I NEMICI CE LI ABBIAMO IN CASA

I NEMICI CE LI ABBIAMO IN CASA

MAKOKO FISHING SLUMS IN LAGOS, NIGERIA

di Turi COMITO

Se uno dà un’occhiata ad una cartina geografica del mondo dove sono indicati i confini degli Stati si accorge che mentre le frontiere dell’Europa sono complicatissime quelle africane (e del vicino oriente) sono quasi sempre disegnata a colpi di squadretta. Non è un caso, né una decisione delle genti che vivono in Africa e in Medio Oriente. E’ la scelta consapevole di una violenza. Una violenza fatta da chi quei territori li ha controllati tra la metà dell’800 e i gli anni ’60 del XX secolo.

I violentatori sono stati gli europei, in massima parte francesi e inglesi e poi belgi, tedeschi, portoghesi, italiani, spagnoli.

Chiamare “colonizzatori” questi popoli è un pessimo eufemismo.

Poiché nasconde la realtà dei fatti.

Specialmente per quanto concerne l’Africa.

Gli europei occidentali sono stati, e in parte continuano ad esserlo sotto altre forme, stupratori (anche nel senso letterale e non solo metaforico del termine), genocidi e rapinatori.

Tanto per dire: il primo genocidio del XX secolo non è quello armeno.

E’ quello portato, con successo, a termine dai tedeschi in Namibia agli inizi del ‘900 ai danni di una popolazione poco propensa a farsi schiavizzare, gli Herero.

Ma la lista è lunghissima. Dei genocidi e delle distruzioni di popoli, culture, economie, risorse naturali.

E il risultato di un secolo e passa di violenza nei confronti dell’Africa è quello che ci ritroviamo adesso.

Un continente senza controllo, senza equilibri (demografici, economici, politici), con identità “nazionali”, religiose e linguistiche imposte e senza anima, in preda alle guerre civili, alle siccità, alle devastazioni di territori con colture intensive insensate, alla desertificazione più spinta di intere regioni per mano umana e non naturale, infine, alle urbanizzazioni più oscene.

Lagos, tanto per fare un esempio, la capitale della Nigeria, conta 16 milioni di abitanti, di cui 14 vivono in baraccopoli molto somiglianti alle colonie di topi che vivono nelle fogne.

E in tutta l’Africa subsahariana è ben il 71% della popolazione urbana che (soprav)vive negli slums in queste condizioni di vita (dati 2003 delle Nazioni unite, vedi volume reperibile qui http://mirror.unhabitat.org/pmss/listItemDetails.aspx?publicationID=1156&AspxAutoDetectCookieSupport=1)

Una finta liberazione

La decolonizzazione africana degli anni 60 è stata una tragica farsa.

I francesi, ad esempio, continuano a determinare gli equilibri (instabilissimi) delle loro ex colonie con l’esercito (il recente caso del Mali sta lì a dimostrarlo) e con la moneta: in 14 paesi è il Franco africano la moneta corrente e il Franco africano è garantito nella convertibilità dal Tesoro francese, non da banche centrali nazionali.

Allo stesso tempo l’Africa, malgrado la rapina di uomini durata quattro secoli (tratta degli schiavi) e la rapina intensiva delle risorse naturali cominciata un secolo e mezzo fa e che dura tutt’ora (adesso anche con l’arrivo di cinesi e russi che si aggiungono ai vecchi padroni inglesi, francesi e americani), continua ad essere un continente ricchissimo e fornisce ai popoli occidentali che l’hanno violentata e devastata oltre l’80% dei diamanti che gli servono, il 70% del cobalto, il 50% dell’oro, il 40% del cromo, il 30% del platino e del manganese.
E poi cacao, caffè, arachidi, olio di palma, petrolio e mille altre cose in proporzioni enormi.

Questa rapina continuata – effettuata con ogni mezzo legale e illegale – spiega come mai 25 su 54 paesi africani siano in condizioni di estrema povertà e di sottosviluppo cronico e senza speranze.

La Convenzione di Lomé e quella di Cotonou

La debolezza politica ed economica di larga parte dei paesi africani è garanzia di benessere dei paesi occidentali. Uno dei pochi capi di stato africani, Thomas Sankara, che aveva ben chiaro il problema e che mise in moto un processo di decolonizzazione vero e non fasullo, fu ucciso (si mormora con l’assenso di quel padre dell’Europa moderna ex fascista della Cagoule diventato socialista non si capisce come, cioè Mitterand) pochi anni dopo avere preso il potere.

