PIAZZA FONTANA, FASCISMO DI IERI E DI OGGI

PIAZZA FONTANA, FASCISMO DI IERI E DI OGGI

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

Oggi è l’anniversario della strage di Piazza Fontana.
Oggi, ancora una volta, è un anniversario di tristezza ma anche di rabbia.
La rabbia per una strage che non ha MAI conosciuto la parola GIUSTIZIA.
La rabbia della volontà di uno Stato corrotto dal potere fascista in ogni epoca.
La rabbia di una Resistenza continuata per oltre 30 anni contro l’aggressione fascista poi rinnegata e negata dal ripiegamento della sinistra storica al potere delle oligarchie finanziarie, al globalismo economico del capitalismo finanziario.

La rabbia verso un sistema di potere che con la forza dei mezzi che ha a sua disposizione, sta conducendo l’umanità al baratro.
La rabbia dell’impotenza di non essere più rappresentati politicamente e del potersi OPPORRE con forza a chi ci vuole per sempre schiavi.

La rabbia verso chi, all’interno del sistema, opera per generare il caos al fine di condurre, non più solo una certa borghesia, ma proprio le masse a volere ‘ordine’ che storicamente tradotto, significa solo REPRESSIONE, significa più potere ad UN SOLO UOMO, significa FASCISMO.

In questo Paese l’antifascismo è più vivo di quanto ci vogliono far credere i media al servizio del sistema.
Il problema vero è che per vent’anni le masse sono state indottrinate con una falsa narrazione mentre quel potere si riorganizzava e pasceva un fascismo strisciante che ha generato fame, miseria e caos e che, perciò, oggi porta alla richiesta di ordine e stabilità.

Avessimo visto negli ultimi due decenni, la ripresa di un fascismo terrorista come quello di Piazza Fontana e squadrista come sta avvenendo oggi, allora avremmo la certezza che l’antifascismo è ancora se stesso al pari di com’era ancora negli anni ’90.

Mentre la sinistra storica si liquefaceva ritirandosi dai territori e terminando così anche il processo di divulgazione della cultura politica, del concetto di egemonia di Gramsci, di acquisizione della coscienza di sfruttati; mentre rinnegava la sua identità storica e la sua capacità di rappresentanza per le masse popolari, per andare verso la socialdemocrazia sul modello neoliberista, il fascismo non ha mai smesso di covare sotto la cenere, pronto per essere riutilizzato allo scopo, come sempre è avvenuto nella Storia di questo Paese.

Sono passati 48 anni, da quel pomeriggio nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, da tutte quelle vittime innocenti, dalla violenza e dalla barbarie fascista che si è mossa con l’appoggio di parti dello Stato e oggi siamo dinnanzi a fatti di squadrismo sempre più evidenti, sempre più incalzanti.

Le responsabilità di tutto questo risiedono anche nel fatto che NESSUNO ha mai pagato per ogni morto, nel fatto che NESSUNO è mai stato chiamato a rispondere e a pagare, per aver commesso il reato di fascismo sancito dalla Costituzione.
Troppe volte il sistema attraverso l’informazione, ha etichettato come reati comuni, i fatti legati all’eversione nera, allo squadrismo e oggi tutto è semplice e banale, tutto è fattibile come mai prima d’ora nella Storia dell’Italia Repubblicana.

Normalizzare e legittimare il fascismo, poi, è diventato un fenomeno lecito all’interno del sistema mediatico: giornalisti come Enrico Mentana e Corrado Formigli che vanno nelle sedi dell’estrema destra ad intervistare esponenti di Casa Pound, è persino aberrante.

Ma tutto è considerato normale da una certa fascia di popolazione che sposa la narrazione del sistema e fraintende e insulta il senso della parola democrazia e proprio perchè la coscienza antifascista si è dilavata grazie a chi doveva invece mantenerla più viva che mai.

Noi oggi abbiamo il compito, anzi, il DOVERE di ritornare all’antifascismo militante, al creare coscienza politica, all’abbattere la narrazione che è funzionale al sistema del dichiarare la morte della Politica.

QUESTA politica che abbiamo conosciuto nel corso degli ultimi venti-trent’anni, DEVE morire, ma SOLO per tornare ad una politica capace di confronto, dialettica, proposta, accoglimento delle istanze popolari, dove il nemico SIA PALESEMENTE dichiarato e dove le posizioni siano francamente IDENTITARIE.

