EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

EUROSTOP E L’USCITA DA EURO E UE

 

del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Abbiamo già scritto nelle scorse settimane parlando delle motivazioni che ci hanno spinto a non aderire alla lista elettorale Potere al Popolo relativamente alle contraddizioni che vi sono in quell’agglomerato di forze politiche tra chi, come Eurostop, si era fino a poche settimane fa dichiarato per l’uscita dalla UE (posizione ritrattata proprio in virtù dell’adesione alla lista Potere al Popolo) e chi come PRC dice di voler modificare l’Unione dall’interno.

Ieri su Contropiano, giornale online vicino alla piattaforma Eurostop, appare un articolo a firma Marco Santopadre dal titolo “Si allarga il fronte contro l’Unione Europea. I baschi lanciano l’EHXIT“, nel quale si parla del fatto che, una formazione indipendentista e internazionalista basca, Askapena, con una conferenza stampa ha lanciato la proposta di exit con la rottura dei patti europei.

Ci permettiamo di riportare qui sotto la prima parte dell’articolo: “Si allarga in Europa il fronte delle forze politiche e sociali che, a partire da una posizione internazionalista, antifascista e anticapitalista, non solo contesta l’Unione Europea ma lotta per la sua rottura. Dopo la Piattaforma Sociale Eurostop in Italia, France Insoumise, la Cup in Catalogna, alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica, anche i baschi lanciano la loro campagna per “rompere l’Europa del capitale”.

Vorremmo chiedere ai dirigenti di Eurostop in che modo la piattaforma italiana, come viene detto nell’articolo, può continuare a fregiarsi della titolarità di un progetto di “rottura dell’unione europea” presentandosi sotto la bandiera di Potere al Popolo insieme a forze che sono apertamente schierate con la maggioranza di Podemos e con Syriza non con “alcuni settori – purtroppo minoritari – di Podemos e alcune realtà della sinistra radicale e comunista ellenica”.

Qualcuno dirà che stiamo affermando il falso e allora sarà opportuno che legga sempre su Contropiano, un articolo del 10 gennaio “I pusillanimi sull’uscita dall’euro”, in cui si evince con chiarezza che Eurostop non può più legittimarsi come l’unica istanza sociale e politica in Italia che voglia uscire da euro e Unione Europea.
Lo ha firmato Stefano Porcari e vi si legge:

Per onestà dobbiamo ammettere che anche dentro il percorso di Potere al Popolo, contro l’adesione all’Eurozona, non si è riusciti a declinare il terzo NO (oltre a Unione Europea e Nato), che pure è tra i punti costituenti della Piattaforma Eurostop. Un pizzico di coraggio politico in più non avrebbe guastato (…)

Coerenza, compagni, coerenza!

SUCCESSO DI PIAZZA, INIZIAMO DA QUI

SUCCESSO DI PIAZZA, INIZIAMO DA QUI

 

di Bruno DELL’ORTO – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

 

Un successo in parte annunciato, quello della Manifestazione indetta e organizzata da Eurostop e dai sindacati di base come USB, a cui hanno aderito forze di sinistra di classe, anticapitaliste e antiliberiste come il P.C.I., il P.R.C., il MovES e molti altri, sabato 11 novembre a Roma.
Un successo per l’ampia partecipazione di una decina di migliaia di persone che è stato emozionante toccare con mano, vederlo, esserci.

Ora si tratta di dare vita ad iniziative che diano voce a queste esigenze reali, che nulla hanno a che vedere con atteggiamenti aristocratici e salottieri, ma che piuttosto mettano al centro i veri bisogni delle persone in un ottica di concreta soluzione degli impellenti problemi di fasce di indigenza ogni giorno più ampie.

