IL MITE, PACATO, LETALE PAOLO GENTILONI

IL MITE, PACATO, LETALE PAOLO GENTILONI

 

di Sergio SCORZA per CONTROPIANO

 

C’è chi “a sinistra” continua a plaudire allo “stile pacato e mite” di #PaoloGentiloni, “preferibile al divisivo Renzi”. E certo, tutto si può dire del nostro flemmatico e compassato Presidente del Consiglio meno che non manchi mai di mostrare una naturale propensione alla calma ed una imperturbabile tranquillité.

Infatti, molto pacatamente, #Gentiloni ha voluto e poi firmato (con l’avallo #UE) quello sciagurato accordo italo-libico che ha consegnato alle mafie libiche una moltitudine di esseri umani in fuga disperata da guerre, carestie e regimi sanguinari. In base a quell’accordo i migranti, dopo aver attraversato centinaia di chilometri nel deserto ed essere sopravvissuti a ciò, possono finalmente essere rinchiusi e torurati negli infernali lager libici, oppure possono essere rivenduti come schiavi o fatti annegare davanti le coste libiche. Ma tutto ciò, va detto, succederà “ legalmente”. E che importa se l’Onu ha giudicato “disumana” la cooperazione tra l’#UnioneEuropea e la #Libia per la gestione dei flussi dei migranti? Si vede che l’ONU non sa apprezzare la pacatezza e la calma con cui Paolo è arrivato a quel grandissimo e prezioso risultato.

Non contento, il buon Paolo sì gentile ha fatto, poi, da battistrada niente meno che a Donald Trump e sulla via della prossima guerra mediorientale, chinando, molto pacatamente, il capo davanti al duro diktat Israeliano contro la dicitura “ Gerusalemme ovest” al Giro d’Italia 2018 . E’ notizia di oggi, infatti, che l’eccentrico e traballante President of United States ha annunciato l’intenzione di trasferire l’ambasciata statunitense proprio lì, a Gerusalemme, riconoscendola de facto quale capitale dello stato di Israele in barba a tutte le Risoluzioni dell’ONU. Diavolo di un pacato Gentiloni.

Infine, non è difficile immaginare che – dopo aver rimandato l’ambasciatore al Cairo a fronte di una decina di depistaggi egiziani delle indagini su ragioni, mandanti ed assassini del povero Giulio Regeni – il nostro pacatissimo ed assai mite Presidente del consiglio subirà con calma ieratica, mistico silenzio e senza mai perdere il proverbiale ed immancabile aplomb, l’arroganza mostrata dai tedeschi sul caso #Thyssenkrupp , dal momento che il “faro dell’Unione Europea” ha deciso di considerare nulla la conferma da parte della Cassazione delle condanne inflitte ai dirigenti responsabili del rogo di 10 anni fa in cui furono arsi vivi 7 operai.

Quando si dice la “banalità del male”.

fonte: CONTROPIANO

IL PREZZO DI UNA SCHIAVITÙ

IL PREZZO DI UNA SCHIAVITÙ

 

Eccolo qui, l’800 del Terzo Millennio.
Mancava lo schiavismo conclamato per completare il quadro e adesso c’è di sicuro anche quello.
Il reportage della CNN ha davvero chiuso il cerchio sul tempo che stiamo vivendo a livello globale.
Naturalmente sappiamo che in Italia c’è chi probabilmente è indifferente perchè un simile evento in Africa è uno scampato pericolo d’invasione in Italia o chi addirittura gioisce.
Noi riteniamo invece che questo sistema di potere vada rovesciato al più presto se non vorremo vedere davvero il ritorno definitivo di una condizione umana, sociale e politica che non avremmo mai potuto nemmeno immaginare solo pochi anni fa.
Anche a questo proposito, ci teniamo a pubblicare questo testo scritto da una donna ghanese che vive in Italia con tanto di permesso di soggiorno che fa molto riflettere su ciò che siamo e sui pericoli che crediamo corrano solo gli altri mentre di fatto sono solo diverse le modalità ma schiavi lo siamo già tutti.

