CARA PICCOLA, L’AMORE VERO NON CONTA I CROMOSOMI

CARA PICCOLA, L’AMORE VERO NON CONTA I CROMOSOMI

 

di Claudia PEPE

Cara piccola bambina mia, abbandonata da una donna che non è stata mai tua madre, e da un padre che di fronte al tuo viso è scappato, ora vorrei cullarti tra le mie braccia. Ti hanno lasciata ancora prima di che tu potessi allungare le tue manine per cercare quel seno che ti avrebbe dovuto nutrire.
Ti hanno lasciata da sola, in questo mondo ottenebrato dalla notte.

Cara piccola bambina mia, sei nata con il sapore delle mandorle negli occhi, con un cromosoma che fa la differenza. Una differenza infinita tra te e la più cupa ignoranza. Un cromosoma che illumina questa vita di con la tua gioia e il fragore della tua letizia.

Cara piccola bambina mia, io mamma orfana di un figlio e insegnante di sostegno darei tutto per poterti stringere a me, per poteri amare, per far di te una stella tra le stelle.
Ti hanno dato subito in adozione, ma le persone che desideravano avere un figlio, ti hanno rifiutata.

Come un residuo di questa società malata di conformismo e di una borghesia celata da una falsa solidarietà. Ancora una volta il diverso, il profugo abbandonato nelle maree increspate di bigottismo, non ti hanno voluto neppure guardare in faccia.
Non hanno voluto sentire il tuo calore, il tuo vagito. Hanno rifiutato il tuo sorriso, la tua dolcezza, la tua tenerezza.

Hanno preferito nascondersi nell’ombra di una parvenza di famiglia, dove tutto procede bene, e i bambini sono biondi con gli occhi azzurri, recitando rosari perché non diventino omosessuali, transgender.
Pregando che siano i primi della classe, obbedienti e che frequentino catechismo una volta alla settimana, pianoforte e lezioni di danza.

Cara piccola bambina mia, a cui adesso bacerei tutto il corpo, a cui la vita ha negato la vita, il mondo dal primo momento, ti aveva già condannata all’esilio dell’esistenza.
Come vorrei adottarti subito.
Ma non ho mai fatto domanda, sono troppo vecchia, e la burocrazia dell’amore è più lunga di quella della giustizia.

Sette coppie ti hanno rifiutato, sette coppie che non potranno mai conoscere la bellezza che porterai in questo deserto di umanità.
Ma forse quella luce che hai dispensato senza rendertene conto, ti ha illuminato, ti ha baciato sulla fronte. È spuntata una richiesta diversa: quella di un single che vorrebbe dedicarsi ad accudire un piccolo disabile.

Condizioni richieste? Nessuna. Ma un single, però, non è una famiglia e questo non lo renderebbe idoneo all’adozione.
Per fortuna la legge prevede delle eccezioni, e in questo caso un giudice ha avuto la possibilità di valutare il caso diversamente.

Come riporta Il Mattino, grazie alla legge 184 del 1983 (articolo 44), ora per l’aspirante papà inizierà il periodo di prova con la piccola. Un tempo che dovrebbe durare intorno ai dieci mesi e che, se tutto andrà per il verso giusto, potrebbe concludersi con l’adozione definitiva della piccola down da parte dell’uomo. Uno dei pochissimi casi in Italia.

E allora cara piccola bambina mia, hai lasciato genitori che non ti meritavano e hai trovato probabilmente una persona straordinaria.
Una persona che non conta i cromosomi, ma guarda l’orizzonte, sa leggere l’aurora, interpreta i tramonti, trova la poesia nelle pieghe di chi soffre.

Un uomo single, un uomo che non ti ha voluto negare la tua voglia di ridere, di essere persona in un mondo di fantocci mascherati da persone. L’importante, e ne sono sicura, è che ti dia tanto amore.

Quell’amore che non con conosce la diversità, perché dobbiamo capire che i diversi siamo proprio noi. Noi che giudichiamo una bambina dal numero dei suoi cromosomi.
E più, cara piccola bambina mia scrivo, più mi rendo conto che l’adozione deve essere un grande atto d’amore e non debba essere escluso a nessuno.
Anche a vecchie mamme come me.

Mi arrabbio sai, di fronte all’ipocrisia di uno Stato che nega le adozioni ai single/omosessuali, ma se poi i “normali” eterosessuali o le coppie consacrate da Santa Romana Chiesa rifiutano un bambino con problemi, allora ben vengano quelle categorie di genitori definiti “sbagliati”.

L’amore, il faro di questa misera esistenza, è l’amore che trasforma il letame in diamanti, è un miracolo un cromosoma in più in un capolavoro che solo tu, bambina mia, potrai dipingere.
Non vedi più i lineamenti. Vedi l’amore.
Questo è l’amore per un figlio, cara piccola bambina mia.