CALCIOMERCATO: RICCHEZZA PER POCHI PAGATA DA MOLTI E PROFITTO PER GLI STESSI DI SEMPRE

CALCIOMERCATO: RICCHEZZA PER POCHI PAGATA DA MOLTI E PROFITTO PER GLI STESSI DI SEMPRE

Neymar

di Lisa SCALVINI

Nei periodi del calciomercato, ogni volta che mi capita di sentire il prezzo di un giocatore che una squadra è disposta a pagare (e poi a mantenere), rimango amareggiata. E schifata.

Ma a voi non fa schifo?

220 MILIONI PER UN CALCIATORE!

Io non ho niente contro Neymar (per citare l’ultimo di una lunga serie) o contro il calcio, seppur sia uno sport che non mi è mai piaciuto…per me sono troppi anche quando se ne pagano 90 di milioni per un gioco.

Insisto: non vi fa schifo?

Pensateci.

PENSATE a quanti ragazzi seguono il calcio, gli stessi che probabilmente non avranno mai un contratto di lavoro DECENTE o che non hanno potuto andare all’università per motivi economici.

C’è chi di LORO GIOCATORI – giovani uomini che si sentono già arrivati a 18 anni – che si permette pure di NON diplomarsi in sfregio a chi invece tra i giovani vorrebbe e non può più.

E parliamo anche di quanti giovani sono costretti a vedere il mare solo dalle immagini nei giornali di gossip proprio dei loro campioni preferiti, in posti dove quegli stessi ragazzi di cui parlavo prima (e non solo loro), probabilmente, non andranno mai perché invece di potersi permettere anche solo un campeggio, devono lavorare sfruttati e sottopagati in un qualche McDonald’s o in un call-center tutto l’anno.

Io mi sento offesa da questi che ritengo non dovrebbero essere dei modelli sociali, soprattutto in una fase storica dove la povertà dilaga sempre più.

E’ così che intanto cresce la società delle disuguaglianze.

PENSATE, PERÒ, CHE LI ARRICCHIAMO NOI!

Noi che siamo alla canna del gas 365 giorni all’anno, ma che ogni fine settimana perdiamo due ore a guardare 220 milioni sommati ad altre centinaia di milioni, giocare a calcio!

Ora, tanti dicono che è giusto che se un giocatore li meriti, li prenda.

Ma non mi sembra sia questo il caso. Per me.

Lo sport più popolare in Italia, è in realtà uno sport da ricchi che manteniamo noi: il biglietto per la partita, vista dalla curva, non costa meno di 40 euro quando non sono 60.

Quindi la ricchezza dei giocatori, è pagata dalla nostra povertà, essendo le grandi società calcistiche quotate in Borsa.

Siamo all’assurdo perchè di uno sport popolare abbiamo fatto un business mostruoso che arricchisce solo un piccolo numero di persone e alimenta un profitto sfrenato; perchè creiamo falsi miti che paghiamo a peso d’oro e in più li idolatriamo.

Abbiamo perso il senso della misura in tutto, anche nello sport che si è snaturato col nostro consenso e col nostro consistente contributo economico.

Possibile che non ce ne rendiamo conto?

A me fa già senso il solo fatto che si vendano i giocatori come se fossero oggetti a cui si attribuisce un valore monetario perchè credo che un gioco debba rimanere per tutti, giocatori e tifosi, unicamente quello che è: soltanto un momento ludico e appassionato: quindi solo un gioco.

Donne: manichini, oggetti o persone?

Donne: manichini, oggetti o persone?

Michela Persico

Su Premium Sport (Italia Uno).
In un servizio in onda martedì si parla delle compagne dei giocatori che stasera saranno presenti allo Juventus Stadium,

Ad un certo punto sento la seguente frase “Il difensore della Juve Daniele Rugani ESIBIRÀ in tribuna la bellissima​ Michela Persico..”.

Esibirà? Cos’è un accessorio d’abbigliamento?

Vergognoso.

Mi si è gelato il sangue nelle vene e mi è salita la nausea, soprattutto se pensate che l’autrice del servizio è una DONNA.

Il calcio è lo Sport Nazionale per eccellenza e lo seguono moltissimi bambini, ragazzi, adolescenti e uomini giovani e meno giovani.

