VENEZUELA, IL SOCIALISMO VINCE ANCORA

VENEZUELA, IL SOCIALISMO VINCE ANCORA

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di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES
Venezuela: nonostante le difficoltà reali e indotte il socialismo ancora una volta vince le elezioni presidenziali.
Con il 67,6% dei voti validi il presidente Nicolas Maduro è stato riconfermato Presidente della “Repubblica Bolivariana de Venezuela”.
Votanti poco più del 48% degli aventi diritto, una percentuale non altissima ma dignitosa se pensiamo all’astensionismo fisiologico aggiunto alla crisi economica e al boicottaggio di una parte dell’opposizione che ha invitato apertamente a non votare e anche a tentare di impedire, con scarsi risultati, il normale svolgimento delle elezioni.
Elezioni che, nonostante il principale candidato dell’opposizione, Henri Falcon, persiste, secondo il consueto copione, a non riconoscerne il risultato, si sono svolte in assoluta tranquillità, con qualche piccola irregolarità, prontamente segnalata al CNE, organismo centrale elettorale, irregolarità definibili nella norma in qualsiasi elezione in qualunque parte del mondo.
Il tutto confermato dagli osservatori internazionali presenti, di cui molti invitati dalla stessa opposizione, che hanno confermato che il voto si è svolto in assoluta tranquillità e trasparenza.
Tra gli osservatori, che in Venezuela preferiscono chiamare “accompagnatori al voto” è da segnalare la presenza dell’ex primo ministro spagnolo Zapatero già mediatore insieme al Presidente della Repubblica Dominicana Oscar Medina nel dialogo tra Governo bolivariano e opposizione, che, dopo aver confermato la regolarità del voto, ha invitato l’opposizione a riprendere il dialogo con il Governo.
Dal canto suo, il Presidente Nicolas Maduro, ha ringraziato gli elettori, ha dichiarato di voler essere il Presidente di tutti i venezuelani e ha invitato indicando già delle date l’opposizione a riprendere il dialogo interrotto a febbraio nella capitale della Repubblica Dominicana.
Molti governi si sono già congratulati con il Presidente Maduro ma si attendono le reazioni di chi, USA e UE in testa, ha cercato di fare pressioni perchè queste elezioni non si svolgessero e sta tentando di tutto per mettere in ginocchio il Venezuela per far cadere il Governo rivoluzionario e imporre al paese il ritorno al neoliberismo che tanti disastri ha portato in America Latina e tanti ne sta portando in quei Paesi come l’Argentina che negli ultimi anni sono tornati a governi neoliberisti.
Pensando al voto in Venezuela mi vengono in mente le parole che proprio l’altro giorno mi diceva un amico ben sintetizzando la situazione: “Spero che i venezuelani votino per Maduro perchè con la crisi economica stanno male, ma la scelta è stare male ma con la speranza di stare meglio o stare male sapendo di andare a stare ancora peggio“.
E i venezuelani hanno scelto il socialismo, hanno scelto la speranza!
EX AGENTE CIA SPIEGA IL GOVERNO OMBRA U.S.A.

EX AGENTE CIA SPIEGA IL GOVERNO OMBRA U.S.A.

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Nel video qui allegato, pubblicato da Pandora, troverete una dettagliatissima spiegazione dell’esistenza di un governo ombra negli Stati Uniti.
La CIA è solo una piccola parte di quello che delinea il video. Un frammento di una struttura gigantesca.
Molti diranno che sono tutte cose che si sanno, fatto salvo poi non credere a ciò che non è visibile agli occhi della massa che Kevin Shipp invece, racconta e contestualizza anche in relazione alle rivelazioni di Snowden.
Lo scenario che si rivela è alquanto agghiacciante ma spiega molto bene e con massima precisione, tutto quanto avviene nel mondo di tragico e oscuro che spesso i più non comprendono.

