OFFRESI SCHIAVITU’

OFFRESI SCHIAVITU’

Ingegnere civile annuncio

di Charlotte MATTEINI

Prendiamo questo “coso”, che mi vergogno a definire annuncio di lavoro, e parliamo un attimo di lavoro. Sfilza di competenze pretese, autonomia, laurea a pieni voti e via dicendo, retribuite con un tozzo di pane.

Seicento euro al mese per un (sembrerebbe) full time con trasferte.

Ho trovato un annuncio simile, dello stesso gruppo, sul loro portale. Pensavo che per quello stipendio cercassero uno stagista, ma la parola stage non è menzionata nell’annuncio e anzi “è richiesta la capacità di interagire con autonomia nei confronti dei progettisti, dei capi-tecnici e dei clienti/fornitori”, dunque pare non si tratti proprio di stage.

Perché io, con tutte queste competenze, dovrei accettare queste condizioni?

La risposta è semplice: perché il mercato è al ribasso e se rimani in Italia – per qualsiasi tipo di motivo – ti trovi con le spalle al muro.

Prendere o lasciare, se ti va bene è così, altrimenti puoi cercare altro, da un’altra parte. Il che, di base, come ragionamento, io lo comprendo anche.

Il problema è che là fuori, in questo Paese, è pieno di annunci al limite della schiavitù e, purtroppo, ci stiamo anche convincendo che rifiutare condizioni inique sia da choosy o fannulloni.

NO, DE BORTOLI NON E’ UN EROE

NO, DE BORTOLI NON E’ UN EROE

 

di Ivana FABRIS

Non per smorzare gli entusiasmi di tanti, ma non innalzerei Ferruccio De Bortoli ad eroe.

Dovremmo tenere tutti bene a mente sia che fino a ieri è stato servitore dello stesso padrone che oggi fa a pezzi, sia che è ancora parte di quello stesso establishment.

Inoltre cerchiamo di non cadere nello stesso errore fatto quando il nemico era Berlusconi che ci ha portato a vedere uno come Travaglio, come Ezio Mauro o, addirittura uno come Scalfari, a paladini della democrazia o, peggio, della sinistra.

Stiamo anche MOLTO attenti che intanto che ci occupiamo delle rivelazioni di De Bortoli, il governo sta avviando un giro di vite sui lavoratori da spavento, come ad esempio la legge sul cosiddetto “lavoro agile”, la Smart Job, una delle forme più ORRENDE di SCHIAVITU’ che si possano immaginare e che l’esecutivo sta già parlando di nuova stretta economica con quello che tutto ciò rappresenterà.

Rimaniamo nel merito delle questioni concrete, anche perché va benissimo che si riveli il marcio – chi lo nega? – ma quello che De Bortoli ha raccontato è solo la punta dell’iceberg di un sistema politico che andrebbe semplicemente spazzato via da cima a fondo.

Non crediate che in altri ambiti politici ci sia meno schifo. 
E’ solo uno schifo un po’ meno spudorato, ma di fatto il sistema è lo stesso in ogni direzione si guardi: dei bisogni del popolo italiano non importa praticamente a nessuno.

Il mondo è cambiato e continuare a ragionare sulla politica oggi, come si faceva 30 anni fa, non fa che alimentare un sistema di potere che sta distruggendo tutto, un sistema di cui la politica italiana a livello istituzionale è serva e complice.

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

COME DIVENTARE SCHIAVI, MA IN MODO AGILE

Tempi moderni - Chaplin

Mentre si parla dell’età della moglie di Macron e della proposta di matrimonio di Fedez alla Ferragni, il Governo ha approvato a larga maggioranza (Forza Italia, PD, e tantissimi astenuti che non hanno avuto il coraggio di votare CONTRO) una legge sulla tutela del lavoro autonomo e del “lavoro agile”, quello dei cosiddetti “smart worker”, che vanno da coloro che spostano merci nella grande distribuzione ai traduttori.

Però non vedo parlarne.

Non è il job act. E’ peggio.

Se proprio lo volete chiamare in inglese chiamatelo “SLAVERY ACT“.

Non c’è nessuna previsione di sicurezza del “lavoro agile”. Sarà agile come quello del trapezista che fa un salto mortale.
Senza rete.

Ah, le decisioni le prende solo il datore di lavoro. Perchè tutto viene deciso in accordi tra le parti, senza tutela sindacale.

Tra chi mi offre un lavoro, e io che non so come pagare l’ultima bolletta della luce, chi è la parte contrattuale in posizione di forza?

Comunque adesso è chiamato “lavoro autonomo con unico committente“. Si chiamava lavoro dipendente un tempo. Però adesso sei uno “smart worker”. Pagato meno di uno smartphone.