Cionondimeno non è vero che l’Europa comunitaria sta cominciando adesso ad occuparsi dell’Africa per quanto concerne il cosiddetto “sviluppo” locale.

Lo fa dal 1975, dai tempi della Convenzione di Lomè.

Accordi di partenariato, clausole di favore per le esportazioni, aiuti economici si sono susseguiti fino al 2000. Anno in cui, rispetto ad una moderatissima attenzione per le particolarità dei paesi africani, entra in vigore la Convenzione di Cotonou.

Questa ha effetti peggiorativi sui già banalotti effetti della convenzione precedente per il semplice fatto che ubbidisce ai dettami liberoscambisti del WTO cioè a quell’istituzione di crimine planetario in mano a quattro multinazionali che ha decretato la nascita della Globalizzazione contemporanea ovvero l’inizio della fine definitiva del pianeta.

Sono quindi 40 anni che l’Europa “aiuta a casa loro” gli africani.

E i risultati sono quelli sommariamente accennati prima con l’aggiunta, negli ultimi 15 anni dell’esplodere dei flussi migratori.

Migrazioni e demografia

L’Africa è una bomba demografica, una pentola a pressione sempre sul punto di saltare in aria. Malgrado le guerre e le malattie, ha un tasso di natalità del 40% e la maggior parte della popolazione è giovanissima. Una cosa abnorme per l’Europa dove la natalità è prossima allo zero e la popolazione invecchia sempre di più. Quasi logico quindi che un fiume di esseri umani autoespulsi dalle infami condizioni di vita delle baraccopoli africane ovvero espulsi dalle campagne comprate (si fa per dire) dalle multinazionali per farci piantagioni di cacao e caffè cerchino rifugio da qualche parte: prima nella stessa Africa (in Sudafrica ad esempio, unico paese “occidentale” in quel continente) e poi, per chi riesce a recuperare i danari per il viaggio e ha la forza fisica di affrontare viaggi inumani, l’Europa. In ispecie verso le loro ex madripatrie per ragioni linguistiche, culturali e anche, ma non principalmente, economiche.Cioè a dire Gran Bretagna, Francia e Belgio in primis.

Il porto di attracco e i paesi canaglia

Fino a che il nord Africa era sigillato questi flussi migratori erano più o meno sotto controllo. E, in qualche modo, gli europei potevano considerare il “problema Africa” alla stregua di uno dei tanti problemi che affliggono il mondo: cioè fottendosene allegramente.
Quando il tappo libico – grazie a due criminali di guerra ancora a piede libero come Sarkozy e Cameron, campioni del mondo di bugie, di ipocrisia, di ingordigia e di minorità mentale alla stessa stregua di altri loro pari come Blair, Bush, Kissinger e parecchi altri – è saltato (non riuscendo più a richiuderlo) il problema flussi migratori africano si è presentato in tutto il suo oscuro splendore.
Dapprima la civile Europa dello schiavismo e dello stupro (colonialismo) ha pronunciato le magiche paroline “accoglienza e solidarietà”, poi, visto che funzionava poco con una popolazione di consumisti individualisti incalliti dediti a ricaricare telefonini, è passata allo slogan: “gli immigrati sono una ricchezza”. E anche questa soluzione ha fatto cagare visto che si stanno infoltendo le fila di fascisti di ritorno dappertutto. Poi ha fatto la voce grossa con altri slogan del tipo: “sì ai profughi no ai migranti economici”.

Ma essendo la questione di lana caprina anche stavolta non se ne viene a capo. Infine, e siamo ad oggi, c’è il “rompete le righe”.

Ovvero ognuno faccia il cazzo che gli pare.

Soprattutto fa il cazzo che gli pare chi, in termini quantitativi (che in questo caso sono anche qualitativi), ha per secoli e fino a ora prodotto in massima parte quella immonda condizione umana che è l’Africa oggi (e anche il medio oriente).

Cioè, per non lasciare dubbi al lettore, la Francia e la Gran Bretagna.

I bombardatori di Gheddafi, i primi a darsela a gambe dopo averlo fatto massacrare, ovvero i responsabili dell’ultima porcata fatta in Africa (togliere il coperchio alla pentola a pressione), sono quelli che non vogliono sentire parlare di gestire i flussi migratori di concerto con gli altri paesi (cioè il minimo sindacale della questione), Italia in testa.

