LIBERISTI DI SINISTRA?

LIBERISTI DI SINISTRA?

di Ivana FABRIS

Combattere il liberismo unendosi ai liberisti, dichiara il “buon” Fassina.

Mica male.

Unirsi ai vari Gotor – quello che recentemente ha nuovamente votato per ripristinare uno strumento di schiavitù come sono i voucher – o ai Pisapia ed MDP, lenoni del PD.

Non so se sono io che non colgo il senso o se proprio questi non si smentiscono mai.
Ma che sbadata che sono!

È logico, loro lo fanno SOLO per l’unità della sinistra.

E io che credevo che lo facessero solo perchè se non si uniscono, nessuno dei partiti che aderiscono supererebbe lo sbarramento!

Che malfidata che sono…

Orwell era un dilettante al confronto e Gramsci non smette di rivoltarsi nella tomba ad ogni chiamata alle armi del solito D’Alema, burattinaio d’eccellenza di questa ulteriore rappresentazione di come la base – che non vuole vedere che ci sono GIA’ segnali pericolosissimi – serva solo all’uso.

All’uso di una classe politica senza scrupoli davvero vergognosa.

Leggete questa nota di Fassina, deputato di Sinistra Italiana:

SINISTRA, FASSINA: IL 1 LUGLIO IN PIAZZA SS APOSTOLI PER UNA SINISTRA PLURALE

“Domenica 1 Luglio sarò a Piazza SS Apostoli all’iniziativa di Mdp e Campo Progressista, perché dobbiamo fare ogni sforzo, fino all’ultimo momento utile, per unire chi può convergere su un’agenda orientata alla dignità del lavoro, al welfare pubblico, alla giustizia ambientale, alla democrazia rivitalizzata: un’agenda alternativa al programma liberista attuato dai governi Renzi e Gentiloni.

Dopo la reazione di chiusura di una parte della platea del Brancaccio all’intervento aperto e intelligente di Miguel Gotor non trovo utile la posizione in base alla quale Sinistra Italiana dovrebbe andare soltanto se invitata a parlare. Una rappresentanza di Sinistra Italiana deve andare anche solo ad ascoltare. In quella piazza vi sono uomini e donne con i quali, attraverso un confronto di merito, possiamo evitare una assurda frammentazione che farebbe perdere credibilità a tutti.

Chi vuole affrontare le condizioni economiche e sociali di maggiore sofferenza non può rassegnarsi, senza combattere, a una nobile deriva di testimonianza ammantata di civismo”

TICKET

TICKET

Ticket per portare voto al PD

TICKET IN POLITICA: quando un candidato o una formazione politica portano avanti una campagna elettorale parallela a quella del partito da favorire o del proprio capo, coprendo quel territorio dove il partito che si vuole che vinca o l’uomo di punta sono più deboli e, spesso, con questo metodo si spostano percentuali di voto che risultano decisive nel momento delle elezioni.

di Ivana FABRIS

L’attenzione su Facebook e in altri social è in larga parte focalizzata sull’astensione del M5s in merito allo Ius Soli.

Ma del fatto che alcuni senatori che si riferiscono a Pisapia hanno votato a favore del pacchetto all inclusive contenente i voucher ne vogliamo parlare?

La pattuglia acrobatica in questione ha dato voto favorevole su quello strumento infame dei voucher come nulla fosse.

Ma è dei 5 stelle che dobbiamo parlare.

Perchè, giusto, i diritti civili sono importanti – e chi lo nega – ma qualcuno dovrebbe spiegarmi con parole sue, cosa cambia che ci riconoscano i diritti civili se poi non abbiamo di che campare.

Parlo di LAVORO, CASA, SANITÀ e tanto altro che continuano a negarci e a toglierci riducendoci progressivamente alla condizione di schiavitù.

Ma più ancora mi preme ribadire che guardare ad MDP come un possibile componente della famosissima unità della sinistra non solo fa senso ma è un insulto vero e proprio alla parola sinistra.

L’operazione è sempre la stessa: sfruttare un bisogno indotto (l’unità della sinistra) mediante una propaganda degna di tutte le teorie di Chomsky che è stata tale da indurre davvero a credere che un simile sistema di potere si sconfigge solo diventando tanti.

Sfugge ancora che puoi aggregare tutte le entità esistenti a sinistra, anche quelle che vengono da Marte, se ci sono, ma poi qualcuno ti deve anche votare e non lo vedo bene questo aspetto della faccenda, considerato il livello di schifo e repulsione presenti nel popolo italiano che hanno imparato a riconoscere al volo la natura di certi schieramenti.

Già, perchè l’unità della sinistra nata dalla fusione a freddo francamente non interessa a nessuno che stia nell’astensione così come non interessa alla Signora Maria che al mercato non riesce a provvedere alla sua sopravvivenza con quel poco che le rimane della sua pensione dopo averla prosciugata per farmaci, cure ed esami.

