RAZZA: COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

RAZZA: COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

 

 

di Antonio CAPUANO – Coordinatore Nazionale del Movimento Essere Sinistra MovES

 

Se sei uno Studente universitario e devi dare l’esame di Diritto Costituzionale e pensi davvero che Attilio Fontana abbia ragione, quando afferma che anche la Costituzione parla di “Razze” nella sua stessa accezione, fai così: rinuncia agli studi, brucia libri/libretto universitario e apri un chiosco sulle ridenti spiagge del Costa Rica.

È palese infatti come la Costituzione si serva di un termine comunemente diffuso ai tempi della stesura della stessa, non certo per avallarne l’accezione ignobilmente comune al tempo e tendente a stabilire una predeterminata “disparità etnica” di sorta, come fa appunto Fontana.

Anzi, la Costituzione fa l’esatto contrario, si serve infatti del termine per sovvertire e stigmatizzare tale paradigma, abbattendo e condannando ogni discriminazione o conflitto legato appunto al concetto di “Razza”.

Attilio Fontana, pochi giorni fa ai microfoni di Radio Padania, ha detto un’idiozia e una cattiveria degna del Ku Klux Klan, parole inaccettabili soprattutto se proferite pubblicamente da un uomo politico nel 2018 che, udite udite, è candidato presidente della Regione Lombardia per il centrodestra.

Chi lo difende consapevolmente dopo un’uscita del genere è più scellerato di lui e chi lo fa inconsapevolmente, rifletta sul fatto che in tal modo si rende complice della legittimazione di un retaggio culturale medioevale e assolutamente vergognoso. Ma tant’è, salvinianamente parlando, siamo ai nuovi barbari.

Ricordatevi che è sempre esistita e sempre esisterà una sola “RAZZA” ossia quella umana e a disonorarla non è certamente l’etnia dell’individuo, ma il pensiero arretrato e la sua crudeltà e pochezza d’animo nonché di intelletto.

Se proprio volete essere cattivi e poveri di cervello nonché di spirito, abbiate almeno la decenza di farlo senza nascondervi dietro la Costituzione e i padri costituenti.
Perchè se Piero Calamandrei fosse qui, prenderebbe a sonori calci nel culo Fontana e tutti coloro che davvero difendono l’indifendibile…

 

 

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P.S.: l’unica vera Razza bianca è quella in foto ma forse neanche quella.

REFERENDUM SULL’AUTONOMIA: TUTTO QUANTO FA SPETTACOLO

REFERENDUM SULL’AUTONOMIA: TUTTO QUANTO FA SPETTACOLO

immagine di Gian Boy Manetti

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale MovES

Questa grande kermesse dello showbiz della politica che sono diventati certi referendum, conferma quanto già si sa: da un lato si usa la demagogia con il popolo facendogli credere di contare qualcosa pur di favorire gli interessi dei soliti noti – anche se poi di fatto gli verranno date da leccare dal pavimento solo le briciole che cadono dal piatto del sistema – e dall’altro si propaga come una pestilenza l’idea che con le autonomie si risolvono i mali del mondo.
Ma intanto lo spettacolo va in scena…

Il voto di domenica è un voto che innanzitutto dichiara il successo delle politiche neoliberiste e la sconfitta della forma Stato proprio grazie ad esse.

Ci sono responsabilità precise in tutto questo, ovvio, e molte risiedono a sinistra, resta che questo genere di rappresentazioni non fanno che ledere il valore degli strumenti democratici perchè ne abusano fino a renderli vuoti di contenuto e significato.
Intanto, però, lunedì ci è toccato sentire Salvini dichiarare: “Evidentemente i veneti hanno un’identità di popolo più radicata”.

Ecco, questa mancava al novero delle assurdità.
Quale popolo veneto, caro Salvini? Quello che coltiva individualmente solo il suo campicello e che domenica ha rinnegato lo Stato – con Zaia che lunedì ha dichiarato che ci vuole meno Stato – mentre a fronte dell’alluvione di qualche anno fa, entrambi dicevano che si aspettavano che lo Stato facesse per loro quanto gli era dovuto?