Se non opereremo in tal senso, è CERTO che lo spazio che lascerà vuoto la sinistra, verrà prontamente occupato dal neofascismo e, considerato che è proprio l’estrema destra ad essere sui territori a dare risposte ai bisogni di chi sta maggiormente pagando la crisi sistemica, possiamo solo tristemente dire che sta già accadendo.

Se non opereremo per ridare forza e voce alle fasce più deboli, se non opereremo per dare vita ad una sinistra francamente anticapitalista e antiliberista, quindi per forza anche fermamente e dichiaratamente antifascista, allora è inutile che oggi e per gli anni a venire, ricordiamo i morti di Piazza Fontana perchè, a questo modo, di fatto li stiamo seppellendo un’altra volta.
FOGLIOLINE E BRAVE BAMBINE: COSÌ CI VUOLE LIBERI E UGUALI

FOGLIOLINE E BRAVE BAMBINE: COSÌ CI VUOLE LIBERI E UGUALI

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

Insomma, la montagna ha generato il topolino.
Un topolino vecchio di millenni, ovvero come Liberi e Uguali considera le donne.
Foglioline…eh già, giusto un abbellimento all’albero, al patriarca, al padre, padrone e padreterno, qualcosa che origina da qualcosa, magari dalla solita vecchia costola, niente di più, niente di meno.

Siamo passate dall’essere la foglia di fico di un sistema partitico e politico cattolico di centrosinistra, quando è servito raccattare voti usando le lotte femministe, all’essere semplici, adorabili, tenere foglioline.

Son soddisfazioni, non c’è che dire, specie quando la forma delle foglie ricorda molto quelle dell’Ulivo.
Toh, che combinazione, che caso strano…

Questi politici di una certa area di sedicente sinistra, non cambiano mai, non cambiano proprio mai.
Come si possa pensare proprio oggi ad una simile simbologia e supportarla pure dalle scoranti dichiarazioni di Piero Grasso, proprio risulta assurdo, ad una prima lettura.
Poi pensandoci su, risulta chiara la riconferma della motivazione: riportarci indietro quanto più possibile, dominare e controllare la patrte più forte e determinante del paese.

Infatti, ecco come veniamo descritte nell’intervista di Grasso: “saranno le madri, le mogli, le sorelle…”.
A questo punto non ci stupiremmo se come inno dovessere scegliere “Profumi e balocchi“.

Un bel ritorno al passato, alle icone cattoliche di 60/70 anni fa.
Spose, sorelle, madri…

Vien voglia di mettere lorsignori sullo stesso piano, giusto per togliere un po’ di aura e valore alla loro identità di PERSONE.
Le conquiste ottenute dalle donne, per questi uomini del Paleolitico, sono finite tutte appese come abbellimento dell’albero del patriarcato molto ben rappresentato da Liberi e Uguali.

In fondo non c’è da stupirsi che gente simile consideri le donne a questo modo.
Da decenni il ruolo della donna è confinato nel recinto dello sfruttamento ad ogni livello.
Prima crescevamo solo i figli e prevvedevamo alla casa, alle cure parentali, poi han pensato bene di regalarci (!) una presunta parità facendoci fare DUE lavori: in casa e fuori casa, il tutto pagandone uno solo.
Probabile che si sia ispirato a questo metodo di sfruttamento chi nel marketing della grande distribuzione ha inventato il ‘paghi 1 e prendi 2‘.

Non contenti ci hanno indotto a pensare di dover rinunciare anche al viverci la maternità, da un lato, come sarebbe nostro diritto, ci hanno conformato al sistema maschile della competitività e dell’assoggettarsi ad un sistema che toglie identità e bisogni per conservare lavoro, professionalità e carriera.
Dall’altro ci vietano in ogni modo la maternità consapevole, come scelta voluta, negandoci l’applicazione della 194.

E chi ha permesso questo tipo di sfruttamento, se non ancora gli stessi che oggi ci disegnano come foglioline?

