DAL DISASTRO SOCIALE AL “FENOMENO SALVINI”

DAL DISASTRO SOCIALE AL “FENOMENO SALVINI”

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di Giuseppe MASALA

 

E mentre la cosiddetta sinistra liberale e liberista porta avanti una strategia di delegittimazione e mostrificazione dell’avversario politico appaiono sempre più chiare le motivazioni che hanno visto esplodere il “fenomeno Salvini”.

La Coldiretti ci ha da poco informato che 2,7 milioni di italiani si sostentano fisicamente grazie alle derrate alimentari donate delle varie associazioni del terzo settore (mai benemerite come ora), quali la Caritas e il Banco Alimentare per citarne due. Un dato che ci interroga sull’abisso nel quale la nazione è finita.

Salvini non è figlio del totale impazzimento degli italiani ma di un vero e proprio disastro sociale che chi stava al governo ha contribuito a creare anche se per ideali doveva contrastare.

Inutile fare i moralisti con la pancia piena, inutile proporre la narrazione dell’innamoramento dell’uomo forte che avrebbe colpito gli italiani. Il voto a Salvini è un voto di paura e di legittima difesa contro una sinistra che ha buttato la nazione nel disastro nascondendosi dietro bandiere buoniste come quella sui migranti per far serrare le fila ai propri elettori e convincerli che con loro stavano dalla parte dei buoni.

Un vero e proprio ricatto morale che ora si è addirittura aggravato con il lancio della fatwa di fascismo contro chiunque ponga in dubbio questa narrazione.

Mi spiace, ma il disastro sociale è figlio di scelte politiche folli, dalla supina accettazione delle regole capestro europee, alla legge Fornero, fino ad arrivare alle decine di miliardi regalati alle banche che non si reggono in piedi..
Salvini sotto questo aspetto è il figlio legittimo della sinistra liberale.

 

 


 

Salvini, è due volte figlio legittimo.
Oggi, per quanto afferma Masala con tanta precisione in questo post.
Ieri, per stessa affermazione di D’Alema quando, diversi anni fa, disse che la Lega era nata da una costola della sinistra.
Ma quella costola, è nè più nè meno che lo spazio politico lasciato vuoto dalla sinistra stessa, spazio composto da azione sul territorio, mobilitazione delle masse, coscienza di classe e proposte politiche che dovevano andare verso le istanze popolari delle classi subalterne cui la sinistra storica, ha abdicato.
La Lega è nata così.
Riempiendo quel vuoto, facendosi carico di quelle istanze.
La sua evoluzione, da Bossi in poi, è quella che conosciamo.
Della Lega di Salvini, invece, ben poco si è compreso, perchè tutto è, fuorchè ideologica.
Scambiare opportunismo e un certo avventurismo politico per fascismo, verso una destra conservatrice che attua politiche protezionistiche da destra, è un errore di valutazione politica tutt’altro che di poco conto e meriterebbe che si aprisse una seria discussione nel merito, proprio per essere consapevoli del fenomeno al fine di scongiurare derive che ci potrebbero essere sì, in un prossimo futuro.

Il Coordinamento Nazionale del MovES

 

FLAT TAX??? PAROLE PAROLE PAROLE…

FLAT TAX??? PAROLE PAROLE PAROLE…

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di Andrea SAVONITTO

 

Parole, parole, parole…e continuano a mettercelo. (….proprio lì!)

Un modello corrente di FLAT TAX esiste già e prende il nome di Contributi INPS che indipendentemente dal Fatturato come base sono uguali per tutti “i piccoli” commercianti! E se non fatturi (perché non lavori!) li paghi comunque.

Che tu abbia un BAR in un centro commerciale con 200.000 passaggi giornalieri o in un piccolo villaggio di montagna dove passano due anime squattrinate al mese (se non piove!) e si bevono un bianchino lasciando da pagare, tu ti paghi comunque, a prescindere, i tuoi 300 €/mese (!), 900 a trimestre…3600 all’anno.
In più parti da un imponibile forzatamente PRESUNTO e obbligatorio, iniquo e vessatorio.

Se non accetti il compromesso di dichiarare più di quel che ti gira, le aliquote salgono…
Così le piccole attività storiche di paese vengono strangolate e spremute fino alla tomba!

E metti caso se volessero nascerne nuove, creando servizi e implementando redditi marginali e compositi tra agricoltura, sport e cultura locale? Nisba…Nessun incentivo…A compensare un DISAGIO evidente!
Nessun riguardo.”Che ci stai a fare lì in mezzo alle capre?

