ROSATELLUM DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE?

ROSATELLUM DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE?

 

di Antonio CAPUANO – Coordinatore Nazionale MovES

Rosatellum, di sana e robusta Costituzione? Gli eterni “acciacchi” della nostra Legge Elettorale…

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Ma soprattutto, avremo mai una legge elettorale Costituzionale?

Uno dei più grandi “misteri” nella storia della democrazia italiana, è quello relativo alla legge elettorale. Passano gli anni e le legislature ma la Corte è costretta infatti a dare parere negativo e poi bocciare seccamente ognuna di esse.

Eppure la nostra meravigliosa Costituzione è lì da “qualche anno”, è perfettamente scritta e ci sarebbe quindi tutto il tempo di leggere le disposizioni in materia e applicarle efficientemente.

Ultima in ordine di tempo, il “Rosatellum” (evidentemente crediamo che le cose dette in latino non possano far cagare, ci sbagliamo…), con tutti i suoi irricevibili orpelli:

– Struttura “tendenzialmente” proporzionale: poche firme per presentarsi alle elezioni, soglia di sbarramento bassa (3% singoli partiti e 10% coalizioni) e 64% di collegi plurinominali proporzionali e 36% di uninominali maggioritari;

Pluricandidature”: introdotte per i collegi plurinominali (cd: listini), queste salgono addirittura da 3 a 5 e ciò comporterà tutto un effetto domino che scollegherà totalmente tali nomine, dall’effettivo esercizio della rapprentanza da parte dell’elettore;

“Quote Rosa” al 40%: una cosa nata in apparenza a favore della parità di genere, ma che lede profondamente la dignità delle donne, dato che le si ritiengono forse incapaci di competere alla pari e quindi si sostituisce la politica al diritto, imponendo una “quota d’ufficio”. Assurdo…

Basterebbe solo questo breve e crudo elenco a capire che siamo di fronte all’ennesimo disastro, legittimando così perfino l’annullamento dell’elezione di un rappresentante di istituto, figurarsi quello di una maggioranza parlamentare.

Ma, per rispondere a quelli che attaccano i “giudici cattivi” a cui non va mai bene niente, entriamo ulteriormente nel merito della questione.

In primo luogo, secondo il PD questa legge “evita l’eccessiva frammentazione politica”: potenzialmente vero (se e, solo se, rapportato allo scenario politico attuale però), ma inesatto in senso assoluto dato che le soglie di sbarramento sono oggettivamente tenui e quindi irricevibile sul piano politologico e del Diritto.

La legge elettorale non deve essere plasmata a uso e consumo dei partiti perché essa non deve assecondare il momento elettorale, bensì guidarlo e se ci sfugge questa nozione di base, siamo oggettivamente messi male, dato che sono i partiti devono costruire il consenso e le maggioranze, non l’ingegneria elettorale.

Anche il consiglio d’Europa, con una sentenza del 2003, ci aveva fatto presente che dovrebbe essere impedito legiferare in materia di legge elettorale un anno prima del voto, al fine di preservare l’esercizio democratico e in questo la nostra Costituzione non solo sposa la sentenza, ma ne rafforza il carattere generale con un principio specifico, ossia il c.d “Principio di continuità“,

Principio nel nome del quale è impossibile intervenire su un “Parlamento illegittimamente eletto” con legge elettorale incostituzionale e che spesso ha reso vane, proprio perché dilatate nei tempi e quindi postume, le sentenze in materia della Corte Costituzionale,

Ecco quindi che anche stavolta, ci ritroveremo molto verosimilmente, purtroppo costretti a votare con l’ennesima legge incostituzionale, fintamente rappresentativa e profondamente fondata su un principio e una concezione clientelari della “democrazia della delega“.

A questo punto sarebbe stato quantomeno il caso di non intervenire e tenersi buono il “Consultellum”, che pur con tutti i suoi limiti e la sua natura tecnica più che politica, era pienamente attinente alla Costituzione. Giusto per “vedere di nascosto l’effetto che fa“, come cantava qualcuno,

Del resto non c’è “Rosatellum” senza spine, come si suol dire, e se non ci fermiamo per tempo, l’ennesima spina nel fianco della storia della nostra Democrazia, è praticamente dietro l’angolo.
Grazie Consulta, ma adesso tocca a noi

Grazie Consulta, ma adesso tocca a noi

di Antonio CAPUANO

La Consulta ha ragionevolmente corretto il tiro sulla legge elettorale, eliminando il diabolico e antidemocratico meccanismo del ballottaggio “a maggioranza bulgara” incentrato “sull’uomo solo al comando” e sul premierato forte.

Questa è l’ultima vigorosa spallata al disegno renziano ed è il tassello che chiude idealmente il cerchio con il 4 dicembre, riconsegnando piena dignità al nomos Costituzionale.
Ringraziamo la Consulta per questo, ma tenendo ben presente che anch’esso rappresenta un punto di partenza e non certamente d’arrivo. (altro…)