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE E CONSERVARE

 

 

DAL SITO DI PANDORA TV:

EX AGENTE DELLA CIA SPIEGA MINUZIOSAMENTE IL GOVERNO OMBRA USA

Kevin Shipp è stato un ufficiale della CIA, è stato decorato, ma si è rifiutato di accettare gli atti di criminalità e la relativa copertura da parte del Governo. In un importante evento di sensibilizzazione pubblica, organizzato il 28 luglio 2017 in California da Dane Wigington, ha fatto un intervento scioccante e illuminante sui numerosi e mostruosi crimini governativi che avvengono ormai in modo sistematico. E ha spiegato anche la persecuzione di chiunque voglia dire la verità su questa dilagante tirannia.

Lo stato di cose che tutti noi conosciamo è stato costruito attraverso la falsificazione e con le oscure agende imposte dalla struttura di potere globale. Il coraggio, che Kevin Shipp ha mostrato nell’esporre la criminalità e la tirannia annidata nel governo USA, serve come fulgido esempio a tutti noi.

Abbiamo disperatamente bisogno di altri individui nelle agenzie governative e nell’esercito, che portino avanti l’esempio di Kevin.
Tutti noi abbiamo un ruolo essenziale nella battaglia per il risveglio e la consapevolezza delle masse, e per dare agli eroi come Kevin il sostegno necessario per andare avanti.
Se abbiamo qualche possibilità di fermare questo gruppo criminale che controlla il nostro Paese e gran parte del mondo, dobbiamo tutti far sentire le nostre voci, dobbiamo tutti aderire alla lotta per il bene di tutti.

Traduzione dall’inglese a cura di Alberto Scatto

 

 

RENZI, LA DIREZIONE PD E IL THE DAY AFTER

RENZI, LA DIREZIONE PD E IL THE DAY AFTER

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di Marta CONTINI – MovES

 

ALMANACCO DEL GIORNO DELLA DIREZIONE DEL PD, mentre “i vicini di casa” si accingono a preparare il The Day After.
Ma forse anche il segretario PD uscente, a suo modo, prepara un suo The Day After, non solo i vicini di casa…

Mentre ieri, negli U.S.A., il tribunale di New York sentenziava che la responsabilità degli attacchi dell’11 settembre è dell’Iran (la motivazione è che i terroristi sono stati addestrati appunto in Iran, smentendo di averli invece addestrati in America come si sa da 17 anni) con l’imposizione a Teheran di risarcire le famiglie delle vittime per una somma totale di più di 6 miliardi di dollari…

Mentre ieri Trump dichiarava in ognidove (con l’appoggio dell’ineffabile cerchiobottista Macron come ben spiega il bravo Fulvio Scaglione) che dovrà rompere gli accordi P5+1 sul nucleare con l’Iran perchè con il suo amico Netanyahu deve a tutti i costi arrivare a quello stramaledetto conflitto militare con il governo di Teheran che Israele e gli U.S.A. vanno cercando da decenni…

Mentre ieri, a quanto dichiarato da Telesur, il Ministro degli Esteri siriano annunciava che i servizi segreti russi e siriani stanno denunciando che nei prossimi giorni ci sarà un’altra provocazione mediante un attacco chimico (con dovizia di dettagli e indicazioni su tempi, modi, località e nomi) per giustificare nuovi interventi e attacchi militari da parte delle forze occidentali e il ministro degli esteri russo Lavrov, in visita in Giordania, a detta di un inviato di Telesur, denunciava invece che in una base americana in Siria vengono addestrati nuovi terroristi…

…al Nazareno si svolgeva la direzione del PD.

E il segretario, DIMISSIONARIO, al secolo Matteo Renzi, di fatto imponeva la sua linea: un bel mandato di veto nei confronti del M5s (a maggioranza) e, almeno ufficialmente, anche del centrodestra (a minoranza).

Per la gioia di Mattarella (!) che alla fine sarà legittimato a fare del PD, l’ago della bilancia.
Della serie che stanti le premesse, non escluderei un governo PD-centrodestra (due piccioni con una fava: il patto del Nazareno che risorge perchè tanto il PD e il centrodestra sono ‘una faccia, una razza’) in cui sarà Gentiloni il Presidente del Consiglio.

