VIRZÌ, LA SCUOLA DEL PD E IL M5S

VIRZÌ, LA SCUOLA DEL PD E IL M5S

pd-scuola

 

di Potnia THERON – MovES

 

Ho letto le dichiarazioni di Virzì (le cui simpatie elettorali per il PD sono note, ndr), secondo cui il M5s costituisce la rivincita di coloro che andavano male a scuola. E sotto certi aspetti si potrebbe anche essere d’accordo…

Tuttavia, l’illuminata intellighenzia del PD si è scordata che, non molti mesi or sono, la plurititolata ministra Fedeli inseriva nel curricolo della formazione dei docenti il famoso obbligo di acquisire i 24 CFU (Crediti Formativi Universitari, ndr) in discipline antropo-psico-pedagogiche.

Ebbene, tali corsi non sono che la completa messa in discussione delle nozioni, della concezione tradizionale di sapere, che non deve essere più concentrata sui contenuti, ma piuttosto sulla disposizione all’apprendimento.

È il trionfo di una cieca iconoclastia sanguinaria che soffia su quelle che definisce le ceneri del passato, bandisce la fatica, livella gli esseri umani omologandoli e nega l’intelligenza come dato biologico. La scompone, perfino, nelle intelligenze multiple (paravento degli idioti) e segna la definitiva vittoria della sola intelligenza emotiva.

Forse Giggino e Salvino sono gli emblemi dell’ipertrofia dell’inclusione, sono il referto in corpore vili dei nuovi orientamenti educativi, sono i luminosi campioni della nuova pedagogia (magari poi si scopre che sono anche DSA, pensa che bello!).

Di intelligenza emotiva, infatti, ne hanno in abbondanza: hanno saputo sfruttare la comunicazione non verbale, come ci si auspica in ogni percorso formativo, con tutte le distorsioni del caso e hanno esercitato unicamente l’empatia – al parossismo, all’isteria collettiva, si potrebbe dire persino al limite della patologia – nei confronti dei bisogni della nazione. Hanno esercitato anche la democrazia, secondo la vulgata, in quanto si sono fatti carico dei bisogni della maggioranza.

Ecco i primi mostri, dunque, figli di padri e maestri che hanno potuto bruciare tutto perché sulla testa avevano un tetto.
Il PD alla fine ci è riuscito. Ci si renderà conto troppo tardi che ora il tetto non c’è più!
FLAT TAX??? PAROLE PAROLE PAROLE…

FLAT TAX??? PAROLE PAROLE PAROLE…

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di Andrea SAVONITTO

 

Parole, parole, parole…e continuano a mettercelo. (….proprio lì!)

Un modello corrente di FLAT TAX esiste già e prende il nome di Contributi INPS che indipendentemente dal Fatturato come base sono uguali per tutti “i piccoli” commercianti! E se non fatturi (perché non lavori!) li paghi comunque.

Che tu abbia un BAR in un centro commerciale con 200.000 passaggi giornalieri o in un piccolo villaggio di montagna dove passano due anime squattrinate al mese (se non piove!) e si bevono un bianchino lasciando da pagare, tu ti paghi comunque, a prescindere, i tuoi 300 €/mese (!), 900 a trimestre…3600 all’anno.
In più parti da un imponibile forzatamente PRESUNTO e obbligatorio, iniquo e vessatorio.

Se non accetti il compromesso di dichiarare più di quel che ti gira, le aliquote salgono…
Così le piccole attività storiche di paese vengono strangolate e spremute fino alla tomba!

E metti caso se volessero nascerne nuove, creando servizi e implementando redditi marginali e compositi tra agricoltura, sport e cultura locale? Nisba…Nessun incentivo…A compensare un DISAGIO evidente!
Nessun riguardo.”Che ci stai a fare lì in mezzo alle capre?

Le Montagne (intese come valli, comunità frazionate e non solo cime…meglio specificare!) costituiscono l’80% del territorio nazionale e si sono spopolate negli anni perché non producono più “reddito”.
Ma c’è una intera economia frugale che potrebbe sopravvivere se realmente lo si volesse; se si capisse che 900 €/mese netti (dando per valida una esosa stima al 30% del “doveroso” versamento pensionistico, uguale ai 300 euri citati!), nelle piccole realtà non li vede nessuno.

A meno tu non sia sulle piste da sci o su una arteria di grande passaggio o sulla via migliore per la cima famosa. E può non bastare.
Questo è il Modello che piace a chi ne ha tanti e vuol pagare come chi ne vede pochi.
E’ il caso di dire: PENSACI cojone (licenza poetica assolta) quando voti, per chi voti e che cosa ti si propone!!

