PIAZZA FONTANA, FASCISMO DI IERI E DI OGGI

PIAZZA FONTANA, FASCISMO DI IERI E DI OGGI

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

Oggi è l’anniversario della strage di Piazza Fontana.
Oggi, ancora una volta, è un anniversario di tristezza ma anche di rabbia.
La rabbia per una strage che non ha MAI conosciuto la parola GIUSTIZIA.
La rabbia della volontà di uno Stato corrotto dal potere fascista in ogni epoca.
La rabbia di una Resistenza continuata per oltre 30 anni contro l’aggressione fascista poi rinnegata e negata dal ripiegamento della sinistra storica al potere delle oligarchie finanziarie, al globalismo economico del capitalismo finanziario.

La rabbia verso un sistema di potere che con la forza dei mezzi che ha a sua disposizione, sta conducendo l’umanità al baratro.
La rabbia dell’impotenza di non essere più rappresentati politicamente e del potersi OPPORRE con forza a chi ci vuole per sempre schiavi.

La rabbia verso chi, all’interno del sistema, opera per generare il caos al fine di condurre, non più solo una certa borghesia, ma proprio le masse a volere ‘ordine’ che storicamente tradotto, significa solo REPRESSIONE, significa più potere ad UN SOLO UOMO, significa FASCISMO.

In questo Paese l’antifascismo è più vivo di quanto ci vogliono far credere i media al servizio del sistema.
Il problema vero è che per vent’anni le masse sono state indottrinate con una falsa narrazione mentre quel potere si riorganizzava e pasceva un fascismo strisciante che ha generato fame, miseria e caos e che, perciò, oggi porta alla richiesta di ordine e stabilità.

Avessimo visto negli ultimi due decenni, la ripresa di un fascismo terrorista come quello di Piazza Fontana e squadrista come sta avvenendo oggi, allora avremmo la certezza che l’antifascismo è ancora se stesso al pari di com’era ancora negli anni ’90.

Mentre la sinistra storica si liquefaceva ritirandosi dai territori e terminando così anche il processo di divulgazione della cultura politica, del concetto di egemonia di Gramsci, di acquisizione della coscienza di sfruttati; mentre rinnegava la sua identità storica e la sua capacità di rappresentanza per le masse popolari, per andare verso la socialdemocrazia sul modello neoliberista, il fascismo non ha mai smesso di covare sotto la cenere, pronto per essere riutilizzato allo scopo, come sempre è avvenuto nella Storia di questo Paese.

Sono passati 48 anni, da quel pomeriggio nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, da tutte quelle vittime innocenti, dalla violenza e dalla barbarie fascista che si è mossa con l’appoggio di parti dello Stato e oggi siamo dinnanzi a fatti di squadrismo sempre più evidenti, sempre più incalzanti.

Le responsabilità di tutto questo risiedono anche nel fatto che NESSUNO ha mai pagato per ogni morto, nel fatto che NESSUNO è mai stato chiamato a rispondere e a pagare, per aver commesso il reato di fascismo sancito dalla Costituzione.
Troppe volte il sistema attraverso l’informazione, ha etichettato come reati comuni, i fatti legati all’eversione nera, allo squadrismo e oggi tutto è semplice e banale, tutto è fattibile come mai prima d’ora nella Storia dell’Italia Repubblicana.

Normalizzare e legittimare il fascismo, poi, è diventato un fenomeno lecito all’interno del sistema mediatico: giornalisti come Enrico Mentana e Corrado Formigli che vanno nelle sedi dell’estrema destra ad intervistare esponenti di Casa Pound, è persino aberrante.

Ma tutto è considerato normale da una certa fascia di popolazione che sposa la narrazione del sistema e fraintende e insulta il senso della parola democrazia e proprio perchè la coscienza antifascista si è dilavata grazie a chi doveva invece mantenerla più viva che mai.

Noi oggi abbiamo il compito, anzi, il DOVERE di ritornare all’antifascismo militante, al creare coscienza politica, all’abbattere la narrazione che è funzionale al sistema del dichiarare la morte della Politica.

QUESTA politica che abbiamo conosciuto nel corso degli ultimi venti-trent’anni, DEVE morire, ma SOLO per tornare ad una politica capace di confronto, dialettica, proposta, accoglimento delle istanze popolari, dove il nemico SIA PALESEMENTE dichiarato e dove le posizioni siano francamente IDENTITARIE.