A questo abbiamo detto NO! sabato 11 novembre a Roma e a questo continueremo a dire NO! e a lottare affinchè NESSUN essere umano e vivente sia schiavo del profitto di altri.

Il Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra

 

di Djarah AKAN

Credo di essere una bella ragazza.
Attraente, slanciata, culo grosso, tette grosse, 1.77 di altezza, belle labbra carnose e, un’accozzaglia di caratteristiche fisiche che ti creano sempre il pubblico da Zoo intorno.
Sono la classica ragazza africana che la gente comune non si farebbe alcun problema a definire panterona, leonessa, tigre, secondo i dettami del lessico zoologico che si utilizza per definire la “bellezza selvaggia” delle donne nere.

Quanto paghereste per comprarmi?
Quanto spendereste per potermi avere in un qualunque momento della giornata, che io lo voglia o no?
Tu che leggi, che guardi le mie e foto, che mi mandi messaggi privati complimentandomi con me per la mia bellezza, a te chiedo, quanto andresti a prelevare dal bancomat per poter fare del mio corpo quello che vuoi senza che io possa dire una sola parola?
Quanti soldi mettereste sul tavolo per comprarvi una nera come me? Fisicamente resistente, piuttosto istruita, che parla bene l’italiano e se la cava con l’inglese?
Quanto?

Potreste picchiarmi, farmi preparare la cena, mandarmi a prendere i bambini a scuola o tenere in ordine la casa. Potreste violentarmi o chiedermi anche un massaggio ai piedi, o semplicemente un po’ di compagnia. Farei volentieri la badante ai vostri anziani, magari a quelli malati che sono soli e vorrebbero unicamente qualcuno che li accudisse.
Io, se qualcuno mi comprasse, lo farei perché non sarei più una donna ma una cosa per cui è stato stabilito un prezzo.
E le cose, quando le compri sono tue. Ci puoi fare quello che vuoi.

Se non vi viene in mente un prezzo, pensate che in Libia anche oggi, una ragazza come me, verrà venduta ad un prezzo che non supererà i mille euro.
Tanto costa la vita di un migrante, quando i barconi vengono respinti e si ritorna in Libia, non più come donne e uomini liberi, ma come schiavi.

Pensavo a questo ieri sera, a quanto costerebbe la mia vita e il mio corpo se un domani perdessi sulle coste libiche quel pezzettino di carta che mi hanno rilasciato in posta l’altro giorno e, che attesta il mio nome, cognome e luogo di nascita.
Ma sono sicura che, anche se avessi delle carte, qualcuno mi prenderebbe e mi venderebbe, semplicemente. E questo perché i neri in Libia valgono meno della lota che si azzecca a terra alla fine di un concerto.

E non lo dico perché sta mattina mi va di fare la vittima o di far incazzare qualcuno. Lo ha detto la CNN, con un reportage che denuncia la vendita di donne e uomini africani a Tripoli; che i migranti, gli africani in particolare, ogni giorno vengono venduti sulle coste Libiche, in una vera e propria asta di uomini a cielo aperto.

Mentre guardavo il video si riuscivano a distinguere le voci dei venditori, voci ferme di uomini d’affari che ti rassicuravano sulla qualità e la resistenza del corpo nero.
Può lavorare, guarda come è forte, non si stanca, ha braccia forti, è resistente…

Immaginavo me stessa in quell’asta. Cercavo di cacciare dalla testa quel pensiero ma era difficile guardarmi allo specchio senza riconoscermi in quegli uomini.

Cosa avrebbero detto di me per convincere qualcuno a comprarmi? Che cosa dicono Delle migliaia di ragazze giovanissime, delle bambine che ogni giorno, dopo essere state respinte in mare dalla nuova Italia di Minniti, spariscono tra i cunicoli le sabbie libiche?

Che se verranno stuprate non piangeranno perché sono abituate già alle carceri libiche, a uomini che ti stuprano per tutto il giorno finché non muori o ti ammazzi da sola?
Ho la nausea per quello che scrivo perché so che è vero, ed è difficile da digerire persino per me.

