di Antonio Capuano

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Bertolt Brecht)

SE I DIRITTI MUOIONO NEL SILENZIO GENERALE RISCHIAMO LA FINE DELLA SOCIETÀ CIVILE: OGGI LI HANNO FERMATI IN TEMPO, MA IN FUTURO I DISABILI SARANNO ANCORA DEGNI DI VIVERE ANCHE IN ITALIA?

Stavolta faccio davvero fatica anche ad iniziare a scrivere, ma devo provare e vi prego a vostra volta di leggerlo tutto con attenzione.

Il Parlamento oggi aveva approvato un decreto legge che in sostanza sanciva quanto segue:  “Agli studenti disabili, quindi non normodotati e impossibilitati a svolgere pienamente e autonomamente le attività scolastiche, non verrà riconosciuto il diritto a conseguire licenza media o diploma, ma soltanto attestati privi di valenza formativa o lavorativa che non consentiranno l’accesso dello stesso al sistema universitario.”.

Analizziamo:

Allo stato attuale un disabile è uno studente normale e può scegliere di intraprendere o meno un certo percorso di studi liberamente e senza differenze di sorta, salvo appunto i casi in cui SCELGA(lui o la sua famiglia) di avvalersi degli attestati non volendo portare avanti un percorso di studi canonico.

Ebbene, la scelta oggi sarebbe divenuta obbligo:

Cioè in Italia, se sei disabile, non sarebbe contato più cosa tu potessi o volessi fare della tua vita, lo Stato ti dice che sei “inadeguato”, inferiore e ti nega arbitrariamente il diritto allo studio nonché conseguentemente quello a nutrire sogni, ambizioni e progetti di vita e ciò preclude inevitabilmente anche l’accesso futuro al mondo del lavoro.

E’ sconcertante.

Da membro della categoria faccio presente a chi ha partorito questa geniale idea che, pur consapevole che la mia disabilità comporta limiti, difficoltà e ritmi diversi dagli altri e nonostante moltissime volte mi sia stato detto con supponenza di lasciar perdere, non mi sono mai fatto dettare la vita dagli altri e ho sempre lottato, fatto sacrifici e sfidato me stesso per inseguire quelli che per molti erano solo inutili illusioni, ma che io continuavo e continuo a vedere come obiettivi e sogni.

Oggi sono uno studente universitario, magari non eccelso per carità e in futuro potrò divenire altro, ma tutto ciò è stato possibile solo perché non ho creduto alle “sentenze” di chi voleva togliermi il diritto a sognare.

Con i luoghi comuni e le frasi fatte sul disabile che “non può fare le cose” o non deve nutrire inutili sogni ci conviviamo purtroppo da sempre, ma in quel caso personalmente me ne frego e vado avanti.

Ma se il diritto a sognare ce lo togliete per decreto e l’inferiorità delle nostre vite la sancite insindacabilmente per legge, allora abbiamo toccato il fondo e la società civile muore.

Parte della società pensa che io sia inferiore solo perché disabile? Va bene(?), ciò che conta è che io abbia strumenti paritari per provare a dimostrare che non è vero e poter provare a diventare chi desidero.

Ma se lo stato deve imporci per legge l’idea che siamo nati inferiori e inferiori siamo obbligati a rimanerci e morirci, allora mi spiegate come dovremmo fare a continuare a credere che anche per noi abbia un senso vivere?

Sappiate che un uomo che non ha diritto a sogni e ambizioni, è praticamente morto. A questo punto fate un decreto legge per ucciderci alla nascita, facciamo prima.

Così non dobbiamo suicidarci noi(cosa che resterebbe a questo punto l’unica opzione valida) e ci evitereste almeno la classica morale sul suicida debole…

Il fatto che poi questo decreto sia stato bloccato non cambia la sostanza, perché non era una BUFALA, bensì un decreto legge folle ma reale che oggi è stato fortunatamente bloccato, ma in futuro chissà?..

Lo Stato oggi ci ha fatto chiaramente capire che siamo un peso e che sta lavorando ad una soluzione per liberarsi di noi e ghettizzarci definitivamente come classe sociale inferiore, vi ricorda qualcosa, vero? Anche a me…

Che dire, da membro della categoria attendo “fiducioso” i futuri sviluppi in tal senso.

Nel frattempo vivo appieno, almeno finche’ lo Stato me lo lascia fare…

Distinti saluti,

Un “inutile” disabile.

 

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(immagine dal web)