LA GERMANIA FA CAPPOTTO NELLA PARTITA CON LA GRECIA

LA GERMANIA FA CAPPOTTO NELLA PARTITA CON LA GRECIA

Aereporti greci

di Luigi BRANCATO e Ivana FABRIS

 
Il Sole 24 Ore, con un linguaggio molto soft e mondato da parole che possano suscitare angoscia agli italiani, sia mai che possano capire dove risieda il pericolo, con un articolo del 31 maggio ci fa sapere che la Germania si è presa tutti gli aeroporti greci e per un ‘tozzo di pane’: 600 milioni di euro.

Naturalmente in prossimità dell’estate, quindi il profitto che ne ricaverà la Germania non è difficile da quantificare.

Eh già, la Grecia deve racimolare 7 MILIARDI di euro entro luglio e sta raschiando il fondo del barile, anzi, lo ha sfondato ormai quel fondo, perché di fatto neanche c’è più e Atene, intanto, ha approvato 100 sulle 140 cosiddette azioni prioritarie richieste dagli strozzini europei che ricadranno come 100 colpi di scure sulla testa e sul futuro del popolo greco.

Il governo Tsipras continua a fare debiti per pagare i debiti (ci sarebbe poi da approfondire la natura di questi debiti ma ci riserviamo di farlo in un’altra occasione) e a SVENDERE il patrimonio del paese, ovvero le fonti di sussistenza per il loro futuro.

Hanno perso il porto di Salonicco, con quello che comporta perdere i diritti commerciali su un porto così importante per un paese di mare, e gli aeroporti sono in mano ai tedeschi per la modesta durata di 40 anni. Se basterà…

Ma c’è di peggio.

È a dir poco fantastico che la notizia della privatizzazione degli aereoporti Greci, operazione iniziata e voluta da Tsipras GIÁ NEL 2015, passi completamente inosservata in Grecia.

I TG stanno abilmente glissando sull’acquisizione degli scali aereoportuali da parte della società TEDESCA Fraport. Come dicevamo più sopra, appunto SOLO per i prossimi 40 anni.

La stessa cosa per molto scali navali turistici e commerciali.

Ovvio che queste decisioni fanno parte del piano proposto come ‘salvataggio’ del paese a rischio di uscire dall’Eurozona.

E sembra per i cari fratelli mitteleuropei, niente di trascendentale. Del resto la Germania ha il suo grosso share di aeroporti a gestione mista pubblica-privata, si parla di quasi il 50%.

Inoltre, dato che gli aeroporti hanno un fatturato che solo per il 15% dipende dalle compagnie aeree, significa che i cospicui guadagni son fatti a spese dei viaggiatori che li visitano e pagano a prezzo d’oro una bottiglia d’acqua o il parcheggio di un’autovettura.

Ma questa é una delle condizioni dello stare in Europa che abbiamo ormai da tempo accettato, e non da più fastidio a nessuno.

Eppure ci sarebbe da ragionare se questo trend di privatizzazione degli aereoporti in Europa (date un’occhiata all’immagine qui sotto, tratta dall’ultimo report di ACI Europe) non faccia parte di un disegno più grande…

Gli aeroporti hanno una fondamentale influenza politica ed economica essendo in grado di condizionare e definire rotte non solo turistiche ma commerciali.

Piegare (anche solo parzialmente) queste scelte all’interesse privato é un grosso pericolo, e specialmente se l’interesse privato é tedesco, in Grecia.

Se non é colonizzazione questa! Subdola e su tutti i fronti…

LA GRECIA SIAMO GIA’ NOI

LA GRECIA SIAMO GIA’ NOI

Sanità per i ricchi

 

di Ivana FABRIS

Regione Lombardia, quella che in Italia ha la miglior assistenza sanitaria pubblica.

Eccola qui, degradata a livello di una povertà che riguarda solo il ceto medio, quello che l’ISTAT, in questi giorni, ha dichiarato scomparso.

La leggiamo tutta in questa locandina dove il diritto alla salute è MORTO e SEPOLTO dal neoliberismo della UE.

Potrà curarsi solo chi, attraverso l’erogazione di prestazioni private, potrà far accertare le proprie patologie.