Quindi, questa operazione MPD CP e chi più ne ha più ne metta, sappiamo tutti bene a cosa miri e sappiamo pure che le fusioni a freddo raggelano gli elettori e scaldano solo la sala macchine del PD con sommo gaudio della governance europea.

Pisapia e i suoi si stanno solo mettendo in coda allo stuolo dei richiedenti favori presso MDP il quale farà, presso la base, la solita operazione di carontiana memoria: traghettare i dannati urlanti e disperati verso la sponda dell’inferno piddino con l’illusione di andare verso un mondo tutto luce e libertà, incontro al sol dell’avvenire.

Buon viaggio, dunque, compagni ma mi raccomando, non dimenticate il ticket che senza quello non si va da nessuna parte ed MDP lo sa bene visto che a sua volta lo fornisce al PD.

COMPAGNO DEL CAMPO PROGRESSISTA, DOVE CAMPI?

COMPAGNO DEL CAMPO PROGRESSISTA, DOVE CAMPI?

Gouliano Pisapia

di Domenico RIZZO

Ma compagno dove campi?…Ma quale campo progressista?

Quello che non riesce a lasciare le gonnelle di un PD che con Renzi o senza Renzi ha oramai da tempo attraversato il Rubicone che lo divideva dal campo del santo mercato, da un capitalismo più violento e famelico che mai, da un’ideologia liberista, che sta dettando i ritmi della vittoria dei riccastri nella lotta di classe in corso?

Ma quali azioni devi intraprendere con le forze di centro-destra-sinistra, di cui il PD è una tipica espressione, con uno ai suoi più liberal simpatizzanti alla Pisapia?

In più lontano anni-luce dal rendersi conto che la tenaglia di questa pseudo-UE, figlia di Maastricht e dell’euro-marco, ci soffoca anche l’anima, ci ha soggiogati a recitare la parte dei colonizzati, ci ha privati della nostra sovranità e indipendenza facendole gestire da un pugno di burocrati che nessuno ha mai eletto, che calpestano continuamente la nostra Costituzione, oramai azzoppata, nonostante il NO al referendum.

Non esiste più lo stato sociale, la disoccupazione giovanile fa tremare le vene ai polsi; il capitalismo liberista ha risucchiato tutti i diritti e le libertà del mondo del lavoro, conquistati nel secolo scorso.

Ci vuole una SINISTRA alternativa al sistema di potere attuale, che si riappropri della sua “naturale” collocazione nel panorama politico, che ripristini i rapporti col mondo del lavoro, coi giovani, con le classi meno abbienti e combattere questa lotta di classe dalla barricata opposta a quella ove si è venuto collocando il PD e tutto il destrume cui fa riferimento.

La SINISTRA o è alternativa o non è sinistra.

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CONCLUDENDO…

IL CAMPO APERTO (progressista del centrosinistra):

Scotto toglie l’erbacce. Pisapia dissoda. Smeriglio ara. D’Alema semina. Il PD raccoglie.

Fabio Mischi

Lettera aperta a Pisapia: Giuliano, il centrosinistra non esiste

Lettera aperta a Pisapia: Giuliano, il centrosinistra non esiste

Giuliano Pisapia

di Antonio CAPUANO

Caro Giuliano, ti scrivo per rispondere al tuo appello per “ricostruire il centro-sinistra”, attraverso quello che chiami, in modo, permettimi, risibile “campo progressista”.

Il centro sinistra (con, oppure senza trattino, con o senza spazio, come ti pare) a differenza del centro destra, è una contraddizione in termini e non può esistere. Era chiaro già in linea di principio, ma la storia lo ha più volte palesato in questi anni (solo che dalla storia non imparate mai nulla, purtroppo).

Come, non capisci cosa intendo? Vuoi che ti spieghi il perché? Ci provo, seppur dal “basso” dei miei appena 24 anni vissuti da uomo di Sinistra.

In politica il “centrismo” non è, come volete ancora oggi ed erroneamente far credere alla gente, l’arte di armonizzare gli interessi trovando in un programma condiviso l’ideale punto d’equilibrio.

In politica il fenomeno del centrismo altro non è che una forma acuta di utilitarismo e ingegneria elettorale, è l’ossessione di costruire la governabilità artificiosamente e a tavolino nell’illusione di poter prescindere dall’elettorato, dalla dinamicità degli eventi e dall’impatto inevitabile che essi hanno sul tessuto sociale e l’evoluzione dello stesso e del popolo.

Questo schema non è irreale sia chiaro, ma funziona solo laddove vi è voto clientelare, ovvero in un contesto privo di ideologia, privo di visione programmatica a lungo termine, di solidarietà sociale e nel quale la politica si riduce solo alla soddisfazione dei particolaristici interessi dei più influenti gruppi d’interesse al fine di consolidarne supporto e consenso in ottica elettorale. A destra, sostanzialmente.

