San Francisco

di Antonio RINALDI

Oltre 860.000 abitanti, con un record di raccolta differenziata che supera il 79% e proiettata verso i rifiuti zero entro il 2020, una delle bollette della spazzatura più leggere di tutti gli Stati Uniti d’America. Questi numeri fanno di San Francisco una delle città più virtuose al mondo per la raccolta differenziata, con un trend di crescita che ormai sembra inarrestabile. Il tutto, fatto con un servizio di raccolta che rasenta il porta a porta spinto.

La città del Golden Gate, ha scelto in maniera univoca il suo destino cioè non avere più discariche e inceneritori, ma soprattutto ha deciso che le materie prime secondarie, prodotte tutti i giorni dai cittadini della città californiana sono una ricchezza che arriva dalla società e a cui i proventi ottenuti dalla loro commercializzazione, devono ritornare, sotto forma di sgravi (bollette leggere) e opere pubbliche per i bambini e i giovani.

È del tutto inutile porre l’accento sui benefici anche ambientali che tali “buone pratiche” comportano. Ogni tonnellata di carta riciclata, salva 7 alberi e San Francisco ne ricicla 700.000 tonnellate al giorno. Se a questo aggiungiamo che per fare nuova carta, direttamente dalla carta riciclata, si risparmia circa il 65% dell’energia che invece ci sarebbe voluta per farla dalla materia prima naturale (alberi).
Con un’attenta legislatura, la città americana ha ristretto su tutto il territorio cittadino, l’uso della plastica sia come contenitori di liquidi sia per le buste che utilizziamo per la spesa giornaliera. Il tutto, utilizzando tecnologia semplice, ottenibile a costi bassissimi e alla portata di tutte le amministrazioni locali.

Sapere questo e confrontarlo con i dati sulla Raccolta Differenziata nel nostro Paese, fa venire i brividi. Da noi il trend è in calo e le politiche nazionali, strizzano sempre di più l’occhio ai vetusti inceneritori, arrivando addirittura a mascherarli, neanche tanto bene, in impianti di biomasse che avrebbero la loro dubbia convenienza, nel produrre energia dai rifiuti.
Capirete da voi che esiste un controsenso di fondo, perché non c’è nessun risparmio nel bruciare ricchezza e i rifiuti sono una ricchezza.

Non ha senso produrre energia, quando l’energia che si produce è inferiore a quella che si otterrebbe in energia risparmiata, dal riciclaggio delle Materie Prime Secondarie.
Solo che nel nostro paese, dove c’è ricchezza, c’è lucro e malaffare e l’affare munnezza non si tocca!