Sanità in Lombardia

I greci sono stati al centro di una campagna denigratoria che li vide definiti cicale rispetto al resto dei paesi europei della zona euro definiti invece formiche.

A noi cosa spetterà di sentirci dire? Che siamo un popolo di ipocondriaci?
Che abbiamo scialato le nostre risorse in medicine ed esami inutili?

O forse ci diranno che il paese vada svecchiato, quindi perché non iniziare SUBITO impedendo la gestione e la cura delle patologie croniche in regime di SSN?

Siamo un paese di vecchi, no? Quindi alé, sotto a chi tocca e se sei un pensionato al minimo, problemi tuoi perché alla UE costi TROPPO.

Certo, mica si può pretendere che l’Europa delle banche si impietosisca davanti ad un ex lavoratore che ha fatto la fortuna di questo paese per decenni, no?

Dovevamo pensarci prima, esattamente come i greci, che non abbiamo diritto di campare in salute e di curarci, sennò come possono sopravvivere le banche d’affari senza i 70 MILIARDI DI EURO che OGNI ANNO versiamo per tutelare gli squali speculatori che stanno divorando la carne viva del Paese?

E una volta morti i pensionati, via anche quegli sfaticati dei disoccupati che campano con le pensioni dei loro genitori per non voler accettare paghe orarie da 2 euro/ora lordi.

Intanto, il nostro amatissimo governo fantoccio fa rientrare dalla finestra i voucher che aveva fatto uscire dalla porta.

Ma attenzione ad incensare e celebrare la sinistra farlocca di MDP che ha votato contro il provvedimento!

I suoi componenti sono gli stessi che HANNO PERMESSO tutto quanto sta accadendo, sin dal 1993.

Ravvedimenti tardivi? Ma no!
Non esistono in politica italiana i ravvedimenti e le illuminazioni sulla via di Damasco, ma solo il garantirsi la sopravvivenza.

Certo, in previsione delle politiche del 2018, chi mai avrebbe più votato gente come Bersani e affini, dopo essersi ripiegati a libretto su OGNI legge che ha falcidiato il corpo sociale del Paese se non avessero fatto, proprio con la creazione di MDP, dietro-front?

I nostri “Forti di Forte Coraggio” di MDP, sanno benissimo che il PD si alleerà con Forza Italia e accoliti, quindi hanno abbandonato la nave prima che affondasse con loro ospitati in III classe.

Stanno cercando una nuova verginità senza dover intervenire con una imenoplastica, pratica costosa restando dentro al PD e foriera di insuccessi (elettorali), visto il comportamento dei nostri sinistri dentro al PD nel corso di questa legislatura.

Sanno sempre come spacciarsi per delle verginelle quando si tratta di irretire una base in astinenza da sinistra da tempo e, in fase pre-elettorale, si portano avanti col lavoro queste peripatetiche del Parlamento e della politica.

Intanto il Paese è incagliato sull’iceberg UE e continua ad affondare che il Titanic al confronto era una passeggiata di salute.

Intanto gli italiani non possono più curarsi.
Brutti spreconi e ipocondriaci che non siamo altro.

Cosa credevamo, che sarebbe durata per sempre la pacchia dell’aver garantiti i diritti conquistati con le lotte e col sangue dei nostri padri e dei nostri nonni?

Poveri illusi che siamo stati…

Volevamo un Paese moderno e rinnovato, un Paese unito in una Europa Unita e ci ritroviamo passeggeri in una stiva che continua ad imbarcare vertiginosamente acqua.

Il diritto alla salute negato, come quello del lavoro, è l’insulto più grave, la ferita più profonda che si possa infliggere ad un Paese.

Ma la paura dell’acqua non la vinciamo e continuiamo paradossalmente a favorirne l’imbarcarne sempre più perché buttarsi in mare aperto, anche con una zattera, spaventa molto più che restare su una nave che affonda progressivamente e rapidamente.

Eppure la differenza sostanziale tra la certezza di morire e la probabilità di morire, sta tutta nell’essere convinti di non saper nuotare.

La Grecia è già qui.

La loro strada di ieri è la stessa nostra di oggi.

Pensiamoci bene, quindi, perché le zattere stanno per finire.

LE AUTORITÀ GRECHE STANNO LANCIANDO UNA CONFISCA DI MASSA DI CASSETTE DI SICUREZZA, TITOLI E CASE

LE AUTORITÀ GRECHE STANNO LANCIANDO UNA CONFISCA DI MASSA DI CASSETTE DI SICUREZZA, TITOLI E CASE

Zero Hedge riferisce come lo stato greco, dopo avere svenato i propri cittadini per anni con l’austerità dettata “dall’Europa”, si prepara ad un giro di vite su chi ha tentato di mettere in salvo qualcosa aggirando la legge (cioè gli “evasori”). Secondo quanto riportato da Kathimerini, entro la fine dell’anno le autorità fiscali greche adotteranno sistemi informatici per identificare rapidamente e mettere le mani sui beni non dichiarati dai cittadini.

di Zero Hedge, 22 maggio 2017

La scorsa settimana il Parlamento Greco ha approvato delle nuove misure di austerità per sbloccare i fondi di salvataggio destinati alla Grecia, ma fermi a Bruxelles. Si tratta di una mossa simbolica che ha poco o nessun impatto reale sull’effettiva imposizione di ulteriore austerità. E se i greci sono stati piuttosto bravi nella prima parte (le promesse), sono stati gravemente mancanti nella seconda parte (la consegna).

Le cose potrebbero presto cambiare. Secondo Kathimerini, gli ispettori del Ministero delle finanze greco stanno per avviare una ricerca serrata dei proprietari di tutti i valori non dichiarati, e le leggi saranno riviste al fine di permettere la confisca elettronica di prodotti finanziari e del contenuto delle cassette di sicurezza. Il piano per l’identificazione dei contribuenti che hanno “dimenticato” di dichiarare le loro proprietà alle autorità fiscali dovrebbe essere predisposto entro la fine dell’anno, secondo la tabella di marcia dell’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche.

Ciò che ne seguirà sarà una vera e propria confisca di massa, da parte del governo, di qualsiasi valore la cui fonte, origine e finanziamento non possano essere giustificati.

Le autorità fiscali greche a questo fine riceveranno il supporto del catasto, ed entro la fine di settembre gli ispettori fiscali dovrebbero ottenere accesso al database del catasto per vedere i dettagli di tutte le proprietà.  Qualunque contribuente che venga identificato come uno che ha omesso di dichiarare i propri beni alle autorità fiscali verrà invitato a dichiararli e pagare le relative tasse e le multe stabilite dalla legge. Se i contribuenti non dovessero farlo, i valori potranno essere “sequestrati”.

Kathimerini nota anche che l’autorità fiscale sta aspettando che il Parlamento approvi la normativa che autorizza la confisca di massa di cassette di sicurezza e attività finanziarie.

Fino ad oggi il processo di confisca era redatto “a mano” ed era perciò particolarmente lento nella localizzazione degli asset dei contribuenti che occultavano i redditi o avevano grossi debiti verso lo stato. Ora il processo sta per diventare molto più rapido: dopo che saranno state messe in atto le regolamentazioni necessarie per la riscossione dei debiti con un sistema automatico, le autorità fiscali saranno in grado di emettere avvisi di confisca online e di mettere le mani direttamente sul contenuto delle cassette di sicurezza, di confiscare denaro, pietre preziose, gioielli e altro. Saranno inoltre in grado di confiscare titoli e altri asset finanziari.

Quest’anno le autorità fiscali concentreranno i propri sforzi sulle confische, nel tentativo di ridurre l’enorme ammontare di debito scaduto che i cittadini hanno verso lo stato. È in questo contesto che l’Autorità Indipendente per le Entrate Pubbliche entro la fine del mese venderà all’asta 27 proprietà precedentemente detenute da debitori dello Stato, con l’obiettivo di raccogliere entro la fine dell’anno 2,7 miliardi di euro tramite la riscossione di vecchi debiti, e altri 690 miliardi di euro di nuovi debiti dai principali debitori.

