COMUNISMO IL PD???

COMUNISMO IL PD???

 

di Dario MARCHETTI


Credo che il fallimento del sistema scolastico italiano sia sotto gli occhi di tutti.
La testimonianza più evidente è dato da quegli stralunati webeti che mentre si discute delle politiche portate avanti dal governo a trazione renziota ti dicono che in Italia c’è il comunismo.

Ora, vorrei semplicemente ricordare che il comunismo è un sistema che si fonda sulla collettivizzazione dei mezzi di produzione (e su una serie di altre cosette, a partire dall’intervento pubblico nell’economia).

Mentre i governi (compresi quelli di centrodestra) che si sono succeduti dal 1994 ad oggi hanno esclusivamente pubblicizzato le perdite e privatizzato i profitti, demonizzando ad esempio la nazionalizzazione di banche e altri settori vitali per l’economia, in quanto occorreva spolpare lo Stato, ovvero i cittadini che lo compongono, a beneficio di ben conosciute lobbies.
Quindi, per favore, facciamola finita con la sagra della coglionaggine e diciamo le cose come stanno: in Italia vige una versione sgangherata del turboliberismo, ovvero il contrario del comunismo.
Punto.
SCHIFO E TRISTEZZA

SCHIFO E TRISTEZZA

Riunione al Brancaccio

di Dario MARCHETTI

Schifo e tristezza: questi sono i sentimenti che ho provato di fronte ad appuntamenti come quello del Brancaccio che intendeva riunire tutto quello che si muove a sinistra del PD per riportare quei voti nell’alveo della ditta.

Tralascio il fatto che si tratti ormai di appuntamenti in cui il popolo non è più contemplato, immaginando di potergli calare sulla testa decisioni prese dall’altro, anzi dei quali al popolo non potrebbe fregare di meno, e passo alla sostanza della cosa. 

Di cosa di discute in questi consessi?

Della terrificante situazione di un Paese che vede ormai anche gran parte dell’ex ceto medio scivolare vero la povertà?

Della dismissione di diritti acquisti in decenni di lotte?

Del progressivo peggioramento del potere di acquisto di salari e stipendi?

Della necessità di uscire dalla gabbia UE, in cui le politiche solidaristiche non sono contemplate?

Della privatizzazione dei beni pubblici?

Della distruzione di scuola e sanità pubblica?

Non sia mai, oggetto della discussione sono sempre loro, lor signori: forma partito, alleanze e cazzate consimili.

E qualcuno si stupisce se questi una volta si riunivano al Palazzo dello Sport e oggi non riescono neanche a riempire un piccolo teatro?

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