I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

I 2400 PINI DI ROMA E LE PIGNE IN TESTA DELLA GIUNTA RAGGI

foto di Antimo Palumbo

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra – MovES

La Giunta Raggi ha ufficialmente comunicato che saranno ABBATTUTI 2400 Pini e altri alberi adulti, molti anche secolari.
Vecchi secondo la giunta e i “tecnici”, quindi pericolosi per definizione e “beata” l’ignoranza…
I Pini celebrati da Ottorino Respighi e da tutto il mondo.

DUEMILAQUATTROCENTO Pini e alberature di prima grandezza che ci hanno messo mezzo secolo e più a diventare quello che vediamo.
DUEMILAQUATTROCENTO polmoni che scompariranno come lacrime nella pioggia.

Le nostre lacrime, le mie anche se non risiedo a Roma perchè il problema a conti fatti, È di tutti.

La motivazione? NON È DATO SAPERSI.

Si sa, gli alberi possono essere anche un rischio.
Indubbio, ma solo se NON FAI MANUTENZIONE, se non fai valutazioni di STABILITÀ albero per albero, che son costi, eh?

Certo, con il patto di stabilità un partito che si è definito da sempre antisistema come il M5s, mica poteva rompere un simile patto inventato ad arte dalla UE per ingrassare il sistema bancario e finanziario e che dei cittadini, dell’ambiente, se ne infischia altamente, no?

Inoltre che dire dei Pini sani dell’Eur che verranno tagliati per la pista di Formula E?
Abbattimenti indiscriminati dei Pini, dunque, per non si sa bene quali ragioni e per la follia di UNA sola gara annuale in nome del profitto.

Però, però, ci dice che abbatteranno Pini adulti ma che ne piantumeranno 12.000.
Grandioso, vero?

NO, per niente.

NO, perchè quelli che pianteranno saranno di 80cm. l’uno.
OTTANTA CENTIMETRI, non so se rendo l’idea: perdiamo una massa fogliare IMMANE data dalle chiome dei Pini adulti (minimo 50 anni per formarsi così) che restituisce ossigeno in quantità enormi e trattiene polveri sottili e ogni genere di schifezza può entrare nei nostri alberi respiratori, in cambio di alberelli da meno di 1 metro.

NO, perchè questa estate la giunta ha lasciato morire di sete migliaia di essenze vegetali: alberi storici, grandi arbusti e chi più ne ha più ne metta.
NO, perchè questa è SOLO UN’OPERAZIONE PIGLIAVOTI.

Fanno credere alla popolazione romana (si vota ad Ostia domani e per la regione molto presto) e a quella italiana (ricordiamoci le politiche 2018) di avere a cuore la salute dei cittadini eliminando il rischio di schianti (ci dovrebbero dire quanti ne cadono ogni anno al punto di doverne abbattere 2400) e fanno credere che in sostituzione ne metteranno più del quadruplo.

Destinati però a morte certa, come ad esempio gli Ulivi piantati dentro grandi vasi fuori dall’ingresso principale della Stazione Termini, che da mesi e mesi sono solo cadaveri eccellenti.

Quanto affermo è tutto documentato, oltre che visibile.
Basta chiedere informazioni ad Antimo Palumbostorico degli alberi – e basta leggere nel suo gruppo Green City Roma dove vi consiglio caldamente di iscrivervi sia per monitorare la questione sia per dare supporto e visibilità ai problemi, GRAVISSIMI, del verde urbano di Roma ANCHE in previsione di quello che può aspettare noi tutti con un governo nazionale a 5 stelle.

Ma giusto se i Pini e tutti gli altri alberi insieme alla vostra salute vi stanno a cuore, cari romani e NON SOLO.
Come ho detto il M5s si appresta a governare il nostro paese e se le logiche sono queste, possiamo già cominciare ad andare in apnea respiratoria.

Facciamolo sapere, dunque, diffondiamo queste notizie.
Soprattutto RICORDIAMOCENE ai seggi.

È un dovere quello che abbiamo.
Verso gli alberi che tanto ci danno e verso la nostra SALUTE.

LE ULTIME ORE DI UNA PICEA SMITHIANA

LE ULTIME ORE DI UNA PICEA SMITHIANA

Picea smithiana a Villa Pamphilj di Roma – (foto di Antimo Palumbo)

di Antimo PALUMBO

A Roma continuano a cadere (sgretolati per sempre) pezzi di una collezione botanica centenaria.

Secoli di storia, una storia verde e ricca, che un po’ alla volta senza che nessuno se ne accorga si sta cancellando.

I giornali? Tacciono.
I comunicati degli amministratori del verde? Inesistenti.
Una tabula rasa su una storia legata a papi, principi, principesse, appassionati/e di giardini e di alberi. Un susseguirsi di giunte ignoranti sta portando a una rovina culturale senza precedenti.

Tutto muore.
L’unica Sequiadendron giganteum che c’è in un parco pubblico a Roma? Sta morendo.
Palme da collezione? Stanno morendo.
Siepi di bosso e tasso? Muoiono o se non muoiono sono attaccati da rovi, edera o rampicanti infestanti.

Quello che una volta era il giardino d’Europa oggi sta diventando uno scenario triste, uno scenario fatto di erba secca e di terra smossa, di alberi rari storici morti o moribondi.

A picco. Il verde di Roma sta andando a picco.

A Villa Pamphilj nel giardino del teatro viveva da numerosi anni una rara Picea smithiana.

Il 10 Aprile di quest’anno ho fotografato le sue infiorescenze, uno spettacolo della natura, una rarità botanica, l’unica specie a Roma.

E cosa scopro oggi? Che è stata tagliata. Fatta a pezzi. Con un taglio poco ortodosso.

Ecco intanto quello che rimane della Picea smithiana.

In una villa storica tutelata dalla carta di Firenze si può assisitere a questo scempio. Mi ripeto uno sfregio alla cultura botanica della nostra città, una cultura che ha permesso le meraviglie che rendono unica la nostra città nel mondo.

Quello che resta della Picea smithiana nei giardini di Villa Pamphilj di Roma – (foto di Antimo Palumbo)


Per questo mi chiedo e invito a farlo chi ci legge.
Perché è stata tagliata? E’ forse un furto di legno avvenuto di notte?
Perchè nessun giornale romano o sito o blog ne ha parlato?

Il verde di Roma sta andando a picco.
Facciamo qualcosa subito. Ma veramente subito.

IN MORTE DI UNA PINETA. E ANCHE NOSTRA

IN MORTE DI UNA PINETA. E ANCHE NOSTRA

Leggete Antimo Palumbo, storico degli alberi e quello che dice sulla condizione di ROMA in tal senso.

Anche noi, come Antimo Palumbo, chiediamo silenzio e rispetto per le migliaia di alberi e di esseri viventi morti in querst’altro orrendo rogo.

Coordinamento Nazionale del MovES

di Antimo PALUMBO

Non ci resta che piangere.

Oggi per gli alberi a Roma è una giornata di lutto.

In una città nella quale la cura la conoscenza e la cultura degli alberi sono completamente assenti, in una città nella quale gli spazi verdi sono abbandonati a se stessi (si taglia e si sfalcia punto) e le ville storiche sono nel degrado totale, è andata a fuoco la pineta di Castelfusano.

Migliaia gli alberi e gli animali morti.

A questa tristezza si aggiungono le parole vuote di una Sindaca che non ama gli alberi (o perlomeno gli alberi non fanno parte delle sue scelte politiche) parole che non significano nulla, ma proprio nulla.

Queste le sue parole “E’ chiaro che la situazione necessita di una presa in carico da parte di tutti, sicuramente il Comune c’è, serve un aiuto e il supporto della Regione e del governo”.

Ma che vuol dire Il Comune c’è quando è andato a fuoco uno dei suoi polmoni verdi, uno dei suoi luoghi verdi storici?

C’è per cosa? Doveva e poteva stare in silenzio davanti a una tale tragedia, ma invece ha parlato è ha detto che il Comune c’è.

Con il cuore pieno di profonda tristezza oggi però non serve nessuna polemica.

Di questo disastro, un disastro annunciato, non sono responsabili gli attuali amministratori (amministratori che ignorano e quindi sono degli amministratori ignoranti) MA I CITTADINI ROMANI che li hanno votati e quelli che non hanno votato.