Insomma la retorica è sempre la stessa – fulgido esempio di quella che è la politica italiana di chi si definisce di centrosinistra verso le questioni legate alla condizione femminile in Italiaed è sempre più repressiva, retrograda e discriminante, soprattutto per il tempo che viviamo che vede le donne ad essere le prime usate dal neoliberismo per sopperire all’assenza dello Stato, cui impone tagli profondi al welfare e le prime ad esser sacrificate a livello occupazionale.

Il concetto che esprime Liberi e Uguali, perciò è semplice: fate le brave, bambine, e tornate al focolare domestico e a subire l’autoritarismo e lo sfruttamento famigliare e sociale.
Accettate di buon grado di essere solo fattrici anche per altri, accettate che lo Stato faccia cassa sui corpi delle donne che si prostituiscono, accettate il medioevo che vi stiamo preparando.
In fondo siete solo spose, madri e sorelle…

Siamo spiacenti. INDIETRO NON SI TORNA.
Foglioline o non foglioline, se era vero negli anni ’70 che le brave bambine vanno in paradiso ma quelle cattive vanno dappertutto‘, oggi lo è ancora di più e della consapevolezza di ciò che siamo e di quanto valiamo, della libertà soggettiva che ognuna di noi si è conquistata, sentirete parlare molto presto.

 

 

PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

La situazione politica del nostro paese, nel pensiero comune di chi si definisce di sinistra, è la stessa per cui ci ritroviamo ad essere colpiti dal cancro e neghiamo di averlo perché riteniamo di essere così preparati in campo medico da poter fare un’autodiagnosi che escluda a priori che il nostro problema sia avere una malattia oncologica.

Oppure siamo medici pietosi che al nostro paziente NON lo diciamo di avere il cancro per paura che si spaventi e fugga via.

Ma non solo. Siccome ci sentiamo impotenti davanti alla malattia che avanza e siccome ci sentiamo troppo deboli per sconfiggerla da soli, chiamiamo ogni possibile medico e mettiamo in campo alla rinfusa una serie di presidi medici e di terapie ormai superate e inefficaci perché così ci sembra di fare massa critica contro la malattia.

Questo è più o meno il quadro di chi afferma che la UE e l’euro non siano un problema o di chi sostiene che non vada detto perché una sinistra che afferma un simile concetto perde voti o di chi non vuole neanche lontanamente considerare che il problema che vive il nostro paese richieda un’analisi approfondita e di conseguenza un’azione mirata ad un reale superamento.

Il paragone tra dire o non dire di essere antieuro e contro la UE o di dire uniamoci a prescindere e l’esempio sul cancro, calza a pennello, non crediate…

Da ormai oltre 30 anni la medicina SA che per ottenere la giusta reazione il paziente debba essere messo al corrente delle sue reali condizioni di salute.

Lo stesso vale per chi non vuole sapere e crede di avere sufficienti strumenti per controllare la sua salute.

Peggio ancora accade in politica, dove c’è chi crede che unendosi a prescindere da quello che si è e si vuole, a prescindere dalla visione e dalla realtà di fatto, basti a superare un problema così grave e ormai così dentro il sistema Stato. Neanche ci si rende conto che chi ci sta dominando cresce esponenzialmente e si rafforza con questo metodo.

Poi, certo, affermerete che per quanto riguarda la UE e l’euro siamo nel campo delle opinioni ma spiace smentirvi, non è così.

Quando si parla di euro e di UE, è di fatti comprovati che si parla, di studi eseguiti, di prove evidenti che si possono tranquillamente paragonare alla scientificità di una diagnosi strumentale così come avviene in campo medico per determinare la malattia e il grado di mortalità.

Dunque, quello sprovveduto di Gramsci, affermava che la VERITÀ È RIVOLUZIONARIA giusto perchè era un romantico a cui piaceva l’idea e perchè gli piaceva il suono della sua voce nel pronunciare questa frase.

O invece lo affermava perchè sapeva perfettamente che solo la COSCIENZA DELLA PROPRIA CONDIZIONE (e questa la determina solo la verità) genera un cambiamento rivoluzionario?

E giova ricordarlo, rivoluzione non significa come tanti pensano, imbracciare le armi.
Significa cambiamento RADICALE.
Significa rovesciamento di un intero sistema di potere.