Ho ascoltato senatori della Repubblica affermare che le cose sono cambiate, che questo è il futuro, che non si può tornare indietro.

E invece SIAMO TUTTI TORNATI INDIETRO. Al 1800.

Però, oh. Fedez è un fico, dai.

Massimo Ribaudo

I LAVORATORI AUTONOMI, COME I SUBORDINATI, SONO DIVENTATI SCHIAVI. ECCO CHI LO HA PERMESSO.

I LAVORATORI AUTONOMI, COME I SUBORDINATI, SONO DIVENTATI SCHIAVI. ECCO CHI LO HA PERMESSO.

Schiavitù

di Massimo RIBAUDO

Il ddl 2233 del Governo sul lavoro autonomo e sul lavoro agile è stato approvato dal Senato, a larghissima maggioranza.  Soddisfatti Sacconi, Ichino, (i principali killer di ogni diritto del lavoratore),  Mandelli di Forza Italia e l’intero PD. Ora basterà il sicuro voto favorevole della Camera e questo testo sarà legge.

Il Gruppo misto con Sel e il gruppo del M5s, dopo aver criticato anche aspramente il provvedimento (che garantisce solo le grandi imprese, soprattutto nel settore commerciale, che potranno ritornare a dare lavori a progetto – leggi “a cottimo” –  ora chiamati smart work), si sono astenuti invece di votare contro.

Abbiamo introdotto i minijob come negli Usa, come in Germania con le normative Hartz IV, precarizzando sempre più ogni attività e quindi abbassando salari e costi come ordina l’Europa.

Quando andrete a VOTARE (se ce lo permetteranno), DOPO aver lavorato per 40 ore settimanali senza indicazione dell’orario giornaliero (potrebbero capitarvi anche 16 ore in un giorno e di lavorare di domenica senza che sia considerato straordinario), DOPO che vi verrà chiesto di lavorare in qualunque sede chiedendovi spostamenti a vostre spese, dopo che avrete capito che siete senza alcuna tutela ma il datore di lavoro PUO’ controllarvi a distanza, (quindi non siete autonomi, siete schiavi), RICORDATEVI di chi ha ucciso il lavoro e le vostre capacità, opportunità e speranze – il Partito Democratico insieme a Forza Italia – ma c’è anche chi è rimasto in silenzio, mentre poteva urlare la propria voce CONTRO.

p.s. 
Questa legge è una delle più orribili del Governo Renziloni

 

PER RENZI ANCHE LA MATEMATICA E’ UN’OPINIONE

PER RENZI ANCHE LA MATEMATICA E’ UN’OPINIONE

Job Act

 

di Roberto POLIDORI

Qualcuno sa cos’è una sottrazione?

In soldoni si tratta della differenza tra un numero positivo ed un numero negativo: mio figlio, nove anni ed un’intelligenza media, la capisce bene.

Renzi, invece, tratta gli italiani come bambini che non conoscono la sottrazione (o somma algebrica): quando parla di Jobs Act prende le ASSUNZIONI nei due anni e dice continuamente: “con il Jobs Act ho creato 700.000 mila posti”.

È vero, ma nel frattempo ne hai persi quasi altrettanti, non lo dici e, nelle statistiche riguardanti il lavoro, conta il saldo netto dei posti che hai creato, ovviamente.

E ciò vuol dire una sola cosa: hai creato una marea di posti precari, con salari di merda (in media le retribuzioni dei posti creati con il Jobs Act sono più basse del 30%), regalando alle aziende 11 miliardi di Euro in sgravi contributivi (destinati ad arrivare a 20 miliardi).

E hai messo i lavoratori sotto il tacco dei datori di lavoro, dal momento che i licenziamenti disciplinari sono aumentati enormemente senza lo scudo dell’Art. 18.

L’Osservatorio per la Precarietà INPS, infatti, ha annunciato ieri che il saldo netto dei posti di lavoro nei primi due mesi del 2017 equivale a 18.000 posti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – PERCHE’ E’ COSI’ CHE SI MISURANO I DATI SE SI VUOLE ESSERE SERI – con un crollo rispetto al 2015 da ascrivere alla riduzione cospicua dei contributi.

Senza i regali di “mamma Stato” le aziende PRIVATE non assumono neanche con contratti precari (che sono già ora più dell’80% del totale dei nuovi posti).

Il Jobs Act è questo: un enorme trasferimento di soldi nostri ad imprese private per elemosinare una parte minima di questi soli a lavoratori attraverso contratti precari con salari bassi e far mangiare la parte più cospicua della torta agli sfruttatori del lavoro.
Roba vecchia di secoli.

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