Il paese europeo storicamente più fesso e meno coinvolto nella devastazione del mondo che ci sia, porto d’attracco suo malgrado dei migranti, secondo questi campioni di civiltà dovrebbe fare fronte all’esodo biblico causato da loro come se il problema della migrazione fosse conseguenza delle sue azioni.

Una cosa da pazzi. Una perversione mentale infernale. Un indicatore di ridicoleria umana tra i incredibili mai visti.

La prima, la Francia, con quella faccia di legno che copre un cervello di segatura di Macron, rifiuta di accogliere migranti nei suoi porti per aiutare in qualche maniera l’Italia sottoposta ad una pressione impressionante in termini numerici (cosa che non mancherà di creare disastri sociali e politici se continua a questo ritmo).

La seconda, la Gran Bretagna, addirittura pur di non avere più nulla a che vedere con la questione s’è inventata un referendum per uscire dall’Unione.

I due paesi canaglia vogliono le mani libere.

Si pensano ancora come due paesi imperiali che decidono le sorti loro e dell’universo.

Non ancora soddisfatti delle ignobiltà inflitte per quattro secoli a tre quarti di mondo con la loro nefasta presenza sul pianeta continuano a negare l’odierna evidenza: e cioè che sono delle nullità. Pericolose però: per loro e per gli altri.

Ci resta, nell’Europa comunitaria, la Germania (campione del mondo in guerre di sterminio e di genocidi nell’ultimo secolo) che decide tutto per tutti con la faccia mite ma inflessibile della signora Merkel.

Il che lascia pensare che fra non molto, questione di qualche decennio, questa Europa sarà un altro ammasso di rovine. Stavolta definitivo.

I nemici dell’Europa non stanno in Africa, né nel Medio Oriente, né in Cina né in Russia.

I nemici dell’Europa ce li abbiamo in casa.
E non possiamo fare altro che inventarci palliativi (controllare le Ong) oppure fare finta di nulla, in attesa del botto finale.

 

L’ANGELO DELLA MORTE E L’ETEROGENESI DEI FINI

L’ANGELO DELLA MORTE E L’ETEROGENESI DEI FINI

Moschea di Samarra, Iran

di Maria MORIGI

La 53ª sukkah del Talmud Babilonese racconta di come un giorno Re Salomone vide l’Angelo della Morte triste.

«Perché sei così triste?», gli chiese.

«Perché mi hanno ordinato di prendere quei due Etiopi», rispose l’Angelo della Morte, riferendosi a Elihoreph e Ahyah, i due scribi etiopi di Salomone.

Il Re volle salvare i suoi preziosi uomini e li fece scappare fino alla città di Luz, ma appena giunti i due scribi morirono.

Il giorno seguente Salomone incontrò di nuovo l’Angelo della Morte e vide che sorrideva. «Perché sei così felice?» gli chiese. «Hai mandato i due etiopi proprio nel posto in cui li aspettavo!» risposte la Morte.

Fine della parabola della Morte inevitabile.

Le sue molteplici tradizioni in varie culture, da quella arabo-persiana a quelle di scrittori moderni come Borges e Somerset Maugham, ci trasmettono l’inquietudine e la coscienza che ben poco si può calcolare per sottrarsi al disegno della Natura.

Renzi ha voluto il referendum, ma era scritto che il progetto andasse a gambe all’aria, grazie anche al senso civile (seppur ancora modesto) degli elettori italiani.

Renzi, se solo avesse dato ascolto alla gente e agli auspici, se si fosse adeguato al flusso prevedibile degli eventi senza riporre fede nella Leopolda del pensiero unico, non avrebbe dovuto dimettersi (comunque a me va bene anche così, perché non sopporto gli arroganti testardi).

Teresa May ha forzato i tempi delle elezioni e si è visto che cosa ha raccolto: maggior debolezza e ancor più nebbia che incombe sull’Impero britannico

L’Angelo della Morte colpirà anche più in alto…

Donald Trump non è al sicuro su alcun fronte, se non impara a piegarsi. Lo schianto sarà come uno tsunami!

Ma veniamo alla più incongrua delle ‘trovate’ per sfuggire l’Angelo della Morte: il MAGGIORITARIO applicato al presunto BI-POLARISMO

L’ordigno è stato inventato per fare in modo che – tra DUE (2.0) schieramenti /poli distanti di un soffio – uno solo dei due venisse premiato con un fracco di voti in più. La garanzia della GOVERNABILITA’, feticcio/ totem, chiamatelo come volete… a discapito del Diritto Naturale e ad onta della Democrazia.

