IL PANE DEL CORPO E IL PANE DELLO SPIRITO

IL PANE DEL CORPO E IL PANE DELLO SPIRITO

Victor Hugo

Si provvede all’illuminazione delle città, si accendono tutte le sere, ed è cosa giusta, i lampioni agli incroci e nelle piazze pubbliche; quando dunque si capirà che la notte può scendere anche nel mondo morale, e che bisogna accendere delle fiaccole per le menti? […]

Un male morale, un male morale profondo ci affligge e ci tormenta. Questo male morale, strano a dirsi, non è altro che l’eccesso di tendenze materiali. […]

Quando dico: bisogna togliere al corpo e dare allo spirito, non ingannatevi sulla mia opinione. […] che migliorino le condizioni materiali delle classi che soffrono; è questo, secondo me, il grande, l’eccezionale progresso cui dobbiamo rivolgere i nostri auspici come uomini e i nostri sforzi come legislatori.

Ma se io voglio ardentemente, appassionatamente, il pane per l’operaio, il pane per il lavoratore, che è mio fratello, a fianco del pane per la vita, voglio il pane del pensiero, che è anche il pane della vita. Voglio moltiplicare il pane dello spirito come il pane del corpo. […]

Ebbene, il grande errore del nostro tempo, è stato di indirizzare, dico anche di più, di piegare lo spirito degli uomini verso la ricerca del benessere materiale, e di distoglierlo di conseguenza dal benessere religioso e dal benessere intellettuale.

Victor Hugo

IL FUTURO CHE NON C’E’

IL FUTURO CHE NON C’E’

di Fiorenzo MEIOLI

Oggi crediamo di vivere nel miglior mondo possibile, di godere di una libertà infinita e non ci rendiamo conto che è soltanto ristretta alla sfera privata: possiamo si vestirci come vogliamo, vagliare liberamente le offerte del palinsesto televisivo, comprare l’ultimo modello iPhone, possiamo esercitare il diritto di voto, scegliere tra le offerte del mercato e tanto tanto altro ancora.

Però non riusciamo più a modificare la realtà, non abbiamo più il potere di decidere e siamo succubi dell’unica ideologia rimasta nel tempo della fine delle ideologie.

Un tempo le crisi erano la condizione per il progresso, oggi, al contrario, tracciano interrogativi e generano un ritorno ad un lontano passato.

Tutto ciò che oggi chiamano progresso è soltanto un ritorno all’Ottocento.

SEMPLICITA’ E GIOVENTU’, FORME DELLA NATURA

SEMPLICITA’ E GIOVENTU’, FORME DELLA NATURA

Parole di Pasolini che ci dichiarano non solo il grande amore che lui aveva per tutti i giovani, ma soprattutto il dolore per ciò che il potere aveva fatto per mutare l’essenza della Gioventù.

Parla dei giovani inconsapevoli che il sistema aveva tolto loro la LIBERTÀ, la libertà non solo di esistere.
La libertà di ESSERE.

L’atto finale di quel potere, è ciò che stiamo conoscendo oggi.
Ai giovani, adesso, è stata tolta anche la libertà di ESISTERE

Ivana Fabris

CONSUMISMO, NEOLIBERISMO E UE. LE DOMANDE SBAGLIATE

CONSUMISMO, NEOLIBERISMO E UE. LE DOMANDE SBAGLIATE

Mafalda

 

di Ivana FABRIS

 

Per oltre trent’anni siamo stati solo come cavie da laboratorio.

Il sistema finanziario che si andava espandendo, strutturando e specializzando, ha spinto i popoli europei al profitto più sfrenato.

Ci hanno resi dipendenti da falsi bisogni, da false mete utilizzando falsi modelli da perseguire.
Dalla fine degli anni ’90 a quasi tutto il primo decennio del 2000, la rincorsa al consumo è stata impressionante.
Prestiti per qualunque occasione, erogati con una spregiudicatezza da non credere.

Banche e finanziarie che sorgevano in ognidove soppiantando i negozi dei piccoli commercianti, quelli dei prodotti tipici, quelli dei prodotti di qualità, andati falliti per la concorrenza sfrenata dei grandi centri commerciali dove entri e compri anche quello che forse non ti serve.

Sembrava di stare nel paese di Re Mida e invece stavamo solo nel Paese dei Balocchi.

Era una narrazione, un modello contrabbandato a reti unificate: televisione, radio e giornali.

Poi il crollo.
Totale, assoluto, come un palazzo di 10 piani a cui sono state minate le fondamenta.
Per quanto ci ha riguardato, nemmeno c’erano quelle fondamenta.
Tutto si reggeva su una grande, immensa, gigantesca illusione.
E chi l’ha indotta, lo sapeva che sarebbe crollata su se stessa.

Perché il sistema, a dispetto di noi tutti che come formiche in un enorme formicaio corriamo di qui e di là lavorando come matti e mettendo da parte ogni briciola per quel consumo e per salire qualche scalino della piramide, sa chi siamo, sa quale sogno ci ha mossi dalla notte dei tempi, sa cosa vogliamo.

Sa che da sempre ‘l’operaio vuole il figlio dottore’ e che per ottenerlo, è disposto a tutto.
Sa che farlo sentire ‘arrivato’ e al sicuro dalla povertà, era il metodo giusto per fargli abbassare la guardia fino al punto di pensare che la coscienza di classe fosse superata.

Sa che ha funzionato.

Solo quella che inopinatamente si definisce sinistra mentre resta funzionale al sistema, non lo ha mai saputo e non lo sa ancora oggi facendosi portatrice della narrazione su Unione Europea ed euro, quella per cui fuori dall’euro è il baratro.

Quella per cui un giornale come “il Manifesto” (testata che per decenni è stata più a sinistra della sinistra) ha fatto dire a 25 economisti che uscire dall’euro è un pericolo gravissimo, che uscire dalla UE comporterà il tornare agli Stati nazionali come se l’epoca che ha preceduto la nascita dell’Unione non raccontasse invece una storia di crescita, benessere e progresso.

Quella che se ne guarda bene dall’informare QUOTIDIANAMENTE cosa accada ai paesi come la Grecia che sono rimasti nella zona euro.
Quella che non fa che chiedere e chiedersi cosa succederebbe se si uscisse e che evita opportunamente di domandarsi e domandare, invece, cosa succederebbe se RESTASSIMO nell’euro e nella UE.

Se ti fai la domanda sbagliata, non sarà mai giusta la risposta.

Intanto, però, un errore simile lo pagano milioni di persone proprio perché qualcuno che continua a definirsi di sinistra ha perso la capacità di avere capacità di analisi, visione e soprattutto coraggio.

Idolatrie

Idolatrie

Gli idoli dell’uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura.
Quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l’uomo si impoverisce.

Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto.

Erich Fromm