Le Montagne (intese come valli, comunità frazionate e non solo cime…meglio specificare!) costituiscono l’80% del territorio nazionale e si sono spopolate negli anni perché non producono più “reddito”.
Ma c’è una intera economia frugale che potrebbe sopravvivere se realmente lo si volesse; se si capisse che 900 €/mese netti (dando per valida una esosa stima al 30% del “doveroso” versamento pensionistico, uguale ai 300 euri citati!), nelle piccole realtà non li vede nessuno.

A meno tu non sia sulle piste da sci o su una arteria di grande passaggio o sulla via migliore per la cima famosa. E può non bastare.
Questo è il Modello che piace a chi ne ha tanti e vuol pagare come chi ne vede pochi.
E’ il caso di dire: PENSACI cojone (licenza poetica assolta) quando voti, per chi voti e che cosa ti si propone!!

E ciò senza citare i maggiori oneri per servizi inesistenti, accessibilità disagiata, costi energetici superiori ecc ecc ecc
Tutto questo è comprovato dalla storia politica degli ultimi 50 anni: NON GLIENE FREGA UNA MAZZA A NESSUNO.
Fuck!🖕

Allora, facciamo così: se tu PRESUMI io abbia un reddito “tale” a questo punto, ME LO GARANTISCI! (non alla maniera grillina s’intende!).
Lo fai creandomi delle opportunità di lavoro SOCIALMENTE UTILI, spendibili sul territorio dove vivo.
Una partita di giro dove io restituisco, o tu trattieni, il giusto.
Forse, così il mondo civile, al di là delle tante parole e parole, può ricominciare a respirare. Forse…
FORMAZIONE DEL GOVERNO, AVANTI CON LA FICTION

FORMAZIONE DEL GOVERNO, AVANTI CON LA FICTION

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di Marta CONTINI – MovES

 

Anche questa volta parrebbe essere andata buca.
Prima sì, poi no, poi forse, poi ancora sì e infine no ma forse se…

Roba da far invidia agli autori delle fiction che si trasmettono proprio nelle tv berlusconiane. E già questo dice molto…

 

Aprono un tavolo programmatico: M5s e centrodestra che SEMBRAVA poter andare a segno e invece…
Invece Di Maio dopo qualche ora cambia idea (olè!) e si nega: logico dedurre che andare al governo con Berlusconi praticamente li “brucerebbe” (effettivamente non è che sia bellissimo governare con colui che hanno perculato per anni…dagli torto ai pentavotanti…)

 

Salvini si mette a disposizione, afferma che è ora di dire basta ai tatticismi e che non gli importa di chi gli dice di stare attento a non bruciarsi. Inoltre, afferma che questo governo non lo vuole anche una parte dei suoi. Superfluo dire chi…

 

Passa un altro po’ di tempo e Di Maio ri-cambia idea e dice che con la Lega andrebbe bene ma che potrebbero accettare solo l’appoggio esterno di Forza Italia (leggi Berlusconi).
Ma, UDITE UDITE, si parla di un altro CONTRATTO. Allegriaaa!!!
Mancava, vero?
Di Maio dice che questo contratto lo dovrebbero firmare solo due parti, cioè il M5s e la Lega. Berlusconi docet…
Meloni e FI dicono di no. E te pareva! Fortuna che tutti si sperticano a dichiarare nei vari TG che sono preoccupatissimi per il paese.
Pensa se non era così, che cosa avremmo visto…

 

E mica è finita qui, perchè la ciliegina sulla torta è che quella che, anche dovessero mettersi d’accordo, già si apre lo scenario su CHI dovrebbe assumere la Presidenza del Consiglio.
No, vabbè, ma gli elettori di tutti questi partiti, cosa aspettano a mandarli cortesemente a zappare o un mesetto in catena di montaggio da Marchionne per riportarli alla realtà?

 

Definire osceno questo balletto è poco.
Osceno a fronte di un paese che patisce di giorno in giorno gli effetti delle cosiddette riforme del PD che in nome de “ce lo chiede l’Europa”, ha effettuato la PEGGIORE MACELLERIA SOCIALE MAI VISTA nell’Italia repubblicana, in perfetto neoliberismo style.

 

Un paese per il quale, ribadiamo, sono tutti così preoccupati da non vedere l’ora di poter fare un nuovo miracolo tutto italiano e diventare così il governo più amato dagli italiani.
Un governo pop, con un esecutivo pop che fa leggi pop, a colpi di slogan marchettari e jingle pubblicitari.