E vogliamo parlare del MOSE pagato con soldi di TUTTI gli italiani?
O, meglio ancora, dei soldi usati per il salvataggio delle banche venete? Una bazzecola di qualche miliardo di soldi nostri e un indebitamento dello Stato che deve ripulire i titoli tossici che ricade su tutti gli italiani.

In più, quale popolo veneto se ancora non sappiamo essere popolo italiano, anche grazie a gente come Salvini e chi lo ha preceduto?

Insomma, uno Stato-vacca da mungere, a conti fatti.
Quando comoda, allora va bene che lo Stato faccia il suo dovere; quando invece si tratta di tasse e di ricchezze da trattenere in loco, allora lo Stato è di troppo, deve scansarsi a lato.

E che dire di quel popolo veneto che questa forma di furbo mercimonio verso lo Stato lo ha proprio imparato da 60 anni di dominio e strapotere clientelare democristiano che dice di voler superare attraverso il consenso alla Lega Nord?

Il bello è che oggi, come allora, quello che Salvini chiama popolo veneto, non vedrà neanche un centesimo in più di benefici economici tanto declamati perchè la borsa dei soldi, in tasca non ce l’avrà mai Pantalone ma qualcuno sta più a nord del nord padano.

Insomma, sono cambiati gli attori ma le dinamiche politiche sono sempre le stesse.
Il popolo, nel frattempo, si illude di contare qualcosa solo per aver detto Sì all’autonomia.

Ma l’autonomia di chi? L’autonomia di cosa?
Perchè a conti fatti se questa sceneggiata andrà avanti in più puntate come sembra, avremo modo di capire piuttosto presto e chiaramente che a beneficiarne sarà la borghesia imprenditoriale e non i cittadini a reddito fisso che vanno in fabbrica e in ufficio tutti i giorni e tirano la cinghia per la crisi.

Bisognerebbe che questi autonomisti si attrezzassero un po’ prima del voto, per capire a chi dicono sì.
Lo stesso vale per i lombardi che ci tengono a riaffermare la difesa della loro ricchezza che esiste solo nella misura in cui la povertà dilaga al centro ma soprattutto al sud.

Inoltre, dicono Sì ad una maggiore autonomia dallo Stato ma intanto TUTTI fanno finta di non sapere che quanto dichiarano non si avvererà mai perchè il sistema UE è colui il quale con cui i sindaci e i governatori, dovranno fare i conti per poter superare gli impedimenti che questa impone allo sviluppo economico ITALIANO.

Siamo infatti curiosi di vedere come gestirebbero/gestiranno la loro autonomia e gli statuti speciali, dovendo rispettare il Fiscal Compact.

Inoltre, che dire pure della velleità autonomo-secessionista dilagante nel nord Italia quando il sistema di potere è tale per cui persino l’indipendentismo catalano si è piegato?

Come si possa non capire che questo referendum altro non è stato che fumo in vendita, si stenta a comprenderlo.
Più ancora non risulta chiaro come non ci si accorga che questo di domenica è solo l’ennesimo spottone pre-elettorale di partiti che al nord hanno perso ogni credibilità.

Peccato che questo megaspot che precede le politiche è costato a TUTTI gli italiani, 50 milioni di euro, ma considerato il credito che viene dato a sedicenti formazioni di sinistra che stanno alleandosi con MDP, invece che invadere le strade dopo la farsa di ieri sulla legge elettorale, forse è vero, in fondo ce lo meritiamo.

PONTIDA, BEL SUOL D’AMORE. LEGHISTA

PONTIDA, BEL SUOL D’AMORE. LEGHISTA

 

di Antonio CAPUANO

A Pontida il sindaco leghista, Luigi Carozzi, quello dei parcheggi rosa solo per alcune donne, ci riprova e applica sconti sulla TARI per le famiglie, escludendo però esplicitamente dal provvedimento le famiglie legalmente costituitesi previe unioni civili, le coppie gay e quelle senza figli.

