PER LA SERIE “LE COSE CHE UN LIBERISTA NON CAPIRÀ MAI”

PER LA SERIE “LE COSE CHE UN LIBERISTA NON CAPIRÀ MAI”

centomila lire

Contributo di Gualtiero VIA

Per la serie “le cose che un liberista non capirà mai”, stralciamo dal blog Goofynomics di Alberto Bagnai:

“Una volta chiesi [ a un imprenditore ] come avesse messo su la sua azienda. Risposta: “Coi debiti”.

Prosegue sempre Bagnai: “Erano gli anni ’60, l’economia cresceva, le banche prestavano, chi aveva un’idea la poteva realizzare, e ripagare il capitale che gli era stato prestato.

Insomma: le banche facevano credito, non c’erano le fainanscial fricscion che ci sono adesso.

Parte di questa involuzione [ cioè di come gira adesso, ndr ] è merito dell’egemonia culturale di pochi venduti e infiniti cretini, quelli che non riescono a capire che un debito è un credito, e viceversa un credito è un debito.

Insomma: il messaggio principale di questo blog.

Per capirlo non bisogna essere dei geni. Basta aver fatto qualcosa nella vita.

Mizzìo l’aveva fatta.

Il libbberista medio, a parte parlar male dello stato da università o giornali foraggiati dallo stato, altro non ha fatto né sa fare.

Il problema non è (solo) psichiatrico: è (soprattutto) antropologico”.

La legge sulla nazionalizzazione delle banche

La legge sulla nazionalizzazione delle banche

Ernesto Che Guevara

La legge sulla nazionalizzazione delle banche è uno dei passi più importanti del Governo.

Questo garantirà che la riforma agraria e le grandi aspirazioni all’industrializzazio­ne del paese non subiranno né sabotaggi né ritardi.

Questo significa una riaffermazione di tanti piccoli produttori, e la garanzia che avranno crediti in modo tempestivo e a tasso equo, e che ci sarà un autentico interesse umano per ogni individuo affinché la produzione cresca.
Conferenza per i funzionari del Banco Nacional de Cuba, 20 ottobre 1960

Ernesto Che Guevara

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