PROCEDURA D’INFRAZIONE: DI CHI È LA RESPONSABILITÀ LO DICE LA STESSA UE

PROCEDURA D’INFRAZIONE: DI CHI È LA RESPONSABILITÀ LO DICE LA STESSA UE

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foto da Luigi Luccarini

 

di Luigi LUCCARINI

 

Ci sono così tante inesattezze nella divulgazione giornalistica di quanto sta accadendo in sede UE in questi giorni, che neppure vale la pena perdere tempo ad ascoltarne i commenti in TV.
Meno che mai con gli editoriali della stampa nazionale.

Se proprio vi interessa la questione, un lucida sinossi della situazione (passata ed attuale) la trovate qui.

In ogni caso NON CREDETE neppure per un istante a chi vi dice che la responsabilità per l’avvio della “procedura di infrazione” ricade sul nuovo Governo.
Così sarebbe stato se la contestazione fosse per “deficit eccessivo”, ma in realtà sappiamo che è stata formulata ai sensi dell’art.126, comma 2, lett. b) del Trattato di Lisbona, per il caso in cui “il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo superi un valore di riferimento, a meno che detto rapporto non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini al valore di riferimento con ritmo adeguato”.

Situazione che ovviamente NON PUO’ dipendere da chi ha solo annunciato scelte di politica economica non ancora adottate.

Ma la Commissione dice anche altro. Precisamente a pagina 13 del Rapporto.
Dove fa presente che il rispetto delle disposizioni del “braccio preventivo” fino al 2017 è avvenuto, soprattutto nel periodo 2015-2017, “anche grazie alla flessibilità concessa dalla Commissione”. Della quale la stessa Commissione aveva raccomandato di “fare il miglior uso”, poichè nel detto periodo “l’Italia ha ampiamente beneficiato di flessibilità all’interno del quadro del patto di stabilità e crescita”.

Segue l’elenco di tutte le “deviazioni” al PSC (Patto di Stabilità e Crescita, ndr) consentite dall’Europa in questi anni.
Nel 2015 è stata concessa una flessibilità dello 0,03% del PIL in connessione con la crisi dei rifugiati.
Nello stesso anno, l’obiettivo di diminuzione del fabbisogno strutturale dello 0,5% del PIL è stato ridotto della metà, in considerazione delle condizioni cicliche prevalenti.
Nel 2016, è stata concessa una flessibilità complessiva dello 0,83% del PIL in connessione con la clausola di riforma strutturale e la clausola di evento insolito. Quest’ultima ancora una volta con riferimento ai problemi relativi ai rifugiati ed ai costi aggiuntivi per la sicurezza dovuti alla minaccia terroristica.
Nel 2017, è stata concessa una flessibilità complessiva di 0,35% del PIL è stato concesso ancora una volta, a causa della crisi dei rifugiati e del necessità di proteggere il territorio nazionale dai rischi sismici. Complessivamente, conclude la commissione “nel periodo 2015-2018 l’Italia è stata autorizzata a deviare temporaneamente dal percorso di aggiustamento verso l’OMT di quasi 1,8 punti percentuali del PIL”.

L’OMT è il cosiddetto Obiettivo di Medio Termine, cui lo Stato Italiano avrebbe dovuto adeguare le dinamiche di riduzione del proprio rapporto debito/PIL, che invece – come sappiamo – dal 2014 al 2017 è rimasto inchiodato al valore 131,8%.
Cosicché, poiché l’Obiettivo di cui si parla ne prevedeva una discesa fino a circa il 120% entro il 2021, possiamo immaginare che razza di “cura da cavallo” fosse prevista per il nostro paese, anzi lo sia tuttora per i prossimi anni.

Insomma, chi ha governato dal 2015 alla fine del 2017 ha avuto, secondo l’Europa, tutta la benevolenza possibile, dall’Europa, e quindi delle due l’una: o ha fatto sparire i soldi che l’Europa gli aveva consentito di “creare” per sé, oppure se li è semplicemente fumati. Tertium, a quanto pare, non datur.
E a noi, oggi, il compito di costruire qualcosa sulle ceneri che ci sono state lasciate in eredità.

Perciò, lo scrivo a beneficio dei tanti emuli dell’Onorevole Marattin: andate piano con quel definire “cialtroni” gli attuali responsabili del Governo del paese.
Quantomeno ricordate ogni tanto cosa andava rispondendo Forrest Gump a tutti quelli gli davano dello stupido..

