CETA, SIAMO AL PUNTO DI NON RITORNO. MA COS’È IL CETA?

CETA, SIAMO AL PUNTO DI NON RITORNO. MA COS’È IL CETA?

da STOP TTIP PUGLIA

 

Da ieri il CETA prende il via in maniera provvisoria in attesa che i paesi UE approvino questo trattato capestro per i poli europei e che darà il colpo di grazia a quello che definiamo Stato con conseguenze mostruose.

Così è stato deciso da Jean-Claude Juncker e dal premier canadese Justin Trudeau.

MA COS’È IL CETA? Questo video lo spiega in maniera immediata, diretta e comprensibile a tutti.

 

 

Fonte: STOP TTIP PUGLIA

L’ANSA, IL TIRO AL BERSAGLIO E RODOTA’

L’ANSA, IL TIRO AL BERSAGLIO E RODOTA’

Cecchino, Canada

di Turi COMITO

Il linguaggio esprime una cultura, che sia individuale o collettiva.

È la forma, non sempre ma assai spesso, che prende la sostanza.

I giornali, i media, hanno responsabilità maggiori di altri soggetti nell’orientare l’opinione pubblica anche dal punto di vista delle parole usate per descrivere un evento, una notizia.

Lo scadimento verso il basso – verso il linguaggio della barbarie, dell’inciviltà dell’aberrazione – sembrava fosse una prerogativa di fogli buoni, al massimo, per accendere la carbonella tipo Libero o il Giornale.

Invece dobbiamo constatare che anche quella che dovrebbe essere una agenzia compassata ed equilibrata come l’Ansa fa ormai sempre più spesso uso di espressioni titolistiche da pezzente culturale.

È il caso di questo titolo di oggi sul sito internet dell’agenzia.

La “notizia” è che un combattente dell’Isis è stato ucciso da un cecchino della coalizione a guida americana da una distanza di oltre tre chilometri e mezzo segnando un nuovo “record”.

La notizia, cioè, è che nel tiro al bersaglio umano c’é un nuovo campione mondiale (cui magari dedicheranno qualche film).

La riduzione a campionato di tiro al bersaglio umano di una guerra atroce da parte di una testata giornalistica che dovrebbe misurare persino le virgole, io credo, è il segno più evidente che Stefano Rodotà aveva fin troppa ragione quando diceva che “C’è un impoverimento culturale che si fa sentire, [e che] la cattiva politica è figlia della cattiva cultura”.

Perché il giornalismo è una delle forme della politica, la più vicina alle masse, la più accessibile.

E un giornalismo che, attraverso il linguaggio che usa, fa passare per record sportivo la morte di un nemico è il segno che è svanito definitivamente il confine tra informazione e intrattenimento. Tra notizia e spazzatura mediatica. Il segno che siamo nelle mani di piccoli scarti culturali che si fanno passare per giornalisti.

NO ALL’APPROVAZIONE DEL CETA

NO ALL’APPROVAZIONE DEL CETA

Campagna CETA

di Campagna Stop TTIP Italia

Stop TTIP Italia si mobilita per l’arrivo del presidente Trudeau

Il presidente canadese in questo martedi 30 maggio è a Roma per promuovere il CETA.

La società civile lancia una mobilitazione sul web per chiedere al Parlamento di respingere l’accordo UE-Canada dannoso per l’ambiente e l’economia.

Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP.

È questo il programma di martedì 30 marzo, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».

L’appello è dunque ai parlamentari che, spiega Di Sisto «sono chiamati ad esprimere un giudizio determinante su questo accordo, negoziato nelle segrete stanze e poi venduto come un pacchetto chiuso e non emendabile.

Di fronte alle modalità di negoziazione non trasparenti e ai rischi concreti presenti nel testo, ci aspettiamo che al momento del voto prevalga un chiaro NO al CETA. In caso contrario, le prossime elezioni saranno una Caporetto per chi avrà sostenuto accordi che violano l’interesse pubblico».

«Non sono riusciti con il TTIP, fermato dalla mobilitazione popolare, e ci provano con il CETA – aggiunge Marco Bersani, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia – Diritti, beni comuni, servizi pubblici e agricoltura di qualità non sono in vedita. I parlamentari sappiano che il loro compito è rappresentare l’interesse generale e non quello delle multinazionali. Non rinunciamo alla democrazia».

