Sprazzi di presente, visioni sul futuro, gocce di memoria

Sprazzi di presente, visioni sul futuro, gocce di memoria

di COORDINAMENTO NAZIONALE MovES

È proprio nel 2014, quando tutto il quadro politico a sinistra si definisce, che noi, una comunità di persone provenienti da diverse aree della sinistra abbiamo deciso di avviare un blog collettivo per raccogliere le voci, le diverse voci dei tanti compagni che avevano compreso che non esistevano più partiti di sinistra in Italia.

Non avevamo ancora totalmente compreso, allora, quale forza ideologica aveva portato al totale smantellamento di organizzazioni e progetti a tutela del lavoro, del salario e della giustizia sociale.

C’era paura, sgomento e confusione, come dopo una guerra, o un colpo di Stato: stavamo vivendo, e ancora viviamo un colpo mortale alla sovranità costituzionale e popolare dello Stato Italiano.

L’obiettivo di aggregare lo abbiamo raggiunto in poco tempo.

Siamo infatti riusciti a dare voce a tutti coloro che erano stati sbattuti fuori da una casa, la loro casa: la sinistra.

Ed è stato così che abbiamo iniziato a tessere fili, storie, impressioni, dubbi, domande. E a ricordare, perchè la memoria è una fondamentale capacità dell’essere sinistra. Non è nostalgia, è comprensione delle modalità di sfruttamento, delle nostre capacità di lottare. È la nostra natura umana: la storia.

Poi, a mano a mano che il Governo di Matteo Renzi con tutta la sua maggioranza, dimostravano l’autentica natura neoliberista del Partito Democratico, ci siamo avvicinati, per ‘annusare l’aria’, per provare a capire, ai diversi esperimenti di creazione di una sinistra in Italia.

Amaramente abbiamo dovuto constatare che erano e restano solo finzioni perchè, di fatto, nessuno di questi organismi politici vuole un cambiamento reale e profondo, perchè senza questo sistema che ci schiavizza, tutti quei partiti che esistono e si stanno formando, non esisterebbero più: sconfitto il sistema, i partiti che lo sostengono verrebbero spazzati via. Sono quindi versioni edulcorate dell’accettazione del paradigma economico che ci fa schiavi del debito: l’ordoliberismo dell’eurozona.

La schiavitù dell’abbassamento continuo dei salari per competere, dicono, nel mondo globalizzato. Mantra senza senso.

È la distruzione totale dei diritti dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie. La distruzione totale e capillare del welfare attraverso le misure di austerità imposte dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea: la Troika.

È la forma di colonizzazione dei paesi del Nord Europa a danno degli Stati del Sud.

Oggi persino i premi Nobel dell’economia di scuola liberale affermano quello che affermavamo ormai due anni fa. E a sinistra siamo ancora gli unici a dirlo senza mezzi termini.

Dobbiamo uscire dalla UE e dall’Euro. Dobbiamo tornare a essere una Repubblica costituzionale e popolare per affrontare il nuovo corso storico di una globalizzazione oramai posta sotto accusa da tutti gli Stati.

È stata proprio la comprensione del momento storico che viviamo a farci capire che i partiti politici attuali hanno tutti fallito e sono privi di credibilità: chi ha causato questa catastrofe non può risanarla.
Una volta compreso questo, considerando che da perdere avremmo avuto solo le nostre catene, ci siamo armati di coraggio e abbiamo deciso di fondarci in Movimento.

Il Movimento Essere Sinistra: il MovES.

A neppure un anno dalla sua fondazione creiamo questa piattaforma del Movimento dove il suo blog è il primo strumento a essere pubblicato.

Seguiranno presto la pubblicazione del sito del Movimento, il Forum di discussione aperto e a tutti e la piattaforma di votazione.

E qui, nel Blog, continueremo a far parlare le voci di tutti i compagni di sinistra che non vogliono piegarsi alla dittatura del presente, alla rassegnazione al sistema. Ma vogliono lottare per cambiarlo.

Perchè parlare, analizzare, trovare soluzioni insieme è una grande forma di lotta.

