RATING: RIVOGLIAMO LO ZERO IN CONDOTTA!

RATING: RIVOGLIAMO LO ZERO IN CONDOTTA!

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del MovES

Standard & Poor’s ci alza il rating.
Ma quanto ci è costato questo voto?
Anzi, quanto ancora ci costerà?

Fanno festa all’Italia aumentandole il voto ma questo significa che dal governo stanno per sferrare un altro feroce attacco ai NOSTRI diritti sociali peraltro già devastati insieme alle nostre esistenze.

Semplicemente VERGOGNOSO e INFAME che il benessere di un paese venga stabilito e definito da un’agenzia di rating, squali al servizio della finanza globale e non smetto di chiedermi come siamo potuti arrivare a tanto, come sia stato possibile permettere che avvenisse!

È proprio con queste domande che mi ricordo CHI ci ha portato al baratro e i nomi sono TUTTI dentro quella vergogna riconosciuta purtroppo da tanti (fin troppi) che si chiama MDP.

Quei loschi figuri rivestiti da eroi da un certo immaginario collettivo ci hanno consegnati, pressochè inermi, al Jobs Act, alla perdita dello Statuto dei Lavoratori, alla rimozione dell’art. 18, alla totale e assoluta precarietà delle nostre esistenze e a quelle dei nostri figli, alla povertà per favorire e ingrassare il sistema bancario.

Ci hanno consegnati alla macelleria sociale con la spallata definitiva alla sanità, con la riforma Fornero e il recente aumento dell’età pensionabile, con la perdita delle tutele sociali che non esistono per milioni di persone.

Siamo arrivati a vedere la carcassa della struttura del Paese, ormai, e gli avvoltoi stanno per avventarsi sul poco che resta di un corpo che era florido e invidiato al punto di doverlo trascinare nella zona euro pur di distruggerne la salute e condurlo a morte certa.

Il dio denaro innanzitutto nel sistema capitalistico che però fino a qualche decennio fa si accontentava di parassitare gli organismi che colpiva.
Ma il capitalismo finanziario no. Esso deve divorare interamente le prede.
A qualunque prezzo in termini di vite umane.

Ci danno un voto più alto, le agenbzie di rating dunque, e la beffa è che ci vogliono persino felici della nostra morte, considerato che molti considereranno questo addirittura un segno di ripresa.
È tutto davvero molto orwelliano quanto spaventoso nei suoi subdoli effetti.

A questo punto, quindi, non resta altro da dire se non che noi invece vogliamo ottenere uno zero in condotta, ma proprio uno zero assoluto perchè questo significherà che saremo nuovamente liberi dalla tirannide e liberi di tornare ad autodeterminarci.

DEBITO: OGNI RIFORMA, DI QUALSIASI PARTITO, SARÀ INUTILE SE LO STATO NON POTRÀ PRODURRE MONETA PROPRIA

DEBITO: OGNI RIFORMA, DI QUALSIASI PARTITO, SARÀ INUTILE SE LO STATO NON POTRÀ PRODURRE MONETA PROPRIA

debito Mani incatenate


di Guido MENDOGNI, sociologo Università di Trento

L’unica forma della moneta moderna è il DEBITO. 

Finalmente il nemico è stato identificato, ha un nome e un cognome: BCE, FED, BRI, BANCHE COMMERCIALI, AGENZIE DI RATING: il debito, il potere assoluto del sistema bancario, l’assurdità dell’esistenza di un debito pubblico, l’iniqua e violenta sopraffazione della lobby bancaria e finanziaria rispetto agli Stati sovrani e ai suoi cittadini, l’asservimento della classe politica agli interessi di questa lobby dominante.

IL SISTEMA BANCARIO è il vero proprietario di tutta la moneta in circolazione, moneta che egli presta sotto forma di debito a:
1) STATI SOVRANI;
2) imprese commerciali;
3) privati cittadini.

Ma cosa presta in realtà il banchiere? Tutte le monete di tutto il mondo sono ormai da decenni sganciate da ogni legame con l’oro o altro bene fisico. Siamo infatti in regime di fiat money, cioè moneta convenzionale..