Se non opereremo in tal senso, è CERTO che lo spazio che lascerà vuoto la sinistra, verrà prontamente occupato dal neofascismo e, considerato che è proprio l’estrema destra ad essere sui territori a dare risposte ai bisogni di chi sta maggiormente pagando la crisi sistemica, possiamo solo tristemente dire che sta già accadendo.

Se non opereremo per ridare forza e voce alle fasce più deboli, se non opereremo per dare vita ad una sinistra francamente anticapitalista e antiliberista, quindi per forza anche fermamente e dichiaratamente antifascista, allora è inutile che oggi e per gli anni a venire, ricordiamo i morti di Piazza Fontana perchè, a questo modo, di fatto li stiamo seppellendo un’altra volta.
IMPERIALISMO: A GERUSALEMME UN NEMICO SENZA PIÙ MASCHERE

IMPERIALISMO: A GERUSALEMME UN NEMICO SENZA PIÙ MASCHERE

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del Coordinamento Nazionale del Movimento Essere Sinistra – MovES
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GERUSALEMME: SIAMO TORNATI ALL’IMPERIALISMO AMERICANO DICHIARATO.
Siamo tornati a vedere il VERO volto del potere americano.
Evviva. Finalmente abbiamo di nuovo sotto agli occhi chi sia il nostro VERO NEMICO.
È finito il tempo della manfrina del politically correct e del FINTO progressismo.
Adesso l’America è di nuovo DICHIARATAMENTE se stessa.
Adesso NON ABBIAMO PIÙ ALIBI per non schierarci.
 
Per anni ci hanno voluto far credere all’America dei democrats e dei diritti, mentre Clinton e Obama avviavano le peggiori guerre e i peggiori conflitti, le peggiori interferenze con le democrazie di diversi paesi del mondo o con governi di paesi con un equilibrio già precario in cui gli U.S.A. avevano interessi.
Gioverebbe infatti ricordarsi SEMPRE, solo per fare un esempio a caso ma il più rilevante nel panorama politico e negli equilibri mondiali, che ISIS è un organismo di fabbricazione AMERICANA per dichiarazione della stessa Clinton.
 
Detto questo, riguardo alla nuova aggressione alla Palestina da parte di Trump, resta solo da dire ancora una volta, che imperialismo e sionismo sono facce di un fascismo che in America e in Israele NON SONO MAI MORTI.
In questi vent’anni hanno solo assunto facce più suadenti e spendibili presso l’opinione pubblica mondiale, grazie al maquillage operato dalle oligarchie.
 
Intanto i morti aumentano, i feriti si contano a centinaia.
Intanto il popolo palestine se MUORE PER MANO DEL FASCISTA NETANYAHU, OGGI, esattamente come avvenuto anche coi suoi predecessori.
 
La ragione NON È AFFATTO RELIGIOSA ma, anche se ne siamo tutti consapevoli, meglio ricordare che  da SEMPRE è politica, economica e geopolitica.
 
In questo conflitto, le responsabilità storiche dell’Occidente sono particolarmente PESANTISSIME, ONU in primis, e continuano ad esserlo, e poco vale che gli ambasciatori ONU di paesi come Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svezia abbiano preso nettamente le distanze da questa decisione di Trump, pur essendo comunque un segnale.
 
Poco vale che sia una posizione stabile dei paesi dell’Unione Europea, alla luce dello stato di fatto, quella che Gerusalemme dovrebbe essere la capitale di Israele e Palestina come per giunta previsto dagli accordi di Oslo.
Poco vale perchè anche questo resta nel recinto dell’ipocrisia di un Occidente che ha sulla coscienza 70 ANNI di morti, di guerre, di torture, di repressione di un intero popolo.
 
E oggi sarebbe pure la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.
Fa venire da piangere il solo pensiero di tanta ipocrita messa in scena quando il mondo intero è sotto il tallone di ferro dell’imperialismo americano dalla II guerra mondiale, se non prima.
 
È indispensabile, perciò e ogni giorno di più, rendersi consapevoli che nulla cambierà mai fino a che lasceremo nelle mani di un paese come gli U.S.A., il destino dell’Umanità intera.
 