ADIÓS DiEM25, ADIÓS VAROUFAKIS

ADIÓS DiEM25, ADIÓS VAROUFAKIS

DiEM25

Foto di Juan Carlos M. Coll

 

Lo diciamo da tempo che Varoufakis sarebbe stato una grande delusione per molti.
Molti non ci hanno voluto credere. Beh, adesso arrivano invece le prime conferme.
Riprendiamo il post pubblico di un compagno spagnolo apparso sul suo profilo Facebook, ex attivista di DiEM25.
Le parole che scrive le condividiamo perchè afferma nè più nè meno quello che abbiamo sempre saputo e la strategia della mediocrità di cui parla, si chiama protagonismo e garantire se stesso. Esattamente quello che dicono di Varoufakis in Grecia gli stessi greci che, peraltro, di DiEM25 non si sono mai interessati. E una ragione, appunto, c’era.

Il Coordinamento Nazionale del MovES

 

di Juan Carlos M. Coll

Dopo essere stati entusiasti del progetto Varoufakis e di essere stati attivisti di DiEM25, affrontiamo la deriva autocratica del movimento e il suo cambio di strategia in una direzione che, invece di contribuire alla democratizzazione dell’Unione europea, confonde, divide e indebolisca le forze progressiste.

DiEM25 è stato fondato a Berlino nel febbraio 2016 come movimento per la democratizzazione dell’Unione Europea. Ha promesso un dibattito aperto tra tutte le forze progressiste europee che hanno coinciso con questo obiettivo. Molti attivisti europei lo hanno accolto con entusiasmo e hanno aderito al progetto. Inizialmente sono stati organizzati dibattiti aperti e nei vari appelli elettorali dei paesi europei è stato dato sostegno alle candidature esplicitamente a favore della democratizzazione dell’UE e proposte di misure per questo.

Ma con il passare del tempo la sua pratica attuale è cambiata. Invece di agire come un movimento unificante, è arrivato ad agire come un altro elemento di divisione e disintegrazione. È passato dal proporre incontri e dibattiti aperti alla chiusura su se stesso per elaborare, più che un progetto per l’UE, il proprio programma elettorale. Trasformato in partito politico, cerca coalizioni con altri partiti marginalizzati, in concorrenza con altre forze progressiste, per elezioni europee con un programma elettorale esclusivo.

Questo cambio di strategia si è verificato senza che ci fosse stato un dibattito interno. In realtà DiEM25 non ha mai agito democraticamente. La forza del leader carismatico Yanis Varoufakis ha bloccato la forza democratica della militanza. Il dibattito interno è stato sostituito da referendum per ratificare le decisioni del leader. Due anni e mezzo dopo la sua fondazione, in Spagna non è ancora stato possibile eleggere un comitato di coordinamento che rappresenti i membri.

Prima delle prossime elezioni al Parlamento europeo, Varoufakis ha deciso che DiEM25 dovrebbe presentarsi con le proprie liste e che deve cercare il sostegno di piccoli partiti marginali. In Francia è alleato con la Generation S di Benoit Hammon per togliere voti da La France Insumise de Mélenchon. In Portogallo è alleato con il piccolo partito Partido Livre per indebolire il Bloco de Esquerda.

In Spagna, si coalizzerà con Actúa, il partito creato nel 2017 dal giudice Baltasar Garzón e il dissidente di Izquierda Unida Gaspar Llamazares. Ovviamente si tratta di competere con PACMA e altre liste marginali di sinistra per raccogliere i voti dello scontento con l’alleanza Podemos e Izquierda Unida.

È una strategia della mediocrità destinata all’insuccesso.
È un abbandono dei principi fondatori in cambio di ottenere un seggio nel Parlamento europeo. Non è questo il motivo per cui mettiamo insieme le nostre speranze e i nostri sforzi.

Come attivisti a favore di un’Europa più democratica, abbiamo perso la speranza che DiEM25 possa essere un protagonista valido.

Un’organizzazione antidemocratica non può servire a difendere la democrazia. Continueremo a lottare con entusiasmo per l’Europa che vogliamo, ma DiEM25 non ci interessa più.
Ecco perché, purtroppo, dobbiamo dire addio a DiEM25 e Yanis Varoufakis.

 

TERRORISMO CONTRO IL GOVERNO VENEZUELANO

TERRORISMO CONTRO IL GOVERNO VENEZUELANO

terrorismo

(immagine di proprietà della Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana)

 

da Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Proseguono le interruzioni di energia elettrica in vaste aree del paese. Spesso i disagi si protraggono per settimane poiché ad essere colpite sono le origini della produzione di energia, i casi più estesi, che hanno colpito milioni di persone sono stati quelli di Maracaibo e quello dell’isola Margherita, entrambi frutto di atti di vero e proprio terrorismo.

Il ministro per l’energia elettrica, Luis Dominguez Motta, ha riferito sabato che l’esplosione che si è verificata in un segmento del gasdotto Jose Francisco Bermúdez, che ha causato interruzioni del servizio elettrico a Nueva Esparta, è stato un atto di terrorismo e sabotaggio .

L’interruzione del servizio elettrico è motivata dal fatto che alla fine della scorsa settimana è stato compiuto un atto di terrorismo contro un segmento del gasdotto Pdvsa (Petróleos de Venezuela). A causa della perdita di gas la compagnia petrolifera si è vista costretta a chiudere le valvole, e quindi la produzione di energia elettrica, poiché le turbine funzionano a gas“.

Ha affermato che PDVSA sta lavorando duramente alla riparazione per mettere un nuovo segmento del tubo e ripristinare il gas nella importante isola.

Riguardo a Maracaibo, nello stato Zulia che confina con la Colombia, è stato tagliato il cavo posto nella laguna e sono stati asportati 83 metri di fibra che alimentava la città.

Nello stato Zulia siamo in una guerra dichiarata contro il popolo. Questo fine settimana hanno di nuovo tagliato il cavo sublacustre in un altro settore vicino a quello dove hanno tagliato la prima volta“, ha segnalato attraverso un post sul social network il ministro.

Durante una dichiarazione per VTV, il ministro ha spiegato che per questo fatto sono state arrestate 10 persone che hanno formato una banda dedicata a compiere atti di “sabotaggio” al sistema elettrico.

Ha detto che questo gruppo di persone era diretto dalla Colombia con lo scopo di “causare disagio nella popolazione Zuliana“.

Abbiamo già catturato la banda, abbiamo già 10 persone arrestate e due mandati di cattura (…) Secondo le dichiarazioni degli arrestati, molti dei quali di nazionalità colombiana, queste azioni provengono dalla Colombia“, ha detto.

QUANTITATIVE EASING: perchè non è servito quasi a nulla

QUANTITATIVE EASING: perchè non è servito quasi a nulla

 

easing

 

Pochi minuti per una spiegazione che da sola fa comprendere che restando in questo sistema per la nostra economia, quindi anche per noi, molto presto non ci sarà più molta speranza.
Il bravo Domenico Cortese che seguiamo dal suo blog e dalla sua pagina Facebook “Filosofia del Debito”, col suo canale Youtube ci introduce a ciò che viviamo in maniera comprensibile a tutti.

Il Quantitative Easing di Mario Draghi: come funziona e che effetti ha prodotto sulla nostra economia. In sintesi: ZERO, anzi i dati dicono che essi sono stati negativi per il credito all’economia reale. In un video successivo si affronterà la questione del risparmio sul pagamento degli interessi sul debito pubblico.

Filosofia del Debito

 

AMBIENTE, UN CIMITERO A CIELO APERTO

AMBIENTE, UN CIMITERO A CIELO APERTO

ambiente

di Ivana FABRIS – Coordinatrice Responsabile Nazionale

 

L’abuso, lo sfruttamento intensivo, l’incuria, la predazione del capitalismo verso l’ambiente, si rivela in tutta la sua drammaticità non appena si verificano eventi meteo anomali.

Ma non sono casi, non è fortuito.
La natura difende e protegge se stessa grazie a meccanismi evolutivi che ha generato in milioni di anni.
Noi, in meno di 70 anni – che in rapporto ai milioni di anni che sono serviti al pianeta per evolvere e specializzarsi, sono uno sbadiglio nell’universo – abbiamo stravolto tutto.
Questa rapidità di cambiamenti, impedisce alla natura di evolvere nei suoi tempi che non possono e non potranno mai essere i nostri.

Lo stiamo vedendo proprio in questi giorni con l’immane strage, una vera e propria catastrofe ecologica, che ha portato alla morte di 14 MILIONI DI ALBERI a causa del clima.
Intere foreste, interi boschi, SPARITI, CANCELLATI, SPAZZATI VIA IN UNA NOTTE.
E con essi, spariscono sistemi complessi di piante e animali che costituiscono l’ossatura di un ecosistema il quale non è un’astrazione o una parola sulla carta ma rappresentano per noi, la SOPRAVVIVENZA.
Nel momento in cui il danno è così vasto e ingente, coinvolge TUTTI perchè le ripercussioni saranno estese non solo alle zone colpite, ma indirettamente a tutta la nostra penisola.
Ovunque in Italia le precipitazioni sono state intense e il territorio collassa in ogni modo possibile.
Abbiamo avuto temperature folli, specie al nord, per un mese come ottobre (28 gradi a fine mese), ulteriore segnale di come il clima sembri impazzito e a fronte di temperature estreme per la stagione e di lunghi periodi di siccità, anche gli eventi atmosferici si manifestano in maniera estrema.
Ma spiegatelo a uno come Trump, se vi riesce..
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INFATTI IL PROFITTO NON SI FERMA. DEPREDA, SACCHEGGIA, ALTERA, VIOLENTA l’ambiente, il clima. Ogni ambito in cui il pianeta ci sta ospitando è così devastato che non è possibile non porsi domande e non provare angustie.

