IL CAPITALISMO DELLE TRE SORELLE DI WALL STREET

IL CAPITALISMO DELLE TRE SORELLE DI WALL STREET

Statua di George Washington a Wall Street

 

di Giuseppe MASALA

Tempi duri per i corifei cantori del libero mercato e della libera concorrenza: uno studio pubblicato dall’Università di Cambridge e finanziato dal Consiglio Europeo Ricerche, dimostra che la retorica del libero mercato, della mano invisibile smithiana e della concorrenza a vantaggio del consumatore è solo una narrazione priva di riscontri reali e dunque totalmente ideologica.

Secondo questo studio – firmato da Jan Fichtner e Eelke Heemskerk e da Javier Garcia-Bernardo – il 40% delle società americane quotate in borsa sono controllate da tre soli soggetti, i fondi Blackrock, Vanguard e State Street.

 

Questi fondi, che potremmo definire “le Tre Sorelle di Wall Street”, hanno asset per un valore complessivo di 11 mila miliardi dollari (11 milioni di milioni), più di tutti i fondi sovrani del mondo e tre volte tanto rispetto a tutti gli hedge found.

Secondo lo studio, questa enorme concentrazione di risorse economiche può esercitare un potere nascosto in grado di influenzare potentemente tutta l’economia americana piegandola ai propri interessi con buona pace del Libero Mercato.

In definitiva la crisi scoppiata nel 2008 ci sta portando una nuova forma di capitalismo assimilabile nelle pratiche a quello dei robber baron dell’Ottocento ma con un potere infinitamente più pervasivo nella vita delle persone a causa dell’innovazione tecnologica nei settori della robotica, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie.