NI PATRIE, NI PATRON, NI LE PEN, NI MACRON!

NI PATRIE, NI PATRON, NI LE PEN, NI MACRON!

Manifestazione Francia

QUESTO ACCADEVA GIORNI FA A PARIGI ed è continuato fino a ieri. Questo è stato il loro 1° Maggio.

Contro le elezioni francesi, gli studenti hanno risposto scandendo questo slogan: 

“Ni Patrie, Ni Patron, Ni Le Pen, Ni Macron” 

Sono scesi in piazza e continuano da giorni.
La polizia lancia lacrimogeni e reprime, gli scontri proseguono.
Gli studenti non arretrano.

La “Generation Ingouvernable” insiste e non si rassegna al mantra del votare il meno peggio e al grido: “Siamo tutti antifascisti!”

 

Video: Dinamo Press 

Ni Patrie, ni patron, ni Le Pen, ni Macron - manif studentesca...

ORA A PARIGIScontri tra studenti e polizia durante la manifestazione chiamata dai movimenti contro le elezioni francesi. Al grido di "Ni Patrie, Ni Patron, Ni Le Pen, Ni Macron" in migliaia sono scesi in piazza: la polizia ha lanciato gas lacrimogeni sulla folla, che adesso è bloccata in una nasse e non può muoversi. Altre manif sauvage si muovono però nella città, replicando quanto è successo la notte dopo le elezioni, che ha visto diversi e numerosi cortei snodarsi nelle strade. Dopo la prima #NuitDesBarricades di domenica notte, la Generation Ingouvernable torna in strada e continua le mobilitazioni. P.S. dai cortei si grida "Siamo tutti antifascisti" 😉

Pubblicato da DINAMOpress su Giovedì 27 aprile 2017
BALLOTAGGIO: LE COSE CHE ANDREBBERO RICORDATE

BALLOTAGGIO: LE COSE CHE ANDREBBERO RICORDATE

Ballotaggio francese

Selezione non è sinonimo di Astensione: occhio alle “rime ingannevoli”.

Le lezioni e gli studi di Scienze Politiche sono sempre belli, ma diventano utili solo quando sai accompagnarle alla lettura e all’analisi dell’esistente.

In un sistema elettorale a doppio turno chiuso come quello francese, non votare al secondo turno non è chiaramente una forma di astensione, come semplicisticamente affermano in troppi:

Il cittadino/elettore si informa e individua il proprio candidato di riferimento, es: Melénchon, mentre ritiene gli altri non rappresentativi.

Va a votare al primo turno, prende parte al processo democratico e vede il proprio candidato non accedere al ballottaggio, dopodiché preso atto dell’esito e non riconoscendosi in chi resta, non si esprime al ballottaggio.

Cioè compie una scelta consapevole e figlia dello sviluppo del processo democratico a cui ha preso parte (condivisibile o meno) e non è quindi certamente paragonabile a chi si è invece limitato a non scegliere fin dall’inizio, ignorando il processo stesso.

Il doppio turno prevede per sua natura una selezione che è cosa ben diversa dall’astensione.

Del resto un conto è perdere e ben altro è non partecipare.

Antonio Capuano

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