A Sinistra infatti, al centrismo preferiamo il pluralismo e il voto ideologico o d’opinione, ed è in questi termini che deve fin d’ora tornare a ragionare un partito di Sinistra che voglia intercettare il proprio elettorato, recepirne istanze ed interessi legittimi e quindi riaccendere in esso la fiamma di una partecipazione costante che veda nel superamento dell’astensionismo selvaggio e nel gioioso ritorno alle urne, il passaggio ultimo di un percorso costante volto a riempire l’esiziale vuoto di rappresentatività che da troppi anni attanaglia la Sinistra di questo paese e i suoi elettori/militanti.

Ci sono, sono tanti (ce lo ha detto il referendum) e aspettano con passione e voglia che si esca dai palazzi tornando nelle piazze, per offrirgli un progetto serio e onesto in cui credere e di cui sentirsi fieramente parte.

A Sinistra sappiamo bene quali interessi legittimi tutelare:
lavoro, welfare, immigrazione, diritti civili, precariato, economia (il sottoscritto ritiene che il modello keynesiano per dire, sia tutto meno che anacronistico, finito e inefficiente, ma questa è un altra storia), classi deboli, rapporto tra sovranità nazionale e istituzioni sovranazionali (UE su tutte).

Tutti settori che abbiamo esizialmente lasciato, nonostante la loro intrinseca natura di sinistra, alla mercé delle destre nonché dei nascenti populismi.

Però possiamo ancora riprenderceli, perché i populismi offrono slogan e non soluzioni reali che sfocino nell’attuazione di concrete politiche pubbliche, quindi lo spazio a Sinistra del Paese è politicamente ancora edificabile, sta a noi andare a costruirci sopra un qualcosa che sia degno di riempirlo, guardandoci bene dal dar vita all’ennesimo inutile ibrido.

Bada bene Giuliano, non sto dicendo che non dobbiamo guardare anche agli altri gruppi d’interesse o agli interessi legittimi a noi non propriamente vicini per chiuderci in un utopico orticello radical-chic, ma semplicemente che: un conto è sedersi al tavolo per contemperare e mediare di caso in caso partendo però da una posizione autonoma e forte, altro invece è ricadere nei soliti errori del passato facendoci sedurre dall’ossessione del partito di governo, accorpando ad un carrozzone figuranti porta voti che di Sinistra non hanno nulla e che poi possono tenere in scacco il partito, l’esecutivo, il parlamento e quindi le sue politiche pubbliche (Mastella ti dice niente?).

Esimio Pisapia, (all’avvocato do del “lei”), il suo errore è paradigmatico: le convergenze e il consenso si costruiscono sui programmi e non sulle coalizioni perché i nostri referenti devono tornare ad essere i cittadini e non le cricche parlamentari con il loro piccolo orticello di voti.

Ed è ai primi che dobbiamo parlare e che vogliamo tornare a rappresentare e tutelare, non più i secondi.

Scusami se sono andato lungo, Giuliano (mi scuso anche con chi avrà avuto la pazienza di leggere tutto e spero ne sia valsa la pena), ma prima di provare a ricostruire la Sinistra, forse dovresti riscoprire cos’è, dato che temo tu l’abbia dimenticato.
La Sinistra è rappresentatività che attraverso la partecipazione diviene governabilità e non viceversa.

Sinistra è:
l’ideologia che supera il tornaconto, il dialogo che arriva alla contemperazione, ma solo se essa non sfocia nell’inciucio e nel tradimento del proprio elettorato e dei propri valori.

Insomma caro Pisapia, se cerci il centro sappi che non puoi trovarlo o costruirlo a Sinistra, almeno non senza cadere in un PD 2.0, fidati (PD che infatti di Sinistra, non è).

Ti assicuro però che ne facciamo volentieri a meno e anzi ci batteremo perché non si ripeta. Ecco perché, se tieni davvero alla Sinistra, ti invito a cambiare nettamente rotta, altrimenti sei fuori strada.

Con affetto, passione e (perché no) finanche uno slancio sognatore,
da un giovane aspirante uomo politico, in cerca di una realtà di Sinistra dove sentirsi finalmente a casa senza il bisogno di dover rinnegare i propri ideali e con la ferma intenzione di lavorare per costruirla.

Perché chiamarsi COMPAGNI torni presto ad essere un valore politicamente riconosciuto,
Smettendo di essere un anacronismo lessicale che ad alcuni fa addirittura storcere il naso.

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(n.d.r. nella foto si può notare come Giuliano Pisapia vorrebbe, in fondo, tornare alla “bocciofila” di Bersani).