PASTA, OLIO E MANDOLINO CONTRO DIRITTI, SALARIO E PATRIA LIBERA E GRANDE

PASTA, OLIO E MANDOLINO CONTRO DIRITTI, SALARIO E PATRIA LIBERA E GRANDE

Il racconto di Sandro, ospite in Venezuela della comunità italiana

Sandro Pescopagano, Venezuela

di Sandro PESCOPAGANO

Altro che dittatura in Venezuela, altro che regime.

L’opposizione comanda interi stati e municipi e ha uomini inseriti nei corpi dello Stato, come la polizia municipale, che è avversa al popolo. Da non confondere con la GUARDIA NACIONAL, L’ESERCITO BOLIVARIANO, fedeli alla causa della pace e del progetto di inclusione sociale contro decenni di miseria, di abbandono.

La comunità libanese e siriana che ho frequentato mi spiegava come gli autoctoni venezuelani e indios, prima dell’esperienza socialista bolivariana, fossero carne da macello: senza un minimo salariale, senza tutele, senza acqua potabile, senza possibilità di una casa degna.

Abbandonati selvaggiamente alle regole dello schiavismo dei ricchi possidenti e dei neoimmigrati senza scrupoli alla ricerca di facili guadagni sulla pelle dei più poveri.

I miei parenti, che sono venuto a trovare, mi hanno tolto il saluto: avevo “sgarrato” parteggiando apertamente per gli sfruttati, per le leggi di minima tutela sociale, per l’appoggio alla medicina gratuita e alla istruzione bolivariana.

Loro vanno dai privati, non si mischiano con chi come me stava col popolo rozzo, gretto, povero, che grazie a Chavez e Maduro aveva osato alzare la testa, chiedendo dignita’.

Per gli italiani e la borghesia, nel quartiere dove vivevo accanto al noto Hotel Hilton, espropriato da Hugo Chavez ai tempi dell’alluvione, ero un traditore, un autentico nemico dei loro interessi di coloni, padroni, abbienti conquistatori del suolo venezuelano.

Ho chiesto come mai questo odio feroce verso Chavez. Tutti o quasi gli italiani benestanti hanno risposto con questa frase: “da quando è iniziato il potere bolivariano gli indigeni hanno alzato la testa e parlano di salario, di diritti, prima li pagavamo come decidevamo noi.

Odiamo Chavez e Maduro perché sono dei poveracci, dei nessuno che sono arrivati al potere, che paese schifoso è un Venezuela dove dei poveri possono comandare!!!”

E poi arriva il classico :”io ho fatto la mia fortuna facendo arrivare pasta, olio, vino e mozzarelle dall’Italia, poi arrivano ‘sti socialisti indigeni a comandare.”

Io invece lo trovo fantastico, e vedo razzismo e classismo nei discorsi di questi italonegrieri.
Avrei molte altre cose da raccontare dei tre mesi che ho passato lì, ma per ora mi fermo.

VAMOS PA’LANTE, VENEZUELA PATRIA DI PACE E SOCIALISMO BOLIVARIANO PARA TODOS!

 

(Grazie alla pagina: Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana)