2018: ELEZIONI IN ITALIA E PANICO FINANZIARIO SUI TITOLI DI STATO E SULLE BANCHE

2018: ELEZIONI IN ITALIA E PANICO FINANZIARIO SUI TITOLI DI STATO E SULLE BANCHE

onde agitate

di Alfredo SPANO

Cosa succederà nel 2018?

Intanto, a gennaio terminerà il cosiddetto “Bazooka” di Draghi, il QE della Banca Centrale Europea che acquista i titoli di Stato italiani rimasti invenduti sul mercato, consentendo al nostro Paese di finanziarsi.

Poi, tra febbraio e marzo, si dovrebbe finalmente votare, ma quasi certamente sarà molto difficile formare maggioranze parlamentari e governi stabili e duraturi.

A causa di questi due fattori congiunti, in primavera saremo quindi pesantemente attaccati dalla speculazione finanziaria sui nostri titoli di Stato: lo spread salirà alle stelle e tornerà la questione del vincolo esterno, cioè dell’impossibilità per l’attuale classe politica di uscire dalla gabbia neoliberista imposta dai Trattati dell’Unione Europea.

Se a questo aggiungiamo la scarsa capacità di tenuta di molte banche italiane, la cui pancia è piena di crediti deteriorati, la situazione si prospetta veramente grave: sarebbe ora che le sinistre antagoniste iniziassero seriamente a riflettere su questo scenario se vogliono farsi trovare pronte e suggerire le più opportune soluzioni ai gravi problemi che si annunciano.

APPELLO AL VOTO DI DOMENICA 25 GIUGNO 2017 A MONZA

APPELLO AL VOTO DI DOMENICA 25 GIUGNO 2017 A MONZA

Lealtà-azione

Da ANPI REGIONALE LOMBARDIA

Domenica 25 giugno i cittadini di Monza saranno chiamati al voto per eleggere il nuovo sindaco.

Come sempre la nostra indicazione è di scegliere un sindaco che sia rispettoso delle regole democratiche, dei principi e dei valori sanciti nella Costituzione repubblicana, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario dell’approvazione.

Ma in questa occasione, pur nel mantenimento della propria autonomia nella delicata fase degli appuntamenti elettorali, l’ANPI Regionale vuole manifestare la sua preoccupazione per quanto potrebbe accadere il 25 giugno a Monza, la terza città più importante della Lombardia, per numero di abitanti.

Da diverso tempo si assiste a Monza alla continua presenza di forze e movimenti dichiaratamente neofascisti, protagonisti di gravissimi episodi profondamente offensivi nei confronti della memoria di chi ha combattuto contro il nazifascismo, per la libertà di tutti noi.

In questa situazione la coalizione di centro-destra si è avvalsa del sostegno dei neofascisti di Lealtà e azione.

Lo stesso candidato a sindaco del centro-destra ha tenuto la sua prima iniziativa di campagna elettorale proprio nella sede di Lealtà e azione.

La sua vittoria porterebbe a una pericolosa deriva, con aperture e sponsorizzazioni a gruppi fascisti, se non direttamente alla distribuzione di alcune deleghe amministrative.

Rivolgiamo un accorato appello ai cittadini monzesi chiamati alle urne domenica 25 giugno perchè con il loro voto sventino la minaccia incombente della possibile presenza nella nuova Amministrazione comunale di rappresentanti di gruppi e formazioni che diffondono intolleranza e razzismo, in aperta violazione dei principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale e delle leggi Scelba e Mancino.

IL VIAGGIO DELLA SINISTRA

IL VIAGGIO DELLA SINISTRA

Navigare verso l'alba

di Ivana FABRIS
Mentre i notabili della sedicente sinistra decidono a tavolino con chi imbarcarsi per unirsi in base alla prossima convenienza elettorale, il vero soggetto di quella che dovrebbe essere una proposta politica di sinistra – proposta che in realtà NON c’è – cioè la giustizia sociale e quindi il popolo italiano, continuano a patire ogni genere di sopruso:

