Un’energia da bere

Un’energia da bere

lucid Pipe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Antonio RINALDI

L’Italia è uno dei paesi Europei più ricchi d’acqua, eppure da tempo il nostro paese sembra abbia abbandonato una delle sue fonti energetiche rinnovabili a favore di combustibili fossili, gas naturali, carbone e petrolio.

Tantissime sono le centrali idroelettriche messe in dismissione a favore di impianti che per produrre energia, ne consumano quantità enormi e per giunta con materie prime che non abbiamo e che dobbiamo comprare da altri paesi nel mondo.

La produzione Idroelettrica che una volta copriva oltre il 25% del fabbisogno nazionale è sceso a meno della metà, questo perché l’idroelettrico ha bisogno che nelle centrali ci sia del personale umano che vigilino sul buon funzionamento degli impianti, così, quelli che si sono potuti automatizzare sono state salvate e quelle che invece non davano la possibilità di sostituire il materiale umano con quello tecnologico, sono state irrimediabilmente chiuse.

Negli anni si è puntato allora a forme di approvvigionamento elettrico che hanno impoverito la nostra capacità di produrre energia pulita, sfruttando la ricchezza idrografica della nostra Italia. La truffa del Nucleare è stata sventata più volte dal popolo italiano, ciò non di meno sembra che i governi che si succedono, uno dopo l’altro, abbiano sempre nel mirino il “sogno atomico”, (ormai considerato obsoleto e pericoloso anche in Paesi che hanno fatto questa scelta).

Neppure l’avere come rappresentante autorevolissimo della comunità scientifica un Premio Nobel come Carlo Rubbia, che ha fatto fare passi da gigante allo studio e alla realizzazione di impianti ad energia solare ottimizzando la produzione elettrica portandola a soglie inimmaginabili fino a qualche anno fa, ci ha permesso di creare vera innovazione n questo campo. E’ stato fatto fuggire all’estero e la Spagna, sentitamente ringrazia, ancora incredula che la scienza di Rubbia sia a loro servizio.

Eppure l’idroelettrico, come anche il solare, può dare moltissimo al nostro paese in termini di energia elettrica, facendo scendere la sudditanza della nostra Nazione, verso quei paesi a cui siamo costretti a ricorrere per integrare l’approvvigionamento elettrico per il nostro fabbisogno.

La ricerca scientifica, grazie anche alle nuove tecnologie e materiali scoperti trova sempre nuove forme per ottimizzare la produzione di energia, ma qui, sembra vietato parlarne, tranne quando, di tanto in tanto si riaffaccia l’incubo nucleare.

Oggi, è possibile produrre energia elettrica sfruttando la pressione dell’acqua nelle condutture idrauliche che servono le nostre città, l’uso di tali tecnologie, porterebbe ben presto i Comuni, le città e le Regioni a raggiungere l’autosufficienza energetica, a costi davvero irrisori, questo ovviamente va però contro quel progetto sovranazionale che vuole che noi si resti sempre succubi dei “Signori dell’Energia”. P

Per questo il MovES intende dare battaglia affinché il mini-idroelettrico venga attentamente analizzato e studiato da esperti per poter diventare una realtà per un paese come l’Italia che è il più importante bacino idrografico d’Europa.

Per approfondire: http://www.rinnovabili.it/energia/idroelettrico/mini-idroelettrico-condutture-energia-pulita-666/

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