BERLINGUER: USCIRE DALLE ILLUSIONI. LE STESSE DI OGGI

BERLINGUER: USCIRE DALLE ILLUSIONI. LE STESSE DI OGGI


di Fiorenzo MEIOLI

Nel 1974 si tenne, a Genova, la Sesta Conferenza Operaia del PCI e fu conclusa dal segretario Enrico Berlinguer.

Chiuse la Conferenza con queste parole: “Oggi siamo al dunque. Siamo ad una crisi che investe tutta la vita del paese, in ogni campo:l’economia, la SOVRANITA’ NAZIONALE, l’amministrazione pubblica, la giustizia, la sicurezza dei cittadini, la scuola, la vita culturale, la morale, i valori ideali. O si cambia strada o non si sa davvero dove si va a finire”.

Sono passati oltre 40 anni e quelle intuizioni sono oggi più attuali che mai.

Già allora Berlinguer aveva capito che occorreva uscire dall’illusione della possibilità di riforme condotte, come recentemente ha scritto un economista, “con successo all’interno di un modello che è stato costruito in cemento armato per non essere cosa diversa da ciò che è”.

 

(foto di Archivio de l’Unità)

CIAO ENRICO

CIAO ENRICO

Enrico Berlinguer

dal Coordinamento Nazionale MovES

DI ENRICO BERLINGUER SI È DETTO MOLTO.
Si è anche mistificato, manipolato e omesso molto.

Oggi qualcuno tenta di fare della sua visione e concezione politica, il capro espiatorio dell’avvento di Renzi e del neoliberismo con una sorta di revisionismo storico.

La verità è che pur con tutte le sue contraddizioni e i possibili errori, Enrico Berlinguer ci ha lasciato un patrimonio di valori e di insegnamento che se sapessimo capire fino in fondo ci permetterebbero di sconfiggere il neoliberismo molto più facilmente di quello che ci aspetta.

Buona parte di quella visione, di quel patrimonio e di quella capacità di cui una sinistra francamente antiliberista ha bisogno, sono in questo video che non tratta solo della Questione Morale ma di molto di più.

Ciao Enrico.
Noi non ti dimenticheremo.

Lettera aperta a Sergio Staino

Lettera aperta a Sergio Staino

di Antonio RINALDI

Caro Staino, gentile Direttore.

Finalmente ce l’avete fatta a far chiudere l’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci nel febbraio del 1924, doloroso atto compiuto sotto la sua dirigenza, cosa che è, a mio sentire, doppiamente nefasta.

Già, lei che con la sua matita “dileggiava” i potenti e che alla sua nomina aveva finanche acceso qualche speranza nei pochi, pochissimi compagni che ancora si ostinano a credere che il PD possa avere ancora qualcosa che lo leghi a quel passato “glorioso” che fu il P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer e tanti altri. (altro…)

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