EFFETTI DELLA DESERTIFICAZIONE. ANCHE UMANA

EFFETTI DELLA DESERTIFICAZIONE. ANCHE UMANA

di Cristina COCCIA

La recente devastazione provocata da tutti gli incendi nelle nostre aree boschive – le cui cause non sono state ufficialmente esplicitate, ma che ormai tutti possiamo immaginare – ha provocato numerose conseguenze: un pesantissimo impatto sugli ecosistemi in termini di contaminazione fisica e chimica di TUTTE le matrici ambientali, di perdita di habitat per specie selvatiche animali e vegetali, di perdita di biodiversità e di danni che TUTTI noi – in diversa misura – abbiamo pagato e continueremo a pagare anche in tempi molto lunghi.

Tra questi danni c’è il fenomeno della desertificazione – che raramente viene citato dai recenti articoli divulgativi sul fenomeno degli incendi boschivi – che riguarda molte zone della nostra penisola.

La UNCCD (Convenzione delle Nazioni Unite per Combattere la Desertificazione, 1994) definisce la desertificazione come “degrado del territorio nelle zone aride, semi aride e sub umide secche attribuibile a varie cause fra le quali variazioni climatiche e le attività umane”.

Un recente rapporto sulla situazione ambientale in Italia stilato dall’INEA pone l’attenzione su una questione: più del 50% del territorio è stato considerato potenzialmente a rischio di desertificazione.

Intere regioni come la Sicilia, la Sardegna, la Calabria, la Basilicata, la Puglia e la Campania, e parte di altre regioni, come Lazio, Toscana, Molise, Marche e Abruzzo, sono potenzialmente a rischio.

Il 4,3% dell’intero territorio italiano (1,2 milioni di ettari) è già sterile e il 4,7% (1,4 milioni di ettari) ha già subito fenomeni di desertificazione.

Tra le cause che contribuiscono al processo di desertificazione ci sono fattori antropici e fattori ambientali – come la litologia, la morfologia e l’idrologia del territorio, o il suo grado di copertura vegetale. Tra i fattori antropici ci sono invece l’inquinamento, l’urbanizzazione, le coltivazioni intensive e gli incendi.

La degradazione dei nostri territori – e voglio sottolineare “NOSTRI” perché tutti dobbiamo averne cura – è connessa alle pratiche agricole scellerate e a un uso delle risorse idriche non sostenibile. Inoltre, il fenomeno dell’abbandono dei campi in seguito alla crisi dell’agricoltura ha contribuito all’avanzare del problema.

Non possiamo permettere che la DESERTIFICAZIONE UMANA e culturale che sta subendo la nostra popolazione – sempre più ridotta a massa indifferenziata – si traduca anche in desertificazione dei nostri ambienti.

Prendersi cura di un territorio significa anche avere il rispetto per il suolo come PRIORITA’ POLITICA, al pari dello sviluppo di qualsiasi settore dell’economia.

Noi siamo legati alla nostra terra: se ce lo dimenticheremo sarà la Natura a ricordarcelo!
HOMO HOMINI LUPUS

HOMO HOMINI LUPUS

dal Coordinamento Nazionale del MovES

Abbattere i lupi non serve a niente e qui nell’articolo c’è la prova provata che il problema è la visione distruttrice, che manca di ogni cognizione, che distruggere e ammazzare i predatori non serve a null’altro che ad annientare gli ecosistemi.

Ma, d’altro canto il governo, sta mettendo mano alla legge sui parchi per consentire ogni genere di abuso, quindi perchè mai dovremmo aspettarci dalla logica di sfruttamento capitalistico che ci si occupi di ambiente e di ecologia secondo principi atti alla conservazione anzichè al profitto?

Siamo obbligati ad occuparci di gravi problemi impellenti come la disoccupazione, come l’annientamento del welfare, come la distruzione della scuola e non ci rendiamo conto che non solo il rispetto dell’ambiente è dovuto ma che proprio da questo si può attingere per rilanciare buona parte dell’economia del paese e che si può farlo, SI DEVE farlo partendo dalla protezione e dalla conservazione.

I lupi sono naturali predatori di mandrie, greggi ed armenti, quindi per tutti nemici delle attività umane e nessuno dice che esistono metodi in grado di controllarli evitandone l’abbattimento.

Solo gli esseri umani del tempo in cui predare è molto più remunerativo e immediato che conservare, potevano arrivare a dire controlliamo i lupi abbattendoli e trovano consenso tra gli allevatori solo perchè NON esistono politiche di educazione verso chi alleva e di superamento di vecchie logiche e di tradizioni venatorie assolutamente inutili oltre che barbariche.

Noi continuiamo da decenni a vivere contro ogni logica del sistema Terra che ci ospita pensando di poterlo piegare a nostro uso e consumo, esattamente come fa il sistema capitalistico con ciascun vivente.

Continuiamo da decenni a vivere come se non fossimo noi stessi prede di altri esseri umani e senza renderci conto che siamo solo un piccolissimo UNO all’interno di un sistema che si è evoluto in milioni di anni dove la Natura regna sovrana su noi che veniamo sterminati da millenni da altri come noi.

Ma i lupi sono quelli che vogliamo abbattere, senza renderci conto che noi siamo nella loro stessa condizione.

Sarebbe ora che la smettessimo e che capissimo che il nostro impegno deve essere quello di chi appartiene ad un ecosistema che va rispettato, che nel momento in cui saremo capaci di quel rispetto, riusciremo ad esigerlo anche dagli appartenenti alla nostra stessa specie.

Soprattutto dobbiamo comprendere che, anche desertificando e facendo razzia fino all’estinzione di tante specie animali, l’essere umano non potrà MAI dominare il sistema Ambiente fino in fondo.

La natura e l’ambiente vinceranno SEMPRE.

A perdere saremo solo ed esclusivamente NOI.

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