Pertanto, quando si afferma che non bisogna dire che si è a favore dell’uscita dall’euro e dalla UE, o si crede che non sia quella la soluzione – e qui torniamo all’autoreferenzialità delle proprie opinioni a scapito di studi e dati, di documenti e prove tangibili di chi è addentro alla materia economica – o ci si è dimenticati del fatto che ESSERE di SINISTRA implica la LIBERAZIONE delle MASSE dalla SCHIAVITU’ del capitalismo attraverso la consapevolezza della VERITÀ.

Ma come crediamo possibile, quindi, smuovere le persone dal loro immobilismo se non si dice la verità?
Come crediamo di cambiare quelle politiche di dominio se non sappiamo chi ci domina e perchè?

Inoltre, spiace dirlo, ma la gente “comune” che non è politicizzata dal centrosinistra, dell’euro e della UE se ne infischia bellamente e sa GIÀ che il sistema euro e la UE sono CONTRO i bisogni della gente.

Non ci rendiamo conto che affermare che non si debba dire usciamo dall’euro e dalla UE, pur essendo favorevoli a farlo, alimenta il sistema che ci sta distruggendo.

Non ci rendiamo neanche conto che portiamo avanti la legge dei numeri, dell’eleggibilità, contro la politica DA FARE sui territori per riportare la gente a CREDERE nella POLITICA.

Non ci rendiamo conto che NON cambi un paese devastato in 30 anni, con un nuovo schieramento che NON FA POLITICA ma che ne parla come fosse un’entità sovrannaturale che discende da una galassa aliena e risolve ogni cosa.

Non ci rendiamo conto che quello che è stato devastato in 30 anni si è reso possibile SOLO PERCHÈ LA MASSA NON HA PIU’ POTUTO FARLA QUELLA POLITICA che la sinistra ha sempre fatto.

Non ci rendiamo dunque conto che SOLO ripartendo a lavorare si potrà cambiare davvero e che richiede TEMPO, che le ammucchiate a sinistra se non partono da un Manifesto condiviso, da un programma condiviso, NON lavorano per il paese e per la gente comune ma solo ed esclusivamente per il sistema partitico che conosciamo e che non condividiamo.

Adesso è il momento di cominciare a dirsi qualche verità scomoda e anche di scontrarci se necessario, ma soprattutto di leggere e approfondire, di dotarci di quel SAPERE che 30 anni di centrosinistra che ci ha indotto a lasciare la politica attiva sui territori, ci HANNO TOLTO.

Poi ognuno rimarrà delle sue opinioni, ma DUBITARE e INFORMARSI prima, è d’obbligo.
Nelle sezioni di partito si è SEMPRE fatto. Da che abbiamo perso la parte attiva della politica, abbiamo perso ANCHE IL SAPERE dell’essere di sinistra.

Siamo colonizzati ma non ci vogliamo credere.
Forse è arrivato il tempo di sapere, se non vogliamo morire come accade in Grecia.

Credete davvero che se il popolo greco avesse saputo a gennaio 2016 che fine gli sarebbe toccata stando dentro la UE e l’euro, non avrebbero voluto uscire?
Tsipras e tutta Syriza NON DISSERO MAI la verità al popolo greco.
I risultati di questa scelta politica sono sotto gli occhi di tutti.

La denunciamo e ci indigniamo ma poi?
Poi se si dice usciamo dalla UE, ancora troppe persone sono terrorizzate e condizionate dalla propaganda del centrosinistra e rifiutano a priori la possibilità di esser state manipolate dal PD, da PRC, ieri, da MDP, da SI e pure da Alleanza Popolare oggi.

Eppure è accaduto, perchè se qualche anno fa il 44% della popolazione italiana ha votato PD, significa che il potere manipolatorio di quel partito esiste e che se ci sono partiti che oggi propugnano la teoria fantasmatica di cambiare da dentro un sistema di potere che non andrebbe giù neanche facendo saltare il parlamento europeo, riescono ad avere consensi senza dire la verità, significa che siamo manipolabili più di quanto crediamo.

La propaganda ci induce a pensare in una certa ottica. Intanto il cancro avanza.
Il condizionamento è tale per cui anche se tutto è palese ed evidente, alla verità noi non vogliamo credere.
Far nascere un dubbio, è il primo e fondamentale passo per capire la realtà storica che viviamo e quindi per salvarci.
Su questo dovremmo ragionare.

