E’ DARWINISMO SOCIALE: OGGI I MIGRANTI, DOMANI I MALATI O I PENSIONATI

E’ DARWINISMO SOCIALE: OGGI I MIGRANTI, DOMANI I MALATI O I PENSIONATI

Migranti da salvare

di Jean DE MILLE

Finalmente! “Finalmente” il senatore della Repubblica Stefano Esposito ha frantumato una barriera, ha sbriciolato quell’argine che impediva di proclamare apertamente che i diritti umani sono merda.

Lo ha fatto pochi giorni fa ad Agorà, nel modo più cinico, dichiarando che “alcune ong ideologicamente pensano solo a salvare vite umane: noi non possiamo permettercelo”.

La gravità dell’affermazione è palese: il senatore pro-Tav, trasmigrato di maggioranza in maggioranza all’interno del Pd, brillante “giovane” in carriera, ha sfondato una breccia, nella quale dietro a lui si precipiteranno tutte le iene che rappresentano l’egoismo e la meschinità di questo paese putrescente.

Il darwinismo più feroce, prodotto di un liberismo che non conosce limiti etici, è “finalmente” sdoganato: oggi assume un carattere etnico, e si rivolge contro quei migranti ai quali si indirizza l’odio scomposto di larga parte della comunità nazionale.

Domani lo stesso darwinismo avrà un contenuto sociale, e con la stessa pragmatica violenza si riverserà sui vecchi, sui malati, sugli indigenti, su tutte quelle categorie improduttive che rappresentano un carico economico per i garantiti e per le classi dominanti.

Il senatore Esposito, per cui provo l’immensa vergogna di essere coetaneo, si qualifica come apripista di un “pragmatismo della morte”, di una società costruita sulla selezione spudorata e aperta dei più forti e sul sacrificio umano dei marginali, immolati sugli altari della razionalità economica, sullo scannatoio del dio-capitale.

Mi piacerebbe ora che l’infame partito di cui il senatore è dirigente non avesse mai più il coraggio di chiederci un solo voto in nome dell’antifascismo. Ma so bene che non accadrà: spero però che in tanti ce ne ricorderemo al momento di deporre la scheda nell’urna, e ancor più nella prassi quotidiana, nella costruzione di coalizioni elettorali e alleanze politiche.

LIBERISMO E ORDOLIBERISMO, DETTI IN BREVE

LIBERISMO E ORDOLIBERISMO, DETTI IN BREVE

Criminali bancari

di Massimo RIBAUDO

Una professoressa di Lettere mi ha chiesto su Facebook di sintetizzare in breve il significato delle dottrine neoliberiste e di quelle ordoliberiste.

Lo so che non si dovrebbe fare, lo so che un commento su Facebook non può in alcun modo sostituire volumi e volumi di studi e analisi approfondite sugli argomenti accademici più complessi. Ma ormai quei volumi li leggono sempre di meno e non vengono neppure affrontati nei corsi universitari.

Quindi, bisogna rischiare la sintesi e l’incompletezza, pur di dare qualche indicazione su temi che riguardano la nostra vita, la scuola, le pensioni, la sanità. Si, perché se ci sono tagli alle pensioni, alla scuola e alla sanità è perché viviamo in un’Europa ordoliberista.

Il liberalismo è la teoria politica ed economica che sancisce che il MERCATO sia un meccanismo perfetto in grado di autoregolarsi e, quindi prescrive di adottare leggi dello stato che garantiscano alle aziende private il completo dominio su qualsiasi diritto sociale (e l’eliminazione di ogni diritto sindacale), di generare il massimo profitto dallo sfruttamento del lavoro umano e dell’ambiente naturale.

Detto così sembra terrificante. Lo è.

Ma non lo vediamo perché il mercato ci offre il contentino della libertà di parola che è totalmente inutile se i diritti politici vengono annullati da leggi elettorali maggioritarie non rappresentative e da media completamente asserviti al modello.

In più proprio tale modello economico, sociale e politico si fonda sul continuo porre in stato di shock le popolazioni attraverso notizie relative al terrorismo, a omicidi privati, epidemie inventate, e alla paura di invasioni di immigrati.

Quindi, distoglie l’attenzione dalle sue norme, dalla sua propensione alla più feroce e statica ineguaglianza, alla competizione del singolo contro il singolo e al darwinismo sociale per farla convergere sulle patologie sociali e individuali che lo stesso modello crea: criminalità, corruzione, guerra tra i poveri.

L’ordoliberismo è molto più subdolo perché prevede che a gestire il modello sia lo Stato (e non le corporation private in collusione con le istituzioni pubbliche), insieme alle banche e assicurazioni private, per soffocare nella schiavitù del debito la popolazione.

La maggiore paura della popolazione deve essere quella di perdere casa, o il lavoro e di non riuscire a pagare i debiti, i quali, visti i bassi salari, e i forti tagli alla spesa pubblica, è costretta a contrarre.

I Trattati europei sono tutti derivanti dall’ideologia ordoliberista.

Il neoliberalismo ha origini dalla cosiddetta “scuola di Chicago” e dalle teorie di Friedrich August von Hayek, ed è un’evoluzione del modello capitalistico americano, l’ordoliberalismo è il modello della cosiddetta economia sociale di mercato (austro-franco-tedesco), evoluzione del capitalismo renano, che mantiene un po’ di welfare solo per la classe media obbediente al sistema.

In questo modo la stessa proteggerà stato e banche e colpirà ancora di più le classi impoverite (che hanno la COLPA di esserlo perchè non pagano i debiti) pur di non cadere in povertà essa stessa.

Prima o poi anche l’ordoliberalismo si trasformerà in neoliberalismo perchè le banche si divoreranno tra loro come sta succedendo.

La radice filosofica del neoliberalismo è lo gnosticismo (che deriva dal puritanesimo) che afferma che gli esseri umani sono IMPERFETTI e solo una classe superiore di esseri perfetti (in quanto giusti e parsimoniosi e ricchi per grazia di Dio) possa ricondurli alla perfezione originaria dell’inizio dei tempi.

Vi sembrano teorie folli? Lo sembrano anche a me. Ma stanno dominando l’Occidente e faranno di tutto per dominare il mondo.

p.s. C’è un articolo, del blog Il Pedante, che spiega molto bene il modello ordoliberista come seguito in Italia: E’ il SOCIALISMO DEI RICCHI.

Darwinismo sociale in salsa scolastica

Darwinismo sociale in salsa scolastica

pennarossa

di Pasquino NEPESINO

Se in una scuola si fanno su 200 giorni di lavoro 80 verifiche, tra scritto e orali sono fermamente convinto che chi le fa non sa valutare!

A parte il tempo che si sottrae alle spiegazioni, sottoporre gli studenti ad un carico costante di verifiche non rende la qualità del lavoro svolto adeguata.

Inoltre la dice lunga su due aspetti: la pressione messa dalla Legge 107 sui docenti che “devono” dimostrare di lavorare e la loro insicurezza di fondo.

In entrambi i casi cosa si vuole dimostrare?

Qualità?

Quando vedo che la preoccupazione di una studentessa o di uno studente è mostrare di essere all’altezza e non pensano minimamente alla bellezza di un testo di Petrarca, che finiscono per odiare, o si preoccupano di ricordare la storia delle guerre del ‘500, senza capirne la complessità ed il tragico gioco di poteri contrapposti, si può veramente parlare di scuola che ha fatto il suo dovere?

E’ questa la scuola delle competenze?

Assurdo e folle criterio in cui la sopravvivenza dello studente è affidata alla capacità di reggere o meno allo stress, non alla capacità di esprimere il meglio che può dare.

Siamo al darwinismo sociale di ritorno in salsa scolastica.

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