Questa è la moneta che poi viene prestata, diventando DEBITO, ai soggetti specificati sopra: Stati sovrani, cittadini, imprese.

Ma se il valore di questa moneta è dato dalla convenzione legale o dalla consuetudine, questo valore è dato dall’attività del banchiere o dall’esistenza degli esseri umani che si scambiano questa moneta e la riconoscono come portatrice di valore per convenzione?

E’ logico affermare che la risposta esatta sia la seconda, visto che quella moneta senza esseri umani vivi non avrebbe alcun valore.

Quindi: perché questo accordo legale, pacifico e sovrano della comunità dei cittadini vede avvantaggiarsi la lobby bancaria a svantaggio della comunità stessa che all’ accordo dà forma, sostanza e vita?

Perché lo Stato sovrano, rappresentante della collettività e unico artefice della norma legale, cede la proprietà del mezzo monetario alle banche centrali e commerciali e si INDEBITA con esse?

Perché invece non si fa creatore diretto di moneta, SENZA CREARE DEBITO PER SE STESSO e liberandosi dal peso del debito e degli interessi?

La gestione diretta del mezzo monetario è fondamentale per una comunità: è il sangue dell’economia e della vita sociale.
E’ pratica autolesionistica, da parte della collettività, la delega di questo enorme potere al fantasma giuridico bancario.

Questo è stato il percorso storico e normativo che ha portato alla costituzione dell’UE, dove non sono più gli Stati Sovrani a comandare, ma è il debito stesso a dettare le nuove regole (alcune AUTOMATICHE E COSTITUZIONALI), a vantaggio della lobby bancaria.

Qual è il percorso che si sta preparando all’orizzonte?

Le conseguenze della cessione della proprietà del mezzo monetario si manifestano in tutta la loro enormità: la forma si fa sostanza e si traduce in sofferenza per interi popoli, a favore di una piccola classe di privilegiati (lobby bancaria), cui è stato concessa l’assurda e ignobile delega di essere proprietario del mezzo monetario, che invece per natura e per logica è di proprietà della comunità dei cittadini.

 

IL “MISTERO” DELLA POVERTA’ ASSOLUTA

IL “MISTERO” DELLA POVERTA’ ASSOLUTA

Poveri assoluti

di Alberto MICALIZZI

L’ISTAT ha appena comunicato che nel 2016 i poveri assoluti in Italia sono saliti a 4,7 milioni, triplicando in 10 anni! (Il Fatto Quotidiano: “Nel 2016 poveri assoluti 4,7 milioni di italiani..in dieci anni sono triplicati”).

Secondo l’ONU, la povertà assoluta si verifica quando “non si dispone – o si dispone con grande difficoltà o intermittenza – delle primarie risorse per il sostentamento umano, come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione“.

Queste statistiche, assolutamente drammatiche per l’Italia, giungono al termine di un decennio nel quale si sono verificati stimoli straordinari all’economia:

1) i tassi di interesse in Italia sono crollati dal 5% all’1%, quindi in teoria il sistema economico avrebbe dovuto avere accesso agli investimenti come mai in precedenza nella storia;

2) la rivoluzione digitale ha provocato incrementi senza precedenti di produttività del lavoro, aumentando i margini di profitto e creando ricchezza per tutti;

3) Il PIL mondiale è cresciuto del 47%, una media del 4% all’anno (da $51.300 a $75.600 miliardi), creando dunque un effetto traino generale che avrebbe dovuto trascinare il nostro Paese in un percorso virtuoso di domanda, investimenti e aumento della produzione e della ricchezza pro-capite.

E invece? Invece negli stessi dieci anni (2007-2016) l’Italia ha visto TRIPLICARE i poveri assoluti, aumentare di 1,5 milioni gli italiani fuggiti all’estero, raggiungere un disoccupazione giovanile del 40% ed arretrare il PIL del -5% (da $1.943 a $1.850 miliardi – tutti i dati sono presi dal sito di Banca Mondiale).

