GLI INSEGNANTI SONO SOLI NELLA PENISOLA CHE NON C’È PIÙ

GLI INSEGNANTI SONO SOLI NELLA PENISOLA CHE NON C’È PIÙ

di Claudia PEPE

Giuseppina Pinu, una maestra sarda è stata portata davanti ai giudici nel 2010 rea di aver maltrattato un bambino. I genitori l’hanno ritenuta colpevole perché aveva esortato l’alunno ad essere più autonomo nei compiti a casa.

Ritenendolo un maltrattamento psicologico, psichico, un maltrattamento che poteva compromettere seriamente lo sviluppo interiore del proprio figlio, l’hanno denunciata per: “Abuso di mezzi di correzione”.

Questa povera insegnante dal 2010 non ha avuto più vita in quanto il pubblico ministero al termine della requisitoria, le ha sollecitato 6 mesi di reclusione.

Alla fine, però, il giudice ha stabilito che non c’è stato alcun maltrattamento. I genitori, costituitisi parte civile, hanno accusato la maestra di aver denigrato il figlio davanti all’intera classe, mettendo in dubbio le sue capacità a svolgere autonomamente i compiti che gli erano stati assegnati a casa. In altre parole, l’insegnante avrebbe sgridato il bambino ritenendo che i compiti non fossero stati svolti da lui stesso.

Ma ora è ufficiale: “L’insegnante può rimproverare un alunno esortandolo a fare i compiti a casa in maniera autonoma, senza l’aiuto di mamma e papà “.

Lo scorso 14 novembre il giudice monocratico Andrea Deidda del tribunale di Cagliari l’ha assolta. Fonte Repubblica.

Di fronte a tutto ciò se c’è ancora un posticino in questa estate folle, io mi indigno.

Mentre un terremoto di 4.0 ha saputo devastare un’isola coadiuvato da un abuso edilizio, dalla non curia dell’urbanistica e dall’errore umano, un’estate distrutta dalle stragi di Barcellona, Finlandia, Siberia, dal razzismo che dilaga a macchia d’olio ormai nelle nostre vite, noi insegnanti siamo alle prese con le follie umane.

E penso che tutto ciò sia un’appendice a questa alienazione che si impadronisce di persone misere e meschine.

Noi insegnanti, in qualità di pubblici ufficiali, dovremo pretendere la certificazione di agibilità nelle Scuole, e invece il Governo pretende da noi la certificazione dei nostri vaccini.

Siamo arrivati alla frutta in quest’Italia di burattini e giocolieri. Una maestra che ha fatto il proprio dovere, si è trovata combattere contro l’ignoranza, un’ignoranza che ormai è diventata padrona di una professione disabilitata da una politica che non ci difende e ci denigra.

Genitori che propongono il carcere per un’insegnante, ragazzi che vivono in camere oscure per non affrontare la realtà, giovani che non conoscono la speranza, il futuro, l’empatia, l’impegno, il sudore, la fatica. Tutto ciò coadiuvato da certe famiglie che sicuramente piangono di nascosto le loro vite.

E mentre vogliono accorciare la Scuola, accorciando anche il tempo della conoscenza e del sapere, noi insegnanti dobbiamo stare attenti anche a non sottolineare la via per il progresso educativo e formativo. Altrimenti c’è la galera.

Suvvia Signori, qui siamo in un Paese che non educa, ma strizza l’occhio, un Paese che ci vuole perdenti, un Paese che ci toglie qualsiasi autorevolezza per darci in pasto al qualunquismo più bieco.

Mi piacerebbe che la maestra Giuseppina Pinu, abbia avuto il modo di contro denunciare questi genitori. Per averle tolto 7 anni di vita, per averle fatto crollare addosso il suo mondo, per le notti in cui gli incubi si sono impadroniti dei suoi sogni.

Queste sono storie di ordinaria follia della Scuola italiana, storie di squilibrio delle responsabilità educative, storie di genitori che non capiscono il danno che fanno ai loro figli.

Cari colleghi, continuiamo a fare il nostro dovere con professionalità,  onestamente e con tanta pazienza e coraggio.

Ma sappiate che siamo soli, soli ad affrontare la nostra battaglia di umanità e di coraggio.

Soli trafitti da un raggio di Stato.