– la disoccupazione sempre più grave e grande;
– i giovani che se riescono a trovare un lavoro è solo a condizioni di VERA schiavitù oppure devono andarsene;
– la scuola declassata in ogni suo aspetto e il corpo docente ridotto al ruolo di badante;
– le cure sanitarie ormai non più accessibili a tutti;
– la Sanità pubblica SMANTELLATA nel suo corpo strutturale, il personale medico sfruttato al massimo come quello infermieristico, per giunta quest’ultimo anche demansionato;
– migliaia di persone dormono ormai nelle loro auto perché con il lavoro hanno perso anche la casa e sono FAMIGLIE INTERE, con bimbi piccoli o anziani;
– pensionati al minimo ridotti a vivere del cibo per cani e quelli “privilegiati” costretti ad erodere continuamente le loro piccole sicurezze economiche per fronteggiare ogni necessità legata all’assistenza;
– la condizione delle donne ormai conclamata al livello di schiavitù come mai prima d’ora in un clima di violenze e abusi fisici e psichici in ogni ambito;
– un ambiente deturpato, violentato e saccheggiato a spese di ogni vivente che lo popola;
– condizioni di degrado, disagio e ritiro sociale diffusi che generano sofferenza profonda fino alle estreme conseguenze, tanto che siamo già a 4000 casi di suicidio in pochi mesi;
– le popolazioni del centro Italia abbandonate a se stesse dopo il sisma cui si prospetta la stessa sorte toccata a l’Aquila e agli aquilani.

Tutto questo solo per fare qualche esempio ma ci sarebbe ben altro ancora da elencare.

Se fossero tutti davvero animati di buoni e sani principi, i nostri presunti Capitani Coraggiosi che parlano ai quattro venti di sinistra saprebbero cosa serva fare e la farebbero (!) mentre più che chiudersi nelle loro stanze per decidere chi appoggia chi e chi si unisce con chi, non fanno.

Altro che arrembare il sistema!

Eppure esiste una realtà politica francamente antiliberista che sta crescendo e vuole continuare a farlo stando solo proprio là dove il disagio e il conflitto urlano, cioè tra le persone che non hanno più voce.

Malgrado ciò, ancora troppi preferiscono soluzioni rapide pur di illudere se stessi di essere in salvo salendo precipitosamente su un mezzo tenuto insieme da improbabili coalizioni, inaffidabili personaggi e totale assenza di impegno politico e di programmi seri e chiari.

L’imbarcazione non regge ma ci si sale perchè siamo in pericolo e si vuole il partito unitario e pronto all’uso da VOTARE.

Ci sono voluti TRENT’ANNI per distruggere le conquiste di mezzo secolo e riparare e superare i danni richiede TEMPO ma soprattutto un GRANDE lavoro per portare la Politica ad essere ciò che è realmente e soprattutto a chi ne è il LEGITTIMO destinatario: ogni singolo italiano.

Siamo all’anno zero della politica ma si ragiona SOLO in termini di voto e NON di FARE politica come ha sempre fatto la sinistra che lottava e otteneva.

Ma appunto il pericolo incombe, la tempesta è in arrivo benché questi notabili della sinistra neanche dicono da DOVE arrivi e CHI e COSA l’abbiano generata.

Così, tutti corrono e fremono per imbarcarsi su questa presunta Arca dell’alleanza di sinistra.

Si sale alla rinfusa e senza sapere se effettivamente terrà il mare, senza chiedersi dove sia davvero diretta, convinti che anche senza mani solide al timone e rotte sicure tracciate, si arriverà a destinazione.

Lo scenario sconcerta perché nessuno vuole osservare che questa che appare come un’arca a ben vedere non ha motori, non ha remi e non ha vele.

È solo una zattera di salvataggio per i soliti pochi eletti e per gli amici degli amici che, una volta in mare aperto, alla prima tempesta vedrà quelli in più venire scaricati in mare come inutile zavorra.

Per tutti noi su quella zattera posto non ce ne sarà mai.

Se vogliamo salvarci davvero, dobbiamo occuparci NOI stessi di costruire con mani esperte, sapienti e pazienti come sono le nostre tutte insieme, unite dal progetto COMUNE, dalla volontà e dalla passione di realizzarlo, un’imbarcazione solida che ci permetta di attraversare la tempesta perfetta che la UE sta definendo per noi e di prendere una volta per tutte il mare aperto e navigare sicuri finalmente verso un nuovo orizzonte.