Dovevo immaginarmi nei loro panni per fissare meglio nella mente l’odio che provo per ciò che l’Italia sta facendo ai migranti, ma per me è facile perché come ho detto, quando mi guardo allo specchio mi chiedo se somiglio davvero a tutte quelle persone, a tutti quegli africani e quelle africane non raggiungeranno mai l’Italia, che verranno venduti e che spariranno nel circuito della tratta.
E voi, bianchi, italiani, quando vi guardate allo specchio cosa vedete riflesso davanti a voi?

Il volto di Minniti che si complimenta con se stesso per una politica dell’immigrazione che provoca assassini e stupri su larga scala? Osservate la pelle pallida e le mani, pensando che siano sporche di sangue quanto quello del Ministero degli Interni?
Che cosa vedete? Che cosa provate?

Io credo che le corrispondenze cromatiche non bastino a spiegare come stanno veramente le cose in Italia e, cosa pensino gli Italiani di tutta questa faccenda e del modo in cui stiamo creando l’ennesima pagina di Storia popolata di mostri ed incubi che attingono ad un passato fascista, schiavista, neocoloniale, criminale.

Minniti non rappresenta l’Italia, perché io la conosco bene ed è stato in questo paese che ho imparato cosa significhi essere solidali, rinunciando a riconoscersi solo attraverso quei privilegi di razza e classe che ti consentirebbero verosimilmente di comprare una persona come me.

Minniti con le sue politiche è riuscito a trasformare la lotta al traffico dei migranti in un traffico peggiore: quello degli schiavi.
I Barconi carichi di persone, dal momento esatto in cui vengono respinti diventano Navi Negriere, come quelle disegnate con inchiostro di china che abbiamo imparato a conoscere e dimenticare in quelle due misere pagine di Storia dedicate alla tratta degli schiavi africani.

Nessuno è al sicuro dai rigurgiti della Storia, non lo sono io e probabilmente non lo sarete nemmeno voi.

Ma di una cosa sono certa: 800 dinari libici è il prezzo che l’Europa e che, questa Italia del PD ha dato alla vita dei migranti.

Andate a convertirli in euro e conoscerete il prezzo della vita di migliaia di persone, il prezzo della mia stessa vita se dovessero espellermi in Ghana e decidessi di fare ritorno in Italia passando dalla Libia come migliaia di miei connazionali.
Ottocento dinari, il prezzo di una vita.
IMMIGRAZIONE: DISINFORMARE PER DIVIDERE

IMMIGRAZIONE: DISINFORMARE PER DIVIDERE

 

di Gianluca LEO

Vorrei rispondere a tutte quelle persone che, in buona fede, dicono tante sciocchezze prive di senso sull’immigrazione.
Tengo a sottolineare che non è tutta colpa loro, ma è colpa di una percezione distorta della realtà.

Questa percezione è creata da una parte, dall’azione di molte fonti di informazione che hanno ben chiaro che si fa più audience agendo in questo senso.

Tutti sappiamo che l’immigrato che ruba fa più scalpore dell’italiano che ruba. Quindi non dico che inventino le notizie, anche se a volte capita, dico che quanto meno vanno a sottolineare volutamente questi aspetti. D’altra parte, questa percezione distorta è dovuta anche al ruolo di alcune forze politiche che non fanno altro che alimentare malcontento, odio e razzismo.

Per il principio di “divide et impera” mettono a punto una propaganda che seleziona appositamente per noi solo le notizie che vanno a creare questa percezione di invasione. Selezionano articoli, video, foto, che suscitano in noi forti sentimenti negativi e di indignazione.

Fatta questa doverosa premessa, vorrei dire che io non sono tra quelli che vengono a raccontarvi che il problema non esiste, il problema c’è ed è evidente. Ma va analizzato per quello che è e non per la percezione che si è creata intorno ad esso.

Ora, io ho provato a documentarmi, a studiare e a fare ricerca, e con umiltà vorrei dirvi tutto quello che ho capito riguardo a questo fenomeno.
Rispondo allora ad alcune tipiche esclamazioni.

1) DOBBIAMO RIMANDARLI A CASA LORO!

