RIFLESSIONE SU UNA TRAGEDIA IN DIRETTA

RIFLESSIONE SU UNA TRAGEDIA IN DIRETTA

 

di Franco DE IACOBIS

La tragedia relativa all’incidente in cui recentemente ha perso la vita il pilota militare (36 anni) credo che ci debba indurre a qualche considerazione.

A) I media ne hanno parlato pochissimo, come se fosse nell’ordine naturale delle cose morire così, davanti alla propria moglie. Immaginate la copertura mediatica che sarebbe stata data ad un morto per mano straniera in un incidente stradale, ad esempio.

B) Chiediamoci a cosa e soprattutto a CHI servono questi patetici show muscolari, costosissimi e rischiosi che, a cominciare dalla patriottarda retorica fanfarona del 2 giugno, dovrebbero dimostrare la nostra abilità militare (e magari ribadire la virilità italica, vista la lettura psicanalitica che si potrebbe dare di certe esaltazioni in perfetto stile balbiano): questioni di mercato delle aziende belliche “obbligano” i nostri vertici militari, asserviti ai grandi gruppi come LOCKHEED, ALENIA, OTO MELARA, FCA (EX FIAT) ed altri belligeranti in doppiopetto, a pubblicizzare le armi attraverso queste esibizioni da circensi in divisa.

C) Tecnicamente non sapremo MAI come sono andate esattamente le cose: mi rifiuto di pensare che non esista un video UFFICIALE di quel tragico volo.

D) Se l’intento era quello di propagandare il prodotto EFA 2000 (l’aereo in questione, prodotto da Alenia e varie altre consociate), credo che la pubblicità sia stata pessima. E alla fine la colpa sarà attribuita ad un “errore umano”….sarò facile profeta.

Infine, credo che dovremmo opporci a questo genere di manifestazioni che oltre ad esporre sempre al rischio di sfociare in tragedia, costano quanto l’edificazione di mezzo ospedale!

Il nostro territorio non è violentato dagl’immigrati ma DALLE BASI MILITARI.
Per brevità tralascio i dati sui morti in Sardegna di leucemia e linfomi nei dintorni di Perdasdefogu-Salto di Quirra.

Proiettili all’uranio impoverito di cui SMD ha sempre negato l’esistenza sono stati quasi certamente usati per esercitazioni da aerei e forze di terra non solo italiani.
Pecore a due teste, malformazioni genetiche ed ogni sorta di aberrazione persino nei mari circostanti l’isola.

Ma si sa, fa più notizia un’intervista di Paola Taverna…
A proposito: che ne pensano dell’art.11 della Costituzionale i PULITISSIMI pentastellati?
Mai una parola sulle scelte politiche militari di questi scellerati governi che mi stanno facendo rimpiangere la DC.

Ma ovviamente il nostro pensiero va al pilota deceduto ed alla sua famiglia.
Vittime forse inconsapevoli, le ultime di una lunghissima, tragica lista.
Condoglianze.

STATO SOCIALE, URANIO IMPOVERITO E ARMAMENTI: LA DISFATTA ITALIANA

STATO SOCIALE, URANIO IMPOVERITO E ARMAMENTI: LA DISFATTA ITALIANA

 

di Franco DE IACOBIS

Un’agenzia di giugno passata molto in sordina sui media, ha dichiarato che Giuseppe Carofiglio, un ex maresciallo della Guardia di Finanza davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito, ha rivelato che nel 1994 in un deposito della Marina Militare nei pressi di Napoli, erano stoccati 300 kg. di munizioni all’uranio impoverito.
Nel 1994 presso il deposito della Montagna Spaccata, a Napoli, ho scoperto che nel deposito c’erano una ventina di casse, con sopra il simbolo della radioattività, con dentro 576 munizioni classificate ‘isotopo 238.Queste le sue parole.
Subito dopo la scoperta, lo stesso Carofiglio è tornato nel deposito “con un contatore geyser, un apparecchio non molto sensibile, i cui led però si accesero subito in presenza delle casse“. Informato il comando generale, questi furono i provvedimenti presi: “Di fronte ai miei dubbi da Roma mandarono addetti dell’allora Anpa (l’Agenzia di protezione ambientale) che, senza indossare alcuna protezione, entrarono nel deposito per un sopralluogo. ‘Non c’è da preoccuparsi’, mi dissero, ma viste le casse se ne allontanarono subito. Rilevarono la radioattività e lo scrissero nei verbali. Ma prima di andarsene, ci dissero: ‘basterebbe tenere una sola di queste munizioni sulla scrivania per un anno per ammalarsi di cancro‘”.

A nulla è valso che lo stesso ex maresciallo chiedesse di portare le munizioni al sicuro perchè “da Roma non vollero sentire ragioni e optarono per ‘smaltire’ tutte le munizioni all’uranio in una esercitazione, che effettivamente ebbe luogo ad agosto del ’94. Dove? Non lo posso dire con certezza, ma allora il poligono di tiro preferito era quello delle acque tra Ponza e Ventotene“.
Nessuno ne ha saputo più nulla anche se la sua testimonianza smentisce completamente le posizioni della Difesa.

Quindi, mentre lo stato sociale viene smontato pezzo per pezzo, poco a poco, l’unico comparto che resiste a tutte le intemperie (pur con tagli e riduzioni ma SOLO A SPESE DEI DIPENDENTI CIVILI, ULTIMI IN EUROPA PER RETRIBUZIONE MEDIA) è il settore MILITARE-BELLICO.

L’affare F-35 (90 aerei da 140 milioni di euro l’uno) ha arricchito solo la tristemente nota Lockheed, riducendo in bolletta le già magre casse dello Stato per degli aerei che a 10 anni dalla firma del contratto NON VOLANO.

La gestione del Ministero della Difesa e dei suoi bilanci, spesso secretati, è un buco nero nel quale nessuna forza politica HA MAI VOLUTO DAVVERO GUARDARE.

Una montagna di miliardi di euro gestiti da generali felloni che una volta in pensione passano a presiedere i CDA di Alenia Fiocchi e compagnia cantando, dopo aver opportunamente sistemato dei fiduciari sulle giuste poltrone. In breve, controllore e controllato diventano sovrapponibili e su questo nemmeno la Corte dei Conti trova nulla da eccepire.

A questo quadro si aggiunga l’assoluto e totale disinteresse per la salute sia pubblica sia dei propri sottoposti da parte degli stati maggiori: è nota la vicenda dei sottufficiali morti di leucemia e linfoma una volta tornati da teatri di guerra e l’agenzia di cui si parla qui, dice qualcosa di preciso nel merito della questione a conforto di quanto affermo.

A proposito: l’ex presidente del consiglio Renzi, solo buon ultimo tra molti, non aveva parlato di fine missione? Gentiloni tace ma il MovES intende FAR RISPETTARE L”ART. 11 DELLA COSTITUZIONE A QUALUNQUE COSTO.

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