Il MovES è un piccola piantina appena nata.

E grazie a questo blog, al Forum e a tutte le nostre iniziative fisiche sul territorio che già stiamo organizzando, continueremo a concimarla, innaffiarla e dargli nutrimento.

Con gocce di memoria, di presente e soluzioni per il futuro.

Un futuro che non è illusione o vana speranza, ma progetto comune. E solo tutti insieme potremmo far crescere il nostro Movimento.

La nostra sinistra che potrà essere ancora la sinistra di chi si impegna per il bisogno di tutto un popolo che nessuno più ascolta e di cui nessuno si preoccupa.

Potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale: m’impadronisco dei primi due e abbatto il terzo

Potere esecutivo, legislativo e giurisdizionale: m’impadronisco dei primi due e abbatto il terzo

di Cosimo D. MATTEUCCI

Questo è l’obiettivo, ed ogni tentativo di farlo comprendere all’italiano medio è vano, se tu italiano medio non ti sforzi di leggere prima e di riflettere poi.

Il Governo Renzi sta semplicemente proseguendo l’opera di quelli che l’hanno preceduto: sta abbattendo una delle tre funzioni fondamentali dello stato, quella di fare giustizia.

Lo strumento è sempre lo stesso: la falce reddituale e la tua ignoranza.
Si aumentano i costi di accesso ad un servizio per dissuaderne la richiesta, e questo vale per la giustizia, come per tutti gli altri servizi pubblici, tutto deve costarti di pù affinche tu possa essere indotto a rinunciarvi.
Capisci adesso, italiano?

Naturalmente i primi a subirne le conseguenze sono come sempre le fasce più deboli della società, sono come sempre le persone più povere da ricondursi, oggi più di ieri, ad un sistema clientelare e feudale.

Questo significa che soluzione del tuo problema dovrai andarla a chiedere al feudatario del tuo territorio al signorotto o al rais mafioso della tua città, aumentando il loro potere su di te e su tutti gli altri, oppure dovrai rinunciare ai tuoi diritti, subire gli abusi e chinare il capo a loro e al Governo, ed in un caso e nell’altro a perderci sarai soltanto tu.
Capisci, italiano?

Stiamo vivendo un processo di abbattimento di tutti quei secoli di evoluzione giuridica e sociale durante i quali, per prevenirne gli abusi, si era riusciti a spezzare il potere del sovrano nelle tre pietre fondanti delle migliori esperienze repubblicane occidentali.

Abbattimento del potere giurisdizionale dello Stato e fusione monarchica del potere esecutivo e legislativo, ed è anche a questo che sono finalizzate le riforme costituzionali: e adesso italiano, capisci?

 

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(immagine di Cosimo D. Matteucci)

L’ultima crociata ariana

L’ultima crociata ariana

di Maria MORIGI

Non ne avevamo abbastanza di femminicidi autoctoni annidati nelle famiglie perbene, che arriva il Gad a spiegarci che “il rituale di umiliazione delle donne è una precedente intollerabile sul suolo europeo”. Il Gad vive evidentemente in una dimensione aliena.

Primo, perché considera che il rituale di umiliazione sia giustificabile su altro suolo che non sia quello europeo.
Secondo, perché dice che gli episodi di Colonia rappresentano un unicum nella storia di un’Europa popolata da Walkirie ma anche da Ofelie, Sante Giovanne, Ladies Macbeth, Cassandre, Medee, Antigoni, Pastorelle di Lourdes ecc….

E di fronte a ciò che sta succedendo sul suolo europeo, quanto a contromisure nei confronti dei pessimi e diffusi autori del pessimo delitto contro le donne, vorrei assicurare il variegato mondo delle donne (femministe e meno femministe) che non è in discussione se consentire o meno alla violenza. Non è in discussione il ruolo delle donne che vanno senz’altro sostenute e difese.

E’ in discussione il come – con la dismissione del Welfare – conviene allevare un sottoproletariato senza diritti.
E come la potenza europea sia tanto cieca da non riuscire a prevedere gli esiti delle sue politiche economicistiche di abbruttimento dei popoli, o gli esiti delle politiche di accoglimento.