Che messaggio si fa passare sulle donne e che esempio​ si dà? In questo Paese non evolveremo e non cambieremo mai, soprattutto se le prime ad avvalorare certe logiche assurde sono le donne stesse, come la giornalista autrice di questo agghiacciante servizio.
Non ho parole.
Sono sconcertato…

Antonio Capuano

Coordinamento Nazionale , MovES

Il glifosato culturale

Il glifosato culturale

pesticidi

Cosa manda in putrefazione il cervello di un maggiorenne del nostro secolo?

Cosa debilita l’intelletto di un giovane medio appartenente a questa società?

Ci sono molte cose apparentemente futili che in realtà intossicano il sistema intellettivo di un povero ragazzo nato in questo sventurato secolo e le cose futili in apparenza, esattamente come i pesticidi usati in agricoltura, fanno apparire risultato e involucro ottimi mentre in realtà il contenuto è avvelenato e il sapore misero per non dire di merda.

Quali sono i diserbanti della nostra società giovane?

L’accessibilità a tutto, senz’altro.

Il gusto sfrenato di non doversi sforzare per ottenere un sacco di cazzatine e allo stesso tempo la difficoltà estrema a ottenere le cose importanti che fino a pochi anni fa erano diritti inviolabili e ora invece sono lussi per pochi, il lavoro retribuito o la casa, per fare un paio di esempi di quelli che dici “Oh Signore, è banale ma verissimo!”

C’è poi un altro pesticida giovanile ed è il business della comunicazione, intesa come involucro patinato che permette di vendere qualsiasi cosa, anche poco igienica o spregevole, come fosse l’ultima frontiera del trend.

“Ti assumo come responsabile della comunicazione, mi occupo di comunicazione, facciamo comunicazione, studio comunicazione”

Cioè?! Che cazzo fai nella sostanza?!

Perché il cervello, anche il più basico, vuole sostanza.

Certa comunicazione manda in pappa il cervello perché il linguaggio e la scrittura si affinano con le scuole dell’obbligo, le relazioni sociali e la scrittura, mica col master da ventimila euro dove ti insegnano come ipnotizzare il cliente con frasi glamour.

Anche il pop è un gran bel pesticida: quel pop che passa prima dai giornali scandalistici e poi finisce in cuffia.

La Hit è un veleno come tutto ciò che viene scelto dalla massa, da tutti.

Ciò che viene scelto da tutti infatti, non sempre è democratico.

Anzi, spesso ciò che è scelto da tutti è tirannia.

Anche il selfie, a proposito di tirannie, fotte tutte le cose belle di cui siamo dotati in calotta cranica.

Rinunciamo oggi stesso all’autoscatto in ascensore.

La chirurgia facciale: misericordia per i nostri connotati!

Le riviste di gossip rilasciano una tossina letale per i nostri neuroni molto simile rilasciata dai comizi politici in tv pilotati da giornalisti faziosi.

Certo giornalismo è peggio del glifosato.

Gli stabilimenti balneari con i lettini in fila come in tangenziale.

Le discoteche dove sei costretto a ballare roba che ripete lo stesso ritornello per venti minuti, queste sono cose che mandano in merda il cervello.

Accadono sempre più attentati ma ogni giorno chi sopravvive ai terroristi con lo zainetto deve lottare contro un terrorismo più subdolo e frizzantino.

La tassazione in Italia rispetto alla qualità dei servizi pubblici non è forse una specie di attentato alle buone intenzioni?

Ci sono un sacco di cose che possono mandare in puzza il sistema intellettivo di un giovane, oggi: quel gustino dolce dell’apatia che innescano per fargli credere che non si possa scegliere, che ci si debba adeguare, che si debba comprare.

Che il trasgressivo è figo ma il diverso è sfigato.

Resta sveglio, ragazzo, non comprare niente dai venditori abusivi di cultura sottosviluppata, proteggi la tua calotta cranica.

Resta sveglio, ragazzo.

Resta fluido.

Perché il tuo acume sveglio e protetto è più piacevole di una birretta fresca.

Certa intransigenza è sexy più di Kate Moss.

E certi NO ben detti meritano le medaglie dei partigiani.

(fonte: https://madamepipi.wordpress.com/2016/07/16/il-glifosato-per-cervelli/)