In questo modo si eviterebbe di far mettere la ruspa ringhiosa e ansiogena di Matteo Salvini al cospetto del mondo e delle élite, per mostrare invece la faccia Gentil-simildemocratica alle masse smarrite e quella purissimamente, squisitamente gentiloniana alle élite finanziario-globaliste che finalmente potranno dormire sonni tranquilli e, insieme a Moscovici e i suoi amatissimi mercati, finire di spolpare la carcassa Italia.

Naturalmente il tutto in nome della solita supposta responsabilità verso il Fiscal Compact e tanti altri bla-bla-bla già predefiniti in direzione PD. Ma pure in Commissione Europea.
Insomma, supposta di nome e di fatto.
Rigorosamente sempre e solo per noi.

 

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

PIANO D’AZIONE SULLA MOBILITÀ MILITARE, FOLLIA EUROPEA

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del COORDINAMENTO NAZIONALE del MOVIMENTO ESSERE SINISTRA – MovES

 

Nel solito silenzio generale dei media mainstream, il 28 marzo la UE ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare in Europa: semplicemente una FOLLIA, non si può definire altrimenti.

 
Cosa significa e cosa si vuole ottenere?
Semplice. Un maggiore asservimento alla NATO da parte della UE, una più rapida, snella e maggiore mobilità di MEZZI PESANTI e di FORZE MILITARI senza che questi siano rallentati da regolamenti nazionali e procedure doganali, per fronteggiare un possibile attacco russo.
 
VOGLIONO CREARE UN’AREA SCHENGEN MILITARE che comporterà anche interventi alle infrastrutture così che carri armati e quant’altro, abbiano libera circolazione per tutta Europa.
 
Ovviamente le spese per tali interventi saranno a carico nostro, tutte realizzate con soldi pubblici che i paesi membri della UE metteranno a disposizione.
 
ALTRO CHE DISARMO, ALTRO CHE INVESTIMENTI SULLA PACE!
In Italia non ci sono i soldi pubblici per ricostruire Amatrice e l’Aquila e per mettere in sicurezza le scuole, si taglia la sanità ma per potenziare le spese militari ed essere più asserviti alla NATO e agli USA, i soldi ci sono eccome!
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Nessun Piano di azione della mobilità militare, basta con gli armamenti!
Questa è una delle tante ragioni per cui vogliamo l’Italia FUORI DALLA NATO!

 
 
 
Nel 2015, il generale Ben Hodges comandante delle forze terrestri Usa in Europa (U.S. Army Europe), ha richiesto l’istituzione di «un’Area Schengen militare» così che le forze Usa, per fronteggiare «l’aggressione russa», possano muoversi con la massima rapidità da un paese europeo all’altro, senza essere rallentate da regolamenti nazionali e procedure doganali.
Tale richiesta è stata fatta propria dalla Nato: il Consiglio Nord Atlantico, riunitosi l’8 novembre 2017 a livello di ministri della Difesa, ha chiesto ufficialmente all’Unione europea di «applicare legislazioni nazionali che facilitino il passaggio di forze militari attraverso le frontiere» e, allo stesso tempo, di «migliorare le infrastrutture civili così che siano adattate alle esigenze militari».
Il 15 febbraio 2018, il Consiglio Nord Atlantico a livello di ministri della Difesa ha annunciato la costituzione di un nuovo Comando logistico Nato per «migliorare il movimento in Europa di truppe ed equipaggiamenti essenziali alla difesa».
 
Poco più di un mese dopo, l’Unione europea ha presentato il Piano d’azione sulla mobilità militare, che risponde esattamente ai requisiti stabiliti dal Pentagono e dalla Nato. Esso prevede di «semplificare le formalità doganali per le operazioni militari e il trasporto di merci pericolose di tipo militare».
 
