IL NODO DELLA CREDIBILITÀ DI UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA

IL NODO DELLA CREDIBILITÀ DI UN NUOVO SOGGETTO DI SINISTRA

miseria globale

di Fiorenzo MEIOLI

Oggi c’è un netto confine tra due linee: la competizione del mercato rispetto alla giustizia sociale.

La destra, il Pd, ritengono legittimamente che una risposta alla crisi vada ricercata dentro al neoliberismo, attraverso politiche di riduzione della spesa pubblica, con la “svalutazione” del lavoro e del welfare, attraverso investimenti in opere faraoniche, con le privatizzazioni e tanto altro ancora.

La sinistra, a mio avviso, alle rigide regole del mercato dovrebbe contrapporre la giustizia sociale, il lavoro dignitoso, non rinunciando a proporre investimenti in educazione, sanità, welfare e soprattutto avviare una politica per una più equa ridistribuzione della ricchezza.

Quindi, un nuovo soggetto politico della sinistra non può nascere alleandosi con chi ha “sposato” culturalmente e politicamente il pensiero neoliberale.

Ma soprattutto a sinistra si deve prendere atto che l’Italia fa parte oggi di un assetto europeo basato sulla competizione del mercato, l’esatto contrario di ciò che invece recita la nostra Costituzione alla quale pensiamo come punto di riferimento.

Se la sinistra non affronta questo nodo politico, come, ad esempio, si debba riconquistare una quota di sovranità in tema di politica economica e sociale, senza fare chiarezza sulla moneta unica che si è trasformata in uno strumento della vittoria del neoliberismo, nessun progetto a sinistra avrà unità e credibilità.

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

HA DIFESO CL, SI E’ VENDUTO AL NEOLIBERISMO, E ORA COSA FA? CORRE ALL’APPELLO PER L’UNITA’ DELLA SINISTRA

Bertinotti-Carron

di Ivana FABRIS

Non c’è occasione più ghiotta per i morti viventi di uscire dalle cripte, come l’apparire all’orizzonte di un nuovo schieramento politico che si dichiara di sinistra.

Così, anche Bertinotti, oggi lascia saio e rosario e ci dispensa le sue giaculatorie su cosa serva alla sinistra, dicendo pure (!) che “invocare il centrosinistra è un suicidio e che serve una rottura radicale”.

E lui di rotture se ne intende.

Uguale per i suicidi. Come ci ha suicidati lui, forse solo Occhetto.

Ma pure di ciò che è radicale, è davvero un esperto.
Infatti radical-chic come lui, pochi altri.

Bertinotti, riposa. E prega.

Prega che non ti si chieda mai di rispondere davanti al popolo delle tue responsabilità storiche e della tua compiacenza col sistema e del tuo asservimento al neoliberalismo.

IL VIAGGIO DELLA SINISTRA

IL VIAGGIO DELLA SINISTRA

Navigare verso l'alba

di Ivana FABRIS
Mentre i notabili della sedicente sinistra decidono a tavolino con chi imbarcarsi per unirsi in base alla prossima convenienza elettorale, il vero soggetto di quella che dovrebbe essere una proposta politica di sinistra – proposta che in realtà NON c’è – cioè la giustizia sociale e quindi il popolo italiano, continuano a patire ogni genere di sopruso:

– la disoccupazione sempre più grave e grande;
– i giovani che se riescono a trovare un lavoro è solo a condizioni di VERA schiavitù oppure devono andarsene;
– la scuola declassata in ogni suo aspetto e il corpo docente ridotto al ruolo di badante;
– le cure sanitarie ormai non più accessibili a tutti;
– la Sanità pubblica SMANTELLATA nel suo corpo strutturale, il personale medico sfruttato al massimo come quello infermieristico, per giunta quest’ultimo anche demansionato;
– migliaia di persone dormono ormai nelle loro auto perché con il lavoro hanno perso anche la casa e sono FAMIGLIE INTERE, con bimbi piccoli o anziani;
– pensionati al minimo ridotti a vivere del cibo per cani e quelli “privilegiati” costretti ad erodere continuamente le loro piccole sicurezze economiche per fronteggiare ogni necessità legata all’assistenza;
– la condizione delle donne ormai conclamata al livello di schiavitù come mai prima d’ora in un clima di violenze e abusi fisici e psichici in ogni ambito;
– un ambiente deturpato, violentato e saccheggiato a spese di ogni vivente che lo popola;
– condizioni di degrado, disagio e ritiro sociale diffusi che generano sofferenza profonda fino alle estreme conseguenze, tanto che siamo già a 4000 casi di suicidio in pochi mesi;
– le popolazioni del centro Italia abbandonate a se stesse dopo il sisma cui si prospetta la stessa sorte toccata a l’Aquila e agli aquilani.