La Lega Nord è un soggetto politico intriso di discriminazione, violenza, razzismo e fascismo, ed è assolutamente inaccettabile che non si intervenga in tal senso per porre un freno ad una realtà parlamentare giuridicamente costituita.

Nel caso specifico polemizzare è fortunatamente pleonastico, dato che un provvedimento amministrativo del genere è talmente intriso di illegittimità, da sciogliersi come neve al sole e cadere in nullità al primo ricorso al Tar presentato in merito.

Quindi di questa storia restano solo bassezza morale, inciviltà e l’inadeguatezza politica di un funzionario pubblico e un ente locale talmente ignoranti, da sbattere pubblicamente la testa contro i rudimenti del Diritto in generale e del Diritto Amministrativo in particolare.

Il vero problema risiede nel delicato equilibrio tra segni, simboli, significati e significanti perché a forza di veicolare un dato messaggio e creare certi stereotipi demonizzando cose o persone, poi la massa finisce per crederci e ciò che diviene opinione comune, può diffondersi e degenerare rendendo l’ingiustizia legge e il razzismo etnico, di genere e di ogni tipo, una prassi sociale e una consuetudine legale, con tutti i pericoli che ne conseguirebbero in ottica sociale e politica.

Aggiungerei un ulteriore consiglio in chiusura, dato che in fondo sono un buono, piuttosto di perdere tempo con provvedimenti ridicoli e palesemente illegittimi la cui pericolosità sfuggire dalle mani degli ideatori stessi, con imprevedibili e drammatiche conseguenze, la Lega Nord dovrebbe preoccuparsi dei 49 milioni di euro di fondi pubblici che ha rubato agli italiani e per i quali i suoi maggiori esponenti sono stati rinviati a giudizio.

Fare propaganda è facile, mentre dare il buon esempio facendo davvero politica è sempre difficile, soprattutto se si vive la politica stessa come uno strumento di potere e non perciò che essa è davvero, ossia una vocazione attraverso cui servire al meglio i cittadini onorando il loro mandato elettorale.

NOTIZIE DI POLITICA E PESCI ALL’AMO

NOTIZIE DI POLITICA E PESCI ALL’AMO

di Ivana FABRIS

Scorrendo le prime pagine dei quotidiani, quello che colpisce è la totale assenza di notizie rilevanti.
Solo gossip politico.
È così che alla fine tutto diventa fake news, a conti fatti, rispetto a quelli che sono i disastri di questo paese.

Partendo dall’affare sulla Lega Nord finendo alle “primarie” del M5s, le notizie che riceviamo e su cui discutiamo, ormai mirano solo a guidare la rabbia verso i soliti feticci impendendo alla massa di informarsi e ragionare nel merito dei problemi reali.

D’altro canto il sistema sa che la rabbia da qualche parte prima o poi deve tracimare, quindi sempre meglio creare delle valvole di sfogo, così da non correre seri rischi di ribellioni, specialmente avendo contezza del fatto che presto o tardi, una rappresentanza politica che intercetti quella rabbia e la organizzi, nascerà e non sarà un organismo politico di poco conto.
È lecito e logico pensare che accadrà perchè questo dice la Storia e quindi il pensiero appena esposto, di certo non è illusorio entusiasmo unito ad una speranza che da tempo cerca ragione.

Quindi, avanti tutta, sotto con lo sfogo per tanti anni di angherie e insulti verso la Lega e il discredito privo di concretezza politica nel MERITO per ciò che attiene al Movimento 5 stelle.

Sì, poi certamente le questioni di cui sopra riguardano anche la politica, in parte. Ma appunto, anche.
Di sicuro non sono però le notizie sulle questioni centrali di cui un popolo che viaggia a velocità sostenuta verso il baratro, dovrebbe preoccuparsi.

Infatti che la Lega non fosse quel mostro di legalità e trasparenza, era noto da anni e che il M5s al suo interno pecchi di democrazia rispetto a quanto proclama, non è un problema che riguarda l’Italia ma eventualmente chi vi ha aderito e chi lo vota. Un problema di democrazia INTERNA al Movimento, perciò, ma che coi problemi più urgenti del paese, ben poco ha a che fare.

Dovrebbe invece far riflettere che ruolo giocherà la Lega Nord alle prossime elezioni politiche, con chi si alleerà, in che modo cercherà di diventare l’ago della bilancia e soprattutto per chi.
Del M5s, invece, dovrebbe preoccupare che si prepara a diventare una forza di governo, quindi si dovrebbe insistere per capire BENE quali siano i suoi programmi POLITICI riguardanti il paese.

Le notizie dei media vertono tutte a farci ragionare di facezie, rendendoci tutti pesci all’amo, ma nessuno ci dice QUOTIDIANAMENTE che la condizione della scuola pubblica è GRAVISSIMA, con situazioni che si ripetono ovunque di assoluto caos, di iniquità, di diritti costituzionali negati.

Quelle stesse notizie dovrebbero parlarci INSISTENTEMENTE del problema dell’occupazione e invece parlano sistematicamente della disoccupazione ma proponendoci cifre e dati poco attendibili che portano la massa a dire “sì sì, vabbè, tanto…
E la rassegnazione, l’assuefazione e la totale disillusione, serpeggiano, radicano e si strutturano nella testa delle persone. Il sistema di potere è così che dà scacco matto ai bisogni di un intero popolo.

Ma ci sarebbe da parlare anche di sanità (sempre più privatizzata), di pensioni (sempre più esigue), di ambiente (sempre più violentato insieme alle nostre vite), di acqua pubblica e di servizi (sempre più abusati dal privato a danno del pubblico), dell’Africa saccheggiata dal prossimo EPA, un contratto di partenariato voluto dalla UE che il CETA e il TTIP al confronto sembrano un vero pranzo di nozze e con quello che conseguirà…

C’è un mare magnum di argomenti tutti scottanti di cui discutere, di cui informarsi e documentarsi, su cui ragionare in un confronto civile per proporre soluzioni.
E invece no. Anche nella scelta degli argomenti, sono le notizie del mainstream a guidarci.

Ma non solo.
Ormai l’informazione è tale per cui le notizie che riceve la massa, sono anche quelle che, usate come un martello che non smette di colpire i cervelli di tutti giorno dopo giorno, ora dopo ora, determinano anche l’agenda delle nostre preoccupazioni, facendo sì che mentre stiamo per morire di fame ci preoccupiamo di come verrà cucinato il cibo che neanche abbiamo.

Caro popolo italiano, ancora una volta il potere ti sta vendendo un prodotto avariato attraverso le notizie del suo sistema d’informazione e tu, drogato di propaganda, non sai più discernere il vero dal falso, come  con Berlusconi e la sua era, non sai distinguere il fantoccio del luna park a cui tirare la palle di pezza, dal nemico su cui mirare da cecchino.

Ma ancor più che il popolo italiano, caro utente medio dei social media come Facebook, fa attenzione perchè ancora una volta il social ti fa diventare a-social poichè ti isola nel suo recinto e sul fondale fa scorrere un film di notizie che non sono aderenti alla realtà, notizie relative a falsi problemi oggettivi.

Occhio dunque, che la trappola è scattata e se vogliamo davvero cambiare questo paese, allora è urgente e necessario, strappare il sipario e affinare non solo la vista per poter mirare bene il nemico, ma proprio tutti i sensi.

Ma più ancora, allertare sensibilità, intelligenza e sapere politico di cui tutti siamo capaci, specialmente frequentando un po’ meno Facebook e buttandoci su articoli, notizie e informazione in generale attinta da siti autorevoli.