 

Insomma, questa fiction è peggio di una telenovela brasileira (quelle ventennali da 3857 puntate) in cui gli attori principali sognano tramonti rosati e albe luminose, in cui tutti si sposano con tutti, tutti si separano da tutti, poi ci ripensano, infine dicono no ma vorrebbero dire sì agli amori proibiti o dicono sì ma vorrebbero dire no, sapendo che questo decreterà la loro perdizione.

 

Noi, intanto, siamo in trepida attesa di vedere se queste forze politiche che, tanto hanno dichiarato di essere in grado di cambiare il paese a forza di ruspe e di apriscatole, poi saranno davvero coerenti fino in fondo (ma a giudicare dagli obiettivi non la vediamo semplice) o se ancora una volta finirà con una coalizione a tarallucci e PD.

 

REATO DI TORTURA, UN FUNZIONARIO PUBBLICO NON È AL DI SOPRA DELLA LEGGE

REATO DI TORTURA, UN FUNZIONARIO PUBBLICO NON È AL DI SOPRA DELLA LEGGE

Agenti in tenuta antisommossa a Brescia

di Antonio CAPUANO

Finalmente – si voglio usare questo avverbio – anche in Italia viene riconosciuto e regolamentato il cd. “Reato di Tortura” e del resto per uno Stato che si definisce democratico, civile e di Diritto, non poteva essere altrimenti e anzi siamo arrivati notevolmente e colpevolmente in ritardo, ad un qualcosa che si chiedeva giustamente da anni.

Come al solito, ci siamo arrivati con moltissime ombre e poche luci, ma una legge c’è, e mi sento di esserne comunque soddisfatto.

Nel nuovo testo approvato, infatti, la possibilità che il reato sia commesso da pubblici ufficiali è adesso inserita al secondo comma ed è soltanto un’aggravante del reato, ulteriormente attenuata – come indicato dal comma successivo – «nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti».

Enrico Zucca, sostituto procuratore generale a Genova e pm nel processo per le violenze alla scuola Diaz durante il G8 del 2001, ha spiegato che gran parte degli atti commessi alla scuola Diaz, se giudicati in base alla nuova legge, non sarebbero qualificabili come torture.

Va anche detto che un funzionario Pubblico nell’esercizio delle proprie funzioni, deve essere sempre identificabile, monitorabile, e di conseguenza, penalmente perseguibile laddove necessario, al fine di tutelare l’ordine pubblico nonché la dignità, libertà, salute e sicurezza del cittadino.

Reato di tortura e codice identificativo su caschi e divise, si ponevano quindi da tempo come un’esigenza indemandabile sul piano dei diritti umani e su quello della pubblica sicurezza.

Il resto sono solo inservibili e vergognose obiezioni da Stato di Polizia di stampo fascista e il fatto che in Parlamento qualcuno abbia orgogliosamente votato contro, protestando vivacemente anche in TV (vedi Salvini, Mussolini, Meloni. I Grillini si sono astenuti, ma va?), ci dà una volta di più l’esatta e infima dimensione di questi gretti soggetti della politica nostrana.

Nonostante le evidenti contraddizioni della legge approvata dal Parlamento io credo che in Italia crollerà anche il numero di morti per epilessia, durante un controllo delle Forze dell’Ordine. Così, a sensazione.

Un piccolo passo di civiltà, Forse, ancora troppo piccolo. Ma, almeno, ci si muove.

MOVIMENTO 5 STELLE: UN NUOVO CHE SA TANTO DI VECCHIO

MOVIMENTO 5 STELLE: UN NUOVO CHE SA TANTO DI VECCHIO

Grillo e Bossi

di Ivana FABRIS

L’astensione dei 5 stelle sullo Ius soli non è proprio bellissima, più che altro perchè conferma che per loro come per tutti, il tatticismo politico viene prima del diritto all’esistenza di altri esseri umani.

Poi che questa legge sia inadeguata non c’è dubbio, ma che la scelta del M5s sia stata un’apertura alla Lega in previsione delle politiche del 2018, appare abbastanza evidente.

In più va dato atto che il M5s sa sempre dove andare a pescare voti tra lo scontento degli elettori e nella Lega ce n’è più di qualcuno che non disdegnerebbe un’alternativa ad un leghismo che comincia a sapere di minestra riscaldata e neanche poche volte.

Il problema è che, anche i 5 stelle, con queste tecniche non è che sappiano poi tanto di novità della casa, visto che quello che hanno servito con l’astensione, sono addirittura piatti cotti, mangiati e digeriti da Prima Repubblica.

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