PREFERIRE LE PREFERENZE

PREFERIRE LE PREFERENZE

Previti dorme in aula

di Turi COMITO

Ogni volta che, a proposito delle leggi elettorali parlamentari, sento parlare in tv o altrove qualcuno che dice: “Eh, voti per il sindaco che conosci, per il consigliere che conosci, per il presidente di regione che conosci e per il deputato/senatore voti qualcuno che non conosci. Eh, non va bene” mi appare in automatico in mente questa scenetta.

Vedo il mio salumaio che la domenica mattina, alle sette, si presenta sotto il portone del deputato che ha eletto e comincia a suonare il citofono fino a che il deputato, assonnato, non risponde al che lui gli urla:

– Scendi curnuto! Scendi se hai coraggio!
– Che c’è? Chi è lei? Che vuole?
– Bastardo sdisonorato! Come hai potuto?
– Eh?
– Come hai potuto, miserabile manciapane a tradimento, votare in Commissione Attività produttive la Proposta emendativa in sede referente riferita al C. 101 pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 12.02.2016 che all’art. 12 bis comma due dice “Alle imprese commerciali che partecipano alle progettualità di cui al comma 1 è riconosciuto dalla Camera di commercio competente un logo «no slot» valido anche per l’accesso ad ulteriori incentivi ed agevolazioni anche di carattere fiscale.”????????
Come cazzo hai potuto? Scendi bastardo!
Scendi o, per quant’è vero che mi chiamo Jachino Struppiatu detto ‘u pecorino di Modica, salgo io e ti butto dalla finestra!

In effetti conoscere e scegliere il deputato che si vota, allo stesso modo di come si vota il rappresentate dei genitori in consiglio d’Istituto, il sindaco, il consigliere ecc., è fondamentale per il buon funzionamento di una democrazia avanzata dove ogni cittadino, compreso Jachino Struppiatu, è perfettamente consapevole di ogni atto che il suo deputato svolge in Parlamento e non vuole correre il rischio, mai e poi mai, di avere un rappresentante parlamentare che non conosce e a cui non può chiedere, la domenica mattina, conto e ragione del suo operato.

Preferire le preferenze, senza sa e senza ma.

TANTO TUONÒ CHE PIOVVE

TANTO TUONÒ CHE PIOVVE

Mangiafuoco e Pinocchio

di Ivana FABRIS

In tutta la querelle delle presunte elezioni, personalmente continuo a sentire puzza di bruciato.

Non ne ho fatto mistero con nessuno e ho sempre sostenuto che non si voterà entro l’autunno, sempre con il beneficio d’inventario che do anche a me stessa considerato che non posseggo doti di divinazione.

A sostegno della mia idea, ho continuato a pensare che il grande Mangiafuoco Napolitano non se ne sarebbe stato zitto e buono, sapendo di dover onorare gli impegni assunti con la UE.

E, infatti, stasera casualmente mi son trovata dinnanzi all’immagine in televisione di un Mangiafuoco che sembrava il Drago di San Giorgio, per quanto sputava lingue di fuoco all’indirizzo di chi vuole votare entro ottobre, ovvero al suo Matteo Pinocchio.

Con un’esagitazione che mi ha fatto temere il colpo apoplettico in diretta televisiva, iroso e tremolante il nostro lanciava strali asserendo che “a votare si va alla scadenza naturale del mandato!” con una protervia e un’arroganza dittatoriale di chi sa di poterselo permettere.

Uno spettacolo a dir poco rivoltante quello che pupi e pupari mettono in scena a danno del paese.

Sempre più persone stanno affogando nel loro drammatico quotidiano e al governo e dintorni, non si fa che recitare usando copioni mal scritti e mal sceneggiati che non fanno che degradare questo paese e la sua classe politica, ad una delle peggiori condizioni mai viste prima nell’Italia Repubblicana.

Perciò, arrivati a questo punto, se prima avevo un dubbio sull’impraticabilità delle elezioni, con questa boutade ho la certezza.

Mia, ovviamente, e come tale vale quel che vale.

Poi, su tutto e Mangiafuoco compreso, come sempre saranno le prossime amministrative a trarre il dado.