Si prepara così «l’Area Schengen militare», con la differenza che a circolare liberamente non sono persone ma carrarmati. Movimentare carrarmati e altri mezzi militari su strada e per ferrovia non è però lo stessa cosa che farvi circolare normali autoveicoli e treni.
 
Si devono perciò rimuovere «le esistenti barriere alla mobilità militare», modificando «le infrastrutture non adatte al peso o alle dimensioni dei mezzi militari, in particolare ponti e ferrovie con insufficiente capacità di carico». Ad esempio, se un ponte non è in grado di reggere il peso di una colonna di carrarmati, dovrà essere rafforzato o ricostruito.
La Commissione europea «individuerà le parti della rete trans-europea dei trasporti adatte al trasporto militare, stabilendo le necessarie modifiche». Esse dovranno essere effettuate lungo decine di migliaia di chilometri della rete stradale e ferroviaria. Ciò richiederà una enorme spesa a carico dei paesi membri, con un «possibile contributo finanziario Ue per tali opere».”
NICARAGUA: SISTEMA SOCIALISTA SEMPRE!

NICARAGUA: SISTEMA SOCIALISTA SEMPRE!

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di Dario BIANZANI – Coordinatore Nazionale Movimento Essere Sinistra MovES

Nicaragua: chi ha conosciuto la rivoluzione sandinista e socialista non torna indietro!

Dopo aver stravinto le ultime elezioni presidenziali il FSLN, Frente Sandinista de Liberacion Nacional, del Presidente ed ex guerrigliero sandinista Daniel Ortega ha stravinto anche le elezioni municipali che si sono svolte in tutto il paese il 5 novembre dello scorso anno.

Il partito erede della rivoluzione sandinista ha infatti ottenuto il 74% delle preferenze in tutto il paese e nella capitale, Managua, ha ottenuto addirittura un plebiscito con l’87% dei voti.

Daniel Ortega fu coordinatore della giunta di ricostruzione dopo la vittoria sandinista nel 1979 e divenne presidente del paese nel 1985.
Perse le elezioni nel 1990 dopo cinque anni di governo difficile con l’embargo degli USA e la guerriglia dei Contras armati e diretti dalla CIA.

Tornò presidente nel 2006 e lo è tuttora avendo vinto le elezioni del 2011 e del 2016.

Naturalmente gli USA non vogliono riconoscere i risultati e anche poco tempo fa, per ritorsione, il governo di Trump ha deciso l’espulsione di 2500 immigrati dal Nicaragua.

Se facciamo un paragone sul Nicaragua rispetto ad un paese come il nostro, non si potrà non rilevare che da noi si vota sempre meno e con meno convinzione come hanno dimostrato anche le elezioni politiche del 4 marzo, perchè non esistono proposte di alternativa chiara al sistema.

Non possiamo non notare, invece, che dove vi è un sistema come quello sandinista che, come è noto si rifà al Marxismo e alle rivoluzioni cubana e venezuelana, i risultati si vedono anche dal punto di vista elettorale.

Solo a noi italiani continua a far paura, un sistema di governo che applichi davvero la giustizia sociale, che dia lavoro a tutti, che attui un’equa ridistribuzione, che garantisca la salute, che stronchi la violenza contro le donne e le liberi, che si curi dell’ambiente, che preservi e valorizzi la scuola.

Sindrome di Stoccolma o masochismo puro?

Eppure i fatti, anche quelli del Nicaragua, dimostrano che chi vive in un sistema socialista non torna indietro!
MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

MACRON E IL VOLTO PIÙ VOLGARE DELLA FRANCIA NEOLIBERISTA

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di Luigi BRANCATO – MovES

 

Era solo una questione di tempo prima che il volto più volgare della Francia razzista diventasse istituzionale.
E quale poteva essere il miglior rappresentante di questa feccia xenofoba se non il neoliberista Emmanuel Macron?

Lo aveva annunciato alla fine del 2017, dopo una visita al campo profughi di Calais.
In quell’occasione il primo ministro Francese aveva promesso che “la giungla” non sarebbe stata ricostruita, e che i migranti sarebbero stati obbligati a presentarsi ai centri di accoglienza per presentare il loro caso, e cercare di ottenere asilo.