 

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra MovES
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L’ESPERIMENTO IN GRECIA, esperimento in vivo, cioè nella carne vive del popolo greco (precisiamolo che è meglio) da parte dei tecnocrati della famosa Unione Europea dei popoli, è PERFETTAMENTE riuscito.
I neoliberisti della UE lo affermano a piè sospinto, Mario Monti prima di tutti gli altri.
 
Lo affermano e lo applicano come un protocollo di passaggi già testati e perfettamente funzionanti a TUTTI i paesi della zona euro.
Chiaramente con livelli ed effetti diversi ma non così diversi come crediamo.
 
QUINDI CI CONVINCONO che non sia il sistema neoliberista e ordoliberista, il problema, ma CHE SIANO I NOSTRI POPOLI a non fare bene i famigerati compiti a casa, ad essere spendaccioni, a volere un welfare che non si possono permettere perchè hanno abusato delle casse dello Stato.
 
IN GRECIA FECERO LO STESSO.
La propaganda è stata micidiale negli anni della fase preparatoria all’intervento del MES* (vedere nota in fondo) e successivamente della Troika.

BEN SAPENDO quale fosse la condizione greca, l’Unione Europea avallò i bilanci truccati rifinanziando a pioggia le banche greche per salvare le proprie, consapevole pure che presto sarebbe saltato il tappo e che quindi paesi come la Germania avrebbero potuto così, dare via al sacco di quel povero paese (intendiamo il popolo greco).

IN OGNIDOVE, in quel passaggio, i media ci hanno stordito del mantra sui greci, affermando che quello greco fosse un ‘popolo di cicale‘ a differenza delle formichine tedesche, e tutto perchè dovevano preparare il consenso dell’opinione pubblica mondiale rispetto all’aggressione che poi la Troika avrebbe effettuato sul popolo greco e sui beni di quello Stato.
 
ESATTAMENTE COME STANNO FACENDO CON NOI, per convincerci che siamo noi stessi i SOLI RESPONSABILI di quanto presto accadrà.
 
MA LA VERITÀ È UN’ALTRA.
La verità è che se Atene piange, Sparta non ride.
Già Sahra Wagenknecht, di Die Linke, il Partito della Sinistra Tedesca, in un suo intervento qui al Bundestag nella primavera 2015 (dal minuto 4.58) e in quest’altro del luglio 2015, dove evidenziava le gravi difficoltà in cui versano le fasce deboli della popolazione tedesca e se guardate un po’ ATTENTAMENTE questo trafiletto di un’ANSA di pochi mesi fa, potete ben capire quali siano le condizioni di lavoro in Germania.
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PERTANTO, se avete letto, DA ADESSO IN POI, mettiamoci TUTTI IN TESTA che la colpa NON è nostra perchè lavoro, scuola, welfare SONO DIRITTI di ogni popolo e sono quei diritti che il sistema neoliberista toglie A TUTTI, per fare cassa e massimizzare i profitti sulla pelle della gente!
In Italia, poi, a dispetto di quanto presumeva l’Unione Europea che sarebbe accaduto, ovvero che la povertà sarebbe scesa di circa oltre 2 milioni di persone, ci ritroviamo invece a leggere che i dati ISTAT dichiarano che le persone ridotte in povertà sono invece aumentate e, rispetto alla previsioni dell’Unione Europea, sono circa 5 milioni IN PIÙ.
 
NESSUNO SPRECO può condurre ad una simile miseria.
Chi afferma una simile bestialità, sta solo sfruttando il sentimento popolare a proprio vantaggio perchè anche eliminando la corruzzzzione e gli sprechi, non cambierà MAI nulla, giacchè il vero problema risiede nelle politiche economiche di questo sistema rappresentato e agito dall’Unione Europea.
Intanto, però, noi italiani ci stiamo credendo perchè ci martellano da anni con questa vergognosa campagna mediatica.
 
QUESTO è ciò che dunque DOBBIAMO COMBATTERE.
Per farlo, iniziate da qui.
LEGGETE, LEGGETE e fate sapere a TUTTI quale sia la verità!
 