Tutto questo solo per fare qualche esempio ma ci sarebbe ben altro ancora da elencare.

Se fossero tutti davvero animati di buoni e sani principi, i nostri presunti Capitani Coraggiosi che parlano ai quattro venti di sinistra saprebbero cosa serva fare e la farebbero (!) mentre più che chiudersi nelle loro stanze per decidere chi appoggia chi e chi si unisce con chi, non fanno.

Altro che arrembare il sistema!

Eppure esiste una realtà politica francamente antiliberista che sta crescendo e vuole continuare a farlo stando solo proprio là dove il disagio e il conflitto urlano, cioè tra le persone che non hanno più voce.

Malgrado ciò, ancora troppi preferiscono soluzioni rapide pur di illudere se stessi di essere in salvo salendo precipitosamente su un mezzo tenuto insieme da improbabili coalizioni, inaffidabili personaggi e totale assenza di impegno politico e di programmi seri e chiari.

L’imbarcazione non regge ma ci si sale perchè siamo in pericolo e si vuole il partito unitario e pronto all’uso da VOTARE.

Ci sono voluti TRENT’ANNI per distruggere le conquiste di mezzo secolo e riparare e superare i danni richiede TEMPO ma soprattutto un GRANDE lavoro per portare la Politica ad essere ciò che è realmente e soprattutto a chi ne è il LEGITTIMO destinatario: ogni singolo italiano.

Siamo all’anno zero della politica ma si ragiona SOLO in termini di voto e NON di FARE politica come ha sempre fatto la sinistra che lottava e otteneva.

Ma appunto il pericolo incombe, la tempesta è in arrivo benché questi notabili della sinistra neanche dicono da DOVE arrivi e CHI e COSA l’abbiano generata.

Così, tutti corrono e fremono per imbarcarsi su questa presunta Arca dell’alleanza di sinistra.

Si sale alla rinfusa e senza sapere se effettivamente terrà il mare, senza chiedersi dove sia davvero diretta, convinti che anche senza mani solide al timone e rotte sicure tracciate, si arriverà a destinazione.

Lo scenario sconcerta perché nessuno vuole osservare che questa che appare come un’arca a ben vedere non ha motori, non ha remi e non ha vele.

È solo una zattera di salvataggio per i soliti pochi eletti e per gli amici degli amici che, una volta in mare aperto, alla prima tempesta vedrà quelli in più venire scaricati in mare come inutile zavorra.

Per tutti noi su quella zattera posto non ce ne sarà mai.

Se vogliamo salvarci davvero, dobbiamo occuparci NOI stessi di costruire con mani esperte, sapienti e pazienti come sono le nostre tutte insieme, unite dal progetto COMUNE, dalla volontà e dalla passione di realizzarlo, un’imbarcazione solida che ci permetta di attraversare la tempesta perfetta che la UE sta definendo per noi e di prendere una volta per tutte il mare aperto e navigare sicuri finalmente verso un nuovo orizzonte.

IL SISTEMA

IL SISTEMA

Game over

I funzionari non funzionano.

 

I politici parlano ma non dicono.

 

Gli elettori votano ma non scelgono.

 

I mezzi d’informazione disinformano.

 

I centri d’insegnamento insegnano a non imparare.

 

I giudici condannano le vittime.

 

I militari sono in guerra contro i loro compatrioti.

 

I poliziotti non combattono i delitti perché sono troppo occupati a commetterli.

 

I fallimenti si socializzano, gli utili si privatizzano.

 

È più libero il denaro che la gente.

 

Le persone sono al servizio delle cose.

 

Tempo dei camaleonti: nessuno ha insegnato tanto all’umanità come questi umili animaletti.

 

Si dà credito a chi bene si nasconde, si venera la cultura del travestimento.

 

Si parla il doppio linguaggio degli artisti del camuffamento.

Doppio linguaggio, doppio.

 

Contabilità, doppia morale: una morale per dire, un’altra morale per fare.

 

La morale per fare si chiama realismo.

 

La legge della realtà è la legge del potere.

Perché la realtà non sia irreale, ci
dicono quelli che comandano, la morale deve essere immorale.

 

Chi non si fa vivo, sarà morto.

 

Sei obbligato ad essere bullo o fottuto,

 

Mentitore o mentito.