Come secondo ordigno deterrente inoltre è stato brevettato lo SBARRAMENTO, anzi la soglia di sbarramento, che potrebbe rappresentare un argine, ma in realtà è una furbizia per inetti al dialogo.

Ed ecco confezionate così le ciambelle senza buco e l’eterogenesi dei fini.

Perché ormai, prendiamone atto, il bi-polarismo è finito. Anche in Francia è defunto.

E’ il TRI-POLARISMO che vince, pronto a generare (nella affannata ricerca della governabilità) il BUCO NERO del CENTRO dove tutto viene inghiottito da Poteri Forti. E ormai, per accedere alla governabilità, bisogna avere un pelo sullo stomaco che il Malox è acqua fresca.

Se fossi Macron starei maledettamente attenta: non va bene non avere dibattito e contrasto parlamentare, perché si scateneranno piazze, banlieu, studenti, lavoratori scippati di diritti, ma anche razzisti, xenofobi e intolleranti… e la polizia menerà di santa ragione.

Non va bene potere fare tutto da soli…

Si va a finire dove non si voleva andare a finire.

APPUNTI SPARSI DI UNA SETTIMANA DI ELEZIONI

APPUNTI SPARSI DI UNA SETTIMANA DI ELEZIONI

INGHILTERRA:

La May pur di non dimettersi sta raccattando chiunque, di questo passo verrà fuori un Governo al cui confronto, il “Pentapartito” nostrano era un blocco unitario puramente ideologico.

E’ il tessuto sociale e la capacità della politica di aderire e interpretare lo stesso, a garantire stabilità e governabilità in democrazia, signori.

Non esiste nessuna operazione di “ingegneria elettorale” preconfezionata che possa sostituirsi alla capacità e alla visione d’insieme umana.

Con buona pace dei feticisti del modello Inglese tutti i nodi vengono al pettine e ve lo si spiegava da anni, si prenda nota per il futuro.

Dove sono tutti gli esperti analisti secondo cui Corbyn per gli Inglesi era un “Rovazzi” in salsa politica?

La mera espressione di un populismo pubescente e post moderno che attaccandosi ad un linguaggio utopistico, fa presa sui social ma svilisce i contenuti politici e non porta risultati?

Ha preso oltre il 40%, invece: parlando, muovendosi e agendo da Sinistra vera: senza paura di usare un certo lessico, di dire che l’UE non va bene e battendo il forte il tasto su Giustizia ed equità sociale.

E la gente se riconosce la vera Sinistra, la vota.

Il tutto mentre Pisapia arzigogola vanamente e senza capire che il centro Sinistra non esiste perché tutto ciò che non è vera Sinistra, diviene una sfumatura della Destra e così si confonde la gente tra scissioni continue e alleanze improponibili. C’era una volta la Sinistra in Italia e pensarci oggi fa ancor più male. Perdonaci Enrico, la faremo tornare, promesso.

FRANCIA:

C’era una volta “Repubblica”, ed era un giornale vero, che amarezza vederli mistificare così palesemente un dato politico.

“Macron Boom: oltre 400 seggi e maggioranza assoluta”,

Bontà vostra: la seconda affermazione, senza conoscere il risultato dei prossimi ballottaggi, è disinformazione pura, e la prima, per quanto formalmente corretta, è monca.

Il vero dato politico delle elezioni francesi è l’affluenza più bassa di sempre, non si può tralasciarlo perché il “Boom” fatto a fronte di urne vuote, è molto meno scenografico del previsto e il numero di seggi è una fisiologica conseguenza, piuttosto che una forte e reale affermazione politica.

Insomma, dal plebiscito al predicare nel deserto, il passo è breve.

ITALIA:

In un Paese allo sbando, dove non si vota da anni e il partito di punta paga i cinesi per votare alle Primarie, devo davvero leggere che fanno notizia 231 schede trafugate in provincia di Napoli e vedere stupore come se il clientelismo e la corruzione nel nostro sistema ci fossero arrivati oggi?

Non che non sia grave, ma alzare il polverone su questo mentre Pisapia e Bersani riaprono al PD, M5S e Lega amoreggiano sotto banco e l’esecutivo distrugge lo Stato a colpi di DDL, mi sembra un bieco trucchetto della serie “Sacrificare Sant’Antimo oggi”, per prendere Montecitorio in sordina domani.

Fa caldo, è estate, giustamente andate al mare e loro vi tirano la sabbia negli occhi.

