NO TAP: A MELENDUGNO SI È VINTA LA PRIMA BATTAGLIA!

NO TAP: A MELENDUGNO SI È VINTA LA PRIMA BATTAGLIA!

 

di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Sì, proprio il giorno che la nostra delegazione si è incontrata con il portavoce del Movimento No Tap due buone notizie sono arrivate a Melendugno confermando che la prima importante battaglia era vinta.

La Banca Europea per gli Investimenti, infatti, non ha autorizzato, per ora, il finanziamento al megaprogetto del gasdotto TAP e, nel frattempo, da Roma non è stata autorizzata la proseguzione del mantenimento della cosiddetta “zona rossa” di due chilometri con divieto di accesso intorno al cantiere.

Siamo stati informati di questi eventi direttamente dalla voce di Gianluca Maggiore, preparatissimo e impetuoso portavoce del movimento, un vero folletto che conosce alla perfezione il territorio in cui vive con cui avevamo appuntamento proprio quel mattino.

Da qui, veloce passaggio in Comune e poi via per visitare insieme a due giornalisti davvero preparati in merito a questa vicenda, come Chiara Spagnolo e Gabriele De Giorgi, quella che fino a poche ore prima era terra vietata ai civili.
Un’area che era completamente militarizzata e dove i pochi residenti vivevano con delle regole ferree, divieto di ricevere ospiti, rientro obbligato a casa entro le 20 etc..

C’era in noi, e soprattutto era palpabile nelle parole di Gianluca Maggiore e dei due giornalisti che lavorano in quel territorio, l’entusiasmo di poter rivedere quelle terre abbandonate da un mese, dove nemmeno è stato possibile raccogliere le olive maturate proprio nei giorni in cui quella zona rossa fu istituita.

Abbiamo percorso a piedi il territorio che circonda il cantiere della TAP, sì, proprio quel megagasdotto che dovrebbe portare il gas dall’Azerbaijan fino appunto a San Foca di Melendugno nel Salento, e abbiamo camminato tra olive a terra, alberi abbattuti e buona parte di muretti a secco danneggiati dalle ruspe, fino a quello che era il presidio No TAP fino al momento dello sgombero e all’istituzione della zona interdetta.

Abbiamo passato una giornata entusiasmante in un territorio bellissimo e con una popolazione compatta e convinta nel sostenere le ragioni di chi conosce il suo territorio e lo vuole difendere dalla distruzione e dalla speculazione di potentissimi gruppi nazionali ed internazionali.

Tutti sono consapevoli che la loro è una lotta come quella di Davide contro Golia, e noi pensiamo che la loro battaglia vada sostenuta e soprattutto fatta conoscere in tutto il paese perchè tutti si sia preparati a difendere il territorio dall’attacco del sistema speculativo, specialmente viste le ricadute che avrebbe non solo sul territorio stesso ma anche sulla salute umana.

Perchè quello che succede a Melendugno potrebbe succedere in qualsiasi altro posto se qualcuno di particolarmente potente pensasse che proprio da lì debba passare una opera faraonica e sicuramente inutile negli scopi che vengono sbandierati dalle multinazionali coinvolte.

 

 

(foto di proprietà del MovES)

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