E’ in discussione una Civiltà dei Diritti. Un’identità europea di garanzia dei Diritti. Del più povero, dell’ultimo arrivato, del migrante sfruttato dalle mafie, del nuovo schiavo, delle donne, dei bambini.
E’ in discussione la capacità dei tutori dell’ordine di prevenire e contrastare.

Le contromisure che si stanno adottando aprono l’autostrada al neo-nazismo razzista: muri, fili spinati, sospensione di diritti, stati di emergenza.

Perché è difficile liberarsi della propria passata etica coloniale che ha consentito di perpetrare massacri in tutto il mondo. E riconoscere che persino le donne afghane adottarono il burqa per sottrarsi allo sguardo dei colonizzatori britannici…

 

 

 

(immagine dal web)

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Tredicesima mensilità: chi dobbiamo veramente ringraziare?

Tredicesima mensilità: chi dobbiamo veramente ringraziare?

di Marcello COLASANTI

Il periodo natalizio coincide con il pagamento della tredicesima mensilità.
Puntualmente, fioccano articoli, post e fotografie di ringraziamento sui social network rivolti a Benito Mussolini per la concessione di questa “gratifica natalizia”.
Siamo sicuri che, per tale diritto, stiamo ringraziando la persona giusta?

IL CONTESTO STORICO

Nel 1937 gli Stati Uniti d’America caddero in un nuovo periodo di recessione dovuto al cambio di politiche economiche. Lo stesso presidente Franklin Delano Roosevelt, promotore del “New Deal” che contribuì all’uscita dalla precedente “Grande depressione” del 1929 con il contributo di politiche sociali e statali, credendo che la ripresa fosse completa, cambiò la politica economica della nazione tagliando le spese e alzando il prelievo fiscale.

Questa scelta riattivò il circolo vizioso che aveva scatenato la precedente recessione, stroncando la ripresa non ancora del tutto completa: di questa seconda depressione, sia gli studiosi di economia che il mondo prettamente economico, ha sempre erroneamente dato poca importanza (i paralleli con la situazione economica europea attuale sono molteplici, ne consiglio l’approfondimento).
Come nel 1929, la recessione arrivò fino in Europa e la ripercussione si sentì soprattutto sul costo del lavoro, aumentato vertiginosamente, e da una fuga di capitali all’estero. Per comprendere la portata della situazione, assolutamente non sottovalutabile, va ricordato come, per queste ragioni, il governo francese presieduto dal presidente Lèon Blum, cadde.

L’ITALIA

Nel 1936, l’anno precedente, l’Italia subentrò nella guerra civile spagnola, in aiuto al golpe dei nazionalisti di Francisco Franco; il supporto italiano, che durerà fino al 1939, porterà in Spagna nel biennio ’36-’37 quasi 50.000 italiani, in gran parte non volontari, a differenza di ciò che annuncia la propaganda di regime.
In un periodo così delicato, con la necessità italiana di dimostrare la potenza bellica anche al proprio alleato tedesco, una battuta d’arresto dovuta alla recessione, come sta avvenendo in Europa, proprio nel settore dell’industria in particolare quella pesante, è assolutamente da evitare.

LA “GRATIFICA NATALIZIA”

Cosi, nell’ottica di una stabilità industriale, con il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) del 05/08/1937 art. 13, viene introdotta una “gratifica natalizia”, cioè una mensilità in più da corrispondere nel periodo natalizio ai soli impiegati del settore dell’industria.

Quindi, oltre che la gratifica non era per tutti i lavoratori ma solo per quelli del settore industria, non lo era nemmeno per tutti i lavoratori del suddetto settore, ma solo agli impiegati; gli operai, chi all’effettivo si trovava nelle fabbriche, non la percepiva.

