MACRON, MÉLENCHON E LA SINISTRA SENZA SINISTRATI E SINISTRISMI

MACRON, MÉLENCHON E LA SINISTRA SENZA SINISTRATI E SINISTRISMI

Macron, Le Pen, Mélenchon

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile MovES

 

Impossibile non occuparsi delle vicende dei nostri cugini d’oltralpe.

Impossibile perché ci investe direttamente proprio per gli schieramenti che si sono delineati e si stanno fronteggiando.

Appassionante, perché ci racconta un nuovo mondo, qualcosa che nasce mentre il nuovo stenta a morire, ma questa volta è possibile che quel mostro che sta crescendo nell’ombra, trovi chi sia in grado di sconfiggerlo.

E non è certo Macron, le cui politiche anzi, favoriscono i peggiori mostri che la Storia ha già provato come possano crescere e alimentarsi con simili programmi e azioni.

Macron ha un programma politico euro-ortodosso, di pieno rispetto delle regole della UE.

È un uomo allevato nel nido delle élite finanziarie e di alto rango, quindi espressione DIRETTA della Troika in seno ad una democrazia.
Tutto quello che farà, quindi, sarà né più né meno applicare il solito diktat: tagli su tagli al pubblico e austerità.

Con sommo gaudio delle destre estreme.

Nell’ultimo periodo, tra l’altro, la famigerata Commissione Europea ha già dichiarato che anche la Francia ha vissuto al di sopra delle sue possibilità.

Questa storia oltre a fare senso, francamente ripugna pure e non si capisce quale diritto abbiano per determinare che un paese viva al di sopra delle sue possibilità.

Rispetto a cosa? Rispetto a chi?

E viene anche da chiedersi, fra le varie: come mai tutti stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità?
Il mantra è sempre lo stesso.

Grecia, Italia, Spagna, Irlanda e adesso la Francia, sempre lo stesso per tutti, tutti hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità, quindi è giusto che adesso si abbatta su tutti noi, il giudizio e la punizione divina di questa entità suprema che è la Commissione Europea o le agenzie di rating.

Ed ecco che, questi eletti da Dio, proprio attraverso l’espropriazione e l’espoliazione delle sovranità e dei beni degli Stati, aggrediscono le democrazie europee e i paesi coinvolti, uno ad uno vanno giù tutti.

Nel mentre, nessuno, dicasi NESSUNO, informa che la Finlandia sta diventando la Grecia del nord.

Non viene un dubbio di quanto manipolati siamo ad ogni livello?

Quindi, secondo logica, Macron sarà per la Francia quello che Renzi è stato per l’Italia: il liquidatore dello Stato in tutte le sue forme.
Continua, quindi, il saccheggio delle risorse dei paesi dell’eurozona da parte del neoliberismo ottenuto proprio distruggendo la forma Stato.

Dove passa, pertanto, il neoliberismo lascia solo fame e miseria, la Grecia (come dichiarano orgogliosamente dall’Europa) ne è il più grande e riuscito esperimento in vivo.

Senza più potersi autodeterminare nelle scelte politiche, economiche e sociali, si decreta quindi il danno strutturale delle economie, ma da far pagare unicamente ai lavoratori e si distrugge definitivamente chi è già ai margini.

E c’è ancora chi nega che ci sia una guerra in atto solo perché non scorre il sangue per le strade.

Certo, Emmanuel Macron non fa dichiarazioni violente, xenofobe e non è omofobo, ma quando poi non sarà garantito il diritto al lavoro, alla casa e all’assistenza sanitaria gratuita, conterà davvero qualcosa potersi sposare se si è gay?

Il fatto che le politiche che attua il neoliberismo, distruggano interi popoli e il loro futuro per decenni a venire, è davvero diverso e meno pericoloso solo perché chi lo personifica e rappresenta nei governi, non veste palesemente una camicia nera o un fez?

Però Macron è il male minore e il pericolo è SOLO la Le Pen, stanno dicendo tutti pervicacemente.

Ok, mi arrendo, e vi lascio convinti di questo veleno propagandistico ma io, lo stesso, non ci sto.

Comunque, che vincesse Macron c’era da aspettarselo.

Troppo sinistrismo e troppa propaganda terroristica e terrorismo vero ancora in giro soprattutto nel contesto di quella sinistra che vede l’uscita dai trattati come la fine del mondo e che cade nella narrazione propagandistica di cui Chomsky e Gallino ci hanno adeguatamente resi edotti, che vede il sistema obbligare tutti a preoccuparsi di un nuovo mostro, di un nuovo pericolo per evitare di scoprire che quel pericolo dorme già nel nostro letto.

In tutto questo, se non fosse accaduto quello che come MovES diciamo da tempo, ossia che una sinistra può rinascere solo ed esclusivamente se torna ad essere coraggiosa delle sue parole, delle sue scelte nette e delle sue posizioni inequivocabili, una sinistra che non si fa intimidire e che prende le distanze dall’essere fiancheggiatrice e funzionale al finanzcapitalismo che ci governa, ci sarebbe da non avere mai più speranza di riuscire a sconfiggere questo sistema.

Infatti, Jean-Luc Mélenchon, a dispetto di quello che milioni di persone credevano, ossia che non avrebbe MAI superato la soglia del 4-5%, non solo è riuscito ma ha proprio sfondato lo scenario e strappato con determinazione il sipario.

Ecco, quello che secondo me è il solo dato che realmente conta e rileva, dinnanzi a tutto il quadro apocalittico che il sistema mette in scena per noi, è che oggi in Francia esiste davvero una sinistra e una sinistra che prende circa il 20%.
Ed è una sinistra che appunto il sistema pensava fosse morta e sepolta per sempre.

Ma non solo il sistema, anche quel moderatismo rosè che in Italia si definisce sinistra, lo pensa.

Noi del MovES, che abbiamo lo stesso programma di Mélenchon ne sappiamo qualcosa, perchè ad ogni confronto con gli altri partiti che oggi si definiscono di sinistra, ci sentiamo dire sempre così.

Una sinistra, quella di Mélenchon, NON radicale ma che, data la radicalità con cui affronta i problemi, è considerata da sempre, dai tanti dirigenti italiani delle varie SI, Art.1-MDP, PRC etc. etc. etc. ma purtroppo anche dalla loro base, come condannata all’irrilevanza, fatto salvo, da parte di SI e di Possibile, sostenerla nell’ultimo passaggio pre-elettorale, i quali, comunque, da un anno a questa parte, hanno sempre pubblicamente sostenuto che potesse essere unicamente un partitino dello zero virgola.

Beh, possiamo dirlo.

Dopo il primo turno in Francia, bye bye, prefissi telefonici dei sinistrati e sinistrismi.

Ma non solo.

Giova MOLTO ricordare a tutti che non ci fosse stato il “populista” Mélenchon, come lo ha definito il mainstream e tanti moderati sinistri che si mettono sul petto la coccarda con su scritto sinistra, oggi la Le Pen avrebbe sicuramente vinto.

Così si sconfiggono le destre estremiste e xenofobe.

Si sconfiggono da sinistra, non appoggiando Macron come se non ci fosse un altro domani, quindi diventando e continuando ad essere organici e funzionali al neoliberismo.

Capito adesso perché serve che rinasca una sinistra che torni a farsi carico delle istanze del popolo e che lo faccia a testa alta e forte della sua storia? Serve, ANCHE per questo.