Dunque, mi domando: Di quali condizioni abbiamo bisogno per crescere in linea con il mondo, se questa tragedia si è prodotta nel decennio forse più favorevole che si annoveri nella storia contemporanea?

Una domanda che mi posi già a Marzo del 2016, commentando i risultati tragici del PIL 2015.. (Demolizione controllata del PIL).

Provo ad immaginare di porre la domanda ad uno dei tanti imbonitori del main-stream, chiamati sistematicamente nelle TV di regime per mentire agli italiani. Ed allora immagino di ascoltare le solite menzogne …che dobbiamo fare le riforme, che dobbiamo recuperare competitività, che dobbiamo ridurre la corruzione, che occorre combattere l’evasione fiscale…… ed addirittura che stiamo pagando la mancata riforma della Costituzione!

Bene, all’imbonitore che mi propinasse tutto ciò risponderei allora che dovrebbe spiegarmi quali riforme, quale incremento di competitività, quale lotta alla corruzione e all’evasione fiscale hanno compiuto Turchia, Polonia e Svezia, tanto per citare tre Paesi molto vicini e caratterizzati da dinamiche geo-economiche simili alle nostre.

La domanda è lecita perché negli stessi 10 anni, il PIL della Turchia è cresciuto del 55% (!), quello della Polonia del 36%, quello della Svezia del 22%, ed infine quello USA del 34%….. mentre quello italiano è ARRETRATO del -5% portando il Paese sul baratro della povertà assoluta!

Ma non è finita qui, non basta lo scempio che hanno compiuto.

Nei rapporti di Standard&Poor’s e di Moody’s di inizio 2017 si chiede maggiore austerità e tagli al welfare, da Bruxelles si impone rigidità di bilancio, il FMI dice che non cresciamo abbastanza e la Troika ci chiede di rimborsare quote di debito pubblico in applicazione del fiscal compact….. siamo accerchiati!

Mentre questa immane tragedia viene messa in scena, gestita con meticolosità quotidiana e farcita da messaggi di distrazione di massa, la schiera di servi che ha occupato l’esecutivo del Paese sta scientemente portando a termine la missione più importante affidatagli, cioè il progetto di rafforzamento delle banche private italiane in modo che siano pronte ad entrare nell’Unione Bancaria Europea.

Non solo, ma sta perpetrando il piano di demolizione degli ultimi scampoli di struttura industriale con l’annunciata privatizzazione della Cassa Depositi e Prestiti per rimborsare 5 miliardi di (fittizio) debito pubblico e sta smantellando le strutture di difesa ed i beni demaniali nazionali così da renderci totalmente dipendenti da organismi sovranazionali.

E’ il più grande inganno nel quale il nostro Paese sia mai caduto, un inganno iniziato circa 40 anni fa… Questa non è una crisi come tante altre.

E’ una guerra di occupazione, sia chiaro a tutti, una guerra che sta piegando anzitutto i nostri anziani ed i nostri bambini. Per questo, soprattutto per questo, è la più infame delle guerre che potevano muoverci.

fonte: https://albertomicalizzi.com/2017/07/13/il-mistero-della-poverta-assoluta/

TI HANNO INVENTATO LE SOCIETA’ DI “RATING”. E NOI?

TI HANNO INVENTATO LE SOCIETA’ DI “RATING”. E NOI?

rating

La “finanza” ed il “mercato”, per difendere e garantire i loro investimenti si sono inventati le società di rating (valutazione) che emettono giudizi, stime, pagelle relativamente a titoli azionari, banche o perfino Paesi.

Questi giudizi quindi hanno esiti e conseguenze nella vita reale, in quanto oggi ad esempio l’agenzia Fitch ha abbassato il rating dell’Italia da ‘BBB+’ a ‘BBB’, in pratica ci ha dato un voto negativo e lo ha anche motivato affermando che:

i rischi di un “governo debole o instabile sono aumentati, così come la possibilità di partiti populisti e euroscettici che INFLUENZANO LA POLITICA”, capito? INFLUENZANO LA POLITICA, ed ancora:

“Un populismo in crescita può sminuire l’APPETITO POLITICO PER LA RIFORMA, aumentare la pressione per lo svuotamento fiscale e pesare sul sentimento degli investitori”.