 

Tempo del cosa mi importa, del quale hai intenzione di fare, del non ti impicciare, del si salvi chi può.

 

Tempo delle frodi: la produzione non si arrende, il lavoro non vale.

Eduardo Galeano, Il libro degli abbracci

APPUNTI SPARSI DI UNA SETTIMANA DI ELEZIONI

APPUNTI SPARSI DI UNA SETTIMANA DI ELEZIONI

INGHILTERRA:

La May pur di non dimettersi sta raccattando chiunque, di questo passo verrà fuori un Governo al cui confronto, il “Pentapartito” nostrano era un blocco unitario puramente ideologico.

E’ il tessuto sociale e la capacità della politica di aderire e interpretare lo stesso, a garantire stabilità e governabilità in democrazia, signori.

Non esiste nessuna operazione di “ingegneria elettorale” preconfezionata che possa sostituirsi alla capacità e alla visione d’insieme umana.

Con buona pace dei feticisti del modello Inglese tutti i nodi vengono al pettine e ve lo si spiegava da anni, si prenda nota per il futuro.

Dove sono tutti gli esperti analisti secondo cui Corbyn per gli Inglesi era un “Rovazzi” in salsa politica?

La mera espressione di un populismo pubescente e post moderno che attaccandosi ad un linguaggio utopistico, fa presa sui social ma svilisce i contenuti politici e non porta risultati?

Ha preso oltre il 40%, invece: parlando, muovendosi e agendo da Sinistra vera: senza paura di usare un certo lessico, di dire che l’UE non va bene e battendo il forte il tasto su Giustizia ed equità sociale.

E la gente se riconosce la vera Sinistra, la vota.

Il tutto mentre Pisapia arzigogola vanamente e senza capire che il centro Sinistra non esiste perché tutto ciò che non è vera Sinistra, diviene una sfumatura della Destra e così si confonde la gente tra scissioni continue e alleanze improponibili. C’era una volta la Sinistra in Italia e pensarci oggi fa ancor più male. Perdonaci Enrico, la faremo tornare, promesso.

FRANCIA:

C’era una volta “Repubblica”, ed era un giornale vero, che amarezza vederli mistificare così palesemente un dato politico.

“Macron Boom: oltre 400 seggi e maggioranza assoluta”,

Bontà vostra: la seconda affermazione, senza conoscere il risultato dei prossimi ballottaggi, è disinformazione pura, e la prima, per quanto formalmente corretta, è monca.

Il vero dato politico delle elezioni francesi è l’affluenza più bassa di sempre, non si può tralasciarlo perché il “Boom” fatto a fronte di urne vuote, è molto meno scenografico del previsto e il numero di seggi è una fisiologica conseguenza, piuttosto che una forte e reale affermazione politica.

Insomma, dal plebiscito al predicare nel deserto, il passo è breve.

ITALIA:

In un Paese allo sbando, dove non si vota da anni e il partito di punta paga i cinesi per votare alle Primarie, devo davvero leggere che fanno notizia 231 schede trafugate in provincia di Napoli e vedere stupore come se il clientelismo e la corruzione nel nostro sistema ci fossero arrivati oggi?

Non che non sia grave, ma alzare il polverone su questo mentre Pisapia e Bersani riaprono al PD, M5S e Lega amoreggiano sotto banco e l’esecutivo distrugge lo Stato a colpi di DDL, mi sembra un bieco trucchetto della serie “Sacrificare Sant’Antimo oggi”, per prendere Montecitorio in sordina domani.

Fa caldo, è estate, giustamente andate al mare e loro vi tirano la sabbia negli occhi.

Non facciamoci fregare di nuovo, le favole si lasciano raccontare, la democrazia invece va vissuta e la politica nonché la società vanno studiate e osservate da sé.

 

E leggo, mentre si valutano i primi dati delle amministrative, che il dato odierno più impressionante sarebbe la “scomparsa” del M5S nei Comuni.

Dissento fermamente. Non è affatto “impressionante”.

Chi fa davvero Politica in maniera seria e attiva sa che i “grillini” sui territori non sono mai esistiti e la politica vera non l’hanno mai fatta, vivono di rendita sul boom del 2013 e si alimentano solo grazie all’immagine e alle vuote frasi fatte dei loro esponenti di punta.

Dopodiché nel concreto è buio pesto, da sempre.

Stelle si, ma cadenti…

E quindi, occhio alla penna o, se preferite, alla matita.

In tempo di elezioni.

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