LA GUERRA TRA I POVERI LA VINCONO I RICCHI

LA GUERRA TRA I POVERI LA VINCONO I RICCHI

Trevisan - Gottardi, i due giovani morti a Londra

di Ivana FABRIS

Vergognosa la polemica sui due ragazzi italiani morti a Londra.

Vergognoso che sull’emigrazione giovanile in generale, si dica che è una forma di vigliaccheria.

Andarsene da casa propria è sempre una scelta sofferta e NESSUNO ha diritto di giudicare senza sapere quali condizioni di base hanno determinato quella scelta.

La cosa disperante è che, come al solito, siamo alla guerra tra i poveri.

Si inveisce contro chi paga il prezzo della crisi generata da un sistema a cui non solo NESSUNO a sinistra ha posto un limite, ma addirittura ne è stato fiancheggiatore se non complice.

Se è su queste basi che si pensa di farcela ad uscire dal disastro in cui siamo, beh, credo che sia evidente che in tanti ancora non abbiano capito chi sia il vero colpevole di quanto accade.

Un paese che non sostiene i suoi giovani e li obbliga ad andare all’estero per garantirsi il pane quotidiano e il riconoscimento di anni di studio e di fatica, ma anche di grandi sacrifici, è un paese che sta suicidando il proprio futuro.

Allora, invece di accusare chi se n’è andato per sopravvivere, chiediamoci a chi giova che accada.

A chi se non all’occupante?

A chi se non al colonialista che sa bene che SONO i giovani il motore di qualunque cambiamento?
O pensiamo davvero che la guerra di Liberazione la fecero i 50 e 60enni?

Svuotare l’Italia dalla sua meglio gioventù appartiene al progetto che il neoliberalismo ha confezionato su misura per noi.

Un paese vecchio come sarà l’Italia tra 10/15 anni – più di quanto lo sia oggi – è un paese che potrà essere espropriato delle sue ricchezze e della sua forza di ribellione molto agevolmente e diverrà via via sempre più facile terra di conquista.

Il quadro futuro non è solo preoccupante ma proprio desolante.

DOBBIAMO TORNARE A LOTTARE e questa volta non da posizioni caute e moderate che a questo sistema criminale fanno solo venir da ridere, ma sul serio.

Quindi adesso basta con le paure e le titubanze!

Il tempo stringe e abbiamo l’obbligo, noi generazione anni ’50 e ’60 di tornare a percorrere strada per strada, di tornare a parlare alle persone casa per casa, proprio per riavviare la politica come solo una sinistra antisistema sa fare.

Solo così i nostri ragazzi, a cui è stato tolto il futuro, capiranno che noi siamo al loro fianco.

Solo così sapranno che insieme, noi e loro, possiamo cambiarlo davvero questo paese.

Pertanto, invece di chiacchierare a vuoto solo per ottenere un po’ di visibilità – criticando chi parte in cerca di fortuna e speculando su due giovani vite spezzate di cui TUTTI siamo responsabili – meglio tacere.

Non solo. Visto il passaggio storico in cui siamo, il momento di svegliarsi dal lungo sonno della ragione è ADESSO.

Leviamo quindi le mani dalle tastiere, chiudiamo le bocche di chi invece che proporre sa solo distruggere e svilire la nostra forza e ricominciamo la nostra lotta, quella per la difesa dei diritti di tutti, se riconosciamo ancora francamente e concretamente il valore della parola SINISTRA e cosa significhi ESSERLO.