Proprio per questo siamo e saremo SEMPRE contro OGNI FORMA di IMPERIALISMO.
Proprio questo siamo e saremo SEMPRE e SOLO dalla parte dell’essere umano e del suo diritto ad autodeterminarsi.
NO all’imperialismo, NO alla NATO, NO alla negazione della sovranità di ogni popolo!
PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

PROPAGANDA DI SINISTRA LIBERISTA, IL CANCRO DEL NOSTRO TEMPO

 

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile Movimento Essere Sinistra MovES

 

La situazione politica del nostro paese, nel pensiero comune di chi si definisce di sinistra, è la stessa per cui ci ritroviamo ad essere colpiti dal cancro e neghiamo di averlo perché riteniamo di essere così preparati in campo medico da poter fare un’autodiagnosi che escluda a priori che il nostro problema sia avere una malattia oncologica.

Oppure siamo medici pietosi che al nostro paziente NON lo diciamo di avere il cancro per paura che si spaventi e fugga via.

Ma non solo. Siccome ci sentiamo impotenti davanti alla malattia che avanza e siccome ci sentiamo troppo deboli per sconfiggerla da soli, chiamiamo ogni possibile medico e mettiamo in campo alla rinfusa una serie di presidi medici e di terapie ormai superate e inefficaci perché così ci sembra di fare massa critica contro la malattia.

Questo è più o meno il quadro di chi afferma che la UE e l’euro non siano un problema o di chi sostiene che non vada detto perché una sinistra che afferma un simile concetto perde voti o di chi non vuole neanche lontanamente considerare che il problema che vive il nostro paese richieda un’analisi approfondita e di conseguenza un’azione mirata ad un reale superamento.

Il paragone tra dire o non dire di essere antieuro e contro la UE o di dire uniamoci a prescindere e l’esempio sul cancro, calza a pennello, non crediate…

Da ormai oltre 30 anni la medicina SA che per ottenere la giusta reazione il paziente debba essere messo al corrente delle sue reali condizioni di salute.

Lo stesso vale per chi non vuole sapere e crede di avere sufficienti strumenti per controllare la sua salute.

Peggio ancora accade in politica, dove c’è chi crede che unendosi a prescindere da quello che si è e si vuole, a prescindere dalla visione e dalla realtà di fatto, basti a superare un problema così grave e ormai così dentro il sistema Stato. Neanche ci si rende conto che chi ci sta dominando cresce esponenzialmente e si rafforza con questo metodo.

Poi, certo, affermerete che per quanto riguarda la UE e l’euro siamo nel campo delle opinioni ma spiace smentirvi, non è così.

Quando si parla di euro e di UE, è di fatti comprovati che si parla, di studi eseguiti, di prove evidenti che si possono tranquillamente paragonare alla scientificità di una diagnosi strumentale così come avviene in campo medico per determinare la malattia e il grado di mortalità.

Dunque, quello sprovveduto di Gramsci, affermava che la VERITÀ È RIVOLUZIONARIA giusto perchè era un romantico a cui piaceva l’idea e perchè gli piaceva il suono della sua voce nel pronunciare questa frase.

O invece lo affermava perchè sapeva perfettamente che solo la COSCIENZA DELLA PROPRIA CONDIZIONE (e questa la determina solo la verità) genera un cambiamento rivoluzionario?

E giova ricordarlo, rivoluzione non significa come tanti pensano, imbracciare le armi.
Significa cambiamento RADICALE.
Significa rovesciamento di un intero sistema di potere.

Pertanto, quando si afferma che non bisogna dire che si è a favore dell’uscita dall’euro e dalla UE, o si crede che non sia quella la soluzione – e qui torniamo all’autoreferenzialità delle proprie opinioni a scapito di studi e dati, di documenti e prove tangibili di chi è addentro alla materia economica – o ci si è dimenticati del fatto che ESSERE di SINISTRA implica la LIBERAZIONE delle MASSE dalla SCHIAVITU’ del capitalismo attraverso la consapevolezza della VERITÀ.

Ma come crediamo possibile, quindi, smuovere le persone dal loro immobilismo se non si dice la verità?
Come crediamo di cambiare quelle politiche di dominio se non sappiamo chi ci domina e perchè?

Inoltre, spiace dirlo, ma la gente “comune” che non è politicizzata dal centrosinistra, dell’euro e della UE se ne infischia bellamente e sa GIÀ che il sistema euro e la UE sono CONTRO i bisogni della gente.

Non ci rendiamo conto che affermare che non si debba dire usciamo dall’euro e dalla UE, pur essendo favorevoli a farlo, alimenta il sistema che ci sta distruggendo.

Non ci rendiamo neanche conto che portiamo avanti la legge dei numeri, dell’eleggibilità, contro la politica DA FARE sui territori per riportare la gente a CREDERE nella POLITICA.