Non facciamoci fregare di nuovo, le favole si lasciano raccontare, la democrazia invece va vissuta e la politica nonché la società vanno studiate e osservate da sé.

 

E leggo, mentre si valutano i primi dati delle amministrative, che il dato odierno più impressionante sarebbe la “scomparsa” del M5S nei Comuni.

Dissento fermamente. Non è affatto “impressionante”.

Chi fa davvero Politica in maniera seria e attiva sa che i “grillini” sui territori non sono mai esistiti e la politica vera non l’hanno mai fatta, vivono di rendita sul boom del 2013 e si alimentano solo grazie all’immagine e alle vuote frasi fatte dei loro esponenti di punta.

Dopodiché nel concreto è buio pesto, da sempre.

Stelle si, ma cadenti…

E quindi, occhio alla penna o, se preferite, alla matita.

In tempo di elezioni.

COME SI TRATTANO I MIGRANTI IN FRANCIA. A DUNKERQUE

COME SI TRATTANO I MIGRANTI IN FRANCIA. A DUNKERQUE

Pubblicato da Adrian Torres su Giovedì 18 maggio 2017

 

Camp Dunquerke

di Adrian TORRES e Sabrina WIRTH-SOKOLIC*

Questa mattina ci siamo avviati verso la “giungla” di Dunkerque accanto al vecchio campo vicino l’uscita dell’autostrada.

Siamo arrivati al momento della distribuzione del pranzo, come al solito, e abbiamo chiacchierato con alcuni amici per chiedergli come stavano.

Mentre ci mostravano l’area in cui dormono e il modo in cui l’acqua penetra attraverso le loro tende durante la notte, ci hanno chiesto se potevamo portar loro alcuni tappeti impermeabili in modo che potessero dormire asciutti.

Abbiamo unito le forze e, con alcuni gentili volontari olandesi, abbiamo acquistato tutte le attrezzature necessarie al vicino Auchan. Non avremmo mai immaginato come sarebbe andata a finire…
Mentre stavamo raggruppando tutti, Sabrina era in attesa dall’auto davanti a un furgone di polizia che parcheggiava vicino, che stava per portare alcuni rifugiati nel centro di espulsione.

Mi sono avviato verso la nostra auto, parcheggiata lì vicino, per prendere una bottiglia d’acqua.

Mentre stavo girando l’angolo, un furgone di polizia ha fatto inversione e mentre era ancora in movimento, un funzionario di polizia ne è saltato fuori e si è avventato su di me, sbattendomi contro la recinzione e mettendo in dubbio la mia identità.

Quando stavo per mostrargli i miei documenti, stavo anche cercando il mio telefono per documentare questo momento con un video.

L’ufficiale mi ha afferrato il polso e mi ha tolto il telefono mentre un altro ufficiale mi ha improvvisamente abbassato i pantaloni e la biancheria intima – mostrandomi nudo alle famiglie locali che stavano passando di lì, dopo aver fatto la spesa.

A quanto pare stavano cercando qualcosa che Sabrina mi avrebbe dato nel parcheggio prima di passarmi la bottiglia d’acqua.
Sto ancora cercando di capire cosa avrebbero potuto pensare che fosse.

Continuavano a dire “dove è ?!”

E “per chi lavora?” E ho risposto “Per la Commissione europea”, al quale è tornato con un commento razzista su come un messicano potrebbe lavorare presso la Commissione europea e essere in Francia, e ha anche chiesto di controllare le mie credenziali.

Questo era solo l’inizio.

Poi, quando sono tornato, Sabrina era con gli altri volontari e aveva fatto alcune foto della polizia che circondava i rifugiati seduti davanti al furgone. Una volta che ho raccontato la mia storia, e ho accennato che erano gli agenti di polizia di QUEL furgone che mi avevano aggredito, ha insistito che facessimo fotografie per avere delle prove e per identificare chi fosse stato a far quello che mi ha fatto.

Purtroppo il suo telefono era scarico, e il mio aveva una quantità molto limitata di spazio, ma il video che abbiamo fatto riassume la natura aggressiva dell’incontro. Si può capirlo facilmente.

La parte che non puoi vedere è che dopo la fine di questo video, un altro ufficiale è andato incontro a Sabrina nello stesso modo aggressivo, e ha cercato di intimidirla a non riprendere.

Si è alzato in piedi e continuava a chiedere “Da dove vieni ?!” “Dove negli Stati Uniti? Quale città ?!” “New York!”