Per riportare un immigrato da dove proviene bisogna innanzittutto aver chiaro che non sempre si riesce a identificare queste persone che possono dichiarare di provenire da qualsiasi paese; in secondo luogo anche nel caso si sapesse con certezza il paese di provenienza, per riportarcelo bisogna necessariamente avere un accordo bilaterale con questo paese e non sempre questo accordo esiste.
Inoltre c’è anche un problema tutt’altro che poco rilevante, relativamente ai costi di rimpatrio e pensare di riportare i migranti agli hotstop libici, è davvero un crimine di cui la storia parlerà in futuro.

2) NON FACCIAMOLI PIÚ ENTRARE!

A questo proposito, oltre ad implicite regole di tipo umanitario, la legislazione italiana prevede una normativa sulla navigazione e sui trasporti. L’articolo 490 del codice della navigazione impone di salvare l’essere umano e portarlo al porto più vicino. Qualora la si volesse volontariamente infrangere tutto il personale sulle nostre unità in mare, assistere impotente e vedere con i loro occhi le persone morire nel mar Mediterraneo? Bisogna anche dire che per un marinaio tutto questo è inaccettabile perchè va contro proprio il codice di comportamento che appartiene alla marineria ed esiste praticamente da secoli. E lasciarli morire in mare non è proprio la soluzione.
Il blocco navale così tanto nominato, inoltre, prevede l’uso della forza, prevede quindi di imporre a ONG straniere che hanno soccorso dei bisognosi di trovarsi davanti ad un atto di forza, una dichiarazione di ostilità che l’Italia non può neanche permettersi. A quelli che affermano che per il G7 di Taormina hanno fermato gli sbarchi rispondo che non è esattamente così, infatti li hanno solo dirottati verso altri porti.
Infine, se si pensa ad una simile manovra, bisognerebbe anche dare una lettura allo Statuto delle Nazioni Unite e capire cos’è “l’operazione Triton”, perché l’Italia non può prendere da sola certe decisioni, a meno che non voglia chiudere tutti i rapporti internazionali, isolarsi e andare di conseguenza verso un totale disastro che porterebbe ad un collasso dei rapporti internazionali.

3) AIUTIAMOLI A CASA LORO!

Non è che l’Italia e l’Europa non si siano mai impegnati in tal senso, ma ci sono dei ma. Punto uno, i territori in difficoltà sono davvero molti e sono proprio l’Italia e l’Europa molto spesso a metterceli per poter così ottenere più agevolmente il profitto che traggono dalle risorse dell’Africa. Punto due, in alcuni casi l’aiuto occidentale non è gradito e sulla scorta del punto 1 non è difficile capirne le ragioni. Punto 3, l’intervento occidentale in alcune zone critiche potrebbe causare l’aumento dei disordini, degli scontri e quindi anche della repressione.
Utilizzare i soldi della gestione dei migranti per aiutarli a casa loro, quindi, è una affermazione altamente demagogico-populista. Intanto perché in qualsiasi caso il problema non si risolverebbe immediatamente con quegli stanziamenti di denaro e comunque sono risorse che servono per gestire le persone che per forza di cose vengono qui. È quindi inutile dire “usiamo quei soldi” perche le persone sono qua adesso, arrivano qua adesso e dobbiamo gestirle adesso.
Poteva sicuramente essere una forma di prevenzione dei flussi migratori, ma ora ci sono e vanno gestiti.

4) VENGONO TUTTI IN ITALIA!

Questo è falso, non vengono tutti in Italia e anzi, il nostro paese è una delle mete meno ambite e spesso, quando lo è, è per via provvisoria con la speranza di passare in altri paesi. Il Medioriente e il Nord Africa sono molto più soggetti a forti flussi rispetto all’Europa. L’Italia inoltre non è proprio tra i primi posti in termini di accoglienza, siamo ad esempio superati da paesi come Francia, Svezia, Germania, Austria, Danimarca, Belgio e altri.

5) NON SCAPPANO TUTTI DALLA GUERRA!