Ci si muova senza altri indugi quindi, facendo seguire nei fatti e nelle modalità di lotta quanto egregiamente enunciato in molti degli interventi sentiti, ed anziché operare tramite logiche che premino più le alleanze volte al fine della creazione di cartelli elettorali aderenti a semplici, ritriti criteri di conquista del potere, si risponda invece alle esigenze concrete, ci si impegni per restituire condizioni di vita degne a tutte le fasce meno abbienti, quelle che lo sono oggi e quelle che presto lo diventeranno.

E questo senza se e senza ma, privilegiando temi veri, reali, autentici, rinunciando ad approcci che vedono il popolo come semplice fruitore di logiche e strategie imposte da rappresentanze avvezze soprattutto ad un indiscriminato compromesso, volto semplicemente a ricavarsi un posto al sole.

Il consenso, mai come ora, verrà tributato a chi sarà riconosciuto come possibile solutore di problemi concreti, a chi riuscirà ad avvicinarsi alla gente, ne comprenderà le istanze e riuscirà a lottare a fianco di essa.

Se questo slancio, questa entusiastica adesione verrà ancora disattesa con modi di porsi che privilegeranno architetture a fini elettorali, allora temo che disaffezione ed astensionismo saranno destinati solo ad aumentare, rendendo sempre più inutile quella politica verticistica, già ampiamente presente, viziata da una vecchia pratica elitaria e funzionale più al mantenimento di uno status quo che alla miglior qualità di vita delle masse.

Si torni quindi ad una politica che metta al centro l’uomo ed i suoi bisogni, che possa creare un consenso tramite azioni più che enunciati, iniziative concrete più che teorizzazioni. I momenti sono maturi, la gente ha capito ed attende di occupare spazi anche attraverso una partecipazione organizzata, senza dubbio, ma certamente più attiva rispetto al passato.

Non sprechiamo partecipazione ed entusiasmo perché quella sensazione di “ultimo treno” dopo il risveglio da un lungo periodo di cinismo dovuto a rassegnata e diffusa disillusione è tangibile, pressante, netta…

 

 

 

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

Riflessioni politiche. Libertà di dissentire o gregge al pascolo sotto scorta?

di Nico Max Weber

Finora, nel corso della storia la libertà dell’uomo è stata limitata da due fattori: l’uso della forza da parte dei governanti (essenzialmente, la loro capacità di sopprimere i dissenzienti) e, più importante ancora, la minaccia dell’inedia che ha pesato su coloro i quali fossero riluttanti ad accettare le condizioni di lavoro e di esistenza sociale loro imposte”.

Erich Fromm, La disobbedienza e altri saggi, 1981

Sabato 25 Marzo, a Roma si sono svolte varie manifestazioni e cortei per protestare contro l’anniversario dei sessant’anni per i trattati che diedero inizio all’Unione Europea.

Se non notate nulla di strano è evidente che per voi la Libertà è una cosa astratta e non ben delineata.

Se invece vi siete accorti che il Potere, tramite i suoi fidati “servi” chiamati dal popolo “Forze dell’Ordine”, non hanno permesso di manifestare sotto ai Palazzi che lo rappresenta, ma li hanno letteralmente accerchiati sul Lungotevere senza possibilità alcuna di muoversi in altre zone, beh, siete dei veri e attenti osservatori.

Perché la Libertà per essere tale, non deve essere gestita da nessuno, ma solo da noi stessi e dalla nostra responsabilità.

corteo no euro

Ore 17.28 – Bocca della Verità (Vincenzo Bisbiglia)
Qui, alla Bocca della Verità, i nostri manifestanti hanno finalmente capito che non avrebbero potuto avvicinarsi a nessun palazzo del Potere, sono stati per così dire “tenuti al pascolo”.
Questa è la Libertà che ci concede il Potere!

fonte: https://poesiacultura.wordpress.com/2017/03/25/riflessioni-politiche-liberta-di-dissentire-o-gregge-al-pascolo-sotto-scorta/

A Roma si festeggia. Ad Atene i bambini si prostituiscono

A Roma si festeggia. Ad Atene i bambini si prostituiscono

bambini poveri

di Giorgio CAMERANESI

La celebrazione dell’anniversario dei 60 anni dalla firma dei Trattati europei di Roma dello scorso sabato si è consumata in una delle più immani disinformazioni di massa di tutti i tempi.