«La visita di Trudeau in Italia poteva essere l’occasione per aprire un dibattito istituzionale sul CETA – dichiara Elena Mazzoni, tra i coordinatori di Stop TTIP Italia – Un dibattito che coinvolgesse gli stakeholders finora esclusi: associazioni, sindacati, movimenti e cittadini. Invece è un’altra occasione mancata e si profila la probabile ratifica del Trattato senza una discussione democratica e plurale. Per questo la Campagna italiana continuerà nel suo costante lavoro di informazione e pressione insieme ai cittadini».

fonte: https://www.pressenza.com/it/2017/05/no-allapprovazione-del-ceta-stop-ttip-italia-si-mobilita-larrivo-del-presidente-trudeau/

CETA: IN MORTE DI UNA DEMOCRAZIA

CETA: IN MORTE DI UNA DEMOCRAZIA

Gentiloni e Trudeau

di Coordinamento Nazionale del MovES

Mentre impazza la discussione sull’obbligatorietà dei vaccini (che caso…) in Consiglio dei Ministri stanno per decidere le nostre sorti in merito al famigerato trattato CETA.

Nel silenzio generale dei media, a brevissimo, il Parlamento deciderà di consegnarci definitivamente al nuovo strumento dell’imperialismo americano, (importato con la mediazione del Canada): quello dei trattati di partenariato, dove i nostri diritti che dovrebbero essere generali e pubblici soggiacciono completamente sotto la forza dell’interesse privato e, quindi, del profitto.

In sordina sta per compiersi uno dei peggiori scempi della nostra possibilità di autodeterminarci.

Infatti il CETA prevede che nel caso in cui una legge dello Stato interferisca con gli interessi PRIVATI di un’azienda o di una multinazionale, queste possano IMPUGNARE una LEGGE dello STATO e arrivare all’arbitrato internazionale privato il quale, in termini di gerarchia delle leggi che governano un paese, avrà maggior potere delle normative di quello stesso Stato. Un abominio contrario a ogni principio di diritto e di democrazia.

Il tutto in forza delle clausole ISDS, o clausole per la “Risoluzione delle controversie tra investitore e stato”.

“Chi investe in Italia ha più diritti dei cittadini italiani”, ci ordinano.

In pratica, per fare un esempio banale, non saremo MAI PIÙ padroni di decidere che i fumi tossici prodotti da una multinazionale sul nostro territorio, non possono essere emessi in base a quanto prevede la nostra legislazione, quindi di limitare le attività di quella determinata multinazionale, pena il ritrovarsi dinnanzi ad un arbitrato internazionale che avrà potere superiore alle nostre stesse leggi e ai nostri Tribunali.

Stiamo quindi per cedere definitivamente quella briciola di sovranità che ci rimaneva dallo stare all’interno dei trattati UE dove TUTTE LE NOSTRE POLITICHE sono DETERMINATE dalla UE e NON dal governo e dall’avere una moneta che NON stampiamo.

L’aspetto agghiacciante di tutto questo, perciò, è che se anche avessimo maggiore sovranità sul poterci autodeterminare, con i trattati di partenariato andremmo incontro a cause mostruose di privati CONTRO LO STATO, privati le cui “leggi” avranno poteri infinitamente superiori a quelle che regolano il nostro Paese.

Procede quindi spedita la totale liberalizzazione SELVAGGIA che comprende ovviamente TUTTI i servizi dello Stato.

La privatizzazione che oggi vediamo, entrerà quindi nella fase della sua massima espansione favorendo gli interessi dei soliti noti che si concentreranno ancora di più in pochissime mani, rovesciando, DI FATTO, l’ordinamento dello Stato.

Malgrado ciò, in ognidove si parla di applicare la Costituzione senza MAI considerare che questa è ormai carta straccia.

Il vergognoso liberoscambismo che ci impone la UE, ha preso la nostra democrazia e l’ha stuprata in ogni modo.

Dal CETA in poi, dopo lo stupro arriveremo alla sua eliminazione fisica.

Ma in silenzio, senza un grido, così che non si spaventino troppo le anime belle del “ci vuole più Europa” e così da non disturbare troppo i manovratori.