Questo è vero, non scappano tutti da una guerra. Scappano anche da violazioni di diritti umani, carestie, fame.
State pur certi che molti di loro farebbero a meno di lasciare le loro terre e le loro famiglie, la loro esistenza, se non fossero costretti.
State pur certi che non rischiano di morire durante il viaggio se non è strettamente necessario e durante il viaggio sono parecchi a morire, o a veder morire, muniti solo della speranza di rifarsi una vita, lontano dalle atrocità che hanno vissuto.

Ho risposto solo ad alcune delle affermazioni riguardo a questo complesso fenomeno, anche con il video pubblicato sul mio profilo Facebook.
Sicuramente molte cose mi saranno sfuggite e per questo continuerò le ricerche. Esorto però tutti a smetterla di usare questi luoghi comuni e a fare uno sforzo in più, documentandosi seriamente.

Il problema c’è e va gestito, ma tutte queste visioni demagogiche non fanno altro che distogliere l’attenzione dal problema concreto e ci fanno solo cadere in un mondo di parole che non trovano conferma nella realtà.
Intanto, però, questo mantra  continua ad alimentare la guerra fra poveri generata proprio da chi depreda quei territori da cui provengono gli immigrati.
Per una volta, dunque, proviamo ad impegnarci in una vera azione di autoinformazione.

GLI OCCHI DI UNA MADRE CHE GUARDANO LO SBARCO DI MIGRANTI A BARI

GLI OCCHI DI UNA MADRE CHE GUARDANO LO SBARCO DI MIGRANTI A BARI

Arrivo migranti bari

di Tea CERNIGOI

Ieri sono sbarcati al porto di Bari 644 africani.

Vi copio il commento di un’amica che era là per accoglierli.

Ci ho pensato un po’ prima di scrivere questo post. La pelle ancora ‘tira’ di ustione, la testa è ancora sottosopra per il caldo terribile e le sensazioni contrastanti che avvolgono i miei pensieri da ieri mattina.

Non sono una credente praticante, mi ritengo cristiana perchè amo l’idea di un Dio che si è fatto uomo, anche nelle piccole cose, anche nelle ultime. Ero lì con la precisa idea di abbracciare le mamme e i bambini, di sostenere chi di loro stesse allattando. Ero lì per cambiare insieme a quelle mani distrutte dal viaggio i pannolini dei cuccioli.

Ma i bimbi non avevano panni. Un paio, si, ma fetidi e colmi di urine di giorni.

Le donne non avevano vestiti definibili tali.

Uomini alti e forse un tempo possenti erano avvolti da parei femminili, i più fortunati avevano slip.

Le teste basse lo sguardo perso verso il nulla. Nessuno aveva le scarpe.

Una umanità di 644 persone che camminava scalza da chissà quanto.

Ho pensato subito alla lavanda dei piedi, quando le mie amiche di Secondamamma si chinavano a mettere ciabatte agli uomini, uno ad uno, rivestito e lavato alla meglio. Impossibile, guardando quella immensa fila umana e composta (nessuno non rispettava la coda, nessuno) non ripensare ai campi di sterminio.

Dopo aver aiutato le donne ed i bimbi a cambiarsi, dopo aver distribuito acqua e biscotti alla immensa fila, alla fine il mio ‘compito’ è stato di prendere sottobraccio questa umanità e accompagnarla nel tragitto dalla tenda medica allo stand di In.con.tra. Un panino, un succo di frutta, del riso, mentre le loro gambe traballavano e si doveva sostenerli perché non cadessero.

Non voglio un applauso; vorrei però prendere a ceffoni tutti gli ipocriti senza sangue che ieri erano dietro una tastiera a lanciare invettive contro i neri, contro il sindaco e contro l’invasione.

E poi mi piacerebbe spiegare che no, non avevano cellulari in mano. Quando la tua speranza si ribalta in mare dopo tempi apocalittici di stenti, perdi tutto, anche le mutande. Non dimentico, perché sono madre, gli occhi dei minori ‘non accompagnati’.

Penso che avranno perso nel naufragio le loro mamme,o nella migliore delle ipotesi le loro madri li hanno imbarcati nella speranza di un futuro.

Non migliore, semplicemente un futuro. Da madre, io tremo.

Tutto il resto, il vostro solito ‘pro domo mea’ mi fa schifo.

MIGRANTI: LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA DEL M5s

MIGRANTI: LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA DEL M5s

Luigi Di Maio

di Ivana FABRIS

Ci sono tali e tante imprecisioni in quanto afferma Gigi Di Maio nel video che sta girando tra le chat di FB, da fare abbastanza impressione per un partito che si definisce come l’organismo che cambierà il paese.

Personalmente, dopo 40 anni di politica vedo solo tecniche consolidate di mistificazione e strumentalizzazione di un problema per scopi elettorali.

Andiamo per ordine e capirete cosa intendo.

1) Di Maio dichiara sconcertato che c’era un accordo fra Renzi e Frontex.
E qual è lo scoop dello scoprire che il governo ha accettato gli sbarchi nei propri porti? Cosa si aspettava Gigi Di Maio, che la governance europea facesse le cose un tanto al chilo? Nossignore, se finora tutto è andato in una certa direzione è perchè C’ERANO DEGLI ACCORDI, e capirai che novità!

2) Altra dichiarazione propagandistica pre-elettorale: Renzi ci ha venduti per 80 euro.
No, non è così, CARO il nostro Gigi che non la dice tutta ai suoi elettori.
Renzi ci ha venduti per l’art.18, per la delocalizzazione dell’industria, per la riforma della sanità, per la riforma della scuola e molto altro che dovrebbe ben conoscere.
Renzi ha ATTUATO il dettato neoliberista ed essendo servo della UE colonialista, è NORMALE che agisca di conseguenza.
Ma se ne guarda bene, Di Maio, dal proferire parola CONTRO la UE oggi che il M5s ha capito che dire la verità su UE e UEM farebbe perdere consensi.

3) Di Maio afferma che la Libia rappresenta un problema di sicurezza nazionale.
SBAGLIATO. La Libia è un problema SERIO dalle primavere arabe.
Gigi Di Maio ci dovrebbe dire CHI le ha scatenate le primavere arabe e a che scopo, quindi dire anche se, chi le ha avviate per laidi scopi sempre legati al profitto, oggi potrebbe essere lo stesso soggetto che va a sanare il vulnus. In che film, prego?

4) Si chiede, Di Maio, se ci hanno cacciato dalla UE visto che siamo soli in questa vicenda.
No, non ci hanno cacciato. Semplicemente ci stanno usando come farebbe qualunque governo coloniale.
Buona l’idea di non dare tutto il contributo ma anche questa è SOLO DEMAGOGIA, perchè SA BENE, Di Maio, che farlo equivarrebbe ad USCIRE dalla UE. Quindi di che parla?

5) Insiste anche lui con la barzelletta del rimpatrio di migranti economici.
Cioè lo 0.5% circa della popolazione italiana? Mi sa che ci costa di più rimpatriarli che tenerli qui.
E soprattutto come glielo spiega a chi sfrutta questi esseri umani nel lavoro di caporalato? Come lo spiega Di Maio, alle imprese del nord-est che campano sulla pelle di queste persone?
Perchè a parole li vogliono cacciare tutti, ma i migranti sono un business a denaro sonante, quindi al di là dei proclami, poi il nulla.
Ma intanto si alimenta lo scontro: indigeni vs migranti, appunto, lo 0,5 DELLA POPOLAZIONE ITALIANA e non si dice CHI SIA IL VERO RESPONSABILE della nostra crisi interna, cioè la UE.

6) Di Maio: Triton è il più grande accordo ottenuto. NO, NON LO È.
Di fatto il progetto più efficace era Mare Nostrum: costo zero (compreso nello stanziamento alla Marina Militare) e 425% IN MENO di sbarchi, parole del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare in una audizione in Senato.
A meno che per Di Maio il più grande accordo sia riferito ai fondi che arrivano dalla UE per i migranti e NON risolvere il problema ai e dei migranti.

7) Dulcis in fundo, Di Maio scopre che il problema della UE è solo di tipo economico e che non gliene frega niente della gente da salvare. Ma va?
Scusi On. Di Maio, ma lei, finora, DOVE DIAVOLO È VISSUTO?
A CHE TITOLO siede in Parlamento e alla Vice Presidenza della Camera, se neanche questo aveva capito?