Guardate come hanno ridotto la Grecia e ditemi se pensate che i burocrati e gli ordoliberisti europei dopo 60 anni possano davvero voler costruire quella che ancora qualche illuso chiama “un’Europa diversa”.

Come al solito i fatti di sabato sono stati travisati da giornali e televisioni, ma soprattutto, questa volta hanno voluto dare un senso “popolare” all’evento con alcune manifestazioni.

Quattro manifestazioni “pro Europa a patto che l’Europa cambi”, tre a Roma e una a Londra, e inoltre hanno cercato di mascherarle concedendo una manifestazione “contro l’Europa”, promossa dalla piattaforma Eurostop, con la speranza che finisse in disastrosi scontri: ma, nonostante le forze dell’ordine abbiano provato a provocarli, non ci sono riusciti.

Tutti questi aspetti non vanno minimamente tralasciati!

Sabato si è consumata la piu’ grossa presa in giro dei popoli europei.

Hanno nuovamente sottoscritto dichiarazioni retoriche estremamente orientate, affermano, verso il popolo europeo che parlavano sopratutto di diritti e hanno rimarcato anni di mancanza di guerre, rivalutando i principi fondanti dell’Europa.

Tutto questo per contrastare il crescente tornado del populismo mondiale, perché non solo li sta facendo tremare, ma perché sanno che non sono neppure in grado di contrastarlo, se non con bugie e repressione.

Enrico Letta

Enrico Letta balla durante le Andreatta Lectures

Le paradossali dichiarazioni del Presidente della Repubblica italiano, che prevede l’attuazione di questi principi nei prossimi dieci anni, sono una evidente volontà di non metterli in atto e quindi il nuovo trattato firmato ieri è nato già morto!

Sessanta anni di predomini finanziari delle classi dominanti hanno portato al disastro economico europeo.

Per questo ho deciso di proporre e guardare insieme a voi un video su come hanno ridotto la Grecia e vi chiedo: queste ignobili carogne possono cambiare?

 

Europa: il gioco dei 4 cortei

Europa: il gioco dei 4 cortei

Quattro cantoni

La sintesi sui cortei a Roma sabato.

1) c’è un immancabile corteo di fascisti, bene o male loro cercano di infilarsi in tutte le contraddizioni. A conti fatti basterebbe non curarsene e avere una proposta più credibile. Basterebbe poco, tipo volerlo.

2) C’è la manifestazione statica del PCI. Un po’ naif, un certo orgoglio demodè, ma almeno hanno capito.
Non condivido l’impostazione culturale francamente polverosa, ma compagni: respect.

3) c’è il corteo di Eurostop: ultimamente sto limitato a tempo e a soldi ma in cuor mio sto li, con l’invito di quagliare una qualche cacchio di forma organizzativa perché stiamo perdendo il treno della storia. ( sbrigarsi un po’ magari…. ).

4) C’è il corteo dei federalisti europei con in cima al corteo gli oligarchi ( a ben vedere l’unico che non è stato almeno consulente di Goldman Sachs è Guy Verhofstad….. ) che ha il medesimo punto di raccolta del corteo degli altereuropeisti (quelli della nostra europa, n.d.r.). Sono in effetti gli unici due cortei che si incontrano, anzi, tecnicamente convergono.
Il che, converrete, anche sul piano simbolico è assolutamente perfetto, perché dopo aver seguito due percorsi diversi si ritroveranno ad essere la coda del corteo capeggiato dagli oligarchi, della gente “pagata” in voucher mossa dal terrore di poter essere degnamente salariati in lire.
E gli oligarchi vi abbracciano forte forte.

In ogni caso c’è poco da ridere.

Enea Boria

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