Non solo, nell’articolo 8, che regolamenta “Orario di lavoro, lavoro straordinario, notturno e festivo”, si pone l’orario di lavoro a 10 ore giornaliere, con possibilità di straordinari fino a 12 ore non rifiutabili dal lavoratore, testualmente nell’articolo “Nessun impiegato potrà rifiutarsi, entro i limiti consentiti dalla legge, di compiere il lavoro straordinario, il lavoro notturno e festivo, salvi giustificati motivi di impedimento“.
Questo in piena linea con quelle che erano le normali politiche dell’epoca fascista, in una società volutamente e borghesemente bloccata su un corporativismo basato non sul diritto per tutti, ma sul privilegio di pochi gruppi e settori.

GRAZIE A CHI?

La vera “tredicesima”, intesa non come “gratifica” per pochi, ma diritto ad una mensilità in più per tutti (anche quella che TU stai percependo), venne estesa in due fasi:
– la prima, con l’accordo interconfederale per l’industria del 27 ottobre 1946, che la garantì anche a tutti i lavoratori del settore industria;
– la seconda, con il Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070, che dopo quindici anni di lotte sindacali e operaie nelle fabbriche e nelle piazze (dello stesso anno anche l’eliminazione delle tabelle remunerative differenti per maschi e femmine), lo estenderà a tutti i lavoratori.

Perciò, tutti i post e gli articoli di propaganda che vengono scritti, in parte con disonestà intellettuale, in altri con semplice ignoranza e incompetenza storica-documentaria, che elogiano il welfare fascista senza inquadrarlo storicamente, omettendo la realtà dei fatti e dei documenti, esaltando un CCNL che non elargiva nulla all’operaio, ma costringeva a giornate lavorative di 12 ore; raccontano una falsità storica.

Ma un operaio che vuole realmente ringraziare qualcuno per la sua tredicesima, se proprio deve, ringrazi quei lavoratori e quegli operai che con le loro azioni sindacali, proteste, lotte e manifestazioni hanno lasciato il sangue nelle piazze (sangue spremuto da manganelli fascisti e polizieschi), estendendo prima (1946) e garantendo a tutti poi (1960) quella tredicesima di cui oggi godiamo come per tanti altri diritti, fino allo Statuto dei Lavoratori che oggi, purtroppo, nella disinformazione, inattività e indifferenza, abbiamo vergognosamente perduto…

Non mancategli di rispetto con memorie distorte e menzognere.

 

 

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(immagine dal web)

Il 22 dicembre e la nostra Costituzione. Oggi, c’è chi dovrebbe provare vergogna

Il 22 dicembre e la nostra Costituzione. Oggi, c’è chi dovrebbe provare vergogna

dal Coordinamento Politico Nazionale del MovES

Oggi è il 22 dicembre e sono pochissimi coloro che ricordano che è uno dei più importanti anniversari dell’Italia Repubblicana. Perchè il 22 dicembre del 1947 fu approvata la nostra Costituzione.

Quella Costituzione che è stata vilipesa da leggi elettorali non rispondenti ai suoi principi e che hanno formato un parlamento, illegittimo – dal punto di vista giuridico e politico – che la sta trasformando in senso autoritario, antidemocratico, quindi contrario ai suoi valori istitutivi.

Sono due i senatori a vita che più di altri dovrebbero vergognarsi in questo giorno: Giorgio Napolitano e Mario Monti.

Dovrebbero vergognarsi e dire al Paese la verità – sull’attuale colonizzazione della Repubblica da parte dei poteri economici e finanziari – con un moto di assunzione di colpa grave nel rileggere le parole di Umberto Terracini alla chiusura della votazione finale dell’Assemblea costituente. Non lo faranno. Ma ci auguriamo comunque che molti leggano queste parole che oggi potrebbero risuonare come vuote e retoriche. Lo sembrano soltanto perchè sono state tradite.

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Terracini_Costituzione

Umberto Terracini pronuncia questo discorso dopo aver comunicato il risultato della votazione con cui i deputati hanno approvato il testo finale della Costituzione, che entrerà in vigore il 1° gennaio 1948.

Onorevoli colleghi,

è con un senso di nuova profonda commozione che ho pronunciato or ora la formula abituale con la quale, da questo seggio, nei mesi passati ho, cento e cento volte, annunciato all’Assemblea il risultato delle sue votazioni. (altro…)