APPETITO POLITICO PER LA RIFORMA, concetto caro a Renzi di riforma come dato positivo in quanto tale e non per i suoi contenuti!

Non solo quindi danno voti all’affidabilità di uno Stato ma entrano e giudicano nel merito le scelte politiche e le tendenze che in quello Stato il popolo elabora e mette in campo.

Detto questo mi chiedo, come mai se la destra, perché è di destra che stiamo parlando, mette in campo pubblicamente strumenti operativi così incisivi, diretti ed apertamente devastanti per le scelte che i governi devono mettere in atto con lo scopo finale di guidarne le politiche, la sinistra non ha messo in campo delle società di rating universalmente riconosciute che emettono giudizi, stime, pagelle sulla qualità di vita delle popolazioni?
Valutandone per esempio le condizioni oggettive della salute, dell’istruzione, della condizione del lavoro, dell’economia, della felicità dei bambini e degli anziani, dello stato generale delle famiglie, che sono poi dati molto semplici ed oggettivi da valutare?

Visto che quelle interessandosi di mercati e finanze determinano scelte che condizionano la nostra vita, come mai non sono stati, seppure nominalmente, messi in campo delle associazioni, delle organizzazione sociali FORTI che emettano valutazioni nell’ottica dei parametri ritenuti importanti dalla sinistra, tali da poter controbilanciare, almeno nominalmente lo strapotere della finanza?

La risposta è una sola e purtroppo sconfortante: 
non esiste più ad oggi, nemmeno a livello internazionale, una sinistra capace di mettere in campo una risposta organizzata così semplice ma efficace all’arroganza della destra neoliberista e liberticida.

E noi ? Cosa aspettiamo?

Mario GALLINA

FITCH DECLASSA IL RATING DELL’ITALIA? #estikazzi

FITCH DECLASSA IL RATING DELL’ITALIA? #estikazzi

Fitch

CHI E’ FITCH E PERCHE’ PARLA MALE DI NOI

di Massimo RIBAUDO

Si fa un gran parlare di scienza, di esperti, di notizie su fatti e dati che devo avere il rango di oggettività per essere credute: devono essere VERE (quando sappiamo che in molti campi la scienza è solo, e vuole restare umilmente tale, PROBABILISTICA e fedele al “principio di falsificabilità” dei suoi paradigmi).

Qualcuno vuole addirittura istituire ministeri della Verità, e cioè avere il monopolio della propria propaganda.

Si deridono coloro che mettono in dubbio l’utilità pratica di una diffusione eccessiva di alcune, e solo di alcune, terapie di profilassi medica, di chi crede alle “scie chimiche”, in complotti sull’ 11 settembre, o di chi crede nell’astrologia.

Eppure pochissimi osano mettere in dubbio le valutazioni ( di rischio di credito e di acquisto di titoli)  di agenzie di rating private. Standard & Poor’s, Mooody’s, Fitch regolano, con le loro valutazioni, il mercato borsistico e dei titoli di Stato a livello globale. Le loro sono sentenze, lo ripeto PRIVATE,  che influenzano e vorrebbero determinare sempre di più la vita delle persone e delle economie di interi Stati. Il privato governa lo Stato attraverso queste pagelle ai comportamenti dei governi con voti che vanno dalla tripla “A”, (dove il capitale ha la massima sicurezza di essere restituito), ai voti più bassi, la tripla C, o la D dell’agenzia di rating Fitch.

Se questo avvenisse soltanto in relazione alle società private, e ai loro fabbisogni di credito, lo riterrei un meccanismo oligopolistico e imperialista del capitale (sono poche tre società, e non va bene che siano  tutte residenti negli Usa e a Londra (Fitch), ma ancora ci muoveremmo nel campo del diritto privato ad acconsentire al controllo di agenzie di valutazione nel campo degli scambi commerciali e finanziari tra società. E’ il Capitalismo, in fondo. Come lo si conosceva e lo si combatteva, mediandone normativamente le caratteristiche maggiormente predatorie e lo si arginava, in Occidente, con alterne fortune.