Non ci rendiamo conto che NON cambi un paese devastato in 30 anni, con un nuovo schieramento che NON FA POLITICA ma che ne parla come fosse un’entità sovrannaturale che discende da una galassa aliena e risolve ogni cosa.

Non ci rendiamo conto che quello che è stato devastato in 30 anni si è reso possibile SOLO PERCHÈ LA MASSA NON HA PIU’ POTUTO FARLA QUELLA POLITICA che la sinistra ha sempre fatto.

Non ci rendiamo dunque conto che SOLO ripartendo a lavorare si potrà cambiare davvero e che richiede TEMPO, che le ammucchiate a sinistra se non partono da un Manifesto condiviso, da un programma condiviso, NON lavorano per il paese e per la gente comune ma solo ed esclusivamente per il sistema partitico che conosciamo e che non condividiamo.

Adesso è il momento di cominciare a dirsi qualche verità scomoda e anche di scontrarci se necessario, ma soprattutto di leggere e approfondire, di dotarci di quel SAPERE che 30 anni di centrosinistra che ci ha indotto a lasciare la politica attiva sui territori, ci HANNO TOLTO.

Poi ognuno rimarrà delle sue opinioni, ma DUBITARE e INFORMARSI prima, è d’obbligo.
Nelle sezioni di partito si è SEMPRE fatto. Da che abbiamo perso la parte attiva della politica, abbiamo perso ANCHE IL SAPERE dell’essere di sinistra.

Siamo colonizzati ma non ci vogliamo credere.
Forse è arrivato il tempo di sapere, se non vogliamo morire come accade in Grecia.

Credete davvero che se il popolo greco avesse saputo a gennaio 2016 che fine gli sarebbe toccata stando dentro la UE e l’euro, non avrebbero voluto uscire?
Tsipras e tutta Syriza NON DISSERO MAI la verità al popolo greco.
I risultati di questa scelta politica sono sotto gli occhi di tutti.

La denunciamo e ci indigniamo ma poi?
Poi se si dice usciamo dalla UE, ancora troppe persone sono terrorizzate e condizionate dalla propaganda del centrosinistra e rifiutano a priori la possibilità di esser state manipolate dal PD, da PRC, ieri, da MDP, da SI e pure da Alleanza Popolare oggi.

Eppure è accaduto, perchè se qualche anno fa il 44% della popolazione italiana ha votato PD, significa che il potere manipolatorio di quel partito esiste e che se ci sono partiti che oggi propugnano la teoria fantasmatica di cambiare da dentro un sistema di potere che non andrebbe giù neanche facendo saltare il parlamento europeo, riescono ad avere consensi senza dire la verità, significa che siamo manipolabili più di quanto crediamo.

La propaganda ci induce a pensare in una certa ottica. Intanto il cancro avanza.
Il condizionamento è tale per cui anche se tutto è palese ed evidente, alla verità noi non vogliamo credere.
Far nascere un dubbio, è il primo e fondamentale passo per capire la realtà storica che viviamo e quindi per salvarci.
Su questo dovremmo ragionare.

 

TEMA: COME COMBATTERE I LAVORATORI

TEMA: COME COMBATTERE I LAVORATORI

 

di Leo FARINELLI

TEMA
Come combattere i lavoratori.
Ovvero: “la classe operaia – la collettività lavoratrice che presta le proprie braccia e la mente al servizio di forze redditizie in proprio.”

IL LICENZIAMENTO

IL LICENZIAMENTO – la chiusura dell’Azienda, della fabbrica, dell’ufficio, del luogo di lavoro. Le prime alchimie magiche le vedi mascherate in piccoli provvedimenti di ammodernamento delle macchine e/o strutture, quindi di esubero di personale.

Anche di indifferenza sullo stato della produttività delle fonte di ricchezza. Nello stato successivo vedi che vengono chieste sovvenzioni governative, ovvero ”ricatto” per mantenere lo stato esistente “a tempo determinato”.

Esito negativo della richiesta? Si procede con la chiusura o lo smantellamento dell’azienda.
Si rallentala e intanto la si trasferisce in altro Stato: Albania, Romania, India, Turchia, Cina, Vietnam, ecc.

Accadde così che nella nostra nazione si creano settori di lavoratori, “persone” necessitanti: disoccupati, esodati, cassaintegrati, licenziati, lavoratori in nero, pranzo e cena nel cassonetto, alla Caritas.
Letto in auto, sigaretta di foglie, panino dal fornaio dopo la chiusura, ecc.

Creare disoccupazione è l’arma più meschina e disumana che venga usata per combattere il lavoratore, le sue richieste per vivere, i suoi diritti, il suo salario, per combattere la sua famiglia e separarla. E’ dare martellate sui suoi calli.

Disoccupare, Disgregare, Disarmare il suo essere partecipe alla vita di tutto il pianeta. L’unico intento di quel 20% di miliardari del pianeta è di Frantumare l’idea unitaria dei lavoratori che creano la ricchezza. Combattere il significato non recondito di Unità (Concordia).
Prezzolare i media affinché siano i giullari al loro soldo è ordinamento assodato.

Il lavoratore viene relegato nell’angolo e così non ha più diritti, non ha leggi o aiuti divini al suo arco, non ha nessuna assistenza, alcuna speranza.

Quindi, come è stato studiato da Lor Signori, per lui giungono la delusione e la ripicca che nessuno ha aiutato questo singolo (milioni di singoli).

Ecco che si spezza l’unione ideologica di sinistra, di unità.
Si spezza il partito comunista Gramsciano in diverse caselle, in camere stagne amareggiate.

Ecco la magia: i lavoratori divisi in tante categorie e la sinistra divisa in tante bandiere.
Et voilà, ecco la magia: il coniglio che esce dal cappello – il gioco è fatto.

IL MITE, PACATO, LETALE PAOLO GENTILONI

IL MITE, PACATO, LETALE PAOLO GENTILONI

 

di Sergio SCORZA per CONTROPIANO

 

C’è chi “a sinistra” continua a plaudire allo “stile pacato e mite” di #PaoloGentiloni, “preferibile al divisivo Renzi”. E certo, tutto si può dire del nostro flemmatico e compassato Presidente del Consiglio meno che non manchi mai di mostrare una naturale propensione alla calma ed una imperturbabile tranquillité.

Infatti, molto pacatamente, #Gentiloni ha voluto e poi firmato (con l’avallo #UE) quello sciagurato accordo italo-libico che ha consegnato alle mafie libiche una moltitudine di esseri umani in fuga disperata da guerre, carestie e regimi sanguinari. In base a quell’accordo i migranti, dopo aver attraversato centinaia di chilometri nel deserto ed essere sopravvissuti a ciò, possono finalmente essere rinchiusi e torurati negli infernali lager libici, oppure possono essere rivenduti come schiavi o fatti annegare davanti le coste libiche. Ma tutto ciò, va detto, succederà “ legalmente”. E che importa se l’Onu ha giudicato “disumana” la cooperazione tra l’#UnioneEuropea e la #Libia per la gestione dei flussi dei migranti? Si vede che l’ONU non sa apprezzare la pacatezza e la calma con cui Paolo è arrivato a quel grandissimo e prezioso risultato.

Non contento, il buon Paolo sì gentile ha fatto, poi, da battistrada niente meno che a Donald Trump e sulla via della prossima guerra mediorientale, chinando, molto pacatamente, il capo davanti al duro diktat Israeliano contro la dicitura “ Gerusalemme ovest” al Giro d’Italia 2018 . E’ notizia di oggi, infatti, che l’eccentrico e traballante President of United States ha annunciato l’intenzione di trasferire l’ambasciata statunitense proprio lì, a Gerusalemme, riconoscendola de facto quale capitale dello stato di Israele in barba a tutte le Risoluzioni dell’ONU. Diavolo di un pacato Gentiloni.

Infine, non è difficile immaginare che – dopo aver rimandato l’ambasciatore al Cairo a fronte di una decina di depistaggi egiziani delle indagini su ragioni, mandanti ed assassini del povero Giulio Regeni – il nostro pacatissimo ed assai mite Presidente del consiglio subirà con calma ieratica, mistico silenzio e senza mai perdere il proverbiale ed immancabile aplomb, l’arroganza mostrata dai tedeschi sul caso #Thyssenkrupp , dal momento che il “faro dell’Unione Europea” ha deciso di considerare nulla la conferma da parte della Cassazione delle condanne inflitte ai dirigenti responsabili del rogo di 10 anni fa in cui furono arsi vivi 7 operai.

