loro di arrivare.
Ipocriti perchè non riconoscono volutamente il razzismo e usano anche l’espressione più bieca che alimenta lo scontro di classe tra disperati e poveri “noi dobbiamo distinguere tra migranti economici e quelli che scappano dalle guerre” come fa Macron e non a caso Minniti piace alle destre e a questa Europa.

Lava la coscienza a troppe persone questo sistema, ma che non ha nulla di buono perchè ad informarsi senza pregiudiziali e con un po’ di coscienza di classe, lo si capisce in fretta dove ci si dovrebbe collocare perchè i racconti dei migranti sono strazianti.

E questo non significa di sicuro essere buonisti (altro termine fascistoide) ma affrontare il problema in tutta la sua complessità e GESTIRLO invece di generare odio discriminando tra povero e povero o tra povero e disperato.

CANCELLAZIONE DELLE PROVINCE, OVVERO IL SOLITO GIOCO DELLE TRE CARTE

CANCELLAZIONE DELLE PROVINCE, OVVERO IL SOLITO GIOCO DELLE TRE CARTE

abolizione province
di Ivana FABRIS
 
Infine gli italiani si sono accorti che la cancellazione delle province è stato solo un altro attacco contro i cittadini di tutt’Italia.
 
Il passaggio è stato solo sulla carta ma anche di carta, nel senso che le funzioni a cui erano preposte non sono state trasferite ma gli sono stati tolti i finanziamenti, creando un disagio mostruoso (strade, spazzatura scaricata a lato delle strade intercomunali e provinciali, scuole sempre più malridotte e soffitti che cadono in testa a ragazzi e docenti) oltre al personale deputato a manutenere tali entità.
 
Intanto, però, la vulgata pensa di aver eliminato spese inutile e spese della casta.

E ci siamo cascati ancora.

Di fatto hanno eliminato SOLO LA POSSIBILITÀ per gli italiani di ESPRIMERSI politicamente sull’operato degli amministratori provinciali delegando tutto così ad un potere che si arrocca sempre più e si chiude nelle sue stanze a decidere tutto sulla testa di intere aree geografica, tra l’altro che sono profondamente diversificate le une dalle altre, in questo paese.
 
Un potere accentrato è sempre qualcosa da temere come un’epidemia di peste bubbonica, ma pare che gli italiani, esasperati da un sistema politico ormai degno della decadenza di fine Impero, se ne siano completamente dimenticati.
 
Ancora una volta il sistema neoliberista ha colpito e affondato lo Stato cioè tutto ciò che è PUBBLICO, col solito giochino delle tre carte.
Prima ha ridotto al maggior malfunzionamento possibile l’istituzione pubblica, poi ne ha propagandato a livelli giganteschi i disservizi e infine l’ha affossata col placet dei cittadini stanchi di quel malfunzionamento.
Ma l’aspetto tragico è che quest’altro colpo al funzionamento del paese lo hanno propagandato come cambiamento.
 
Il nostro governo ha di fatto demolito un sistema che si poteva invece SANARE se solo ce ne fosse stata la volontà politica e un sistema consolidato da anni infischiandosene dei disagi che avrebbe comportato.
 
Ma tanto che importa a questa classe politica dello Stato, visto che risponde al neoliberismo che mira proprio allo SMANTELLAMENTO dello Stato?