IL VIAGGIO DEGLI SCHIAVI

IL VIAGGIO DEGLI SCHIAVI

barconi migranti

di Luigi CAPPELLETTI

Il viaggio degli schiavi comincia nel Paese d’origine, quasi sempre “ex” colonie europee, dove gli “ex” padroni ancora controllano risorse e governi “indipendenti”.

Gang miliardarie organizzano i “viaggi della speranza”, funestati da violenza e morte fin dalla partenza.

L’arrivo sulle nostre coste è drammatico, ancora violenza e morte, poi la difficile accoglienza e qui “l’indignazione” raggiunge l’acme, per poi spegnersi, in attesa del prossimo carico di “merce umana”.

Ma cosa succede dopo? I visibili per un giorno, tornano invisibili.

I “fortunati” (una minoranza) salgono il gradino più basso del lavoro salariato.

Senza diritti, senza protezioni, abbattono ogni speranza di resistenza operaia.

Gli altri semplicemente si accampano, vivacchiando come “ricambi”, in attesa di un’opportunità, in un mercato del lavoro sempre più selvaggio.

Ovviamente mi astengo dal citare l’uso che le potentissime organizzazioni criminali italiane fanno di questa “carne da cannone” quasi gratuita.

Ecco, se “l’indignazione” non si fermasse sulla battigia e nei centri di accoglienza, ma si estendesse al “dopo”, alle durissime lotte necessarie per garantire dignità al lavoro ed alla vita di italiani e migranti, sarebbe finalmente credibile.