Quando si dice la “banalità del male”.

fonte: CONTROPIANO

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

UNIONE EUROPEA DEI POVERI, NON DEI POPOLI

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di Ivana FABRIS – Coordinatrice Nazionale Responsabile del Movimento Essere Sinistra MovES
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L’ESPERIMENTO IN GRECIA, esperimento in vivo, cioè nella carne vive del popolo greco (precisiamolo che è meglio) da parte dei tecnocrati della famosa Unione Europea dei popoli, è PERFETTAMENTE riuscito.
I neoliberisti della UE lo affermano a piè sospinto, Mario Monti prima di tutti gli altri.
 
Lo affermano e lo applicano come un protocollo di passaggi già testati e perfettamente funzionanti a TUTTI i paesi della zona euro.
Chiaramente con livelli ed effetti diversi ma non così diversi come crediamo.
 
QUINDI CI CONVINCONO che non sia il sistema neoliberista e ordoliberista, il problema, ma CHE SIANO I NOSTRI POPOLI a non fare bene i famigerati compiti a casa, ad essere spendaccioni, a volere un welfare che non si possono permettere perchè hanno abusato delle casse dello Stato.
 
IN GRECIA FECERO LO STESSO.
La propaganda è stata micidiale negli anni della fase preparatoria all’intervento del MES* (vedere nota in fondo) e successivamente della Troika.

BEN SAPENDO quale fosse la condizione greca, l’Unione Europea avallò i bilanci truccati rifinanziando a pioggia le banche greche per salvare le proprie, consapevole pure che presto sarebbe saltato il tappo e che quindi paesi come la Germania avrebbero potuto così, dare via al sacco di quel povero paese (intendiamo il popolo greco).

IN OGNIDOVE, in quel passaggio, i media ci hanno stordito del mantra sui greci, affermando che quello greco fosse un ‘popolo di cicale‘ a differenza delle formichine tedesche, e tutto perchè dovevano preparare il consenso dell’opinione pubblica mondiale rispetto all’aggressione che poi la Troika avrebbe effettuato sul popolo greco e sui beni di quello Stato.
 
ESATTAMENTE COME STANNO FACENDO CON NOI, per convincerci che siamo noi stessi i SOLI RESPONSABILI di quanto presto accadrà.
 
MA LA VERITÀ È UN’ALTRA.
La verità è che se Atene piange, Sparta non ride.
Già Sahra Wagenknecht, di Die Linke, il Partito della Sinistra Tedesca, in un suo intervento qui al Bundestag nella primavera 2015 (dal minuto 4.58) e in quest’altro del luglio 2015, dove evidenziava le gravi difficoltà in cui versano le fasce deboli della popolazione tedesca e se guardate un po’ ATTENTAMENTE questo trafiletto di un’ANSA di pochi mesi fa, potete ben capire quali siano le condizioni di lavoro in Germania.
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PERTANTO, se avete letto, DA ADESSO IN POI, mettiamoci TUTTI IN TESTA che la colpa NON è nostra perchè lavoro, scuola, welfare SONO DIRITTI di ogni popolo e sono quei diritti che il sistema neoliberista toglie A TUTTI, per fare cassa e massimizzare i profitti sulla pelle della gente!
In Italia, poi, a dispetto di quanto presumeva l’Unione Europea che sarebbe accaduto, ovvero che la povertà sarebbe scesa di circa oltre 2 milioni di persone, ci ritroviamo invece a leggere che i dati ISTAT dichiarano che le persone ridotte in povertà sono invece aumentate e, rispetto alla previsioni dell’Unione Europea, sono circa 5 milioni IN PIÙ.
 
NESSUNO SPRECO può condurre ad una simile miseria.
Chi afferma una simile bestialità, sta solo sfruttando il sentimento popolare a proprio vantaggio perchè anche eliminando la corruzzzzione e gli sprechi, non cambierà MAI nulla, giacchè il vero problema risiede nelle politiche economiche di questo sistema rappresentato e agito dall’Unione Europea.
Intanto, però, noi italiani ci stiamo credendo perchè ci martellano da anni con questa vergognosa campagna mediatica.
 
QUESTO è ciò che dunque DOBBIAMO COMBATTERE.
Per farlo, iniziate da qui.
LEGGETE, LEGGETE e fate sapere a TUTTI quale sia la verità!
 
 
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*Meccanismo europeo di stabilità – MES in inglese European Stability Mechanism, ESM – detto anche Fondo salva-Stati (!!!), anche se in realtà salva solo le banche con i NOSTRI soldi, quelli che ciascun governo aderente ai trattati europei vi accantona ogni santissimo anno, soldi che vengono sottratti agli investimenti ESSENZIALI per la vita di una nazione.