 
In Cadore, tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, giusto in questi giorni è stata una strage. Una strage che si è portata via anche milioni di animali che compongono un sistema che si autoregola e impedisce aberrazioni.
Una strage di alberi. Qualcosa che a vedersi sembra una mattanza.
 

Si parla di milioni di alberi. QUATTORDICI MILIONI DI ALBERI.
Una ferita profonda all’ambiente che non cicatrizzerà mai davvero e la vedranno solo le generazioni che devono ancora nascere.

Ossigeno, evaporazione, piogge, ecosistemi specializzati e differenziati, specie animali…equilibri perfetti annientati.
Tutto distrutto per chissà quanto tempo…

Su Repubblica di ieri, la dichiarazione di COLDIRETTI

 

“Si stima che siano 14 milioni gli alberi abbattuti con conseguente compromissione dell’equilibrio ecologico e ambientale e messa a rischio della stabilità idrogeologica.
Ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all’Alto Adige, dal Veneto al Friuli, dove ci vorrà almeno un secolo per tornare alla normalità.

“Nei boschi – spiega Coldiretti – si trova una grande varietà di vegetali e una popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che per il disastro è stata sconvolta, mentre la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge”.”

Questo in foto è ciò che resta della foresta di Sottosassa, a Predazzo.
ambiente
Gli alberi che nell’immagine sembrano fuscelli, erano conifere da 25-30m., ALBERI ADULTI quindi i NOSTRI POLMONI.
 
A parte il danno economico di questa catastrofe, CHI CREDETE PAGHERA’ TUTTO QUESTO SE NON ANCORA NOI?
 

L’INSULTO ALL’AMBIENTE LO PAGHEREMO CON LA NOSTRA SALUTE E QUELLA DEI NOSTRI FIGLI E NIPOTI…

 

 
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CONFUSIONE, DISTRAZIONE…RIBELLIONE!

CONFUSIONE, DISTRAZIONE…RIBELLIONE!

confusione

 

di Franco CAMERINI – Coordinatore Nazionale del Movimento Essere Sinistra [ MovES ]

 

C’è molta confusione, e c’è chi mediaticamente e scientificamente la alimenta, la sfrutta in modo strumentale per ripulirsi la coscienza da anni di politiche disastrose, antisociali, diametralmente opposte al messaggio che la presunta appartenenza ad una immaginaria sinistra moderna e progressista voleva trasmettere.

 

Sinistra è perseguire un sistema Socialista che punti alla redistribuzione della ricchezza e ad una società fatta di diritti paritari che possa difendersi dai danni della globalizzazione e del neoliberismo imperanti.

La povertà è cosa antica, la prevaricazione, il patriarcato, il razzismo, lo sfruttamento…sono concetti antichi, non serve una nuova sinistra per affrontare e risolvere concetti antichi che continuano ad essere attuali: serve La Sinistra. Quella che si oppone a questi concetti e si fa rappresentante delle istanze popolari.

Oggi abbiamo un Governo indubbiamente di destra che, tuttavia, giocoforza sta tentando i primi passi per iniziare a scardinare le narrazioni, quelle stesse che hanno consentito il consenso necessario al sistema di agire danni che il pensiero unico neoliberista degli ultimi decenni ha provocato: se vogliamo possiamo sfruttare questa fase politica, apprezzando serenamente quel poco o meno che arriverà dall’esecutivo in carica. Ma questo può avvenire solo se non ci si pone solo ideologicamente come invece continua ad accadere. E avviene se ci si pone senza pregiudiziali politiche ma solo dando forza alla politica e analizzando le questioni una ad una, valutandone i pro ed i contro specie quando vanno proprio a strappare la scenografia con cui il neoliberismo ci ha anestetizzati per 30 anni.
E senza alcun codismo, bensì, continuando ad opporci con forza alle scelte autoritarie, xenofobe e razziste che lo stesso Governo cercherá di far passare.

Se scegliamo, al contrario, di cantare nel coro dei responsabili della catastrofe che oggi sono sconfitti, se scegliamo di mondare le loro coscienze sporche con il nostro plauso, allora ci ritroveremo presto con altre Fornero, altri Renzi, Monti, Mari, Laghi, Poletti ecc. e la Troika al seguito.

 

P.S.: in ogni caso, l’arroganza dei leader PD, ex PD e sodali della sedicente sinistra, in questa fase, è addirittura sconcertante. Campano di confusione che generano di continuo e, data la miseria dilagante, vien solo da dire che non solo sono senza vergogna ma hanno veramente la tipica faccia di chi sta perdendo potere e controllo. A voi stabilire che faccia. Una a caso…

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