BIOTESTAMENTO: IL PRIVILEGIO DI MORIRE

BIOTESTAMENTO: IL PRIVILEGIO DI MORIRE

di Ivana FABRIS

Per un pugno di ore abbiamo creduto che l’Italia di questa era, di questo governo, di questa classe dominante, fosse persino capace di leggi che ogni tanto si ricordano che gli italiani hanno anche dei diritti, da sani, ma soprattutto da malati.

Effettivamente pareva alquanto strano, visto come le leggi di questo esecutivo (semplice estensione del precedente) stanno devastando le nostre esistenze.

Infatti, subito dopo si è scoperto che se decidi di rifiutare le cure, di non farti rianimare o di “far staccare la spina”, non è detto che la tua volontà verrà tenuta in considerazione perché è stata introdotta anche su queste procedure, l’OBIEZIONE di COSCIENZA.

Ma non solo.

Se dovesse venire approvata così, questa legge sarà uno sfacelo sia per quello che riguarda i diritti sia in termini etici.

Praticamente pare non vogliano neanche determinare i parametri di un’eventuale obiezione e pure come possa un malato, destreggiarsi per riuscire a vedere soddisfatte le sue richieste. Per giunta contravvenendo al parere abbastanza diffuso di una certa componente della classe medica che mette al centro il diritto del paziente ad autodeterminarsi.

Lo ha dichiarato appunto il Dott. Luigi Conte (Presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi di Udine) che, qualche tempo fa, ha affermato che “l’autodeterminazione è un dovere etico della moderna professione medica, è un diritto del moderno cittadino che chiede di essere soggetto di scelte consapevoli”.

Ancora una volta il governo dichiara, di fatto, che invece di portare questo paese a progredire anche in tal senso, lo fa regredire a grandi passi (come in ogni altro ambito del resto) e che ad essere tutelati sono sempre e solo gli interessi di parte, solo gli interessi di una certa classe.

Infatti, se la legge porterà alle conseguenze che l’obiezione ha causato con la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e i diritti non verranno garantiti a tutti, saranno ancora i centri esteri privati a consentire simili pratiche.

Questo aspetto delinea definitivamente anche in tal senso che SOLO chi ha denaro potrà scegliere, ribadendo a tutti noi una volta di più, che i diritti sono né più né meno privilegi.

Inoltre è abbastanza lecito pensare che una legge con un impianto simile, andrà nuovamente a tutelare tutti quegli istituti religiosi che si occupano delle persone ormai ridotte allo stato di vita vegetativa o i malati terminali.

Il giro d’affari di simili istituti, la cui maggioranza è appunto legato al clero, è notevole e gode in molti casi di sovvenzioni dallo Stato, quindi la legge sul fine vita di sicuro andrebbe anche a ledere simili interessi che, in una certa parte, rappresentano comunque un esborso e quindi una perdita a danno del SSN.

Se poi il governo deciderà ancora una volta sulla pelle della gente e in particolar modo sui malati e le loro famiglie di cui, come censito, almeno il 34% perde il lavoro per assistere il proprio congiunto in quella condizione, poco conta. Anzi, non conta per niente, non interessa proprio a nessuno.

In questo infinito gioco dell’oca, si paga sempre pegno e si torna un’altra volta al punto di partenza: chi non ha denaro o potere, è solo merce. Si può svendere al miglior offerente o utilizzarla come scambio di favori e di profitti.

La cosa che però fa davvero senso, se ci si riflette attentamente, è che continuano a passarci un solo messaggio: noi non siamo padroni nemmeno delle nostre vite.

Non illudiamoci che questo sia un aspetto marginale perché quando non puoi decidere della tua esistenza conservando dignità, quella stessa magari con la quale sei vissuto e che hai sempre difeso con forza, alla fine interiorizzi che vali davvero poco e pertanto ti meriti qualunque abuso il sistema decida di mettere in atto a tue spese, specialmente nella condizione della malattia, quindi un abuso nell’abuso di potere.

Questa sorta di comunicazione indiretta, significa continuare a veicolare impotenza e di conseguenza anche rassegnazione, significa controllo e gestione delle masse.

Non è un pensiero da complottisti. Sono semplicemente le armi che quel potere dell’1% usa per dominare il restante 99%.

Perciò, se tutto andrà come sembra, a noi poveracci e comuni mortali, non rimarrà che confidare nel fattore C, ossia nel colpo di fortuna di imbatterci, nel momento del bisogno, in un medico che rispetti la volontà del paziente.
Una bella lotteria, non c’è che dire, se la legge verrà approvata così.

Oppure, come spesso succede, ove possibile ci dovremo riservare con grande dignità, l’opzione balcone se la si pratica con annesso salto.

Chi è che ha detto che davanti alla malattia e alla morte siamo tutti uguali?
Nella fattoria degli animali, anche nel terzo millennio persino più che nel precedente, la regola continua ad essere sempre la stessa.