8) Poi, avvinto dalla sua efficace propaganda, l’Onorevole si lancia in strali e parla di alto tradimento del governo.
Se aver firmato un accordo con la UE sugli sbarchi è alto tradimento, ci dica Di Maio, cos’è aver inserito l’art.81 (pareggio di bilancio) in Costituzione e aver eliminato l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori?
Come mai il M5s non si straccia le vesti e invoca Odino e tutti i numi tutelari, CONTRO ciò che sta REALMENTE mettendo in ginocchio il paese???
Come mai On. Di Maio, NON DITE che questo paese riprenderà a vivere SOLO FUORI DA TUTTI I TRATTATI?

9) Afferma ancora Di Maio, come fosse la rivelazione del secolo, che gli accordi bilaterali sono stati firmati NON dai ministri ma dai burocrati.
Altra scoperta dell’acqua calda: i burocrati. Chiunque frequenta un po’ la politica SA che le decisioni più rilevanti, che tutto il governo (qualunque esso sia) è sotto il tallone dei famosi boiardi, amministratori dello Stato. Improvvise rivelazioni quest’oggi per Di Maio che scopre come funziona il sistema.

10) Infine si contraddice.
Che tenerezza, però…nell’intervista prima Di Maio dice che la Libia va stabilizzata poi afferma che l’abbiamo bombardata insieme ai francesi.

E allora, che ci vuole a capire che sono solo chiacchiere quelle di governo e ministri al seguito, ma pure quelle dell’On. Di Maio?
Ma di che parla?

Di che parla, ce lo dovrebbe chiarire, visto che se gli altri politici hanno fatto semplicemente quello che fanno coloro i quali sono servi in una colonia europea e badi bene l’Onorevole che anche il M5s, se non usciremo dalla UE, si ritroverà a fare le stesse cose di chi li ha preceduti.

Insomma caro Gigi Di Maio, a parte qualche sprazzo di verità qui e là, il resto è solo speculazione, è solo demagogia, è solo prendere delle posizioni perché incombono le elezioni e, drammaticamente, in tutto questo discorso di ben 18 minuti e oltre, NON HAI PRONUNCIATO UNA SOLA parola per quelle esistenze che cercano vita attraverso la loro speranza per il futuro.

Vite marginali, esseri umani in svendita, a conti fatti.

Solo numeri, regole e conti della serva Italia e NON esseri viventi e senzienti.
Avremmo dovuto ragionare così anche noi, popolazione del nord Italia, quando la gente del sud da cui proviene di Di Maio, veniva a Milano, Torino e in moltri altri centri industriali, in condizioni disumane.

Noi non lo abbiamo fatto.

In proporzione a quanto vediamo oggi coi migranti – tra l’altro, i meridionali che venivano al nord erano numericamente MOLTI DI PIÙ dello 0.5% della popolazione italiana – ma a parte qualche fenomeno che si riacutizzava ciclicamente, l’integrazione è avvenuta perchè il capitalismo LA VOLEVA e la massa l’ha accettata, indubbio, ma è avvenuta anche perchè esisteva una sinistra FORTE che impediva ogni deriva xenofoba e portava avanti una ferma volontà ad andare CONTRO OGNI FORMA DI SFRUTTAMENTO.

Noi gente del nord, noi gente di sinistra, abbiamo lottato INSIEME al popolo meridionale perchè non fosse più sfruttato, perchè gli fosse riconosciuto lo stesso trattamento economico, perchè fosse rispettata la dignità ad ogni singola persona e poco cambia se c’era il boom economico, considerato che ad affamare l’Italia oggi NON è il migrante ma la follia colonialista della UE che ci impone solo tagli all’occupazione e al welfare.

Ma di fatto è questa la differenza tra un Movimento trasversale che “destra e sinistra sono uguali” e una sinistra di classe: noi NON LOTTIAMO CONTRO altri popoli, ma lottiamo PER I POPOLI, per la loro LIBERAZIONE.

Il solo modo per affermare e realizzare anche la nostra.

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