2 AGOSTO 1980, QUANDO IL CUORE DI TUTTI SI SPEZZÒ A BOLOGNA

2 AGOSTO 1980, QUANDO IL CUORE DI TUTTI SI SPEZZÒ A BOLOGNA

di Ivana FABRIS

QUEL GIORNO, TUTTI NOI CHE C’ERAVAMO vivemmo uno dei passaggi più angosciosi della nostra esistenza.
Annichiliti, sconvolti e travolti da un dolore vivo e lacerante, guardavamo le immagini che scorrevano in tutti i telegiornali e non avevamo più parole.

Chi non ha vissuto quegli anni, difficilmente oggi riesce ad immaginare come cambi la percezione dell’esistenza, come ci si senta quando sei consapevole che vai in manifestazione e puoi saltare in aria, che puoi prendere un treno – per tanti attentati che c’erano stati – senza mai arrivare a destinazione.
Non vivevamo con l’ossessione ma coscienti lo eravamo eccome.

ERANO ANNI IN CUI SAPEVAMO DI ESSERE ESPOSTI A QUESTI RISCHI. E SAPEVAMO IL PERCHÈ.
Più la sinistra aumentava il suo consenso, più la nostra democrazia era in pericolo e più noi tutti, impegnati politicamente, sapevamo a cosa si sarebbe potuti andare incontro.
Il potere aveva paura che la sinistra potesse arrivare a governare.
E, perchè ciò NON accadesse, i morti non si contavano più, per quanti ne avevamo già avuti.

Fino a quel 2 agosto, giorno in cui tutti quei poteri si unirono e commisero una delle più feroci barbarie.
Il terrorismo nasce, cresce e viene alimentato dal potere.

IL TERRORISMO NASCE NELLE PIEGHE DI UNA DEMOCRAZIA DEBOLE e che attraverso il terrorismo rischia di essere indebolita sempre più, quando proprio non cede del tutto.

IN QUEL PERIODO, MARIO AMATO, un magistrato che indagava sullo stragismo neofascista in maniera globale, cioè in tutte le sue implicazioni e sui coinvolgimenti di vari settori, avvertì più volte il CSM del rischio di gravi atti eversivi ma NON FU ASCOLTATO.

Non solo. Fu isolato dalle istituzioni fino al giorno del suo assassinio, circa UN MESE PRIMA della strage di Bologna

Nelle sue indagini, Mario Amato era riuscito a stabilire TUTTE le INTERCONNESSIONI tra terrorismo e istituzioni, servizi segreti, mafia, criminalità, massoneria, economia e finanza.

Come si può ben vedere, il potere è sempre lo stesso e agisce sempre nello stesso modo: fa pagare solo agli innocenti il prezzo più feroce della sua più oscura sete.
Morti innocenti che restano ogni volta senza giustizia.
Cambiano i mezzi, ma il fine è sempre quello e chiunque è sacrificabile.

OGGI NON È DIVERSO. TUTTO È COME ALLORA, SOLO PIU’ SUBDOLO E RAFFINATO: non scorre il sangue per le strade ma L’EVERSIONE È LA STESSA.

L’attentato alla democrazia è CONTINUO: attraverso il sistema finanziario che gestisce direttamente i governi alienando le nostre democrazie e rendendole solo mera rappresentazione a beneficio delle masse totalmente ignare del pericolo, perchè DISINFORMATE e MANIPOLATE da un sistema mediatico asservito e a libro paga del sistema.

Il 2 agosto 1980, il paese ha risposto ed ha continuato a farlo ad ogni attacco.
L’eversione ci affrontava frontalmente e noi reagivamo.

Oggi ci aggredisce in maniera morbida, all’apparenza, ma feroce nei contenuti e in ciò che può determinare per la nostra democrazia, senza spargere una sola goccia di sangue.

È successo anche pochi mesi fa e abbiamo risposto ancora una volta.
Il 4 dicembre 2016 abbiamo evitato un grave pericolo, una riforma che avrebbe rappresentato un vero e proprio colpo di Stato, massima espressione del terrorismo eversivo.

Ma non basta.
Adesso serve tenere alta la guardia e vigilare perchè ovunque i segni del ritorno del neofascismo, ancora una volta con il silenzio-assenso dello Stato, sono visibili e tangibili.

Ma soprattutto SERVE DIFENDERE la nostra Costituzione, massima espressione della NOSTRA DEMOCRAZIA, e DOBBIAMO VOLERE e CHIEDERE che venga applicata una volta per tutte proprio LIBERANDOLA da chi le ha stretto le mani intorno alla gola.
Nel solo modo possibile: con l’applicazione dell’art. 50 che ci liberi PER SEMPRE non solo dai trattati europei ma anche dal pericolo di un nuovo fascismo.

Facciamolo anche in nome di quegli 85 martiri e degli oltre 200 feriti le cui vite sono state spezzate proprio perchè la democrazia doveva morire insieme a tutti loro.