 
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*Meccanismo europeo di stabilità – MES in inglese European Stability Mechanism, ESM – detto anche Fondo salva-Stati (!!!), anche se in realtà salva solo le banche con i NOSTRI soldi, quelli che ciascun governo aderente ai trattati europei vi accantona ogni santissimo anno, soldi che vengono sottratti agli investimenti ESSENZIALI per la vita di una nazione.
REFERENDUM COSTITUZIONALE UN ANNO DOPO

REFERENDUM COSTITUZIONALE UN ANNO DOPO

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile MovES
 
Tutto il sistema si è impegnato al massimo, un anno fa in occasione del referendum costituzionale, per tratteggiare gli scenari più tragici pur di convincere un elettorato già di suo spaventato e preoccupato di un domani che dichiara la volontà di ritornare al passato, ogni giorno di più.
 
In realtà se il peggioramente c’è stato, è SOLO ed ESCLUSIVAMENTE a causa delle politiche recessive che ci impone la UE.
 
Se la disoccupazione è aumentata, se è peggiorato lo schiavismo è stato ancora SOLO ed ESCLUSIVAMENTE a causa di un governo fantoccio al soldo delle oligarchie europee e globaliste.
 
Se i giovani hanno continuato e continuano a finire nel tritacarne dell’alternanza scuola-lavoro è SOLO ed esclusivamente a causa delle scelte scellerate di un sistema di potere che non solo depreda ma che mira a dominare e a spegnere qualunque forma di ribellione attraverso la svalutazione e la mercificazione delle persone.
 
Se le donne continuano a subire ogni genere di violenza, è SOLO ed ESCLUSIVAMENTE a causa della violenza insita e manifesta in un sistema di potere, quale il neoliberalismo che, mediante la reale schiavitù che impone, utilizza la violenza del sistema patriarcale per togliere ogni diritto, per perpetrare liberamente ogni abuso.
 
In previsione però degli scenari odierni, un anno fa serviva far credere al popolo italiano che tutto ciò che sarebbe successo, sarebbe stata diretta conseguenza della vittoria del No.
 
Serviva per ottenere voti per il Sì, indubbiamente, ma serviva anche per legittimarsi continuità e consenso.
 
Oggi intanto dovremmo aver ben compreso che vincere quel referendum – per quanto una vittoria importantissima – alla fine NON HA PROTETTO LA COSTITUZIONE che rimane lettera morta poichè la nostra sovranità è stata svenduta e resta saldamente nelle mani della UE.
Dovremmo aver compreso, perciò, che questo sistema di potere se ne infischia bellamente della volontà popolare.
 
Non ci sarà futuro, per la nostra Carta Costituzionale e PER TUTTI NOI, non ci saranno MAI PIÙ diritti sociali riconosciuti sino a che resteremo nei trattati.
 
A fronte di ciò, gli schieramenti politici che vanno via via formandosi, dichiarano ormai apertamente che lavorano tutti in funzione del sistema.
 
Non esiste spazio in cui la sinistra autenticamente anticapitalista ed antiliberista venga rappresentata.
 
Fino a che non si formerà un organismo che intraprenda un progetto DIVERSO per proposta politica, obiettivi, azione e partecipazione, da quanto visto sino ad ora nella storia della sinistra di questi ultimi vent’anni, non esisterà democrazia e non esisterà la possibilità di OPPORSI a questo feroce dominio.
 
Dovrà però essere un organismo davvero capace di farsi interprete delle istanze popolari più drammatiche, che scardini modus operandi e visione del sistema partitico che si è andato strutturando nel corso degli ultimi due decenni anche in quella che ancora chiamiamo sinistra malgrado abbia partecipato e partecipi ancora, a favorire e proteggere il PD sia a livello locale sia a livello nazionale.
 
Ma non solo.
Qualunque governo dovesse arrivare al potere, in questo Paese come ovunque, MAI potrà cambiare alcunchè fintanto che rimarremo all’interno del sistema UE e della zona euro.
 
DA QUI bisogna ripartire se davvero vogliamo cominciare a cambiare lo stato di fatto che si annuncia essere ogni giorno più pericoloso per una sempre più vasta massa di italiani.
 
Chiunque neghi questo, alla luce della vittoria referendaria di un anno fa e alla luce di ciò che sappiamo oggi, al di là degli slogan e delle promesse che utilizza per rendersi credibile, di sicuro è un fiancheggiatore del sistema e pertanto NEMICO del popolo.