E, perchè no, anche su un buon libro dove poter capire il nostro tempo e aver chiaro chi sia il nostro REALE nemico, al di là delle notizie che il sistema ci spinge a leggere e sentire.

Queste sono le armi, questa è ribellione, questo è spezzare le catene. Questa è libertà.
Il resto è solo un bisogno indotto e informazione guidata.

 

 

RAZZISMO E NAZIONALISMO, PILASTRI DEL FASCISMO

RAZZISMO E NAZIONALISMO, PILASTRI DEL FASCISMO

 

di Luca FAVALLI

Il concetto di fascismo è molto più largo di quello che si crede, perchè a torto si pensa che esista solo quello in camicia nera del ventennio e che questo sia quindi un tema superato e invece no, non è così.

Il fascismo è anche quella fascia grigia di ambiguità di chi considera le nostre istituzioni democratiche una inutile perdita di tempo e vorrebbe il rapporto diretto con il popolo; fingono di amare la povera gente invece la disprezzano e dimostrano il loro odio in ogni occasione, quella che ha l’impatto più facile.

L’attacco ai sindacati chiamati dai grillini parassiti (e non solo), chi se non i fascisti possono considerare delle libere associazioni perchè questo sono i sindacati, come parassiti non capendo che questi non lucrano soldi, ma i lavoratori si tesserano liberamente per essere rappresentati?

La verità è che il Movimento cinque stelle, la Lega, il PD e i forzisti odiano i lavoratori ed infatti questi partiti hanno tolto diritti ai lavoratori, allungato le pensioni in modo che il lavoratore sia costretto a lavorare di più, che viva la precarietà e sopravviva col lavoro nero.

Altro tema che racchiude il fascismo è quello di trattare la povertà come un problema di ordine pubblico.
L’uso degli idranti per sgomberare o multare i barboni che rovistano la spazzatura, significa scegliere sempre i padroni come interlocutori ed è una chiave di lettura importante perchè sappiamo che il fascismo per sua stessa natura è espressione padronale della classe borghese che sabota la democrazia ossia le istituzioni e sono azioni che rispondono tutte al concetto fascista di legge e ordine.

Il razzismo quello esplicito di leghisti e cinque stelle che arrivano addirittura a ipotizzare dei reati che hanno soltanto il volto degli immigrati, ossia se la violenza sessuale la commette l’immigrato diventa più grave perchè la destra razzista inserisce l’aggravante dell’inferiorità e uno dei massimi rappresentantiu oggi di questo pensiero,  guida la prima potenza del mondo gli USA, mi riferisco a Trump. 

I leghisti non sono molto diversi da lui ed hanno pure copiato lo slogan “prima gli americani”.

Ii leghisti sono antimeridionali da sempre e oggi si scoprono nazionalisti. La Lega Nord è un partito camaleontico capace di mille trasformazioni e nessuna di essa è positiva.

Ma c’è anche il razzismo liberale e benpensante del PD che per lavarsi la coscienza e per non avere più gli immigrati in casa fa accordi discutibili con governi militari e dittatoriali come quello libico che finanziano perchè rinchiuda i migranti e non permetta loro di arrivare.
Ipocriti perchè non riconoscono volutamente il razzismo e usano anche l’espressione più bieca che alimenta lo scontro di classe tra disperati e poveri “noi dobbiamo distinguere tra migranti economici e quelli che scappano dalle guerre” come fa Macron e non a caso Minniti piace alle destre e a questa Europa.

Lava la coscienza a troppe persone questo sistema, ma che non ha nulla di buono perchè ad informarsi senza pregiudiziali e con un po’ di coscienza di classe, lo si capisce in fretta dove ci si dovrebbe collocare perchè i racconti dei migranti sono strazianti.

E questo non significa di sicuro essere buonisti (altro termine fascistoide) ma affrontare il problema in tutta la sua complessità e GESTIRLO invece di generare odio discriminando tra povero e povero o tra povero e disperato.

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