di Antonio RINALDI

Caro Staino, gentile Direttore.

Finalmente ce l’avete fatta a far chiudere l’Unità, giornale fondato da Antonio Gramsci nel febbraio del 1924, doloroso atto compiuto sotto la sua dirigenza, cosa che è, a mio sentire, doppiamente nefasta.

Già, lei che con la sua matita “dileggiava” i potenti e che alla sua nomina aveva finanche acceso qualche speranza nei pochi, pochissimi compagni che ancora si ostinano a credere che il PD possa avere ancora qualcosa che lo leghi a quel passato “glorioso” che fu il P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer e tanti altri.

Sì, ci avevano creduto, nell’immaginario collettivo tutti si aspettavano che un uomo di Satira, potesse portare il giornale a una svolta, questa volta senza più servilismo verso quel Partito che, abbandonando ogni legame sia con la storia sia con l’ideologia Comunista si è lanciato a capofitto nel neoliberismo alla “Chicago Boys”.

È durato poco, sì, sin da subito si è capito che quella svolta non ci sarebbe stata, dai titoli trionfalistici che si davano per le politiche di Renzi, Art.18, e quel Jobs Act, di cui lei e tutti i giornalisti dell’Unità siete ora vittime.

Gentile direttore, la gente, ormai non ha più fiducia nei partiti, figuriamoci in un giornale di Partito, ma ne aveva ancora un po’ in lei, o meglio, in quelle sue vignette nelle quali trapelava, di tanto in tanto, almeno un po’ di disagio nel sentirsi parte di quella macchina di propaganda filogovernativa che il giornale ostentava da ogni pagina.
Ora sembra davvero tardiva la sua inversione di marcia.

Renzi l’ha delusa?
E cosa gli chiede di mettere soldi pubblici, in un periodo di crisi profonda che attraversa il nostro Paese e che il suo giornale si è ostinato a preferire di non vedere, dando falsi dati sul lavoro e sulla fantomatica riduzione dei disoccupati, o peggio ancora sulle improbabili, quanto menzognere notizie su inesistenti riduzioni della pressione fiscale?

La rivoluzione, mio caro Staino, è figlia della verità, faccia qualche domanda al suo Bobo, vedrà cosa le risponderà…

…con deferenza Antonio Rinaldi