LA LEGGE SULLA DIFESA NOTTURNA, ALBA DELLA DESTRA LEGHISTA

LA LEGGE SULLA DIFESA NOTTURNA, ALBA DELLA DESTRA LEGHISTA

sparare

 

di Giuseppe MASALA

Scopro che oggi (4 maggio, ndr) approderà in Parlamento una legge di riforma sulla legittima difesa che tenderà ad aumentare la possibilità di usare le armi da fuoco da parte di chi si sente minacciato all’interno del proprio domicilio.

Una legge che sarà foriera di molte disgrazie, non ci vuole un profeta per capirlo.

Ma questa è la deriva securitaria di stampo americano che l’Italia sta seguendo da qualche anno.
Mi ha colpito a tale proposito la manifestazione indetta dalla Lega – che secondo me colpevolmente – cavalca la tigre dove l’avvocata Bongiorno chiedeva una speciale indulgenza per le cazzate immonde che verranno fatte verso le donne “in quanto madri”.

Ovviamente essendo avvocata sa benissimo dove stiamo andando a parare con questa cosa: gente che spara e poi si scopre che il rumore che udiva dietro il cespuglio del muretto del cortile della palazzina sua era un barbone che rovistava nel cassonetto ecc, e lascio a voi tutta la possibile casistica dei futuri “errori” (in realtà omicidi legalizzati).

Sarò abbastanza stronzo ma l’oration piccola della Bongiorno (con mascheratura da Madonna dei sette dolori, una prece) mi conferma che si può essere nazi-femminista da posizioni di estrema destra o partendo da posizione di estrema sinistra (non marxiste, ma borghesi, post-moderne e libertarie, sia chiaro).

Che casino che stanno facendo i politici per uno sporco pugno di voti.

P.S.: Aggiungo per evitare fraintendimenti di sorta: ho fatto l’esempio dell’oration piccola della Bongiorno perché davvero mi ha colpito molto, ma sappiate che questa legge sarà la legalizzazione anche dell’erezione ai massimi livelli della ego-minchia maschile (così ben descritta dall’Ingegner Gadda nel suo “Eros e Priapo”).
Insomma, si darà il peggio del peggio, indipendentemente dal sesso.

 

Queste sono le argomentazioni dell’avvocato Giulia Bongiorno

 

Uno Stato per la giustizia, non per la vendetta

Uno Stato per la giustizia, non per la vendetta

 

di Antonio CAPUANO

I recenti e drammatici fatti di cronaca, riportano in voga un tema tanto caro anche alla Destra italica, ossia il cosidetto “eccesso di legittima difesa”. A me è caro, invece, il senso di giustizia.

Mi dispiace, ma su questo tema non accetto e non accetterò mai reductio ad absurdum, esempi, eccezioni, distinguo o “ricatti morali di sorta” del tipo “eh, ma vorrei vedere se succedesse a te ad un tuo caro cosa faresti…”.

Intendiamoci, un conto è chiedere uno Stato che garantisca un sistema di  prevenzione e controllo penale dei crimini più efficiente,  che sia quindi in grado di tutelare l’interesse pubblico alla giustizia attraverso: certezza della pena, pene congrue al reato ascritto, tutele ai cittadini e una profonda riforma del sistema giudiziario nonché carcerario, dato che tutto ciò è necessario ormai da tempo e sarebbe assolutamente sacrosanto.

Altro è paventare in maniera a dir poco aberrante un’istituzionalizzazione dell’istinto preistorico e conseguentemente una legalizzazione previo apposito istituto giuridico della vendetta, della faida o della legge del più forte.

Davanti a certe affermazioni che rasentano la follia pura, fatte tra l’altro con vanto anche da politici ricoprenti incarichi istituzionali, resto sinceramente impietrito, spaventato, schifato e senza parole.

Uno Stato deve garantire giustizia, sicurezza e ordine pubblico, non certo assecondare gli istinti primordiali dei propri cittadini che anzi quando necessario, vanno fortemente limitati.

Senza contare che se siamo indiscutibilmente contro la pena di morte, è perché crediamo fermamente nello stato di diritto, nell’inalienabilità del diritto alla vita e nel valore redentivo, rieducativo e riqualificativo del carcere (al netto del fatto ovviamente di potersi servire quando necessario, dell’istituto giuridico dell’ergastolo…).

Un Paese civile monitora, educa, corregge e tutela.

Un Regime reprime senza mezzi termini tutto ciò che non gradisce e se serve lo fa anche versando sangue innocente.

Quindi riflettete seriamente su tutto questo prima di fare certe affermazioni e soprattutto di avanzare certe pretese anche perché la vita è imprevedibile e a volte per passare da accusatore ad imputato, rimpiangendo così le tutele contro cui oggi sbraitate senza lucidità, può bastare davvero un attimo.
Il tempo di uno sparo, mi verrebbe da dire…

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