In quell’occasione, il signorotto gonfio di odio e di arroganza si era anche permesso di criticare l’attività delle associazioni di volontari che hanno addirittura (sic!) aiutato i rifugiati nella costruzione di baracche provvisorie e servito loro un pasto caldo.
I provvedimenti non si sono fatti aspettare: come riferisce un’ANSA di pochissimi giorni fa, il 23 aprile, l’Assemblea Nazionale francese ha adottato – con 228 voti a favore, 139 contrari e 24 astenuti – il progetto di legge su ‘Asilo e Immigrazione’ che prevede un ulteriore giro di vite per espellere i migranti irregolari.

Esistono una serie di motivi per cui i nuovi provvedimenti francesi violano i diritti umani dei migranti:

1- La scadenza per inviare una richiesta d’asilo viene ridotta da 120 giorni a 90 giorni dall’ingresso in Francia. Questo lasso di tempo potrebbe sembrare sufficiente, se non si considera che queste persone spesso non parlano francese e non hanno alcun tipo di aiuto o di supporto legale per contattare le istituzioni e gli uffici responsabili.

2- La decisione d’ufficio sarà presa in soli 15 giorni. Due settimane – al posto dei sei mesi previsti dalla legislazione precedente – durante le quali la corte d’asilo DOVREBBE condurre un’investigazione per verificare l’eleggibilità al diritto d’asilo. Tempi cosí brevi ridurranno quest’investigazione ad un atto puramente FORMALE che impedirà di fatto di prendere in considerazione i – purtroppo frequenti – casi più complessi.

3- In caso di rifiuto, il tempo massimo per presentare domanda d’appello verrà ridotto da un mese a 15 giorni. Inoltre durante questi quindici giorni, ancora prima che il suo caso venga esaminato, il richiedente potrà essere rimpatriato forzatamente.

4- Chiunque abbia ricevuto una risposta negativa potrà essere DETENUTO fino a 90 giorni. Nessun documento impedisce la reclusione di bambini e minori.

Questo governo sta, di fatto, facendo fronte comune con i gruppi di estrema destra di Génération Identitaire che negli ultimi giorni hanno creato dei veri e propri posti di blocco contro il passaggio di migranti al confine tra Italia e Francia.
Veri e proprio presidi, con reti e fili spinati, contro l’ingresso di migranti e clandestini nel paese.

Si legge, sul sito di Génération Identitaire:

Per rispondere a queste minacce, Génération Identitaire lancia la sua nuova campagna dal titolo “Difendi l’Europa!”. La missione “Difendi l’Europa” condotta quest’estate nel Mediterraneo ha dimostrato che, insieme, gli europei possono prendere in mano il loro futuro e far sentire la propria voce.
Oggi è giunto il momento di proteggere la nostra civiltà e i nostri popoli dall’islamismo e dall’invasione migratoria. Contro la loro Unione europea, mostriamo loro che non vogliamo la cancellazione delle nostre radici, dell’apertura dei confini, dell’islamizzazione.”

Un concetto, quello di “invasione migratoria”, che lo stesso Macron ha usato più volte.
Un’espressione davvero infelice che sottolinea l’ipocrisia delle politiche dell’Eliseo e delle potenze capitaliste e imperialiste Europee in generale.

L’ingerenza della Francia nelle politiche Mediorientali, sulla scia della guerra imperialista tutta stelle e strisce, è una delle cause prime di questi flussi migratori.
La povertà generata dallo sfruttamento economico, e la precarietà ed il terrore causato dagli interventi militari della Francia in paesi come Libia, Nigeria, Niger, (persino gli ultimi bombardamenti contro la Siria di appena 10 giorni fa) sono il motivo principale per cui uomini donne e bambini si vedono obbligati ad abbandonare il proprio paese, le proprie radici, i propri affetti e la propria casa per esser trattati con un po’ di umanità e per riguadagnarsi un po’ di dignità.
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