E invece siamo andati oltre. Le agenzie di rating GIUDICANO gli Stati sovrani.

In effetti le “scie chimiche” non sono dimostrabili. Ma è dimostrabile, e come, che il debito italiano, del suo Stato, presenta maggiori rischi perché c’è la presenza, secondo il report di Fitch, di “partiti populisti”?

Perchè, sapete, la politologia, che è una scienza sociale, come l’economia, non è ancora concorde su cosa significhi “populista”. Credo che Fitch si riferisca la fatto che in Italia esistono partiti (e per me sono ancora troppo pochi, e alcuni di loro troppo ambigui) che vogliono uscire dall’Euro, che vogliono costruire più scuole col bilancio pubblico, e investire in ricerca, anziché in armi o missioni militari.

Esiste, certo è nato da poco, il nostro Movimento, il MovES, che vuole ritornare ad avere una Banca Pubblica centrale, con una propria moneta e banche pubbliche.

Ma questo non è un pericolo per il rischio del nostro debito pubblico, perchè il Giappone ha un rapporto debito pubblico/Pil del 236% e deficit/Pil del 10% eppure Fitch e altre agenzie gli garantiscono la A, e alcune la A+.

Perchè il Giappone ha una sua moneta e una sua Banca (lo dice lo stesso Sole24Ore).

Sui vaccini ci facciamo mille domande, ed è giusto che la scienza risponda e ci sia un dibattito.

Su Fitch, nessuno si fa una domanda?

Cosa è Fitch?

Basterebbe fare una piccola ricerca su Wikipedia, e con tre click incrocereste tre notizie fondamentali. Tre click, è comodo.

Fitch è una società che valuta il credito i rischi di mercato. E’ un gruppo che comprende tre società, e una si chiama Algorithmics. Le loro valutazioni spostano miliardi ogni giorno.

Ma attenzione. “Il Fitch Group è una sussidiaria a maggioranza controllata dalla Hearst Corporation basata a New York”.

Secondo click. Hearst Corporation.

Questo cognome ci dovrebbe insospettire. Quelli più “anni ’70” di noi ricorderanno sicuramente la miliardaria rapita che poi fece anche parte dell’Esercito di Liberazione Simbionese.

Patricia Hearst

 

Quindi gli Hearst, che detengono la maggioranza (80% delle azioni) di Finch non sono finanzieri. Sono editori. Hanno giornali, riviste, TV. Rappresentano da oltre un secolo uno dei più grandi colossi mondiali nel settore dei media. Finanza e informazione. Uniti insieme. E chi li controlla?

NESSUNO.

E adesso arriviamo al terzo click. Andiamo al fondatore della dinastia degli Hearst (che, lo ripeto per l’ennesima volta ancora, sono i maggiori azionisti di Fitch): William Randolph Hearst

Si, è lui. L’uomo che Orson Welles raffigurò in QUARTO POTERE, con il nome di Charles Foster Kane.

Era il più grande editore di giornali negli Stati Uniti.

Uno degli uomini più potenti del mondo che arrivò a fare eleggere o mettere in ombra presidenti degli Stati Uniti, e a provocare la Guerra degli Stati Uniti contro la Spagna per Cuba.

Hearst amava anche definirsi, e così ne mostra tutte le sue profonde contraddizioni Orson Welles: “un uomo del popolo che predilige le masse alle élites”.

UN POPULISTA!

Non c’è niente da ridere.

Fitch non ci dice in base a quali criteri scientifici elabora i suoi report.
E’ una succursale di un impero globale editoriale che attraverso la sua propaganda influenza la politica dei governi da un secolo.

E il Governo italiano, i politici e noi italiani dovremmo badare alle sue valutazioni?

No, scusate.

Vado a leggere l’oroscopo di Rob Brezny