E ciò senza citare i maggiori oneri per servizi inesistenti, accessibilità disagiata, costi energetici superiori ecc ecc ecc
Tutto questo è comprovato dalla storia politica degli ultimi 50 anni: NON GLIENE FREGA UNA MAZZA A NESSUNO.
Fuck!🖕

Allora, facciamo così: se tu PRESUMI io abbia un reddito “tale” a questo punto, ME LO GARANTISCI! (non alla maniera grillina s’intende!).
Lo fai creandomi delle opportunità di lavoro SOCIALMENTE UTILI, spendibili sul territorio dove vivo.
Una partita di giro dove io restituisco, o tu trattieni, il giusto.
Forse, così il mondo civile, al di là delle tante parole e parole, può ricominciare a respirare. Forse…
FORMAZIONE DEL GOVERNO, AVANTI CON LA FICTION

FORMAZIONE DEL GOVERNO, AVANTI CON LA FICTION

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di Marta CONTINI – MovES

 

Anche questa volta parrebbe essere andata buca.
Prima sì, poi no, poi forse, poi ancora sì e infine no ma forse se…

Roba da far invidia agli autori delle fiction che si trasmettono proprio nelle tv berlusconiane. E già questo dice molto…

 

Aprono un tavolo programmatico: M5s e centrodestra che SEMBRAVA poter andare a segno e invece…
Invece Di Maio dopo qualche ora cambia idea (olè!) e si nega: logico dedurre che andare al governo con Berlusconi praticamente li “brucerebbe” (effettivamente non è che sia bellissimo governare con colui che hanno perculato per anni…dagli torto ai pentavotanti…)

 

Salvini si mette a disposizione, afferma che è ora di dire basta ai tatticismi e che non gli importa di chi gli dice di stare attento a non bruciarsi. Inoltre, afferma che questo governo non lo vuole anche una parte dei suoi. Superfluo dire chi…

 

Passa un altro po’ di tempo e Di Maio ri-cambia idea e dice che con la Lega andrebbe bene ma che potrebbero accettare solo l’appoggio esterno di Forza Italia (leggi Berlusconi).
Ma, UDITE UDITE, si parla di un altro CONTRATTO. Allegriaaa!!!
Mancava, vero?
Di Maio dice che questo contratto lo dovrebbero firmare solo due parti, cioè il M5s e la Lega. Berlusconi docet…
Meloni e FI dicono di no. E te pareva! Fortuna che tutti si sperticano a dichiarare nei vari TG che sono preoccupatissimi per il paese.
Pensa se non era così, che cosa avremmo visto…

 

E mica è finita qui, perchè la ciliegina sulla torta è che quella che, anche dovessero mettersi d’accordo, già si apre lo scenario su CHI dovrebbe assumere la Presidenza del Consiglio.
No, vabbè, ma gli elettori di tutti questi partiti, cosa aspettano a mandarli cortesemente a zappare o un mesetto in catena di montaggio da Marchionne per riportarli alla realtà?

 

Definire osceno questo balletto è poco.
Osceno a fronte di un paese che patisce di giorno in giorno gli effetti delle cosiddette riforme del PD che in nome de “ce lo chiede l’Europa”, ha effettuato la PEGGIORE MACELLERIA SOCIALE MAI VISTA nell’Italia repubblicana, in perfetto neoliberismo style.

 

Un paese per il quale, ribadiamo, sono tutti così preoccupati da non vedere l’ora di poter fare un nuovo miracolo tutto italiano e diventare così il governo più amato dagli italiani.
Un governo pop, con un esecutivo pop che fa leggi pop, a colpi di slogan marchettari e jingle pubblicitari.

 

Insomma, questa fiction è peggio di una telenovela brasileira (quelle ventennali da 3857 puntate) in cui gli attori principali sognano tramonti rosati e albe luminose, in cui tutti si sposano con tutti, tutti si separano da tutti, poi ci ripensano, infine dicono no ma vorrebbero dire sì agli amori proibiti o dicono sì ma vorrebbero dire no, sapendo che questo decreterà la loro perdizione.

 

Noi, intanto, siamo in trepida attesa di vedere se queste forze politiche che, tanto hanno dichiarato di essere in grado di cambiare il paese a forza di ruspe e di apriscatole, poi saranno davvero coerenti fino in fondo (ma a giudicare dagli obiettivi non la vediamo semplice) o se ancora una volta finirà con una coalizione a tarallucci e PD.

 

NORMALIZZAZIONE DEL M5S? FATTO

NORMALIZZAZIONE DEL M5S? FATTO

grillo-m5s

 

di Ivana FABRIS – COORDINATRICE NAZIONALE RESPONSABILE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA MovES

 

Il processo di normalizzazione in politica è quel passaggio in cui forze antisistema vengono canalizzate dal potere ad inserirsi perfettamente nel quadro generale di sistema.

Sta accadendo anche col neofascismo nella percezione generale.
Permettere che esistano liste elettorali neofasciste, ad esempio, far partecipare i loro esponenti ai dibattiti televisi, significa rendere tutto normale agli occhi degli italiani e questo, ovviamente, implica anche che di fatto si delegittimi l’antifascismo in quanto condizione non più necessaria, se il fascismo diventa normale.

Ma tornando al punto, qualcuno illusoriamente si aspettava che Beppe Grillo in qualche modo potesse disconoscere Luigi Di Maio.
Beh, davvero la pia illusione di chi ha realmente creduto che il M5s fosse un partito antisistema.
Che non lo fosse era chiaro sin dagli albori per diverse ragioni e oggi la conferma definitiva attraverso una dichiarazione di Grillo sul suo blog.