Nei mesi a venire parleremo dei dettagli delle vendite all’asta, se dovessero emergere affari particolarmente rilevanti.

fonte:

http://vocidallestero.it/2017/05/22/zh-le-autorita-greche-stanno-lanciando-una-confisca-di-massa-di-cassette-di-sicurezza-titoli-e-case/

USCIRE DALL’EURO. ECCO PERCHE’

USCIRE DALL’EURO. ECCO PERCHE’

di Elia MERCAZIN

Ricordate i vostri genitori negli anni ’70 e ’80 mettere un po’ di risparmi nei famosi CCT o titoli di stato?

Perché lo facevano, pur non essendo maghi della finanza? Perché di base era risaputo che lo stato monopolista della propria moneta non poteva fallire. Avrebbe sempre trovato i soldi da restituire. Come? Creandoli dal nulla. Stampandoli o accreditando conti correnti elettronicamente. Era una sicurezza per il futuro, un modo sano con cui lo stato garantiva i risparmi e i sacrifici delle famiglie.

Era debito pubblico che corrispondeva a ricchezza privata e servizi per la popolazione.

Questo valeva per l’Italia ma anche per la Grecia ad esempio. 

L’€uro, invece, è per gli Stati che lo adottano a tutti gli effetti una moneta straniera, che non possono creare in autonomia.

Una moneta da prendere a prestito, indebitandosi con il sistema bancario.

Ecco perché improvvisamente il risparmio in titoli di stato non è più sicuro: perché hanno messo i governi sullo stesso piano dei cittadini, in concorrenza tra loro per procurarsi la moneta necessaria, “rubandola” l’uno agli altri.

Lo Stato non potendo creare moneta per conto proprio deve procurarsela con le tasse, sempre più tasse, tagliando investimenti e spese oppure chiedendola a prestito a qualcun altro. Avere l’€uro è come avere il Dollaro, lo Yen o qualsiasi altra moneta.

Secondo voi lo stato italiano può stampare Dollari? No. E nemmeno €uro.

Banalissima realtà. Ciò che prima era (e sarebbe anche oggi) disponibile tecnicamente in misura illimitata – la moneta – è diventata scarsa, limitata, controllata da organismi privati che gestiscono questa scarsità traendone profitto e scaraventando intere nazioni nell’insicurezza, nella competizione sfrenata e nella povertà.

Lo stesso vale per qualsiasi spesa dello stato: non ha senso dire “non ci sono i soldi, bisogna tagliare”.

Ha senso con l’€uro, non in generale.

Capito questo semplice concetto non si può essere a favore della moneta unica e nemmeno dell’UE che la difende.

Esserlo è accettare come condizione naturale l’avere un guinzaglio al collo che qualcuno può stringere o mollare a piacimento, senza alcuna logica macro-economica.

Accettare questa “normalità” significa accettare la schiavitù.

Vi piace essere schiavi?

Se non si risolve questa distorsione voluta a tavolino, accanirsi contro altri problemi (corruzione, burocrazia, ecc.) sarà ininfluente, se non inutile.

Sarà come ridipingere di fresco le pareti delle baracche di Auschwitz: per carità, migliora un po’ l’ambiente, ma sempre ad Auschwitz si rimane.

Chi non vi spiega questa verità di base distraendovi con stupidaggini e supercazzole vi sta ingannando. 

Semplicissimo.

LA TRAGEDIA GRECA MA NON IN SENSO LATO

LA TRAGEDIA GRECA MA NON IN SENSO LATO

Sciopero contro Tsipras

di Coordinamento Nazionale MovES

Questo video è di pochi mesi fa.

La notizia di uno sciopero, uno dei tanti che si attuano in Grecia di continuo e di cui nessun telegiornale con grande diffusione o giornale fa menzione.

La ribellione del popolo greco continua nel silenzio del mondo che non solo non sa ma nemmeno vuole sapere.

La paura di fare la fine dei greci è altissima e ancora una volta si preferisce la tecnica dello struzzo al prendere coscienza e alla verità.

Questi pochi minuti di video tratteggiano uno scenario agghiacciante ma sappiamo con certezza che è solo una parte infinitesimale di quello che sta avvenendo realmente.

Quanto viene raccontato qui, è molto molto vicino a quanto sta già avvenendo da noi.
È ora di comprendere, non di far finta che a noi non succederà.

È ora di opporsi e di chiedere di uscire dal sistema finanziario prima che la nostra fine sia segnata, oltre che già nota.