UN SABATO DI SINISTRA

UN SABATO DI SINISTRA

 
Giulio Ambrosone

di Giulio AMBROSONE

Scrivo qualcosa sulla straordinaria giornata di sabato a Ardea, il 13 maggio con il MovES.

Si affollano idee pensieri sensazioni e per un tipo come me tutto appare quasi come un fiume in piena per quanto riguarda le emozioni.

Si incrociano le storie di Jod Dembele ambulante senegalese reduce da tre fallimenti da trent anni in Italia che rivendica il gran cuore italico a fronte di immagini stereotipate di razzisti e xenofobi create dai media.
Della signora Nicolina con figli disoccupati che fa torte per sbarcare il lunario.

Del pensionato Bruno che accudisce la moglie invalida.

Del vecchio politico che incuriosito da noi ci porta un giornalista forse preda, come tanti visti oggi, della loro falsa coscienza e del ricordo di loro ventenni quando si cominciava a fare politica e si mangiavano ancora le fragole.

E del candidato sindaco dell’ammucchiata di sinistra dato per favorito che ci incoraggia che ci bombarda di domande, che poi si collega nella sensazioni alla combriccola di vecchi arnesi che quando passo per andare al bagno con maglietta MovES in bella mostra si zittiscono…non sia mai dovessi sentire qualcosa di compromettente.

In questa varia umanità si dipana un sorriso interiore, li guardo con tenerezza e con la consapevolezza di cosa sia il MovES, di cosa siamo noi e perché lo facciamo…

Siamo tutti sulla stessa barca ed ora in mezzo ai flutti c’è da remare forte, fortissimo come quando accompagnavamo gli Abbagnale alla vittoria.

Ma a distanza di ore, sono satollo il giusto per l’esperienza appena passata e dal fiume carsico della coscienza mi viene lo spunto per un possibile vademecum antigrillino.

Ho sempre considerato molto utile tutto ciò che è frutto dell’osservazione empirica.
Allora armatevi di un tavolino (non di un gazebo) di non grandi dimensioni.

Fornitevi di semplici fogli di carta bianchi su cui chiunque passa può esprimere un’opinione.
Posizionate uno striscione ben visibile che dichiari una cristallina appartenenza ad un’area politica ben precisa (meglio la sinistra ça va sans dire).

Abbiate l’accortezza di non radunarvi copiosamente tipo manipolo d’altri tempi e redigete un volantino che non sembri una brochure di un’azienda high-tech, et voila spariranno con la coda fra le gambe tramortiti dalla kryptonite di cui sopra.
Verificato…funziona.

QUESTA È POLITICA, QUESTA È LA NOSTRA SINISTRA, quella di sempre, quella che le persone comuni riconoscono al volo, esattamente come noi.

Grazie agli stupendi compagni di viaggio di questa rinnovata esperienza, Massimo e Massimiliano complici di questa quieta, commovente, salvifica giornata di civiltà.

Ci voleva. La volevamo, l’abbiamo voluta e continueremo a volerla.

La volevano tutte le persone che spontaneamente si sono avvicinate per parlarci, per ritrovare se stessi trovando noi.

La ripeteremo prestissimo.