L’IPOCRISIA DEL PAESE DEGLI SCIACALLI

L’IPOCRISIA DEL PAESE DEGLI SCIACALLI

di Mario GALLINA

Si stracciano le vesti sulle fotografie dei volti dei bambini siriani gasati dal governo di Assad o chi per lui, poco importa, e si alza forte il grido di dolore dei paesi civili, democratici ed industrializzati attraverso i media ed i loro strumenti di propaganda.

In questo modo credono di lavarsi le coscienze e gridando pensano di prendere le distanze dagli assassini che oggi sono alla ribalta dei giornali!

In verità una sola è la domanda alla quale dobbiamo cercare di dare risposta :

quale bambino è più meritevole della nostra compassione, quello che con la famiglia tentava la fuga dalla guerra e ripreso sulla riva, mentre onde indifferenti ne accarezzavano il piccolo capo affondato nella sabbia, o quello che Boko Haram ha bruciato vivo o decapitato a filo di machete in Nigeria, o ancora quell’altro smembrato dal kamikaze arrivato a bordo di una motocicletta in Ciad?

Quali di questi piccoli esseri è più meritevole dello spreco del tempo dei nostri media?

E sì perché alla fine l’unico costo che siamo disposti ad affrontare è quello dei media che se ne occupano per un breve lasso di tempo che ci lava la coscienza e poi subito dopo ci distraggono con la pubblicità di un bel dentifricio o di un bel reality show!

Proprio in concomitanza con la conferenza internazionale che si è tenuta a Bruxelles sul futuro della Siria, con la presenza dell’organo internazionale più importante quanto inutile come l’Onu con il suo inviato in Siria Staffan de Mistura!

E di cosa avranno parlato a Bruxelles? Semplicemente per non essere ipocriti, di come tenere i Siriani a casa loro, di come evitare che la loro morte sia fragorosa e a tal punto da invadere i nostri giornali e televisioni, del fare in modo che stiano lì lontani a casa loro e non ci costringano a registrare le loro morti con le nostre armi di distruzione di massa e non!

Noi abbiamo già i nostri di problemi, l’euro, l’equilibrio di bilancio, le privatizzazioni, non possiamo distrarci, quindi, per favore morite in silenzio!