Questo passaggio dice molte cose:

“… il mio Vaffa, forse è finita l’epoca del Vaffa ma comunque ho cercato di capire, di essere curioso, di capire, Dio mio, capire. Cosa bisogna capire? Che cosa? Fra cosa bisogna andare a prendersi la verità?
Quale verità? La percezione della verità? Sto impazzendo, sto impazzendo, fate veloce a fare un governo perché io sto impazzendo”

Traduciamo:
Fate veloce a fare un governo.
A livello di comunicazione politica pura e semplice, sta dicendo a tutti gli lettori/elettori del M5s che va bene qualunque cosa, purchè questo governo si faccia.

Finita un’epoca? Sì e No.

Sta dicendo, Grillo…Sì, adesso noi M5s governeremo e quindi non aspettatevi PIÙ da noi che gridiamo slogan ma, anzi, vedrete quanto bravi, ordinati e rispettosi saremo di tutte le regole.

No, mai davvero iniziata se non per parcheggiare la rabbia intercettata grazie alla mancanza della sinistra nella scena politica e nei territori.

Questo ha reso funzionale al sistema il M5s e al tempo stesso solo demagogico, primo fra tutti, primo proprio in termini di successo di questa sua funzione.

Vedremo il risultato elettorale, siamo tutti molto curiosi in tal senso.
Non tanto percentualmente parlando, quanto sulle scelte politiche che faranno per formare un governo.

E credo che ci ricorderemo presto tutti di chi diceva che il potere logora chi non ce l’ha.

IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

IL CAMBIO DI CASACCA DEL M5S

 

del Coordinamento Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Il M5S non vuole più aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ma chiudervisi dentro, al pari di tutti gli altri che hanno sempre criticato.

Infatti, dopo aver cavalcato il no euro nel 2013 che ha fruttato al M5s una valanga di voti, DI MAIO DICHIARA CHE NON È PIÙ TEMPO DI USCIRE DALL’EURO.
Che dire se non che ce l’aspettavamo una sortita come questa?

Era OVVIO, alla luce di quanto abbiamo visto in questi anni, che sarebbe finita così specie dopo la sua dichiarazione di voler attuare quella “rivoluzione liberale che non è riuscito a fare Berlusconi” e dopo esser stato a Washington.

INOLTRE, PENSARE AD UN REFERENDUM SULL’EURO, significa NON VOLER IN ALCUN MODO USCIRE

Come si legge nell’agenzia di ADNKRONOS che abbiamo più sopra linkato:

Noi diamo 20 miliardi di euro alla Ue: dobbiamo contare e andare a quei tavoli” per cambiare le regole, aggiunge riferendosi al ruolo dell’Italia in Europa.

UN ALTRO CHE SPARGE FANDONIE.
Cambiare la UE dall’interno è TECNICAMENTE IMPOSSIBILE ma nessuno lo dice e tutti sposano il mantra del cambiare da dentro, quindi mentendo sapendo di mentire A TUTTI GLI ITALIANI.

Più ancora dell’affermazione precedente, quella che proprio dichiara quanta propaganda diffonde il M5s, è la seguente affermazione:

“Il quadro europeo non ha più quel monolite franco-tedesco e ora l’Italia può contare di più a quei tavoli e io credo che non sia più il momento per l’Italia per uscire dall’euro.”

Non siamo convinti che Di Maio non sappia del vertice tra Francia e Germania tenutosi il 4 gennaio scorso dove è stato riconfermato il Trattato Bilaterale dell’Eliseo che ha sancito quindi definitivamente l’esistenza di un’Europa a due velocità per il quale è evidente che il binario su cui viaggia l’Italia è quello a scartamento ridotto.
Perciò non si può che pensare tutto il peggio possibile di questa affermazione di Di Maio, perchè o si tratta di insipienza politica o addirittura proprio di propaganda degna di quart’ordine.

E che dire della maggioranza di governo che ricercheranno presso altre forze politiche?
Ma non erano degli assoluti puristi che non si sarebbero MAI coalizzati con nessuno?

Più ancora, però, fa saltare sulla sedia leggere che loro stessi faranno UNA NORMA COSTITUZIONALE per modificare l’art. 67 onde evitare i cambi di casacca.

Grottesco, inoltre, che si inventino una norma costituzionale perché i parlamentari 5 stelle non cambino mai idea quando loro stessi hanno cambiato TUTTA la loro linea politica rispetto a quando sono nati.

È questo il modo per rinnovare il paese?

Sono questi i rivoluzionari 2.0 che abiurano le loro idee e demoliscono definitivamente la politica manipolando essi stessi la Costituzione?

Salvo poi scrivere nel loro codice etico, quello messo a punto dal M5s per le Parlamentarie, che vada rispettata la Costituzione.
Come, di grazia, comprando qualche kg. di rispetto UNICAMENTE presso i mercati finanziari?

 

Insomma, ancora una volta aveva ragione Andreotti a dire che il potere logora chi non ce l’ha.

 

 

 

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