GLI INSEGNANTI E L’IMMANE STUPIDAGGINE DEI TRE MESI DI VACANZE

GLI INSEGNANTI E L’IMMANE STUPIDAGGINE DEI TRE MESI DI VACANZE

Gessetto spezzato

di Sandra ZINGARETTI

Dedicato a quelli che “avete 3 mesi di vacanze”, ” lavorate 18 ore”…

Prima di parlare a vanvera di ciò che non conoscete, trovatemi un altro lavoro in cui ci siano tutte, dico TUTTE, le seguenti caratteristiche.

TUTTE, non barate:

Una o più lauree;
Una o più specializzazioni;
Una o più abilitazioni;
Uno o più master di perfezionamento;
Uno o più corsi di aggiornamento;
Uno o più concorsi vinti o superati;
Un periodo di precariato di durata “media” tra i 3 e i 30 anni circa;
Un’alta probabilità di andare in pensione da precari (cioè disoccupati);
Uno stipendio tra i 400 e i 1350€ max;
Un Contratto collettivo nazionale scaduto da nove anni;
Il cambio della sede di lavoro ogni anno, (da precario e non solo);
Le sedi di lavoro lontane, o scomode o pericolose;
Il cambio di uno o più “datori di lavoro” ogni anno o più volte l’anno;
La variazione del “tipo” di lavoro, anche ogni anno (sostegno, discipline varie);
Il cambio di “clientela” ogni anno o più volte l’anno;
La “clientela” numerosa di quartieri difficili o di periferie pericolose;
Le aule – pollaio;
Il luogo di lavoro con ambienti talmente fatiscenti che a volte ti crollano sopra;
Nessun rimborso spese per benzina o buoni pasto;
Nessuna certezza di avere carta igienica, carta per le fotocopie, sapone per le mani sul luogo di lavoro, a meno che non te le porti da casa;
Il Wi-Fi assente nella maggior parte dei luoghi di lavoro, sostituito da chiavette personali a carico del lavoratore;
I tanti tipi di ‘handicap psico-fisico della “clientela”, da saper gestire (ADHD, DSA/BES…);
Gli straordinari h24 non retribuiti e le responsabilità penali, nelle uscite didattiche di un giorno o di una settimana;
Le spese non rimborsate, durante le uscite didattiche;
I rischi civili e penali (Culpa in vigilando, Culpa in educando);

Il lavoro A LUGLIO (per Esami di Stato, corsi di recupero, esami finali di recupero, scrutini giudizi sospesi ecc…) o A FINE AGOSTO in scuole dove si toccano i 43 gradi, e il rientro il 1 Settembre;

I 40° che si raggiungono in molte scuole già a fine maggio o gli spifferi ghiacciati in inverno;
Il pagamento dello stipendio per le supplenze che arriva anche dopo molti mesi;
L’incertezza assoluta di un nuovo lavoro a settembre (nel lungo precariato)
Nessun diritto a permessi retribuiti di alcun tipo (nel lungo precariato);
Nessun diritto a prendere ferie quando si vuole, se il Dirigente non le concede (precari e non);
La frequente necessità di trasferirsi in un’altra regione per trovare lavoro;
Il lavoro di correzione e preparazione (mappe concettuali, slide, ppt, riassunti, verifiche tradizionali, strutturate, semi-strutturate, miste, diversificate, differenziate, personalizzate e test) anche di domenica;
Il rischio di ricorsi al TAR da parte della “clientela”;
Il rischio di minacce, danneggiamenti all’autovettura e aggressioni fisiche;
Il riscaldamento spesso assente, aria condizionata, un’utopia;
I rischi legati al pendolarismo (incidenti, danni e/o usura mezzo, patologie cervicali, dorsali e lombari);
I rischi di patologie legate al lavoro usurante (burnout; noduli alle corde vocali; allergie al gesso o agli agenti chimici dei laboratori, disturbi alla vista);
I genitori abbienti che si presentano ai colloqui con gli avvocati e gli educatori privati;
Le famiglie che difendono i figli bulli anche se hanno picchiato un compagno disabile;
Un parte di opinione pubblica becera, sempre pronta ad insultare, aizzata dalla macchina del fango dei media;
Le conoscenze personali sempre approfondite ed aggiornate;
Le competenze relazionali, pedagogiche, didattiche, educative e giuridiche;

La consapevolezza che non si può “fare carriera”, perché l’unica “carriera” che un docente desidera è il rispetto da parte dell’opinione pubblica e della classe politica, la dignità delle condizioni di lavoro, il rinnovo del contratto e una riforma degna di questo nome.

Se poi siete riusciti ad arrivare in fondo alla lettura, potete fare gli insegnanti.
Sempre che vi sia rimasto del coraggio.

p.s.

(Astenersi miracolati dalle sanatorie della #buonascuola)