Ha cercato di afferrare anche il suo telefono, ma ha finito invece per ritirarsi.

Nel frattempo, orde di furgoni di polizia si erano raccolti lungo il sito di distribuzione, e l’area che avevamo appena visitato, con tutte le tende e le famiglie, veniva lentamente occupata dalla polizia. Tutti sono stati evacuati senza un piano concreto di quello che sarebbe successo, gli è stato detto “Andate via!” Andare dove?? I bambini piangevano mentre un ufficiale di polizia tirava per i capelli una donna e le gridava “FOTTITI”, mentre la trascinava.

Abbiamo deciso di documentare il più possibile.

Sono riuscito a rimanere all’interno e filmare dal mio telefono, mentre nel frattempo Sabrina è stata incoraggiata dai rifugiati a filmare quello che stava succedendo con la sua telecamera.

Tuttavia, mentre si avvicinava alla polizia e mostrava la sua tessera stampa, continuavano a insistere di mostrargli una vera carta di identità, o passaporto. La sua patente di guida americana non è stata considerata abbastanza “vera”.

Hanno detto “non puoi passare senza un passaporto”, a cui ha risposto “il mio passaporto è in macchina, quindi se volete vedere il mio passaporto, devi lasciarmi passare e te lo porto”.

L’ufficiale ha detto sorridendo “molto furbo”. In definitiva, lei ha negoziato un’intervista perché non la facevano passare, ma appena spenta la fotocamera, lo stesso ufficiale ha cominciato a spingerla più volte. E non è illegale?

A volte le cose che vediamo senza una telecamera a portata di mano sono molto peggiori di quanto siamo in grado di catturare quando siamo preparati.

Abbiamo sperimentato una lieve intimidazione dalla polizia, solo un assaggio di ciò che i nostri amici stanno vivendo ogni giorno.

 

Come può accadere questo in Francia? Il paese di libertà, uguaglianza e fraternità.

Nessuna delle azioni che abbiamo sperimentato e testimoniato oggi mostra alcuna prova di questi valori.

 

Per favore, condividi questo video per attirare l’attenzione su ciò che sta accadendo qui, in Europa, proprio nel XXI secolo.

* Scritto da entrambi Sabrina e Adrian. Fotografie e video di proprietà di Adrian Torres

GLI ANTIFASCISTI A CORRENTE ALTERNATA

GLI ANTIFASCISTI A CORRENTE ALTERNATA

Emmanuel Macron

di Mauro GEMMA
Qualcuno si rallegra, anche con manifestazioni di entusiasmo francamente ridicole, per la vittoria di Macron perché, a suo dire, avrebbe scongiurato il pericolo fascista in Francia e arriva al punto di attaccare persino Mélenchon, il suo movimento e il 37% di elettori francesi che si sono astenuti o hanno votato scheda bianca o nulla, per non essere caduti nella trappola del “voto utile” a favore di una delle due destre, entrambe al servizio dei padroni, che si contendevano la presidenza.

E, a dimostrazione della deriva culturale che caratterizza certa “sinistra” che ha dimenticato anche che cosa sono state le Brigate Garibaldi (qualcuno di questi sedicenti “antifascisti” forse si chiederà addirittura chi erano, in questa desertificazione della memoria storica), Mélenchon viene attaccato anche per avere reintrodotto la nobile parola “patriottismo” nel vocabolario della sinistra di classe, sottraendola alle strumentalizzazioni della destra sciovinista e reazionaria.

Ma questi ipocriti che lanciano accuse di connivenza con il fascismo a chi non ci sta a questo gioco che tanto è gradito a Renzi e al suo partito che fino all’altro giorno si apprestava ad affossare la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista, di fronte a una situazione che vede il fascismo ormai al potere, un fascismo assassino e torturatore, scatenatore di guerre criminali di aggressione contro popolazioni civili, come quello che in Ucraina esalta i crimini dell’occupazione hitleriana, che cosa hanno da dire?

Che cosa fanno concretamente per porre fine a questa vergogna nel cuore dell’Europa?

Nascondono ormai da anni la testa nella sabbia.

E neppure se ne vergognano.

In attesa che Macron inasprisca le sanzioni alla Russia e rafforzi il “contributo” della Francia alla preparazione della guerra globale: che fa dire a Trump che “non vede l’ora di lavorare con il nuovo presidente”. Vedremo allora cosa avranno da dire questi antifascisti a corrente alternata..