IL TERRORISMO E LA “NORMALITA’ DEL MALE”

IL TERRORISMO E LA “NORMALITA’ DEL MALE”


di Antonio CAPUANO

Quando la paura distorce le percezioni e stravolge le priorità.
Il fatto che una tale sequenza di eventi come quelli di questi ultimi giorni, tragicamente simili tra loro, alimenti finanche giustamente il rischio di scoprirsi inevitabilmente ripetitivi e di apparire retorici nell’argomentare, mette sinceramente i brividi.

Pensiamoci un attimo, mentre eravamo ancora tutti impietriti per l’attentato di Barcellona, a poche ore di distanza viene colpita anche la Finlandia che vittima di un irreale senso di routine, finisce quasi per essere relegata nel “dimenticatoio”.
Il tutto pare essere figlio di un meccanismo assolutamente inconscio, tale per cui a fare notizia non è più l’attentato in sé ormai divenuto appunto normale, ma la portata del bersaglio e questo, ci dà l’esatta misura del tempo in cui viviamo.

Un tempo in cui l’uomo. intontito e impaurito, si lascia tramortire da luoghi comuni, frasi fatte e lascia che il terrore lo logori per inerzia, la stessa inerzia che lo porta a postare il solito hastag e a inveire a priori contro “i soliti noti” per riflesso condizionato, senza mai curarsi della ricerca della verità o dei rischi della propaganda.

Ed ecco che tra sciacalli e governanti dalla frase fatta facile, temi come la morte e l’odio tra popoli, passano in secondo piano e lasciano spazio a biechi e strumentali riferimenti da campagna elettorale permanente ad immigrazione e sicurezza. Azzerando totalmente gli aspetti empatici, culturali, intellettuali, umani e emotivi, fondamentali ad una reale comprensione della questione.

Poi, ecco che fortunatamente tra un #PrayFor di tendenza, un insulto immotivato alla Boldrini e un imbecille richiamo ai gessetti colorati, spunta come salvifica manna dal cielo, un illuminante post della Sindaca di Barcellona, Ada Colau, la quale saggiamente e onorando al meglio il ruolo che riveste, non si lascia travolgere dall’aggressione terroristica e ci invita a restare umani, a non smettere di vivere e soprattutto a fare chiarezza.

La narrazione e la propaganda ci vogliono divisi, ma solo i Popoli realmente uniti e assetati di verità, possono davvero vincere questa battaglia cruciale: popoli che sappiano che musulmano non vuol necessariamente dire terrorista e che innalzare muri è una punizione e non un rimedio, dato che un Paese chiuso in se stesso, altro non è che una prigione meglio decorata e in cui si condannano a morte lo spirito e l’intelletto di chi ci vive.

Riscopriamo i veri valori e riprendiamoci le reali priorità perché se è vero come è vero che esiste una sola “razza”, ossia quella umana, dobbiamo allora dimostrare a tutti i livelli che un morto innocente a Barcellona, vale esattamente quanto il suo corrispettivo Finlandese, Siriano o di qualunque altro luogo del mondo.

Volete pregare? Gesto lodevole, ma prima di fare appello al nostro lato spirituale, sarebbe il caso di riscoprire quello umano, dato che un popolo disumanizzato e chiuso in se stesso, è facilmente controllabile dal potere.

Del resto, come disse qualcuno:”Un popolo che rinuncia alla propria libertà in nome della propria sicurezza, non merita nessuna delle due…”.
Il terrorismo va affrontato umanamente e politicamente con coraggio e visione d’insieme, non certo assecondando e cavalcando quelle paure che, senza offrire soluzione alcuna, titano fuori il lato peggiore di ognuno di noi.

Restate umani.
Se potete…