“È il capitalismo bellezza”. Ma a che prezzo?

“È il capitalismo bellezza”. Ma a che prezzo?

Ponte crollato sulla A12. “Qualcosa è andato storto”. Storto?

 

di Antonio CAPUANO

Quando l’utilitarismo dei free rider privati, incontra l’immorale connivenza del settore pubblico, succede che si fanno gare d’appalto fasulle al ribasso e la pubblica utilità viene sacrificata sull’altare degli interessi particolari.

L’autoregolazione neoclassica del mercato è modello accademicamente​ efficiente e “la mano invisibile del mercato” teoria affascinante.

Il problema degli economisti neoclassici è che per loro il mondo finisce nei libri, gli manca la componente umana e se ti manca la componente umana magari succede che, mentre il punto​ di equilibrio è stabile, i ponti lo sono meno e la gente purtroppo muore.

È il Capitalismo bellezza” avrebbe detto qualcuno e se il profitto supera i costi, allora anche la vita e la morte possono ridursi a contabilizzabili fattori di rischio, pare. Viene confermato come sempre più evidente, che più che il modello keynesiano, a fallire sia stata l’umanità e il Capitalismo trionfante altro non è che un amara concretizzazione di questa deriva.

Non servono gli economisti a questo punto per capire che sarebbe necessario ravvedersi e tornare indietro, difficile? Si, ma non impossibile purché si inizi a volerlo nonché a lavorarci.

Come dicono gli inglesi “Business is Business”.

Ma pure la vita non mi pare un bene secondario, sarebbe il caso di iniziare a farsi qualche domanda e agire prontamente di conseguenza…

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